cibo
Terra dei fuochi, la leggenda del cibo che uccide
Art commentato ed inviato in privato da D. Taddei, 24\02\2014, h. 23.35.

questo inserto  particolarmente lungo per appesantirlo oltre con un mio commento.
Per non posso rinunciare a questo fatterello a proposito di esportazioni e made in Italy.
La mozzarella di bufala a Tokyo  tra gli alimenti di importazione pi cari in assoluto, 
raggiungendo prezzi vertiginosi.
Cosicch, come nella tradizione orientale, qualcuno in Giappone ha pensato a una versione 
niipponica della mozzarella di bufala, destinata al mercato interno giapponese.
Forti dell'esperienza della terra dei fuochi hanno pensato bene di incentivare l'allevamento  delle 
bufale su terreni tutt'ora rimasti incolti a seguito della contaminazione radioattiva dovuta alle 
bombe atomiche sganciate su Hiroshima e Nagasaki nella seconda guerra mondiale.
                        Don
Bisogna dividere il buono dal cattivo. E al catasto le discariche risultano terreni agricoli
Lidia Baratta
24/02/2014
INDICE ARTICOLO
1. Dalla Campania felix alla Terra dei fuochi
2. Giugliano: lepicentro di un terremoto
3. Dividere il buono dal cattivo
 4. Campania terra di tumori?
NAPOLI - La Terra dei fuochi  un calderone incandescente di ortaggi, contadini, rifiuti, tumori, 
pentiti, politica e camorra. Una matassa ingarbugliata di cui  difficile trovare il capo, come le 
stradine sterrate e fangose che portano agli orti coltivati a broccoli, fragole, cavoli e finocchi. 
Frutta e verdura della discordia. Piantata e raccolta lungo il muro di una discarica, come  
accaduto a Giugliano. O su un terreno imbottito di rifiuti, come  successo a Caivano. Ma  vero 
che tutti i prodotti di questa lingua di terra tra Napoli e Caserta (che per prima Legambiente nel 
2003 chiam Terra dei fuochi) sono contaminati e pericolosi per la salute di chi li mangia? E 
come si  passati dalla Campania felix alla terra dei roghi tossici da cui grandi marchi come 
Findus e Orogel stanno fuggendo?
1. Dalla Campania felix alla Terra dei fuochi
Basta fare un viaggio su uno dei tanti treni regionali che da Caserta portano a Napoli per capire 
quanto il cibo rappresenti una risorsa vitale per questa regione (la filiera agroindustriale pesa 
per il 4,3% sulleconomia regionale). A destra e a sinistra della ferrovia si estendono a perdita 
docchio le cupole bianche delle serre e i campi gialli dei broccoli che qui si chiamano 
friarielli. Non solo piccoli contadini, ma soprattutto imprese agricole innovative, che investono 
in tecnologie e puntano ai mercati esteri. Lo dice anche il rapporto di Bankitalia sulleconomia 
campana: la filiera agroindustriale campana si caratterizza per una propensione allexport 
maggiore della media italiana. Un tesoretto di 13 produzioni Dop, 12 Igp, 4 Docg, 15 Doc, 10 Igt e 
335 prodotti tradizionali.
Il cibo, in Campania,  cosa sacra. Terra felix appunto, ideale per coltivare il grano, grazie ai 
fertili terreni vulcanici e allabbondanza di acqua. Tanto che anche negli anni della crisi, nella 
regione si  s risparmiato sulle spese mediche e sui vestiti, ma non sulla spesa. Nel 2011  come 
ricorda Gianluca Abate in Pomodoro Flamb - la Campania non a caso  stata la regione in cui la 
spesa alimentare  risultata la pi alta dItalia: 558 euro a famiglia, contro i 491 della 
Lombardia e i 481 del Piemonte.
E poi cosa  successo? Le denunce dei comitati della Terra dei fuochi hanno cominciato a fare 
rumore, don Maurizio Patriciello ha portato i pomodori avvelenati sullaltare della sua chiesa di 
Caivano, nelle terre coltivate sono arrivate le telecamere e il pentito Carmine Schiavone, boss del 
clan dei Casalesi, ha iniziato a concordare interviste con i giornalisti di tutto il mondo 
ripetendo a volto scoperto il mantra del qui moriranno tutti. Eppure, ad oggi, nessuno pu dire 
con certezza che i prodotti di queste terre non si possano mangiare affatto o che mangiarli faccia 
ammalare di tumore. Perch se Le Iene hanno prelevato una pianta di pomodoro coltivata nellArea 
Vasta di Giugliano dicendo di aver trovato mercurio, arsenico e piombo, la stessa cosa ha fatto 
lIstituto superiore di sanit attestando che quei pomodori, invece, sono commestibili. Eppure il 
marchio Pom il 3 novembre del 2013 ha preferito comprare unintera pagina sui principali 
quotidiani nazionali con limmagine di un pomodoro sulla cartina del Nord Italia e lo slogan Solo 
da qui. Solo Pom. Tradotto: non compriamo prodotti dalle zone avvelenate della Campania.
