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Epidemia di estorsioni via computer: bollettino d?allerta per il ransomware
Patrizia su nicofranca, 04\12\2015, h. 10.45.

Autore:
Paolo Attivissimo
venerd 4 dicembre 2015 08:25
  eslacrypt-screenshot uno dei peggiori incubi di chiunque lavori con i
computer: arrivare in ufficio al mattino e trovare che su tutti i
computer campeggia un avviso che dice che tutti i dati di lavoro sono
stati bloccati con una password complicatissima. Anche le copie di
sicurezza sono bloccate. Per avere questa password bisogna pagare il
criminale che ha infettato i computer e bloccato i dati. Questo tipo
d'infezione si chiama ransomware, contrazione di ransom (riscatto in
inglese) e software.
Purtroppo per molti utenti quest?incubo del ransomware sta diventando
realt, tanto da spingere MELANI, la Centrale d'annuncio e d'analisi per
la sicurezza dell'informazione della Confederazione Svizzera, a diramare
un bollettino apposito, riferito a un tipo specifico di ransomware
denominato Teslacrypt, che  stato segnalato ripetutamente a MELANI
negli ultimi giorni.
Il bollettino illustra i passi principali da seguire e quelli da evitare
se si  colpiti: per esempio, usare un antivirus a questo punto 
inutile, perch comunque i dati restano bloccati; pagare la richiesta di
riscatto  un rischio, perch non c' garanzia che i criminali diano la
password di sblocco; scollegare immediatamente da tutte le reti i
computer infettati, invece,  importante per evitare che l'infezione si
propaghi ad altri computer. Segnalo inoltre che per alcuni tipi di
ransomware  disponibile un rimedio: un software gratuito che sblocca i
dati, come quello offerto da Cisco.
La prevenzione , come al solito, la cura migliore: il bollettino di
MELANI raccomanda di creare regolarmente delle copie dei dati e di
metterle su supporti che vanno scollegati dal computer subito dopo la
copia dei dati; invita a essere prudenti in caso di mail inattese o da
mittenti sconosciuti, le cui istruzioni non vanno eseguite; e ricorda
che  vitale tenere aggiornato il sistema operativo e le applicazioni,
avere un antivirus aggiornato e un firewall altrettanto al passo con i
tempi.
Da parte mia aggiungo che chi non si tiene aggiornato rischia di
contrarre un ransomware anche semplicemente visitando un sito, come 
successo ad alcuni utenti che hanno sfogliato con vecchie versioni di
Flash le pagine del sito del Reader's Digest, che era infetto con il
ransomware denominato Angler. Inoltre  importante, nelle aziende, che
sia chiaro che non vi saranno sanzioni o provvedimenti verso chi ha
causato l?infezione del ransomware: questo serve a evitare l?omert e i
rimedi fai da te di chi ha sbagliato e aiuta a far emergere
tempestivamente il problema.
Scritto da Paolo Attivissimo per il blog Il Disinformatico.
Ripubblicabile liberamente se viene inclusa questa dicitura

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