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Legge di Stabilit 2013: le novit per le persone con disabilit
Giuseppe Fornaro su uici Napoli, 28\12\2012, h.21.35.

La Camera dei Deputati ha definitivamente approvato la Legge di Stabilit che ora attende 
limminente pubblicazione in Gazzetta Ufficiale.

Il testo licenziato appare molto diverso dal disegno di legge presentato ad ottobre dal Governo e 
sottoposto poi allesame delle Camere e delle rispettive Commissioni.

La versione iniziale presentava una serie di ipotesi nientaffatto positive per le persone con 
disabilit e le loro famiglie. La presentazione del disegno di legge era stata preceduta da alcune 
voci che ventilavano imposizione IRPEF su indennit di accompagnamento a carico dei titolari di 
tale provvidenza nel caso in cui superassero un reddito lordo di 15.000 euro annui.

Lipotesi non  nemmeno giunta ad essere formalizzata: lintroito, previsto dal Governo, sarebbe 
stato molto limitato (250 milioni di euro).

La seconda voce prevedeva la riduzione della retribuzione, in casi particolari, dei permessi 
retribuiti (Legge 104/1992) fruiti da dipendenti pubblici per lassistenza a congiunti con grave 
disabilit. Anche in questo caso la misura non  stata presentata: per ammissione del Governo non 
avrebbe prodotto che 49 milioni di euro di risparmio.

Nel testo depositato alla Camera erano invece presenti disposizioni che nelle settimane successive 
sono state cancellate o emendate. Vediamo, anche per tranquillizzare i Lettori, quali sono le 
misure che sono scomparse dalla versione approvata.

Il sostegno scolastico
Il disegno di legge dedicava un comma al delicato mbito dellinclusione scolastica trasferendo le 
funzioni di valutazione della diagnosi funzionale propedeutica allassegnazione del docente di 
sostegno allalunno disabile allINPS nella convinzione che lIstituto sia pi rigoroso 
nellindividuazione dei bisogni (e quindi dei diritti).

Ne sarebbe uscito un quadro assai complicato sia in termini di organizzazione che di prospettive 
per la reale esigibilit del diritto allinclusione.

Il comma, su forti pressioni della Federazione Italiana per il Superamento dellHandicap,  stato 
cassato dalla Commissione Affari Sociali.

Imposte
Anche la parte dedicata al fisco, nel testo iniziale non riservava novit positive.

Con un intervento dai limitati effetti sostanziali, il Governo prevedeva di abbassare, dal gennaio 
2013, di un punto le due aliquote di tassazione pi bassa di tassazione IRPEF. Lattuale aliquota 
del 23% (redditi da 0 a 15.000 euro) sarebbe passata al 22. Quella del 27% (15.001- 28.000 euro) al 
26. Le aliquote, alla fine , rimangono inalterate.

Inoltre il disegno di legge, nella versione originaria, si riservava la possibilit di rivedere i 
regimi di agevolazione e indicava due azioni:

lintroduzione di una franchigia di 250 euro per ciascun onere detraibile e per ciascun onere 
deducibile;

lintroduzione di una cifra massima detraibile (sconto fiscale) da applicarsi a buona parte delle 
detrazioni previste dalla normativa vigente.

Laltra operazione di riduzione delle agevolazioni fiscali insisteva ancora sulle detrazioni.

La cifra detraibile massima complessiva per ciascun contribuente veniva fissata a 3000 euro: questo 
 il massimo di sconto di cui pu fruire chi presenta la denuncia dei redditi.

Dopo una serie di emendamenti ed accordi con il Governo, tutte le indicazioni fin qui elencate sono 
state espunte dal testo finale.

Pertanto: le aliquote IRPEF rimangono uguali e non sono pi previste riduzioni o interventi sulle 
detrazioni.

Vi sono invece novit parzialmente positive per le detrazioni per i figli a carico, di cui parliamo 
pi sotto.

E vediamo ora quali sono le novit invece giunte allapprovazione.

Aliquote IVA e agevolazioni IVA
Nel disegno di legge  previsto per il 2013 laumento di un punto dellaliquota IVA ordinaria (dal 
21 al 22 per cento) e dellaliquota ridotta (dal 10 all11 per cento).

Si trattava di una misura temuta da molti per le ovvie conseguenze economiche che si ripercuotono 
su tutti i cittadini e sulle imprese. Alla fine laumento di un punto  stato limitato allaliquota 
del 21%.

Ma non si tratta dellunico intervento in ambito IVA. La legge di Stabilit, infatti, interviene 
anche sullIVA sulle prestazioni educative, sanitarie e sociali rese dalle cooperative sociali.