Ma quella dei roghi tossici e degli sversamenti illegali di rifiuti non  una storia di pochi mesi 
fa, quando le dichiarazioni di Carmine Schiavone di fronte alla Commissione parlamentare sul ciclo 
dei rifiuti sono state desecretate. Gi alla fine degli anni Ottanta il pentito di camorra Nunzio 
Perrella aveva detto ai magistrati di Napoli: Ma quale droga, la vera miniera doro sono i 
rifiuti. Si rischiava meno e si guadagnava di pi. E poi sono arrivate le dichiarazioni di Gaetano 
Vassallo, il Buscetta dei rifiuti. Nel 1993 abbiamo fatto lanciato le prime grida di allarme, 
racconta Stefano Tonziello, coordinatore scientifico dei Comitati della Terra dei fuochi, che da 
trentanni insegue la sostenibilit ambientale nella Campania pattumiera dItalia. Lo stesso 
Roberto Saviano, nel 2006, intitol Terra dei fuochi lultimo capitolo del suo Gomorra. E 
ricordiamo tutti le immagini dei cumuli di spazzatura di Napoli e gli annunci di Silvio Berlusconi, 
cos come  rimasta impressa nella memoria la scena del film di Matteo Garrone tratto dal romanzo 
di Saviano in cui un Toni Servillo nei panni di un cinico imprenditore getta via una cassetta di 
pesche (che fetano, puzzano) perch coltivate in un terreno in cui lui stesso ha sversato rifiuti 
tossici delle industrie di tutta Italia in cambio di soldi dati agli stessi proprietari che quelle 
pesche gli hanno regalato. Ho visto come li fai campare, polemizza il giovane apprendista con 
Servillo, salvi un operaio a Mestre e uccidi una famiglia a Mondragone.
DA GOMORRA DI MATTEO GARRONE

La stragrande maggioranza delle pesche qui non puzza, controbatte Tommaso De Simone, presidente 
della Camera di Commercio di Caserta. Qui vengono prodotti 2 milioni di quintali di pesche 
allanno e non puzzano. Solo nella nostra provincia ci sono 15mila aziende agricole su 100mila 
imprese, che nei primi sei mesi del 2013 segnavano un export agroalimentare di un +36% rispetto al 
2012. Eravamo tra le province del meridione pi avanti rispetto alle altre.
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Lidia Baratta
Dopo  arrivata quella che De Simone chiama la campagna mediatica. Tutto era partito quando, nel 
novembre del 2012, don Maurizio Patriciello, ex infermiere del Policlinico di Napoli, sacerdote al 
Parco Verde di Caivano, scriveva su LAvvenire: I veleni occultati nel terreno passano nelle 
verdure e da qui nel corpo umano, provocando malattie. A spingerlo a scrivere quel pezzo era stata 
una foto scattata dal fotografo Mauro Pagnano che ritraeva un campo di cavolfiori di Caivano con 
nel mezzo una macchia di cavoli di colore giallo. Tre mesi dopo la Forestale sequestrer il terreno 
per aver riscontrato la presenza di cadmio, arsenico e piombo con parametri che superavano di 
4-500 volte il limite massimo consentito.
Finch Carmine Schiavone in una intervista a SkyTg24 dice: Sono stato camorrista per ventanni e 
ho assistito al disastro ambientale del mio territorio, contribuendovi... Stanno morendo cinque 
milioni di persone. Cose che Schiavone, in realt, aveva gi rivelato nel 1997 in una audizione 
davanti alla Commissione parlamentare sul ciclo dei rifiuti presieduta da Massimo Scalia. Sedici 
anni dopo, il 31 ottobre del 2013, il presidente della Camera Laura Boldrini decide di desecretare 
quel verbale. Le parole di Schiavone cos si prendono le prime pagine di tutti i giornali e il 
governo Letta corre ad approvare il decreto Terra dei fuochi.
Ma molti magistrati, da Federico Cafriero de Raho a Raffaele Cantone, che sui Casalesi hanno 
condotto diverse indagini, minimizzano sulle dichiarazioni di Schiavone. Siamo andati nei laghetti 
di Castelvolturno, dice Cafiero de Raho al TgR Campania, l dove Schiavone aveva detto che erano 
stati scaricati i fusti. Arrivammo con la Forestale, i Carabinieri, i sub. Avevamo anche 
apparecchiature incredibili. Ma i rifiuti radioattivi non cerano.
I cavoli gialli di Caivano
Eppure la preoccupazione cresce a vista docchio. Quando si tratta della salute, si preferisce non 
rischiare. I grandi marchi lo sanno. E non importa che dopo le analisi i prodotti non siano 
risultati contaminati. Il dubbio rimane, se Le Iene in tv dicono il contrario. Cos le aziende dei 
surgelati che prima facevano a gara per comprare i prodotti tra Napoli e Caserta, fanno un passo 
indietro. Lo ha fatto la Findus Italia, seguita dalla Orogel. Mentre la Coop, come ha raccontato 
Fanpage.it, ha sottoposto i fornitori vicini alla Terra dei fuochi a un campionamento 
straordinario. Il risultato  stato che tutti i campioni analizzati, sia di vegetali edibili, che 
di acque e terreni, sono risultati a norma di legge per i tenori dei metalli pesanti, Pcb, 
diossine, radioattivit.
Ma nessuno vuole pi mangiare i prodotti della Terra dei fuochi. A Sarno, in provincia di Salerno, 
i genitori dei bambini che frequentano lasilo comunale chiedono e ottengono la sostituzione della 
ditta che forniva il pane per la mensa. Il motivo: era di Giugliano. I cittadini vanno dal medico 
di famiglia per capire cosa possono comprare e cosa no; i fruttivendoli espongono cartelli: Qui 
non si vendono i prodotti di Giugliano. Una psicosi, dice qualcuno. Da allora, le vendite sono 
calate del 30 per cento, soprattutto sul mercato interno, dice De Simone. Mentre la grande 
distribuzione estera, tedesca in particolare, continua a comprare e a confermare gli ordini per la 
primavera, anche dallarea di Giugliano, visto che le analisi sui prodotti loro le hanno sempre 
fatte e continuano a farle. Ma il pericolo  che se in Italia la Terra dei fuochi diventa la 
Campania intera, allestero pu essere in pericolo tutto il made in Italy.
Allora, chi ha ragione? Il pentito di camorra che queste terre ha inquinato o i magistrati? Le Iene 
o lIstituto superiore di sanit? Nel frattempo, scrive Gianluca Abate, forse i magistrati 
potevano comunque fare di pi... Ma chi oggi  dopo aver ascoltato una delle cento e passa 
interviste di Schiavone  trema davanti al pomodoro o alla pesca che ha nel piatto davanti a s, 
sappia almeno che su quelle dichiarazioni i pm hanno indagato. E dunque, se  comprensibile 
lallarme tra i consumatori, sono decisamente sospetti laccanimento del pentito e gli allarmismi. 
