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Mesh Networking: il web parallelo
Art. postato da Francesco Melis su smanettando, 15\05\2014, h. 11.15.

Da "Repubblica" del 15 maggio 2014
http://www.repubblica.it/tecnologia/2014/05/12/news/mi_connetto_lontano_da_internet_la_rivoluzione_del_mesh_networking-85929965/?ref=HRERO-1

Mi connetto, lontano da Internet: la rivoluzione del mesh networking
Le costruiscono montando sui tetti antenne wifi. Sono in grado di
portare il web dove, per logiche di mercato, non c. Ma anche di
comunicare tra loro senza accedere alla grande Rete. Gli appassionati
radunati a Leipzig, in Germania, dal 12 al 18 maggio
di ROSITA RIJTANO

RETI fai da te. In grado di portare Internet dove, per logiche di
mercato, non c. Ma anche di comunicare tra loro senza accedere alla
grande Rete: una sorta di web parallela, dove i dati possono viaggiare
da un pc allaltro. Con una velocit trenta volte superiore a quella del
nostro Adsl e potenzialmente fuori dal controllo della Nsa. Sono le reti
wireless mesh, cosiddette a
maglia. Le costruiscono montando sui tetti antenne wifi e sono sempre
pi diffuse, soprattutto in Europa, dove esistono due fra i pi grandi
network del mondo: la spagnola Guifi, con oltre ventiquattro mila nodi
attivi, e la greca AWMN che conta pi di 2300 utenti.

Il prossimo raduno per appassionati  a Leipzig, in Germania, dal 12 al
18 maggio. "Vogliamo costruire un network aperto, libero e neutrale",
spiega a Repubblica.it Roger Baig Vias, membro di Guifi. Certo, ci sono
ancora molti passi da fare: migliorare i dispositivi, rendere pi facile
il loro uso. "Per le sfide principali sono due: convincere le persone e
combattere le lobby".

Di recente ad accendere i riflettori su questo tipo di tecnologia 
stata Primavera De Filippi, ricercatrice del CERSA, in un articolo su
Wired. " ora di prendere seriamente in considerazione i mesh network. E
non solo per i motivi che pensate", il titolo. La prima ragione - spiega
De Filippi   che uninfrastruttura del genere pu essere messa in
piedi da chiunque. Poi:  in grado di riconfigurarsi automaticamente in
caso di guasti e collega gli utenti gli uni agli altri direttamente.

Senza passare da un Internet service provider o da unautorit centrale
come fa la Rete. Ci la renderebbe pi resistente a catastrofi naturali.
Ma anche a tentativi di censura. Non a caso  proprio sui mesh networks
che puntano alcuni progetti come gli statunitensi Commotion e
Freedombox, nati per "circumnavigare ogni tipo dinterruttore killer".
Paragonate allInternet normale, per cui basta chiudere uno dei provider
che forniscono la connessione, "lunico modo per spegnere un mesh
network  spegnere ogni nodo della rete. Non solo. Secondo De Filippi
c un altro motivo, spesso trascurato: "Laspetto realmente
rivoluzionario  scrive  non  tanto luso della nuova tecnologia. Ma
il fatto che fornisce alle persone uno strumento per organizzarsi e
condividere risorse tra loro. Invece di dipendere da infrastrutture
fornite da terzi ISPs, i network mesh fanno affidamento su
un'organizzazione orizzontale tra chi vi partecipa. Nessuno possiede
l'intera infrastruttura: ciascuno contribuisce con le proprie risorse al
funzionamento della rete che, a sua volta,  controllata solo dalla
propria comunit".

In Italia sono almeno tre i network basati sulle reti wireless mesh:
sfruttano tecnologie simili ma hanno obiettivi diversi. Ninux 
focalizzata sullaspetto sociale e sullo sviluppo di servizi interni.
Nata nel 2001 a Roma, grazie a Nino Ciurleo, oggi  la comunit di
connessione "a maglia" pi grande del nostro Paese: conta circa mille
nodi potenziali e 250 nodi attivi da nord a sud. Farne
parte  semplice. Racconta Federico Capoano, membro della comunit: "La
rete  fatta di nodi: cio da quellinsieme di software e hardware, di
solito installati sui tetti, che servono a collegare un pc allaltro.
Per crearli facciamo un sopralluogo a casa del futuro proprietario, che
compra a sue spese tutto il materiale necessario. Poi li costruiamo. Il
costo della struttura varia da un minimo
di settanta a un massimo di 400 euro, ma ladesione alliniziativa 
gratuita e noi ci aiutiamo a vicenda".

