minaccia
La crescente minaccia della steganografia in Rete
Donato Taddei in privato, 07\10\2014, h. 21.48.

La crescente minaccia della steganografia in Rete
Nascondere virus in file apparentemente innocui. Una forma di attacco sempre pi comune
In partnership con MIT Technology Review
Nel 2011, i ricercatori del Laboratorio di Crittografia e Sicurezza dei Sistemi di Budapest, hanno 
scoperto un?insolita forma di software malevolo. Questo malware si insinua nelle macchine di 
Microsoft Windows, raccoglie informazioni sui sistemi di controllo industriale e quindi le invia 
tramite Internet al suo centro di controllo. Dopo 36 giorni, il malware si rimuove automaticamente, 
rendendo particolarmente difficile la sua individuazione. Questo malware  stato denominato Duqu 
perch crea file utilizzando il prefisso ?~DQ?.
Il software risulta inusuale per una serie di motivi. Anzitutto, i ricercatori hanno notato una 
straordinaria somiglianza del Duqu con il malware Stuxnet, sviluppato presumibilmente da team 
statunitensi e israeliani per attaccare le capacit nucleari dell?Iran. Un team di ricercatori ha 
detto che era pressoch identico allo Stuxnet ma con lo scopo inverso di raccogliere informazioni 
piuttosto che attaccare.
L?aspetto pi intrigante, per,  il modo in cui Duqu ritrasmette le informazioni al suo centro di 
controllo. Per cominciare, il malware cripta le proprie informazioni e le incorpora in un file JPEG 
per farlo sembrare una semplice e innocua figura, una tecnica conosciuta come steganografia. 
Laddove la crittografia protegge l?informazione, la steganografia nasconde in primo luogo 
l?esistenza di un messaggio.
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Fabrizio Marino
I ricercatori stanno ancora studiando Duqu per identificare esattamente il suo scopo e comprendere 
come costruirlo. Il fatto che questo malware utilizzi la steganografia per inviare informazioni 
tramite Internet  parte di un trend preoccupante. Nel 2008, il Dipartimento di Giustizia degli 
Stati Uniti  stato vittima della steganografia quando sensibili dettagli finanziari sono stati 
fatti trapelare nascosti all?interno di immagini JPEG. Nel 2002  stato identificato un giro di 
pornografia minorile che ricorreva alla steganografia per scambiare informazioni. Un gruppo di 
spionaggio russo  stato invece scoperto a New York, ed  in seguito stato appreso che faceva uso 
della steganografia per inviare informazioni ai suoi capi.
Questi fatti lasciano sorgere alcune importanti domande. Quanto  diffusa esattamente la 
steganografia su Internet, che genere di tecniche sfrutta, e come pu essere affrontata? Una 
risposta parziale ci viene fornita dal lavoro di Steffen Wendzel e colleghi presso il gruppo di 
ricerca in sicurezza informatica del Fraunhofer Institute for Communication, Information Processing 
and Ergonomics di Bonn, in Germania. Questi ricercatori ci offrono una panoramica della maniera in 
cui questo malware nasconde informazioni segrete all?interno di ordinarie trasmissioni via 
Internet, e dimostrano come il numero di metodi che sfruttano questa tecnica sia cresciuto 
drammaticamente negli ultimi anni.
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Fabrizio Marino
Il loro sforzo si  concentrato principalmente sulla steganografia in rete ? l?occultamento di 
informazioni all?interno di trasmissioni ordinarie piuttosto che attraverso chiavette USB o 
immagini fisiche e via dicendo. Il team ha messo in evidenza come la steganografia in rete risulti 
attraente per la quantit pressoch illimitata di informazioni che possono essere trasmesse. 
Oltretutto, le opportunit di nascondere informazioni nelle trasmissioni in rete continua a 
crescere a un ritmo elevato. In particolare, un certo numero di approcci ha preso di mira gli IP di 
programmi di telefonia quali Skype, che negli ultimi anni sono divenuti sempre pi popolari.In 
passato, steganografi informatici hanno sfruttato i protocolli TCP/IP le cui intestazioni 
contengono informazioni per trasmettere i dati attraverso Internet. Queste intestazioni presentano 
anche dei campi inutilizzati che possono essere adoperati per trasportare informazioni nascoste con 
relativa semplicit.
