civica
Contrappunti\Italia paese di analfabeti digitali.
Punto informatico, 04\06\2013.

I nativi digitali non sono tecnologicamente alfabetizzati pi dei loro genitori. Una bella cura di 
educazione civica 2.0 servirebbe a
tutti

Fonte:
http://punto-informatico.it/3815227/PI/Commenti/contrappunti-italia-paese-analfabeti-digitali.aspx

Roma - Alcuni anni fa, quando frequentavo le scuole elementari, esisteva nell'elenco delle materie 
di insegnamento l'Educazione Civica. Si parlava di etica,
di Costituzione, di educazione stradale, delle regole della civile convivenza e cose del genere. 
Tutti noi, con la stoltezza tipica degli adolescenti,
la ricordiamo come una materia noiosa ed inutile.

Istituita da Aldo Moro nel 1958, l'Educazione Civica fu improvvisamente eliminata dai programmi 
didattici nel 1990. In tempi di iniziali ristrettezze dei
fondi per la scuola pubblica fu forse il primo ramo sacrificabile in una societ che si riteneva 
ormai civilmente evoluta. Eppure noi, oggi, di un paio
d'ore settimanali dedicate all'Educazione Civica ne avremmo molto bisogno. E in una accezione 
attuale di questi spazi didattici, durante quelle due ore
sarebbe necessario insegnare ai pi giovani di noi ad utilizzare anche la rete Internet.

Partire dalle basi  ormai la nostra unica possibile riscossa. Immaginare un programma di 
alfabetizzazione che riguardi tutti i cicli scolastici, dalle
elementari all'Universit, e che sia in grado di imporre al Paese una nuova comprensione 
dell'orizzonte contemporaneo. Che , inevitabilmente e con buona
pace di tutti, un orizzonte digitale.

La retorica dei nativi digitali  stata in questi anni tanto effimera quanto ingannatrice. Perch 
da un lato  vero che i nostri figli nascono e crescono
avvolti dai terminali elettronici, imparano prestissimo ad utilizzare gli schermi touch o le 
tastiere, si collegano alla Rete con una facilit inusitata,
cos come  vero che, al loro cospetto, molti di noi vengono assaliti da quel senso di inferiorit 
tecnologica che tratteggia la distanza fra chi sa e
chi non sa. Ma, di nuovo, anche questa identificazione di competenze  una falsa sirena. I nativi 
digitali, anche quando lo sono (e non lo sono sempre)
non sono "competenti digitali": utilizzano strumenti con grande velocit e abilit ma lo fanno, 
nella maggioranza dei casi, dentro un loro sostanziale
analfabetismo che riguarda le prassi e l'etica digitale. Far crescere un bambino dentro una 
biblioteca non far di lui necessariamente un adulto colto
e informato. Avvolgere i nostri figli dentro reti informative potentissime non li render 
automaticamente migliori di noi che siamo cresciuti dentro l'orizzonte
minimo del libro di testo e della Divina Commedia.

La mia idea  che per vasti strati della popolazione italiana non ci siano grandi possibilit di 
evoluzione digitale. Si potr e si dovr fare tutto il
possibile per alfabetizzare gli adulti e gli anziani, ma per quanto riguarda le generazioni adulte 
siamo mediamente spacciati. Solo cos si spiega il gigantesco
digital divide culturale che avvolge il Paese. C' una lingua che richiede di essere adottata ma 
nessuno ne vuol sentir parlare.

Il nostro Paese  allergico alla tecnologia per ragioni complesse e molto radicate, tutto ci che 
richiede nuove forme mentali  osservato con sospetto,
non solo fra gli strati meno colti e meno giovani della popolazione, ma anche, spessissimo, dentro 
le elite culturali della nazione dove sovente un misto
di pigrizia, superbia o semplice timore di perdere una centralit faticosamente acquisita, 
riempiono le cronache dei giornali e i talk show televisivi
di punti di vista dubitativi e speciosi su quelle tecnologie che altrove tutti adottano. 
Ovviamente, in quanto italiani, ci sentiamo pi intelligenti e
pi colti degli altri. Salite su una carrozza della metropolitana a Londra e vedrete persone 
anziane che leggono un libro sul loro ebook reader, accendete
un televisore in Italia ed ascolterete un anziano cattedratico ammonire pensosamente sui rischi 
della digitalizzazione dei rotoli del Mar Morto.

L'unica cosa che possiamo fare  cominciare dai pi piccoli e dalla scuola. Trovare un Aldo Moro 
che comprenda lucidamente la gravit della situazione,
la nostra incomparabile arretratezza digitale e la necessit di fare qualcosa fin da subito. 
Partendo dalle scuole, due ore di Educazione Civica per tutti,
per scoprire l'etica e la complessit di un mondo che cambia. Uno dei pochi investimenti culturali 
possibili per i prossimi anni.

Massimo Mantellini