Allinterno della rete Ninux lutente ha a disposizione tutti gli
strumenti base per comunicare: dalle chiamate VoIP, alla messaggistica.
E lo scambio dinformazioni avviene in modo simmetrico. "Questo vuol
dire  prosegue Capoano  che al contrario di quanto succede nelle
connessioni Adsl, che limitano la velocit di upload, non c alcuna
differenza tra la velocit dei dati caricati e quella dei dati
scaricati, quindi generare e condividere contenuti  pi facile". La
possibilit di avere accesso anche a Intenet grazie ai nodi Ninux varia
di citt in citt  a Roma e a Pisa c, a Firenze no  e non  lo scopo
principale del progetto. Anzi. Quando qualche nuovo potenziale membro
dice: "Che bravi, anchio voglio connettermi a Internet senza pagare il
canone",  pronto quello che Leonardo Maccari, ricercatore
dellUniversit di Trento e promotore del network fiorentino, chiama
"pippone Ninux". Scherza: "Sembra una ramanzina. In realt vogliamo
motivare le persone non solo a utilizzare la rete, ma a essere parte
attiva del progetto: creare dei servizi. Con lidea che appena la rete
crescer, la comunit avr i suoi sistemi di cloud, chat e telefonia.
Tutti possibilmente basati su princpi di distribuzione e di
organizzazione collettiva".

Ed  proprio la possibilit di fare comunit, che d anche lopportunit
di acquisire competenze informatiche, uno degli aspetti pi
rivoluzionari e positivi di Ninux secondo Maccari. "Certo, si tratta di
un network basato sul lavoro di volontari: se il tuo nodo si rompe, e
non sei in grado di aggiustarlo da solo ti devi affidare alla comunit.
Il tempo necessario a ripararlo dipende dalla disponibilit di chi
volontariamente vorr aiutarti". Stesso problema per Neco, rete mesh che
collega al web lintera Vietri di Potenza, citt al confine tra Campania
e Basilicata. "Si tratta di volontariato ed  difficile trovare ragazzi
che abbiano il tempo di dedicarci delle energie", dice il fondatore
Giuseppe Pitta, trentun anni, informatico. "In questo periodo di crisi
sono tutti impegnati a cercare lavoro, la maggior parte va via dal
paese. Vero, le nostre attivit si svolgono per lo pi da remoto ma, in
caso di emergenza, abbiamo difficolt a reagire in tempi rapidi.
Migliorarci? Ci stiamo provando, cercando di diffondere il modello anche
altrove, per recuperare risorse umane".

Neco  nata cos. La storia della banda larga in Italia  segnata da
continui rinvii: 2012, 2013, 2014, ora 2015. Pitta si era stancato di
aspettare. Da casa navigava sul web a una velocit di cinquantasei kbps.
Una lumaca. A luglio del 2008 ha deciso di usare la tecnologia wifi mesh
per portare lAdsl nel suo paese, sfruttando la connessione delle zone
limitrofe. Con un gruppo di amici ha montato trentadue antenne in tutta
la citt, capaci di collegarsi tra loro e a un singolo punto di accesso
a Internet. Poi ha coinvolto le famiglie. Ne ha convinte 130. In un
comune di tremila abitanti. Un progetto no profit ma non "nerd to nerd",
precisa. "Nerd to people"  la sua filosofia, per "offrire un servizio a
costi popolari, anche a persone che non possono permetterselo".
Abbattere il digital divide e, quindi dare accesso alla grande Rete, 
lobiettivo primario. La tecnologia  a disposizione di tutti. Anche chi
non aderisce alliniziativa, pu registrarsi sul sito e per unora ogni
giorno navigare gratis su Internet da ogni zona del centro urbano.

Ore che diventano persino ventiquattro a Natale e in estate. "Chi,
invece, decide di sostenere il progetto, pu contribuire come pu: o
pagando semplicemente una quota annuale di circa 100 euro, o mettendo a
disposizione il suo tempo e le sue conoscenze. Non volevamo creare una
rete fine a se stessa, ma coinvolgere i cittadini: un progetto gestito
da tecnofili non si sarebbe mai evoluto". "Internet  un bene
collettivo, come lacqua, dice Pierluigi Paoletti. Perci nellestate
del 2011 con Marco Polverari e Remo Tabanelli ha creato Noinet: un
network che copre il litorale nord di Roma. Il sogno? Creare una rete di
propriet della comunit stessa. Che si affianca a due obiettivi pi
concreti: abbassare il costo dellabbonamento a Internet e finanziare
progetti di alto valore sociale per la comunit, grazie alluso di una
moneta particolare. "I soci - spiega Paoletti  sono proprietari
dellinfrastruttura e gli utili sono distribuiti allinterno della
comunit. Per partecipare chiediamo una quota associativa di 200 euro e
un abbonamento mensile di 18 euro e due Scec, una valuta locale. Il
prossimo passo sar la mobilit, cio collegarsi alla rete di casa dal
parco".
