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Google Glass, prospettive di utilizzo per i disabili: dalla diagnosi alle audioguide
Il Fatto Quotidiano del 18-11-2013

La tecnologia al servizio della disabilit: i Google Glass, gli occhiali
di Google che verranno messi in commercio alla fine del 2014, promettono
di migliorare la qualit di vita di chi  affetto da handicap.
Consentono di spiegare la realt su cui si ferma lo sguardo
dellutente, effettuare ricerche, condividere informazioni con i propri
contatti e scattare foto attraverso semplici comandi vocali, senza avere
lo schermo di un computer di fronte o un telefono in mano. E,
soprattutto attraverso apposite applicazioni, aiuteranno non udenti e
disabili a rimuovere qualche ostacolo. E, in alcuni casi, hanno gi dato
risultati positivi.

Alex Blaszczuk e Tammie Loy Van Sant, americane, sono entrambe costrette
su una sedia a rotelle. Grazie ai Glass, che hanno testato col programma
di sperimentazione di Google The Glass explorer, possono rispondere al
telefono e ai messaggi e scattare foto. Robert Christopherson, inglese,
ipovedente,  fermamente convinto che gli occhiali di Google lo
aiuteranno nella vita di tutti i giorni a descrivere la realt che non
riesce a vedere. Questo avviene gi con Talking Goggles, app di Google
per smartphone che riconosce gli oggetti in tempo reale e li spiega a
voce. Questa app funziona molto bene nella capitale britannica: i
Goggles (tradotto, gli occhiali) riconoscono molti elementi: sono in
grado di leggere, interpretare e tradurre scritte, identificare oggetti,
come ad esempio gli autobus (quale linea, il numero, la direzione, il
numero di fermate). Il riconoscimento facciale, una tecnologia in grado
di identificare i volti, condannata da scettici e dai difensor i della
privacy, potrebbe essere di aiuto invece per non vedenti o ipovedenti
nellindividuare e suggerire i nomi delle persone. Oppure, chi non
riesce a riconoscere le emozioni dalle espressioni del volto ed 
affetto da sindrome di Asperger, potrebbe, per mezzo dei Glass e
attraverso app specifiche, decrittare le espressioni del volto.

Stefano Ceccon, ricercatore presso il Crabb Lab della City University
di Londra,  un ingegnere biomedico e svolge ricerca sul glaucoma, una
malattia della vista che pu portare alla cecit. Immagina un utilizzo
potenziale dei Glass nel suo ambito di ricerca: Uno dei problemi del
glaucoma  la difficolt di effettuare la diagnosi precoce, per
avvertire il paziente e rallentare il decorso della malattia. Al
contrario, nella maggior parte dei casi, la diagnosi avviene quando la
malattia  gi in fase avanzata. Credo sarebbe molto utile una virtual
reality app per i Glass in grado di simulare una visione limitata per
coloro che soffrono di glaucoma e sono ancora allo stadio iniziale.
Poi, aggiunge Ceccon, un altro uso, un po pi visionario ma di pi
forte impatto, potrebbe essere quello diagnostico: credo sar possibile
valutare il campo visivo del paziente attraverso i Google Glass. I test
per individuare la presenza del glaucoma sono basati su una macchina
ingombrante e imprecisa. Un sistema integrato negli occhiali 
attraverso una app  consentirebbe lautotesting. Si risparmierebbero
tempo e soldi.

In ambito culturale, invece, c Atlas, un progetto di ricerca
coordinato da Paolo Prinetto, professore del Politecnico di Torino. E
limpianto su cui si basa GoogleGlass4Lis, la prima audioguida per non
udenti realizzata proprio come app per i Glass, e lanciata lo scorso 15
novembre al Museo Egizio di Torino. Prinetto, sulle potenzialit dei
Glass, spiega: Vedremo che caratteristiche tecniche avranno. Tutte le
wearable technologies (tecnologie indossabili, ndr) hanno delle
potenzialit enormi: grazie agli occhiali di google si potr accedere al
web senza dovere digitare nulla. Per il momento non riesco a immaginarne
gli usi, perch il lancio sar fra un anno e non c ancora un modello
definitivo.

di Olga Mascolo