E solo i magistrati sanno quanto le bonifiche siano un business milionario che da tempo fa gola 
alla Camorra.
Una cosa  certa, dice Tommaso De Simone, questa terra  stata violentata. Al di l dei film e 
dei romanzi, lo dicono anche i dati dellArpac (Agenzia regionale per la protezione ambientale in 
Campania): tra le province di Napoli e Caserta sono stati censiti 2.001 siti inquinati censiti 
(nelle rilevazioni compiute nel 2008), di cui 800 solo nella provincia di Caserta. Ma molti sono 
cosiddetti siti provvisori, continua De Simone. Probabilmente con la pala e con il camion si 
riesce a risolvere. Stiamo ragionando di qualche gomma, senza contaminazione del terreno. I siti 
che invece sono stati oggetto di occultamento di fusti e di rifiuti sono sotto sorveglianza da 
parte della procura per essere individuati. Quello che servirebbe, insomma,  una mappatura dei 
terreni, cos come previsto dal decreto da poco convertito in legge. Per arginare i veleni, e 
salvare e rilanciare quello che  sano. Dobbiamo avere la certezza che in alcune aree non si vada 
a coltivare pi. Teniamo per anche presente che su buona parte di questi siti gi non si produce 
niente perch sono siti di discariche. Che poi quel patto scellerato tra politica e camorra ha 
portato anche allo scarico illegale di rifiuti nelle discariche legali, di questo si occupa gi 
lattivit giudiziaria. Ma ragioniamo di meno dell1% del territorio, e non  corretto che venga 
messo a rischio il futuro di decine di migliaia di imprese agricole che operano nel rispetto delle 
regole. Se oggi prendiamo il nastro rosso e bianco delimitiamo le aree e le guardiamo da sopra, ci 
accorgiamo che stiamo ragionando di una piccola parte del nostro territorio.
La campagna mediatica, per, con il susseguirsi delle interviste di Schiavone a volto scoperto,  
coincisa con larrivo dellinverno, quindi con la presenza di relativamente pochi prodotti sul 
territorio. Il problema si sta riaprendo con larrivo della primavera, si parte con la campagna 
delle fragole fino a quella delle pesche e dei pomodori. Quello sar il banco di prova. E i 
coltivatori non possono correre il rischio di seminare senza sapere se piazzeranno quei prodotti 
sul mercato, dice De Simone.
Tant che in tanti si stanno attrezzando da soli per effettuare analisi sui prodotti e i terreni. 
A spese proprie. Lo ha fatto il consorzio dei coltivatori della mela annurca, lo hanno fatto le 
cooperative che producono vicino a Giugliano, lo hanno fatto i produttori di pomodori di Villa 
Literno. Le organizzazioni di prodotto, op, dei pomodori hanno commissionato 186 analisi di 
terreno e 130 analisi delle acque, per una spesa di 70mila euro, dice De Simone. E i risultati 
sono tutti a senso unico: i prodotti sono sani e commestibili.  lunico modo scientifico che 
hanno per dimostrare che il prodotto non ha problemi di inquinamento. Gli agronomi del luogo, 
intanto, propongono la nuova denominazione Doag, Di origine ambientale garantita. E a Napoli, a 
pochi metri dalla Stazione Centrale,  nato addirittura il polo del gusto della terra del buono. 
Ognuno, insomma, fa quello che pu.
Nel centro di Caserta, a pochi passi dalla Reggia, sventola la bandiera gialla di Coldiretti 
Campagna amica. Accanto agli uffici, c anche il fruttivendolo dellassociazione di categoria 
gestito da un coltivatore di Valle dei Maddaloni. Tutto  tracciato e certificato, al contrario 
degli altri fruttivendoli della zona, che sulle cassette non indicano alcuna provenienza. Qui 
vengono persone che prima non venivano, dice lagricoltore, ci chiedono allarmate da dove vengono 
i prodotti. Vendo quello che produco io stesso con uno sconto del 30% rispetto ai prezzi indicati 
dal ministero dellAgricoltura e ci metto la faccia.  tutto certificato e controllato. Ma questa 
dei terreni contaminati non  mica una cosa nuova, si sa da un pezzo. Ora  arrivata la tv e sono 
tutti in allarme.
Certo, aggiunge, Giovanni Lisi, direttore di Coldiretti Caserta, non possiamo neanche minimizzare 
dicendo che tutto va bene. Ci sono stati anche esempi poco edificanti, di chi ha prodotto accanto 
alle discariche o chi ha coltivato su terreni che erano gi stati incriminati in passato. E ci sono 
stati i coltivatori conniventi: qualcuno  stato vessato, qualcuno  stato attratto dal facile 
guadagno di offrire i propri terreni per gli sversamenti illegali. E poi c stato uno scarso 
controllo delle istituzioni, oltre che uno scarso senso civico da parte della popolazione. Basta 
percorrere la strada statale 265 che da Caserta porta a Giugliano per accorgersene: le piazzole di 
sosta sono piccole discariche, a ogni angolo c un frigorifero o un materasso e qualche volta si 
pu anche vedere a distanza il fumo dei roghi di spazzatura di chi non smaltisce i rifiuti 
legalmente. Che per, come riporta il portale Prometeo, stanno diminuendo: nella provincia di 
Caserta dai 665 incendi di rifiuti e altre sostanze del 2012, nel 2013 si  passati a 327. Numeri 
pi alti, ma sempre in calo, anche nella provincia di Napoli: 1.445 roghi tossici nel 2012, 815 nel 
2013.
