WhatsApp
Il rito (in estinzione) degli sms d'amore
Corriere della sera del 13\03\2013.

FRANCESCO LONGO.
G li innamorati hanno trascorso gli ultimi 15 anni in attesa di un sms, ma oggi tutto  stato 
travolto da WhatsApp . La messaggistica istantanea ha polverizzato il mistero e il gusto 
dell'attesa. Si sa sempre se l'utente  online, si legge tutto e subito. Si risponde all'istante o 
si tace per sempre.
Mia adorata, prova a scrivere d'amore adesso, ai tempi di WhatsApp. Da quando dilaga l'applicazione 
che permette di scambiarsi messaggi gratuitamente, ricevere un sms  diventato una rarit. Per 
l'innovazione tecnologica  un piccolo passo ma per il codice del corteggiamento amoroso  una 
svolta epocale.
Gli innamorati di tutto il mondo hanno trascorso gli ultimi quindici anni in attesa che sul display 
del telefonino lampeggiasse una bustina, segnale, o almeno illusione, di una frase spedita da un 
"lui" o una "lei" di cui si era invaghiti. Col tramonto degli sms si dissolve un mondo intero. 
Sparisce la grande liturgia del messaggio come mezzo di conquista e si archiviano i riti privati 
dei sedotti. Ore, a volte giorni interi, per comporre la frase esatta soppesando una parola alla 
volta sulla bilancia, prima di inviare. "M'ama o non m'ama?", serate intere tra circoli di amici 
con la lente d'ingrandimento per decifrare il contenuto di un sms. Sibillini, inesorabilmente 
sfuggenti, impercettibilmente allusivi e sempre ellittici, gli sms sono stati il rebus di una 
generazione di spasimanti che si  arrovellata giorno e notte con la pi inespugnabile delle figure 
retoriche: la reticenza.
Dentro un messaggio sul cellulare si poteva nascondere tutto e il contrario di tutto. Semplice 
educazione, un principio di batticuore, una passione malcelata. Interpretarli  stato un'arte, 
almeno come il forgiarli. Tutto aveva rilevanza in un sms: l'orario di invio, il lasso di tempo 
della risposta, la punteggiatura e perfino il luogo da cui partiva (un sms di banalissimi saluti se 
inviato da un continente di distanza era garanzia di un sentimento ormai sul punto di dichiararsi).
Tutto  stato travolto dall'ingresso di WhatsApp. Se gli sms avevano un tono lapidario, 
richiedevano frasi elaborate e scolpite, implicavano una strategia e chiedevano poi abili 
ermeneuti, la messaggistica istantanea ha polverizzato il mistero e il gusto dell'attesa. "L'avr 
gi letto?", "Sar arrivato?", "Se l'ha ricevuto, perch non risponde?" sono domande ormai remote, 
di una sospensione che non esiste pi. Con la app per messaggi istantanei si sgretolano dubbi e 
ambiguit, si sa sempre se l'utente  online, se ha ricevuto o meno ci che si  appena inviato. Si 
legge tutto e subito. Si risponde all'istante o si tace per sempre. Per la passione romantica  un 
colpo al cuore. L'ardore sentimentale viene cos diluito, miseramente annacquato in un botta e 
risposta balbettante, quotidiano, costruito con parole prive di ombre e cadenzato da ironiche 
"faccette" che scherzano sulla questione pi delicata del pianeta: mettersi nei panni del Cyrano de 
Bergerac e corteggiare l'amata col solo uso delle parole. Il discorso amoroso, insomma, non  mai 
stato cos frammentato. E mai come oggi, davanti a WhatsApp, viene da rileggere proprio Roland 
Barthes, e la sua pietra miliare, Frammenti di un discorso amoroso , che appare non solo 
attualissimo ma addirittura profetico.
Suona folle rimpiangere gli sms. Quando si sono affacciati nel mondo delle relazioni scritte, 
fecero un fal di secoli di lettere e cartoline che grondavano slanci e tormenti. Il loro uso 
sembrava avrebbe impedito la nascita di nuove Eloise, e che chiusi gli epistolari d'amore non ci 
sarebbe stato pi spazio per future liaisons dangereuses . Eppure oggi, nell'epoca della nostalgia 
in presa diretta, c' nell'aria un diffuso desiderio di salvaguardare proprio l'utilizzo dei vecchi 
"messaggini", percepiti come ultima testimonianza dell'intensit dei sentimenti. Gli sms si 
leggevano e ruminavano a mesi di distanza. Venivano salvati nella memoria per anni - in casi 
estremi persino trascritti a penna - fino all'esaurirsi della storia d'amore, quando il gesto di 
cancellare un sms era considerato un atto pi radicale e irreversibile di stracciare una foto della 
coppia felice. In dieci sms era contenuta l'intera parabola d'amore, dai primi palpiti fino 
all'addio. Defunta la forma breve, Abelardi ed Eloise comunicano a tutte le ore con WhatsApp, da 
ogni angolo del pianeta. E del talento poetico sembra rimanere solo la chiacchiera amorosa. Il 
blabla. Il "Ciao, come va?", "Ciao, bene, tu?", "Ho visto che eri online", "Ah", "Stai bene?", "S, 
ciao, e tu?". Evaso della gabbia dei 160 caratteri, chi digita pare ormai assuefatto all'idea che 
l'istinto abbia vinto sulle metafore. Non resta nulla da trattenere in memoria se nello scorrere 
delle frasi non c' pi niente da interpretare.
Nel sublime romanzo di Jeffrey Eugenides La trama del matrimonio (Mondadori) la protagonista vive 
un'avventura amorosa (reale) e viene catturata proprio dal saggio di Roland Barthes sul linguaggio 
d'amore. Ma quando lei si accorge dell'inganno, dell'abisso tra la naturalezza dell'amore e le sue 
cervellotiche teorizzazioni linguistiche, Eugenides scrive una delle pi belle frasi sulla passione 
degli ultimi anni che denuncia proprio questa distanza: "Le magnolie non avevano letto Roland 
Barthes".
Come uscire dallo scacco? Da dove partire per non perdere l'incanto della frase perfetta? C' una 
crepa nel sistema di WhatsApp. Uno spiraglio in cui pu soffiare ancora la corrente tempestosa del 
romanticismo. Coi suoi desideri, i suoi nascondimenti e la trepidante dedizione per le parole. Ogni 
utente che usa l'applicazione, oltre alla foto, pu inserire un "messaggio di stato". E' l che 
qualcuno tiene scritto: "Per frasi d'amore, ricorrete agli sms".
@FrancescoLongo
giornalista e scrittore, autore di "Il Mare di pietra. Eolie o i 7 luoghi dello spirito", Laterza
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