Stando a Wendzel e colleghi, negli ultimi anni gli attacchi si sono concentrati maggiormente su 
applicazioni di maggiore rilievo, quali Skype, Bit Torrent e Google search, e verso nuovi campi 
della rete quali il cloud computing. Recentemente, abbiamo assistito a un cambiamento nella scelta 
del trasportatore segreto di dati, dicono. Un approccio denominato ?Transcoding Steganography? o 
TranSteg, consiste nel comprimere dati audio affinch occupino meno spazio e utilizzare lo spazio 
guadagnato per trasportare dati nascosti. Un altro attacco ai dati audio consiste 
nell?identificazione dei pacchetti audio associati al silenzio fra le parole cos da poterli 
riempire con dati criptati.
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Fabrizio Marino
Un approccio alternativo consiste nell?attaccare le ricerche su Google per estrapolare una lista 
delle dieci frasi pi ricercate da un utente. Un attacco intercetta i suggerimenti forniti dai 
server Google e aggiunge un?unica parola al termine di ciascuna delle dieci frasi suggerite. Il 
ricevente estrae semplicemente queste parole aggiunte e le converte in messaggi utilizzando una 
tavola di ricerca condivisa in precedenza.
La tendenza pi preoccupante riguarda forse le crescenti capacit degli smartphone, fino a pochi 
anni disponibili solo su desktop e portatili. Gli smartphone offrono una panoplia di possibilit 
stenografiche grazie alla loro capacit di registrare e inviare messaggi audio, video, immagini e 
documenti di testo di vario genere. Oltretutto, sono ovviamente pi mobili e possono connettersi 
automaticamente a una variet di reti.
software-contraffatti-tutto-il?
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L?aspetto pi terrificante  che molti di questi dispositivi hanno vulnerabilit uniche. Gli 
strati di sicurezza utilizzati nei sistemi operativi per dispositivi mobile sono a mala pena 
adeguati, spiegano Wendzel e co. Una forma di malware conosciuta come Sound Comber cattura dati 
personali quali i tasti premuti nella tastiera di uno smartphone durante una telefonata per poi 
trasmetterli tramite una variet di metodi differenti, quali modalit di vibrazione predefinite, 
modifiche al volume della suoneria o bloccando e sbloccando lo schermo del cellulare.
Tutto questo rappresenta una minaccia significativa. Restano in circolazione pi di cento tecniche 
per la trasmissione di dati riservati attraverso le informazioni meta, quali gli elementi della 
testata o la tempistica nei packet della rete, spiega Wendzel. Il problema, ovviamente, sta 
nell?individuare i computer infetti da malware steganografici ricercando direttamente il malware o 
cercando i segni identificativi della steganografia nei dati trasmessi.
Articolo originariamente pubblicato su MIT Technology Review
Nascondere virus in file apparentemente innocui. Una forma di attacco sempre pi comune
In partnership con MIT Technology Review
Nel 2011, i ricercatori del Laboratorio di Crittografia e Sicurezza dei Sistemi di Budapest, hanno 
scoperto un?insolita forma di software malevolo. Questo malware si insinua nelle macchine di 
Microsoft Windows, raccoglie informazioni sui sistemi di controllo industriale e quindi le invia 
tramite Internet al suo centro di controllo. Dopo 36 giorni, il malware si rimuove automaticamente, 
rendendo particolarmente difficile la sua individuazione. Questo malware  stato denominato Duqu 
perch crea file utilizzando il prefisso ?~DQ?.
Il software risulta inusuale per una serie di motivi. Anzitutto, i ricercatori hanno notato una 
straordinaria somiglianza del Duqu con il malware Stuxnet, sviluppato presumibilmente da team 
statunitensi e israeliani per attaccare le capacit nucleari dell?Iran. Un team di ricercatori ha 
detto che era pressoch identico allo Stuxnet ma con lo scopo inverso di raccogliere informazioni 
piuttosto che attaccare.
L?aspetto pi intrigante, per,  il modo in cui Duqu ritrasmette le informazioni al suo centro di 
controllo. Per cominciare, il malware cripta le proprie informazioni e le incorpora in un file JPEG 
per farlo sembrare una semplice e innocua figura, una tecnica conosciuta come steganografia. 
Laddove la crittografia protegge l?informazione, la steganografia nasconde in primo luogo 
l?esistenza di un messaggio.
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Fabrizio Marino
I ricercatori stanno ancora studiando Duqu per identificare esattamente il suo scopo e comprendere 
come costruirlo. Il fatto che questo malware utilizzi la steganografia per inviare informazioni 
tramite Internet  parte di un trend preoccupante. Nel 2008, il Dipartimento di Giustizia degli 
Stati Uniti  stato vittima della steganografia quando sensibili dettagli finanziari sono stati 
fatti trapelare nascosti all?interno di immagini JPEG. Nel 2002  stato identificato un giro di 
pornografia minorile che ricorreva alla steganografia per scambiare informazioni. Un gruppo di 
spionaggio russo  stato invece scoperto a New York, ed  in seguito stato appreso che faceva uso 
della steganografia per inviare informazioni ai suoi capi.