C gente che carica la macchina e non si reca al primo bidone, ma preferisce lasciarla su 
unaiuola o su una piazzola di sosta delle strade. Anche se oggi, dopo 20 anni di cattive 
abitudini, c una maggiore presa di coscienza, dice Lisi. Ma pure lo Stato ha fatto la sua parte, 
precisa Lisi: Solo a Caserta sono state piazzate sei discariche grandissime nella piana dei 
Mazzoni, proprio dove  nata la mozzarella di bufala. Hanno sottratto un terreno fertilissimo, 
rovinato il paesaggio e probabilmente compromesso il terreno circostante. Qualcosa nellecosistema 
sar stato modificato, e tutto legalmente.
2. Giugliano: lepicentro di un terremoto
Se la Terra dei fuochi fosse un terremoto, lepicentro sarebbe lArea Vasta di Giugliano in 
Campania, uno dei paesi pi grandi dItalia, con pi di 100mila abitanti. A qualche centinaio di 
metri da un centro commerciale e dal grande mercato ortofrutticolo, che un tempo era 
trafficatissimo, una stradina che sembra una groviera di buche porta verso larea delle discariche. 
Spazzatura a destra e a sinistra: copertoni, materassi, stracci, bambole, frigoriferi. Camioncini 
bianchi vanno e vengono dal vicino campo rom, mentre un gruppo di bambini e bambine si rincorre tra 
le pozzanghere e i cumuli di immondizia.
La puzza di uova marce entra nel naso e poi nella gola in poco tempo. Qui le pianure sono diventate 
nel tempo colline di rifiuti. Su unarea di 200 ettari sono state concentrate sette discariche, tra 
le pi grandi della Campania, compresa la Resit, oltre 62mila metri quadri dove  stato sversato 
ogni sorta di rifiuto industriale, anche i fanghi pericolosi dellAcna di Cengio. E l accanto c 
un terreno, San Giuseppiello, di propriet del pentito di camorra Gaetano Vassallo, che come lui 
stesso ha dichiarato,  imbottito di rifiuti di ogni tipo. Sullavvelenamento di questarea nel 
novembre del 2013  stata inflitta una condanna esemplare: Francesco Bidognetti, boss dei Casalesi, 
 stato condannato a ventanni di carcere con giudizio abbreviato per associazione camorristica 
finalizzata allavvelenamento della falda acquifera e al disastro ambientale, per aver seppellito 
rifiuti tossici nella discarica Resit, di propriet dellavvocato Cipriano Chianese, definito dalla 
magistratura come uno degli inventori della Ecomafia e imputato davanti alla V sezione della 
Corte dAssise di Napoli per avvelenamento delle falde e disastro ambientale insieme ad altre 38 
persone. La discarica ora  sequestrata, circondata da plastica arancione. Ogni sei ore i custodi 
si danno il turno in un container precario, in cui si entra ed esce tramite una scaletta di ferro. 
Siamo qui 24 ore su 24 a respirare questa puzza,  biogas, dice il guardiano di turno, siamo qui 
da soli, a farci compagnia ci sono solo questi cani. Ed  da 16 mesi che non veniamo pagati.

Giovanni Balestri  un geologo fiorentino, che da 15 anni va su e gi con la sua auto a fare 
carotaggi, prelievi delle acque e voli aerei per la mappatura termica delle zone inquinate per 
conto della Procura di Napoli. Dal 2004 studia anche larea vasta di Giugliano. Ho avuto a che 
fare con le dichiarazioni di Gaetano Vassallo, che nasce e cresce con i rifiuti. Carmine Schiavone 
in confronto  un battitore libero, racconta Balestri dopo una giornata di prelievi, seduto al 
tavolo di un piccolo albergo alle porte di Caserta. Vassallo ha dato tante indicazioni, che sono 
state verificate e sono risultate coerenti. Ma se non ci arriva lui, ci arrivo io con la mia 
tecnologia. Scegliamo i luoghi da analizzare sulla base dellarchivio storico delle foto aeree che 
vanno dal dopoguerra in poi. Vedo il terreno iniziale, osservo se magari ha una strada larga sei 
metri quando invece dovrebbe passarci solo un contadino. Cosa ci fa una strada di sei metri in un 
terreno di contadini? Ci passano i camion. Guardando le foto, incrocio i dati e mi faccio un elenco 
60 siti potenzialmente trafficati e uno per uno li andiamo a verificare. Ma se il pentito non 
indica luoghi specifici, non  che non lo fa nessuno. Lunica cosa lui mi pu dire  pi a destra 
o sinistra, ma se lui se lo dimentica, io con la geofisica, la geoelettrica me lo scopro da solo. 
Lui serve solo per farmi risparmiare tempo.
LA MAPPA DELLAREA VASTA DI GIUGLIANO
Le perizie di Balestri hanno portato alla condanna di Bidognetti. E sua  la famosa relazione di 
290 pagine in cui si dice che la contaminazione nellarea vasta di Giugliano  cos grave che entro 
il 2064 provocher un disastro ambientale. Ho calcolato che se la contaminazione  cominciata nel 
1985 ed  arrivata a trenta meri sotto il terreno, mancano dieci metri alla falda che  a meno 
quaranta, racconta. Se dovesse accumularsi percolato a meno trenta metri, quel tufo e quella 
pozzolana potrebbero essere attraversati dal percolato in 79 anni. Se 25 anni sono gi passati, nel 
2064 si arriva alla falda. Se tutto dovesse essere fermo, la natura far s che il percolato arrivi 
in falda.
Cosa si pu fare per evitare un tale disastro? Dallagosto del 2010 la patata bollente della messa 
in sicurezza e della bonifica di Giugliano  nelle mani del commissario regionale per le bonifiche 
Mario De Biase, ex sindaco di Salerno nominato da Antonio Bassolino e confermato da Stefano 
Caldoro, che da tre anni effettua analisi e carotaggi tramite la Sogesid, societ del ministero 
dellEconomia. Le analisi di De Biase, affiancato da un team di tecnici, si sono allargate oltre i 
200 ettari di Giugliano a unarea di 2mila ettari intorno allepicentro delle discariche per capire 
quanto i contaminanti avessero inquinato i terreni circostanti.
