origini
Le origini dell'informatica ma non solo.
Fabio Radrizzani su informatica e accessibilit, 07\12\2013, h. 19.42.

comi a proporvi un articolo sulle origini dell'informatica, ma non solo.
Questo articolo sar suddiviso in varie parti.
Le origini dell'informatica.
L'uomo si  posto nell'andare del tempo di costruire uno strumento che era in grado di soddisfare 
alcune operazioni a lui noiose e complesse, soprattutto la cosa  nata dainumerosi calcoli 
matematici che ci si ritrovava a fare.
Da qui nascono i primi calcolatori, che non possiamo giudicare veri e propri computer, anche se 
essi sono sicuramente la base, questi calcolatori infatti non sanno fare altro che calcoli 
matematici.
Dopo unpo' di tempo si inizia a fare dei macchinari per i disegni su tela e questi macchinari hanno 
la caratteristica di funzionare con delle schede forate, in base a dove c' il foro o meno la 
macchina traccia quel disegno.
Da qui prende lo spunto per la progettazione dei computer, che sono tutt'oggi in continua 
evoluzione.
Ma cosa si nascondeva dietro a queste schede forate che  ancora presente nei nostri pc?
Semplice si nascondeva il linguaggio binario, che sta alla base di tutto, un linguaggio basato solo 
su 2 valori 0 e 1 che mischiati in miliardi di combinazioni possono comporre tutto ci che vediamo. 
Ma non solo dal linguaggio binario in particolare dai 2 numeri 0 e 1 prende il nome della unit 
principale che sta alla base di tutte che  il bit, che sta ad indicare appunto questi 2 valori, un 
insieme di bit che si  definito 8 bits forma il byte che  il vero e proprio carattere, al dil di 
cosa esso sia, se  una lettera, numero, simbolo, o carattere speciale (alcunelingue richiedono il 
famoso dobluebyte poi che 8bits non sono a sufficienza per rappresentare i diversi caratteri).
Dal byte, nascono le diverse misure, che servono a determinare la capacit di archiviazione o di 
trasferimento, o a volte anche per altre molteplici misure, che sono pi o meno conosciute. Abbiamo 
i kilo bytes  detti anche KB che sono esattamente 1024 bits per arrivare a questo numero dobbiamo 
prendere il numero 2 he  appunto un bits e elevarlo alla 10^, quindi per ottenere un kb bisogna 
fare 2^10. Poi abbiamo un mega bytes (1MB) che  2^20 1 gigabytes (1GB) 2^30,  1 therabytes (1TB) 
che equivale a 2^40.
Cisono ancoraltre misure ma non andiamo ad identificarle tutte.
Dal fatto che per scrivere dei testi in diverse lingue servivano delle diverse codifiche, si  
dovuto ricorrere a delle codifiche standard che racchiudessero un po' tutti i simboli in generali, 
la prima codifica che forse  anche la  pi famosa che ancora oggi  un po' usata  la codifica 
ASCII. Che andremo a vedere nei dettagli successivamente.
Ricordo che un insieme di bytes elaborati e messi in modo ordinato e archiviati viene definito 
file, e un insieme di file cartelle, e un insieme di cartelle con la loro radice si definisce unit 
di archiviazione.

***
Eccoci con la seconda parte sulle origini dell'informatica.
Oggi ci occupiamo delle codifiche dei caratteri che vengono utilizzate.
La prima codifica riconosciuta  la codifica ASCII (American Standard Code Information Interchange. 
ovvero codifica americana standard per lo scambio di informazioni).
Questa codifica nasce nel 1968, a quei tempi inizia con uno standard di 7 bit, ma poi ben presto ci 
si accorge che non  sufficiente quindi si passa a quella 8 bit, come detto nello scorso articolo 8 
bit equivalgono nell'informatica ad un byte cio un carattere.
I problemi comunque alla fine si presentano lo stesso, soprattutto con lingue complesse come il 
cinese, il coreano ecc., e quindi ci si accorge che 8 bit per queste lingue non sono in grado di 
rappresentare tutti i vari simboli.
Cos alla fine si decide per una nuova codifica che tra l'altro  la codifica che sta rimpiazzando 
l'ASCII e si tratta cio della codifica UTF-8 (Unicode Transformation 8 bit, ovvero trasformazione 
unicode a 8 bit).
Questa nuova codifica  in grado di supportare addiritura per una lettera fino a 4 bytes, anche di 
pi in realt, ma  stata ufficialmente bloccata sullo standard a 4 bytes che riesce a 
rappresentare tutte le lingue pi complesse in un'unica codificaa. Ovviamente questa codifica non 
comprende solo le lingue pi complesse, ma anche gli alfabeti pi comuni, tra i quali c' il nostro 
alfabeto.
Questa codifica con l'andare del tempo si sta trasformando, e a volte nascono delle codifiche 
diverse da quella ufficiale, ci nonostante l'UTF-8 riconosciuto realmente  quello definito nello 
standard RFC 3629.
LUTF-8  particolarmente usato e richiesto dallo standard IETF (Internet Engineering Task Force) su 
internet proprio per evitare una cattiva rappresentazione delle diverse lingue.
