canone
Pesa pagare il canone, con un'audiodescrizione del genere!
Superando.it del 02-05-2014


di Marco Gerometta

Vorrei affrontare il tema delle audiodescrizioni dei film e degli
sceneggiati proposte dalla RAI. Oramai da diverso tempo, cio da quando
il servizio  stato internalizzato, ovvero gestito direttamente dai
fonici della RAI stessa, si  avuta una completa decadenza della qualit
di tale servizio, nonostante levoluzione delle tecnologie oggi a
disposizione.
Vi sono, ad esempio, grossolani problemi tecnici di diffusione
dellaudiodescrizione di un film o di una fiction sul secondo canale
audio del digitale terrestre e del circuito satellitare della RAI a noi
dedicato, identificato anche come OTH. Si nota, in tal senso, una
differenza sostanziale del volume tra il film in lingua originale e
quello audiodescritto, cosicch spesso, per godere di un volume
discreto, se sul canale italiano  sufficiente regolare la TV sui 35-40
decibel, sul canale OTH bisogna alzare il volume fino ai 55-60 decibel.
In Una buona stagione, ad esempio, fiction programmata in queste
settimane da Raiuno, per godere di un audio accettabile, si deve
impostare il volume sui 60 decibel circa.
E ancora, durante i film, sul canale OTH, frequentemente
laudiodescrizione si interrompe senza motivo, per lasciare spazio
allannuncio audio, che informa lutente di trovarsi sul canale dedicato
alle audiodescrizioni per non vedenti; il tutto accade, come detto,
senza alcun motivo plausibile, senza che ci si trovi allinterno di un
intervallo pubblicitario, ma proprio durante la diffusione del film.
Altro problema  ultimo solo cronologicamente, ma non certo meno
importante dei precedenti   il fatto che i due film  quello in lingua
originale, al quale fanno riferimento le immagini a video, e quello
audiodescritto, in onda sul canale audio OTH  spesso non vadano di pari
passo! E cos, specie al rientro dagli intervalli publicitari, cpita
che il film originale parta regolarmente, mentre laudiodescrizione
parte dopo alcuni secondi, se non alcuni minuti dopo il rientro dalla
pubblicit.

Ci che comunque  pi scandaloso, al di l di tutto quanto si  detto,
 il fatto che spesso molte serie TV siano commentate solo per le prime
puntate, senza continuare per tutta la durata della serie. Nella gi
citata fiction Una buona stagione, per dirne una, sono state descritte
le prime tre puntate, mentre la quarta, andata in onda il 22 aprile, ne
era priva! Allinizio ho pensato a una clamorosa svista, al fatto che,
magari, i tecnici si fossero dimenticati di lanciare la versione
audiodescritta a noi dedicata; e invece, da unanalisi successiva pi
attenta, mi sono accorto che prima dellinizio della suddetta
trasmissione non era stato nemmeno lanciato lannuncio che informa gli
utenti di essere in presenza di un programma audiodescritto per non
vedenti; n, sulle pagine della programmazione RAI, quella puntata
veniva segnalata come audiodescritta!
Questultimo aspetto  chiaramente paradossale, assurdo e privo di alcun
senso logico. Sarebbe come trovarsi di fronte a un romanzo composto da
pi capitoli che io affido a un lettore, perch non posso leggerlo nella
sua versione cartacea originale, e questi, dopo aver letto i primi
capitoli, mi consegna lopera letta a met, lasciando un lavoro
incompleto e, soprattutto, non permettendomi di conoscere come prosegue
e come finir il suddetto romanzo. La stessa cosa avviene per le serie
televisive che vengono commentate soltanto per le prime puntate e poi
vengono lasciate in sospeso. Che senso ha?

Si noti a questo punto che il servizio di audiodescrizioni della RAI non
viene svolto a titolo di volontariato, per una sorta di pietismo nei
confronti dei poveri ciechi o ipovedenti, ma  regolato da un
Contratto di Servizio tra lazienda pubblica RAI e il Ministero dello
Sviluppo Economico, che impone alla suddetta azienda di realizzarlo.
Inoltre, anche questo servizio  profumatamente pagato da noi utenti,
che versiamo la quota del canone, anche se non fossimo interessati alla
visione dei canali RAI. Il canone, infatti,  una tassa, un balzello che
tutti dobbiamo pagare! Giusto, giustissimo, quando i servizi ci sono e
funzionano bene, anche un contributo non pesa darlo, perch ci viene
reso sotto forma di servizio; peggio, invece,  il dover pagare per
servizi inesistenti o di bassa qualit, mal funzionanti e mal gestiti.
Qui, infatti, anche questulteriore tassa pesa non poco!