De Biase trasmette quello che fa alla procura, poi il pm Alessandro Milita trasmette i documenti a 
Balestri per avere un parere. Fatta la caratterizzazione, racconta il commissario nel suo ufficio 
del quartiere Santa Lucia di Napoli, larea  stata poi suddivisa in celle e per ogni cella  
stato analizzato un pozzo. In tutto sono stati analizzati cento pozzi. Il risultato  che la falda 
acquifera  contaminata di cov, composti organici volatili, che possono essere cancerogeni. Con una 
ordinanza del Comune abbiamo cos interdetto i pozzi per luso agricolo e animale. E soprattutto 
come fonte per lacqua da bere. A questo punto la domanda  stata: se lacqua  contaminata, la 
frutta e la verdura che vengono irrigati con questacqua come sono? Il discorso che si faceva  
che se lacqua  inquinata i prodotti non possono che essere inquinati. Era un pregiudizio comune, 
anche mio. Ma chi lo diceva che era vero?.
Con lIstituto superiore di sanit, De Biase ha analizzato per due anni, tra il 2011 e il 2012, la 
frutta e la verdura coltivati nellarea. Anche Balestri ha svolto alcune delle analisi. Io ho 
studiato le piante, racconta. La pianta certamente ne risente, ma questo non vuol dire che non si 
possa mangiare la pesca e che il frutto sia chimicamente alterato. Vuol dire che la pianta  
stressata: le foglie risultano ingiallite e il fusto ha una sudorazione gommosa. Per vedere se 
frutto o ortaggio  chimicamente alterato, bisogna fare analisi sui frutti.
Ed  quello che ha fatto lIstituto superiore di sanit. Abbiamo raccolto trenta prodotti 
diversi, racconta De Biase. Prima la frutta e non cera niente; poi abbiamo visto gli ortaggi e 
non cera niente; poi quelli a foglia larga e non cera niente, poi le fragole e non cera niente. 
Abbiamo fatto anche le analisi dei metalli pesanti: sono risultati tutti sotto la soglia di 
rilevabilit e sotto le soglie indicate per cromo e mercurio dalla Comunit europea. Ma quando io 
ho cominciato a diffondere questi risultati, sono stato dileggiato da tutti: o ero ignorante, o ero 
colluso, o ero scafesso.
E don Patriciello? E il pomodoro avvelenato delle Iene? Ancora una volta: chi ha ragione? Che ci 
siano anomalie e degrado ambientale  fuori di dubbio, ma  criminale prendere la mamma di un 
bambino morto di tumore e farla assurgere a simbolo di correlazione, anche se lo fa un prete. 
Patriciello ha cominciato la vicenda portando i pomodori sullaltare, ma lanalisi di quei pomodori 
io non sono mai riuscito ad averle, dice De Biase. Le Iene hanno preso una pianta di pomodoro e 
lhanno fatta analizzare: quella scena lhanno vista milioni di consumatori italiani, quella  una 
mistificazione. Il campionamento di un prodotto si fa con un protocollo, si fa delimitando area, 
facendo la doppia v, va prelevato solo frutto sano, emendato di ogni ammaccatura. Le Iene prendono 
una pianta con le spalle alla Resit quando cerano ancora le fumarole di vapore acqueo da 
mineralizzazione dei rifiuti, dicendo che le radici possono essere equiparate a una carota o una 
patata, le foglie della pianta allinsalata. Perch tu ti mangi le radici di pomodoro? Sul terreno 
di San Giuseppiello pianteremo i pioppi perch le radici sono in grado di attirare i metalli 
pesanti, ma mica mi mangio quelle radici! Bisogna distinguere pianta per pianta. E poi le analisi 
sono state fatte da un laboratorio di Bergamo adibito agli studi di fattibilit per le cucine 
industriali. Io faccio protocolli da anni, poi arriva uno con sei milioni di audience e una pianta 
di pomodoro in mano e pensa di dire la verit!.
Ma  possibile che un consumatore possa recepire lidea che accanto al muro di una discarica ci 
sono fragole sane? Per un problema etico di comunicazione e rassicurazione bisogna trovare un modo 
per avere unarea di no food accanto a questi siti, che per non pu essere obbligatoriamente 
imposto. Qualsiasi Tar lo rigetterebbe, visto che i prodotti coltivati risultano sani. Quindi 
bisogna pensare a degli incentivi per gli agricoltori: avere 50 metri di bosco intorno alla Resit 
quanto costa? Quanto guadagni con queste stramaledette fragole? Te lo pago io pubblico. Ma per me 
oggi  indispensabile questo, e lo dico io che affermo che i prodotti non sono contaminati.
DellArea Vasta di Giugliano, quattro terreni sono stati interdetti alluso agricolo: Uno  San 
Giuseppiello, dove Vassallo ha dichiarato di aver sversato rifiuti, in un altro sono stati trovati 
valori maggiori di arsenico che qui gi sono alti per il terreno vulcanico e forse sono dovuti a un 
uso sbagliato degli anticrittogamici, in un altro abbiamo trovato clorometano in suolo, lultimo  
un terreno non coltivato in cui negli anni Cinquanta cera un canale che probabilmente  stato 
interrato nel corso degli anni con rifiuti vari, e infatti lo abbiamo trovato contaminato con 
rifiuti solidi urbani. Nonostante lallarme sia vecchio di anni e anni, il lavoro di De Biase e 
colleghi  ancora agli inizi. Qui non so ancora che fare, ammette De Biase. Perch il mio 
presupposto  che i suoli agricoli debbano rimanere tali, senza trasformarli in suoli industriali e 
risolvere tutto cos. Servirebbe per il lavaggio del suolo, ma costa lira di Dio. E qui i 48 
milioni di euro che mi avevano dato sono finiti. Lho detto anche al ministro Orlando, che mi ha 
chiamato chiedendomi tre milioni per annunciare in conferenza stampa i voli per la mappatura. Tutte 
le attivit che sto facendo sono tutte in danno ai privati.
