innova
Dallo smartphone per sordo-ciechi ai vetri fotovoltaici
La Repubblica del 17-05-2014


TORINO. Qualche anno fa lavremmo chiamata fantascienza. Oggi 
semplicemente tecnologia. Sotto questa etichetta finiscono ogni giorno
migliaia di invenzioni capaci di cambiare, in meglio, la vita di tutti.
I campi di ricerca sono infiniti: dalla chirurgia pi avanzata, alle
tecnologie che semplificano la gestione della casa, ai servizi per
rendere le citt sempre pi smart.
I laboratori dove nascono idee e progetti sono quasi sempre i
dipartimenti universitari e gli incubatori di start up, capofila nei
rapporti tra atenei e imprese per trasformare i prototipi in prodotti
commerciali. Torino, in questo panorama, recita la parte del leone con
migliaia di ricercatori al lavoro su decine di progetti ogni anno.
I vantaggi che la tecnologia  in grado di portare nella vita di tutti
sono davvero enormi  spiega Federico Bussolino, vicerettore per la
ricerca dellUniversit di Torino  E parliamo di un innovazione
incalzante che interessa campi diversi, ma soprattutto esami e procedure
mediche.
Ci sono ricerche in grado di rivoluzionare davvero la vita. Una di
queste porta la firma di Marco Indaco, 31 anni, appena uscito da un
dottorato al Politecnico di Torino in ingegneria informatica dove tra
gli altri progetti ha lavorato anche allo sviluppo dei Google glass per
creare video-guide per sordi, un progetto presentato qualche mese fa al
museo Egizio. Insieme ad un team di ingegneri, ora ha progettato
Parloma, un telefono per persone sordo-cieche. Queste persone possono
comunicare solo con un linguaggio dei segni tattile e solo con qualcuno
che sia fisicamente vicino. Con il nostro sistema invece possiamo
riconoscere con delle telecamere il movimento nello spazio del messaggio
recitato, e trasferirlo a due braccia robotiche che lo riproducono a
distanza, spiega Indaco che con questa invenzione ha conquistato il
secondo posto a livello nazionale del bando smart Cities under 30.
Innovazioni come questa, cambiano la vita ad un numero specifico di
persone, ma altre sono in grado di proiettare nel futuro interi paesi.
E il caso di Verrua Savoia che per sua fortuna conta tra i residenti
Daniele Trinchero il direttore del laboratorio iXem del Politecnico, che
dal 2004 si occupa di sistemi di telecomunicazione e tecnologia
wireless. Tra le 1400 anime che vivono nel comune pi orientale della
provincia di Torino, let media  70 anni, le connessioni telefoniche
difficili e lurbanizzazione dispersiva. Abbiamo creato una copertura
di rete su tutto il paese con una stazione radio-base e dunque senza
bisogno di internet e telefoni  spiega Trinchero  E poi abbiamo
distribuito un dispositivo che, in caso di bisogno invia un messaggio in
Comune e d il via alla richiesta di soccorso. Ora lo stiamo migliorando
per fare
in modo che non sia nemmeno pi necessario che il messaggio sia inviato
dallanziano . Una tecnologia a basso costo, disponibile a tutti che
rende pi sicuri gli anziani e migliora anche la vita dei parenti che
possono dormire sonni tranquilli.
Il processo di innovazione tecnologico, che si innesca con i prodotti
nati sotto la Mole, sorprende anche per la sua velocit. In una sola
settimana al campus Einaudi dellUniversit di Torino sono stati
sviluppati oltre 180 progetti nati nellambito del progetto Hackunito.
Le squadre di ricerca, di norma, lavorano ad un prototipo dai 2 ai 4
anni e spesso da una singola ricerca si aprono decine di porte per nuove
applicazioni. Proprio dalla copertura wireless di Verrua Savoia, ad
esempio,  nato un esperimento di domotica assistita. Dalla rete
centrale, gestita da ricercatori e studenti, il Politecnico sta
lavorando ad un sistema per calcolare i consumi di acqua e luce nelle
singole case a seconda delle abitudini degli inquilini. Cos siamo in
grado di consigliare gli accorgimenti per ridurre sprechi e consumi,
spiega ancora Trinchero.
In un mondo dove pare che tutto o quasi pu essere comandato da un app
sullo smartphone, la domotica va di gran moda: governare luce,
riscaldamento e addirittura il dispenser delle crocchette di Fido  gi
una realt.
La tecnologia applicata al risparmio energetico e alle energie
sostenibili  uno dei campi pi vasti in campo industriale ma anche
domestico. Nel dipartimento di chimica delluniversit di Torino sono
stati messi a punto, ad esempio, dei vetri per le finestre che lasciano
filtrare la luce ma che in realt sono celle fotovoltaiche in grado di
produrre energia pulita. Sempre il dipartimento di chimica ha messo a
punto delle pile in grado di immagazzinare lenergia prodotta dal sole o
dal vento, trasformandola in idrogeno  spiega Bussolino  In questo
modo le industrie possono conservarla e utilizzarla quando serve, senza
sprechi.
Il grosso di queste tecnologie nascono nei laboratori universitari,
crescono con la passione dei ricercatori e poi tentano il salto nella
vita reale potendo contare, in Italia, su una rete di sostenitori non
troppo vasta. In Piemonte ci sono le risorse dellUe, i fondi europei
erogati dalla Regione e le grandi fondazioni. A volte, e soprattutto con
le star up degli incubatori di idee, i partner sono anche aziende
private dalla visione lungimirante.

di Carlotta Rocci
