bagno
Globalvoicesonline: Open defecation
Donato taddei in privato, 02\10\2014, h. 12.25.

no, non  l'ennesimo rumor come l'open-source o l'open-hardware,  proprio il fatto che un terzo 
dell'umanit al bagno ci va all'aperto e a sollevare la questione  l'Onu con una campagna.
  Open defecation?, la campagna ONU per una crisi mondiale
Data 30 September 2014 di Antonella Sinopoli
Un miliardo e 100 milioni di persone nel mondo non hanno nessun accesso ai servizi igienici e la 
fanno all?aperto. Due miliardi e 500 milioni ? all?incirca il 37 per cento della popolazione 
mondiale ? non ha invece adeguato accesso ai servizi igienici. Venti Paesi, perlopi in Asia 
meridionale e nell?Africa Subsahariana, contano tra 80% e l?85% di ?defecazione all?aperto? nel 
mondo. Vale a dire solo il 15% della popolazione mondiale fa uso di bagni.
Il dato  sconcertante e indica quanto ci sia ancora da fare per garantire dignit e diritti a 
tutte le latitudini. S perch, come ha ricordato tempo fa l?Assemblea Generale delle Nazioni Unite 
?usare la toilette?  un diritto fondamentale. Un diritto negato a milioni di persone e un disagio 
che  alla base di malattie ed epidemie. Oltre che privare l?essere umano della sua dignit. Questi 
milioni di persone non scelgono di ?farla all?aperto?. Semplicemenete non hanno scelta.
Insomma, siamo alla presenza di una vera e propria crisi sanitaria mondiale, ma nessuno ? come 
ricorda la stessa ONU ? ne parla. Sicuramente c? qualcosa di sbagliato se a fronte di tanti 
progetti nei Paesi in Via di Sviluppo, questo sia ancora un grave buco nero. E non basta certo 
sfoderare cifre come: 1 miliardo e 800 milioni di persone in pi hanno ora accesso ai servizi 
rispetto al 1990. Qualcosa non funziona nei piani di sviluppo.
Ora l?ONU ha lanciato una Campagna per sollevare la questione e sensibilizzare sul tema. Che i 
cittadini comuni sappiano come vive l?80% (o pi) della popolazione mondiale  sicuramente 
importante, ma per affrontare questa emergenza bisogna lavorare sodo e seriamente sul campo. Non  
attraverso Internet e la ?comunicazione partecipata? che si risolver questo dramma.
open defecation un
Speciale rotolo di carta igienica messa nelle toilette della sede delle Nazioni Unite - New York - 
a uso dei delegati che hanno partecipato alla recente Assemblea Generale. Foto tratta dal Blog 
delle Nazioni Unite.
Diarrea, colera, tifo, epatiti, malattie infestanti da vermi, ritardi nella crescita: sono solo 
alcune delle malattie provocate in conseguenza della defecazione all?aperto. Si calcola che 750.000 
bambini al di sotto dei 5 anni muoiono ogni anno a causa della diarrea e che ogni anno i bambini 
abitanti in queste aree deprivate perdono ? sempre a causa della diarrea ? 272 milioni di giorni di 
scuola.
Sono bambini che, spesso, bevono insieme all?acqua dei ruscelli e delle fonti pi vicine, anche le 
feci di chi vive nei dintorni. Ancora,  stato calcolato che quest?anno circa 44 milioni di donne 
incinta saranno infettate da vermi che vanno in circolo a causa di questa pratica. Senza contare il 
rischio di violenze sessuali per le donne in aree particolarmente a rischio.
Ovviamente tale problema ha dei costi, sia a livello dei Paesi coinvolti, sia per la comunit 
internazionale, che interviene spesso non alla radice del problema ma quando  in atto l?emergenza. 
La mancanza di accesso ai servizi sanitari costa ai Paesi pi poveri (ma anche a chi ha programmi 
di cooperazione con quei Paesi) 260 miliardi all?anno. Viene naturale chiedersi quante toilette si 
potrebbero realizzare nei villaggi con quei soldi. Ovviamente va sottolineato che non sono solo i 
centri rurali a mancare di servizi igienici, ma anche le capitali sono spesso colpite da gravi 
epidemie che fanno migliaia di morti.
Nel 2013 l?Assemblea Generale delle Nazioni Unite ha lanciato il World Toilet Day (19 novembre). 
Chiss se ne verr fuori ? a parte la conoscenza e la sensibilizzazione ? qualcosa di concreto. Il 
Report 2014 dell?Unicef e dell?Organizzazione Mondiale della Sanit ? intanto ? avverte: nel 2015 
ancora 2 miliardi e 500 milioni di persone non avranno accesso ai servizi igienici e 547 milioni di 
persone sono rimaste fuori dagli Obiettivi del Millennio. E che, mentre 77 Paesi hanno raggiunto ? 
o meglio sono stati aiutati ? a raggiungere tali Obiettivi in termini di sanit, 79 ne sono rimasti 
fuori.