3. Dividere il buono dal cattivo
Ma allora come si pu salvare unarea di 2mila metri quadri e tutta la Campania? A San 
Giuseppiello stiamo provando a sperimentare la fitodepurazione con le piante bonificanti, spiega 
De Biase, che un tecnico non , ma in questi anni ha studiato molto (qualcuno dice che la 
relazione Balestri sia fissa sul suo comodino). Stiamo pensando di piantare pioppi, coinvolgendo 
luniversit locale. Le radici dei pioppi sono in grado di attirare i metalli pesanti. Mentre per 
la messa in sicurezza della Resit e delle altre discariche, bisogna intervenire con la copertura 
per fare in modo che lacqua piovana non attraversi pi i rifiuti speciali diventando percolato, e 
poi bisogna estrarre il percolato e il biogas. Ed  anche necessario mettere la gramigna sopra, che 
 anche ignifuga, altrimenti destate rischia di bruciare. Tutto intorno poi bisogna creare una 
fascia di alberi ad alto fusto per confinare la ferita. Per dire: questa  la Resit, ma  isolata. 
Il resto  buono. E la falda? Se i contaminanti sono solo composti volatili, la falda si pu 
bonificare come ha detto lIss con il processo di air stripping. Detto in napoletano: sbattimiento. 
I cov allaria degradano, se lacqua la butti in una vasca e la agiti, hai risolto. Certo,  un 
passaggio in pi ed  costoso. Oppure c il consorzio Basso Volturno, che fornisce lacqua gi a 
una parte dellarea, basterebbe estendere la rete. Ma ci vogliono 300mila euro di elettricit in 
pi. Balestri  meno ottimista:  Forse lossigenazione dellacqua da sola non basta. Bisogna far 
s che gli invasi siano tutti inscatolati da meno 34 metri in poi per fermare la contaminazione 
della falda. Non si sa se questo  previsto a breve, so solo che ci sono costi molto alti.
Ma una cosa  la messa in sicurezza, unaltra  la bonifica. Solo per la bonifica della Resit ci 
vorrebbero dai 150 agli 800 milioni. Qui di discariche ce ne sono sette, dice De Biase agitando 
una grande cartina dellarea. Poi se si prendono in considerazione gli altri 40 siti che 
andrebbero bonificati in tutta la regione, ci vogliono miliardi. Dove stanno questi soldi? Solo per 
dire che abbiamo fatto la bonifica? Ma che te ne fotte? Limportante  la messa in sicurezza, 
purch la discarica non faccia pi danno.
Perch il tema vero, aggiunge,  invece la bonifica dei suoli agricoli, le discariche trattiamole 
da discariche. Se poi ci sono criminali che coltivano sulle discariche, quelli sono criminali. A 
Caivano, ad esempio, cera una vasca di macerazione della canapa che  stata interrata di rifiuti e 
cera un criminale che coltivava sopra, ma quello non  un terreno agricolo, quella  una 
discarica. La mistificazione  non dire che si coltivava su una discarica. Per mesi hanno detto che 
si stava coltivando su un terreno agricolo.  come dire ho coltivato i pomodori sopra la Resit.
Questa confusione tra discariche e suoli agricoli  quella che potrebbe far dire che moriremo 
tutti e che la Terra dei fuochi  tutta contaminata. E la confusione esiste gi al Catasto. La 
Resit, ad esempio, risulta come seminativo e frutteto. Eppure  una discarica. Stessa cosa per 
Novambiente e Masseria del Pozzo, ma anche per il deposito di ecoballe Ponte Riccio. Ora con la 
legge sulla Terra dei fuochi entro il 23 febbraio bisogner fare la mappatura, dice De Biase. Nel 
foglio particellare della Resit risulta ancora suolo agricolo. Quando faranno la mappatura 
capiranno che si tratta di discarica anche se c scritto suolo arboreo? Il catasto non ha cambiato 
la destinazione duso.  cos dappertutto, si parla di suolo agricolo anche quando effettivamente 
sono discariche. Speriamo che non sar cos. Se poi esce tra i suoli agricoli contaminati anche la 
Resit, io far il pazzo! Continuando cos avremo una mappatura di tutta la Campania contaminata. 
Con il rischio che si uccide leconomia agricola.
La soluzione che propone Balestri, e che potrebbe essere estesa a tutta la Campania,  che ai 
contadini vengano dati degli incentivi per effettuare carotaggi in profondit. Perch pi che 
lacqua, come dice anche De Biase, la cosa importante sono i terreni. E qui il problema  
individuare non le discariche conosciute, ma quelle sconosciute. Lagro aversano, ricco di 
pozzolana, negli anni  stato sventrato per usare questi materiali per ledilizia. Ci sono enormi 
buchi a trenta metri di profondit e quindi visto che hanno reso una volta hanno pensato di farli 
rendere unaltra volta riempendoli con i rifiuti, racconta Balestri. Per legge andrebbero 
ripristinati con terreno vergine agrario, ma costava troppo. Tutti quelli che avevano la cava 
lhanno riempita di rifiuti. I contadini anzich rompersi la schiena con le pesche, hanno venduto i 
loro terreni al quintuplo di quello che possono costare e chi li ha comprati smaltendo illegalmente 
i rifiuti ci ha guadagnato cento volte tanto. Il punto  che se un contadino ha comprato il 
terreno dopo, sa quello che c a due-tre metri sotto il suo suolo, ma magari non sa quello che 
c a meno trenta metri. Per questo servono i controlli in profondit, con un protocollo che devono 
seguire tutti. Alcuni si stanno facendo le analisi da soli, per lo devono fare seguendo un 
controllo. Perch chi sa di essere in difetto, pu prendere anche fare analizzare il pomodoro preso 
da unaltra parte.