Questi fatti lasciano sorgere alcune importanti domande. Quanto  diffusa esattamente la 
steganografia su Internet, che genere di tecniche sfrutta, e come pu essere affrontata? Una 
risposta parziale ci viene fornita dal lavoro di Steffen Wendzel e colleghi presso il gruppo di 
ricerca in sicurezza informatica del Fraunhofer Institute for Communication, Information Processing 
and Ergonomics di Bonn, in Germania. Questi ricercatori ci offrono una panoramica della maniera in 
cui questo malware nasconde informazioni segrete all?interno di ordinarie trasmissioni via 
Internet, e dimostrano come il numero di metodi che sfruttano questa tecnica sia cresciuto 
drammaticamente negli ultimi anni.
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Il loro sforzo si  concentrato principalmente sulla steganografia in rete ? l?occultamento di 
informazioni all?interno di trasmissioni ordinarie piuttosto che attraverso chiavette USB o 
immagini fisiche e via dicendo. Il team ha messo in evidenza come la steganografia in rete risulti 
attraente per la quantit pressoch illimitata di informazioni che possono essere trasmesse. 
Oltretutto, le opportunit di nascondere informazioni nelle trasmissioni in rete continua a 
crescere a un ritmo elevato. In particolare, un certo numero di approcci ha preso di mira gli IP di 
programmi di telefonia quali Skype, che negli ultimi anni sono divenuti sempre pi popolari.In 
passato, steganografi informatici hanno sfruttato i protocolli TCP/IP le cui intestazioni 
contengono informazioni per trasmettere i dati attraverso Internet. Queste intestazioni presentano 
anche dei campi inutilizzati che possono essere adoperati per trasportare informazioni nascoste con 
relativa semplicit.
Stando a Wendzel e colleghi, negli ultimi anni gli attacchi si sono concentrati maggiormente su 
applicazioni di maggiore rilievo, quali Skype, Bit Torrent e Google search, e verso nuovi campi 
della rete quali il cloud computing. Recentemente, abbiamo assistito a un cambiamento nella scelta 
del trasportatore segreto di dati, dicono. Un approccio denominato ?Transcoding Steganography? o 
TranSteg, consiste nel comprimere dati audio affinch occupino meno spazio e utilizzare lo spazio 
guadagnato per trasportare dati nascosti. Un altro attacco ai dati audio consiste 
nell?identificazione dei pacchetti audio associati al silenzio fra le parole cos da poterli 
riempire con dati criptati.
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Fabrizio Marino
Un approccio alternativo consiste nell?attaccare le ricerche su Google per estrapolare una lista 
delle dieci frasi pi ricercate da un utente. Un attacco intercetta i suggerimenti forniti dai 
server Google e aggiunge un?unica parola al termine di ciascuna delle dieci frasi suggerite. Il 
ricevente estrae semplicemente queste parole aggiunte e le converte in messaggi utilizzando una 
tavola di ricerca condivisa in precedenza.
La tendenza pi preoccupante riguarda forse le crescenti capacit degli smartphone, fino a pochi 
anni disponibili solo su desktop e portatili. Gli smartphone offrono una panoplia di possibilit 
stenografiche grazie alla loro capacit di registrare e inviare messaggi audio, video, immagini e 
documenti di testo di vario genere. Oltretutto, sono ovviamente pi mobili e possono connettersi 
automaticamente a una variet di reti.
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L?aspetto pi terrificante  che molti di questi dispositivi hanno vulnerabilit uniche. Gli 
strati di sicurezza utilizzati nei sistemi operativi per dispositivi mobile sono a mala pena 
adeguati, spiegano Wendzel e co. Una forma di malware conosciuta come Sound Comber cattura dati 
personali quali i tasti premuti nella tastiera di uno smartphone durante una telefonata per poi 
trasmetterli tramite una variet di metodi differenti, quali modalit di vibrazione predefinite, 
modifiche al volume della suoneria o bloccando e sbloccando lo schermo del cellulare.
Tutto questo rappresenta una minaccia significativa. Restano in circolazione pi di cento tecniche 
per la trasmissione di dati riservati attraverso le informazioni meta, quali gli elementi della 
testata o la tempistica nei packet della rete, spiega Wendzel. Il problema, ovviamente, sta 
nell?individuare i computer infetti da malware steganografici ricercando direttamente il malware o 
cercando i segni identificativi della steganografia nei dati trasmessi.
Articolo originariamente pubblicato su MIT Technology Review
