allergie
Allergie tecnologiche: i casi Fitbit
Art. inviato in privato da D. Taddei, 29\08\2014, h. 17.14.

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CASI IN CRESCITA. IL BAMBINO CHE USA IL TABLET SOLO NELLA CUSTODIA DI PLASTICA
Milano, 29 agosto 2014 - 13:17
e Xbox, le dermatiti da iPad e iPhone
di Vincenzo Scagliarini
Gli effetti collaterali della tecnologia non sono mai mancati: la dipendenza da Internet  
contemporanea alla nascita della Rete. Ma finch il contatto avveniva con tastiera e monitor le 
conseguenze negative erano pi difficilmente valutabili. Ora che i dispositivi elettronici sono 
sempre pi vicini alla pelle, anche il corpo pu essere a rischio. Con dermatiti, irritazioni e 
allergie.
Dormire con il telefono
Quello di Dionne Baxter, 24enne inglese che si  procurata un?ustione di 12 centimetri (la 
lunghezza del suo iPhone) sul seno perch si era addormentata con lo smartphone sul petto mentre 
era sotto carica,  un caso estremo.  appena iniziata l?era dei wearable, gadget indossabili 
pensati per accompagnare ogni minuto della vita.
Reazioni al nichel
A febbraio i braccialetti elettronici Fitbit della linea Force (utilizzati dagli sportivi per 
monitorare la propria attivit fisica) sono stati ritirati dalla vendita negli Stati Uniti perch 
l?1,7% dei nostri clienti ha manifestato reazioni cutanee, ha dichiarato l?azienda, per poi 
precisare che abbiamo utilizzato materiali di uso comune. Insomma non ci sono sostanze tossiche 
da incolpare. I responsabili sono l?uso prolungato e il nichel, uno dei metalli pi presenti in 
natura. Si trova ovunque, dai rasoi al cibo, fino all?acqua che beviamo. Ma se non passiamo 
giornate intere a tastare pomodori (uno degli alimenti pi ricchi di nichel), tocchiamo di continuo 
cellulari, tablet e, in generale, i dispositivi elettronici. E cos i casi di sensibilizzazione a 
questo elemento sono in continuo aumento.
Iphone e Xbox: i casi
Studi dermatologici del 2013 ne hanno dimostrato la presenza nell?iPhone5, nel joypad della console 
Xbox 360 e nei computer portatili MacBook. Fino a luglio per i documenti accademici non avevano un 
volto. Poi c? stato un ragazzo americano di 11 anni. Come molti coetanei usa un iPad per molte ore 
al giorno, ma ci gli ha causato uno sfogo cutaneo. Il suo  il primo caso in cui l?allergia al 
nichel  stata correlata in modo scientifico all?uso di un oggetto tecnologico. Dopo la diagnosi la 
tavoletta Apple non gli  stata vietata, ma pu maneggiarla solo con una custodia in plastica.
Dipende da quanto si usa
Pu essere un buon consiglio per chi ha una pelle vulnerabile e soggetta a irritazioni perch non 
 la quantit a causare l?allergia, ma un?esposizione perenne e un sistema immunitario indebolito - 
spiega Erminia Ridolo, docente di Immunologia all?Universit di Parma -. La sola presenza del 
nichel non  sufficiente a spiegare la reazione. Il ragazzino aveva gi una dermatite. E cio le 
barriere difensive della sua pelle erano azzerate. Insomma con la tecnologia i fattori di rischio 
sono aumentati, ma non si pu dire che la soluzione sia limitarne l?uso. Di certo  diventata una 
compagna di vita troppo in fretta, prima che le aziende prendessero tutte le precauzioni. Ma altri 
oggetti hanno subito lo stesso percorso. Le montature metalliche degli occhiali per esempio, che 
fino a pochi anni fa contenevano nichel e oggi sono ipoallergeniche. Ed  ci che sta succedendo 
con dispositivi indossabili, come lo smartwatch Gear 2 di Samsung o il braccialetto Jawbone Up.