Serve, insomma, come ripetono tutti, dai tecnici agli amministratori, una mappatura della regione. 
Che pure  prevista nella legge sulla Terra dei fuochi. Qui basterebbe fare un volo con le mie 
strumentazioni e in un mese  tutto pronto. Si fa larchivio di foto satellitari, foto aeree, 
sovrapposizioni, io un lavoro del genere te lo faccio in un mese. E poi possiamo dire dove fare 
verifiche sul posto e altri terreni escluderli a priori. Se un campo  sempre stato l, sempre 
coltivato e la stradina di accesso era quella che ,  inutile a starci a perder tempo. Io i primi 
voli li ho fatti nel 97-99, ma da allora non  successo nulla.
 quello che dice anche Stefano Tonziello: Non abbassare la guardia, ma dividere il buono dal 
cattivo s. Vanno risanate le aree e bisogna intervenire sul territorio piantando essenze no food 
fitoestrattive, che significa piante non destinate allalimentazione umana, n a quella degli 
animali. Le radici sono laboratori chimici, se non trovano da mangiare trasformano le sostanze che 
trovano. Fatto questo, poi devo tutelare le aree food. Ma non tutte le piante hanno la stessa 
capacit fitoestrattiva, le radici sono un filtro che seleziona i materiali di cui cibarsi. I 
pomodori ad esempio sono poco fitoestrattivi, il mais lo  molto. Dipende dalle essenze. I broccoli 
non succhiano larsenico, come i pomodori, mentre le tuberose s.
Da trentanni Tonziello, ex insegnante, fa battaglie contro linquinamento della sua terra. In 
questi anni ha visto lesercito fare dieci viaggi con i camion carichi della spazzatura di Napoli 
quando sarebbe bastato un solo autocompattatore e risparmiare benzina. Ha visto lassoluzione di 
Bassolino e di Impregilo per lemergenza rifiuti, e ora viene fuori che il risarcimento di 1,5 
miliardi di euro chiesto per danni  stato gi messo a bilancio di Salini. Ha visto spendere 
oltre un miliardo di euro, di cui 64 milioni solo per monitorare le aree vaste. Ma fatte le 
analisi, sono rimaste analisi. E solo per una volta, racconta sorridendo, siamo riusciti a far 
portare indietro i rifiuti di fonderia che venivano da Reggio Emilia, a Morcone, in provincia di 
Avellino.  stata la nostra unica vittoria.
Tonziello cammina con un plico di 70 pagine sotto il braccio. Ci sono dati, numeri, procedimenti 
scientifici che lui propone da quasi dieci anni. E spesso viene anche consultato dalle forze 
dellordine. Dire che i nostri prodotti non sono buoni, fare di tutta lerba un fascio significa 
fare solo confusione e dietro a questa confusione ci sono molti miliardi spesi, dice. Nel momento 
in cui circoscriviamo le aree vaste pi altra piccola area, circoscriviamo il problema, dicendo che 
in queste aree non si produce pi un chilo di cibo. Cos noi siamo tranquilli. Se passa questo 
principio, noi abbiamo risolto il problema. Ma  una cosa disponibile non da oggi,  dal 2005 che 
le aree vaste sono state individuate. La Resit  del 1985! Di mappature ce ne sono anche troppe.
 4. Campania terra di tumori?
E i tumori?  vero che nella Terra dei fuochi si muore di pi? Tutti ripetono: Qui non c una 
famiglia senza un parente morto di cancro. Lo ripete don Patriciello. Lo ripetono alcuni medici di 
famiglia, come Luigi Costanzo, di Frattamaggiore: Negli ultimi cinque anni nel mio distretto i 
codici di esenzione da ticket richiesti per le neoplasie sono triplicati. E il rapporto di 
Legambiente Terra dei fuochi: radiografia di un ecocidio, del novembre 2013, cita lIstituto 
superiore di sanit: Per la mortalit generale, nelle 5 categorie di Comuni il rischio cresce 
mediamente del 2%, in entrambi i sessi, da una categoria a minor pressione ambientale alla 
successiva a pressione pi elevata, con un trend statisticamente significativo. Confrontando il 
gruppo dei Comuni a maggior rischio ambientale con quello di riferimento si osserva un eccesso di 
mortalit generale del 9% per gli uomini e del 12% per le donne.
Ma un oncologo come Umberto Veronesi  scettico. Allo stato attuale delle conoscenze ci sembra di 
poter escludere che i vegetali che crescono in questa zona siano inquinati, perch le radici delle 
piante sono un filtro molto selettivo per le sostanze tossiche, dice al Mattino, e chiede 
listituzione di un registro tumori. Anche Mario Fusco, responsabile regionale del registro 
tumori, che  stato istituito ma ancora non  partito (serve almeno un triennio per raccogliere 
tutti i dati), sostiene che i dati scientifici non esistono. E precisa: La paura la capisco 
nelluomo della strada e nel parroco che agisce in buona fede, ma non nello scienziato. E non  un 
caso che il 16 novembre 2013, insieme a don Patriciello, in piazza a Napoli siano scese 100mila 
persone raccolte tramite lhashtag #fiumeinpiena. A sfilare cerano anche le mamme con le foto dei 
propri bambini morti, i morticini. E sugli striscioni era scritto: A terra  nostra e non sadda 
tucc; Stop biocidio.
Ma ci sono anche scienziati che parlano di biocidio. Come Antonio Giordano, oncologo napoletano e 
direttore dello Sbarro Institute for Cancer Research and Molecular Medicine di Philadelphia, che 
ha condotto unanalisi sulla salute dei cittadini campani. Certamante in Campania abbiamo 
riscontrato un'incidenza tumorale superiore rispetto al resto dItalia. Ci si ammala di pi e 
prima, dice. Giordano cita uno studio pubblicato sulla rivista Cancer Biology & Therapy, Wasting 
lives: the effects of toxic waste exposure on health. The case of Campania, Southern Italy, 
coordinato da lui stesso, in cui si evidenziava laumento delle morti per cancro in Campania, il 
22% in pi (+9,2% per gli uomini e +12,4% per le donne), e delle malformazioni congenite, 
soprattutto urogenitali e del sistema nervoso: 82% in pi per le prime e 84% per le seconde, 
rispetto ai valori normali. Queste patologie si sono registrate nelle zone dove la gestione dello 
smaltimento dellimmondizia ha fallito e il traffico illegale di sostanze tossiche  stato 
ampiamente documentato. I dati raccolti in questo studio, fino al 2009, dimostrano chiaramente che 
i decessi per tumore - carcinomi della mammella, epatocarcinomi, tumori del colon - sono in eccesso 
rispetto ai dati previsti e la causa  lo sversamento illegale di rifuti tossici. E con la 
contaminazione delle falde acquifere, dei terreni e dellaria,  ovvio che siano stati compromessi 
anche i cibi.
Eppure, ggiunge, il cancro  una malattia multifattoriale e anche gli stili di vita come il fumo 
di sigaretta, lassunzione delle sostanze alcooliche o una scorretta alimentazione giocano un ruolo 
dellinsorgenza della malattia. Tuttavia, in pi di un caso  capitato che autorevoli ministri 
della Salute hanno ritenuto di dover imputare laumento delle patologie tumorale, in terre 
fortemente contaminate, agli stili di vita piuttosto che alla inconfutabile presenza di rifiuti 
tossici. In effetti, da Balduzzi a Lorenzin,  stata sollevata quella che tutti chiamano la 
teoria degli stili di vita. La Campania  la regione con il tasso di obesit giovanile pi alto 
dItalia, oltre che la regione con la pi alta percentuale di fumatori tra le persone tra i 14 anni 
in su, e anche questo inciderebbe sulla diffusione dei tumori.
Stabilire una relazione di causa ed effetto tra il cibo di queste terre e i tumori, insomma, sembra 
impossibile. La causa ed effetto non esiste, spiega Stefano Tonziello, ma le concause ed effetto 
s. Se vivo con stili di vita ottimali e vivo in un ambiente malsano, non c stile di vita che 
tenga. Ma se mangio dei broccoli di un territorio non vuol dire che mi viene per forza il cancro. 
Esistono concause. Certo non tutti si ammalano, per se vivo vicino alle discariche ho dieci volte 
di possibilit in pi di ammalarmi rispetto a chi sta a Capri.
E c una bella differenza tra i rifiuti che stanno sotto il terreno e quelli che stanno sopra. Tra 
i rifiuti che bruciano e producono diossina e i terreni imbottiti di liquami. Lo dicono sia 
Tonziello sia Balestri: I metalli pesanti presenti in acqua si accumulano nellorganismo, ecco 
perch lacqua contaminata non va bevuta. Unaltra cosa  la diossina. Il problema sono eventuali 
mutazioni genetiche a livello cromosomico che la mamma pu trasmette al figlio. Le mutazioni 
genetiche possono essere causate dallaccumulo di diossina nel corpo. La diossina che viene dalla 
combustione dei rifiuti ricade come particella sugli ortaggi, ma se vengono lavati bene non c 
pericolo, perch la diossina non  idrosolubile. Il problema  la diossina che finisce sullerba. 
La pecora e la mucca la mangiano; la diossina si accumula nei grassi degli animali e nel latte, poi 
viene trasmessa alluomo che lo consuma. Queste sostanze possono creare modificazioni nella 
riproduzione cellulare che portano alle disfunzioni ereditarie anche per i bambini. Questa 
potrebbe essere una delle spiegazioni per cui i bambini di uno, due, tre anni possono ammalarsi. Ma 
non significa che ci si ammala perch  stata mangiata la fragola, precisa Balestri. Il nesso di 
causalit in medicina non ha molto senso, non si pu dire che  solo quello, ci sono una serie di 
concause, non  possibile scinderle. Non si prover mai che 100 chili di fragole di Giugliano 
corrispondono a un aumento dellincidenza di tumore di uno su un milione.
Mangiare o non mangiare, quindi? Sulla Terra dei fuochi si sono espressi scienziati e predicatori, 
con il rischio - spesso - di confondere le parole con i fatti. Alessandro Barbano, direttore del 
Mattino, il 15 novembre dice nel videoeditoriale Lallarmismo  peggio dei veleni: La Terra dei 
fuochi sta diventando il terreno su cui pentiti di camorra, capipopolo, giornalisti a caccia di 
scoop, politici dal consenso debole e ambientalisti dellultima ora stanno giocando una partita che 
nulla ha a che fare con il destino delle popolazioni, che sono le uniche vittime. E qui se muore 
anche lagricoltura, questa terra rischia di essere vittima due volte.
Prima i contadini della zona, racconta la proprietaria di un bar di fronte al mercato 
ortofrutticolo di Giugliano, passavano e ci regalavano qualcosa a fine giornata. Ora non 
accettiamo pi niente. Andiamo a comprare frutta e verdura da qualche altra parte, anche se magari 
la roba sempre da qua viene. E io cho avuto tanti familiari che si sono ammalati di tumore. E 
lacqua? Quella non la possiamo pi bere. Questa terra rischia di morire. In questo bar prima non 
cera spazio per prendere il caff, il bar era pieno dei camionisti che passavano dal mercato 
ortofrutticolo e qui fuori i camion erano parcheggiati uno dietro laltro, ora non  rimasto pi 
nessuno.