Fra le operazioni interessate da questa misura ci sono leprestazioni socio-sanitarie, educative, 
comprese quelle di assistenza domiciliare o ambulatoriale o in comunit e simili o ovunque rese, in 
favore degli anziani ed inabili adulti, di tossicodipendenti e malati di AIDS, degli handicappati 
psicofisici, dei minori, anche coinvolti in situazioni di disadattamento e di devianza, rese da 
cooperative e loro consorzi, sia direttamente che in esecuzione di contratti di appalto e di 
convenzioni in generale.

Nella versione approvata della Legge di Stabilit si riconducono tutte queste prestazioni allIVA 
al 10%. Attualmente sono al 4. Il gettito stimato per lerario  di circa 500 milioni di euro, ma 
si tratta di una previsione falsata, poich aumentando il costo dei servizi per comuni e famiglie, 
il numero delle prestazioni  destinato a diminuire o a ingenerare, laddove possibile, fenomeni di 
elusione fiscale. Inoltre  stato stimato che il costo di questo innalzamento dellaliquota IVA 
verosimilmente si scaricher al 70% sui Comuni e al 30% sulle famiglie.

Tagli alla sanit
La Legge di Stabilit prosegue nel contenimento (taglio) della spesa in ambito sanitario innalzando 
al 10% (oggi  del 5%) la riduzione degli oneri per i vecchi appalti (vengono pagate di meno le 
stesse forniture di servizi o prestazioni o materiali) e abbassando il tetto di spesa per i 
dispositivi medici.

Il che significa meno servizi o servizi di qualit inferiore, e meno rinnovamento delle 
apparecchiature (qualit e/o quantit inferiore).

Altri elementi di preoccupazione, per il futuro dei servizi sociali e sanitari, derivano da 
ulteriori tagli lineari ai trasferimenti alle Regioni.

I Fondi Sociali
Liter di discussione della Legge di Stabilit  dato contrassegnato da una forte pressione delle 
associazioni attorno al sempre pi risicato finanziamento dei Fondi sociali (famiglia, immigrati, 
politiche sociali, servizio civile, non autosufficienza). Nel 2008 lo stanziamento relativo a tutti 
i Fondi era di 2.526,7 milioni, nel 2013 il finanziamento previsto era di 200,8 milioni. In 
particolare il Fondo per la non autosufficienza inizialmente di 400 milioni  azzerato da due anni 
e per il 2013 sarebbe stato pari a zero. Su questultima lacuna si sono concentrate le azioni 
dimostrative di un deciso gruppo di persone affette da SLA (sclerosi laterale amiotrofica) che 
hanno chiesto con forza il rifinanziamento del Fondo per la non autosufficienza.

Dopo il primo passaggio alla Camera, la destinazione a questo Fondo era di 200 milioni di euro, 
cifra ritenuta largamente insufficiente alle esigenze reali. Una nuova protesta e pressioni da 
varie parti hanno consentito di elevare questa cifra di ulteriori 275 milioni che sono quindi la 
dotazione reale per il 2013. Una nota di colore rende l'idea di quadro generale: l'atto ufficiale 
della Camera che presentano il testo approvato recano ancora l'indicazione della cifra a 200 
milioni di euro. Uno successivo  "errata corrige", con ulteriore atto della Camera, ha precisato 
l'importo esatto.

Anche il Fondo Nazionale per le Politiche Sociali viene aumentato di 300 milioni di euro, portando 
a dotazione per il 2013 a 344,6 milioni di euro. Per il 2014 rimane la dotazione di 40 milioni di 
euro.

Altre verifiche ai falsi invalidi
Dal 2009 in poi  stata condotta una massiccia campagna di controllo alla ricerca di frodi in 
materia di invalidit civile i cui esiti sono stati minimi ma che  costata moltissimo in termini 
di risorse e di organizzazione anche a INPS. Nella relazione ispettiva della Corte dei Conti 
(Deliberazione 10 novembre 2011, n. 77) sullattivit di INPS si trovano alcuni dati significativi. 
Nel 2010 la spesa per pagare medici esterni  stata di 9 milioni di euro. Nel 2011 questa spesa  
aumentata del 300% = 27 milioni di euro.

Ma limpegno nei piani di verifica ha anche rallentato lordinaria attivit dellINPS. Ce lo dice 
la Corte dei Conti segnalando i lunghi tempi di erogazione, dalla data della domanda (in media di 
278 giorni per linvalidit civile, 325 giorni per la cecit civile e 344 giorni per la sordit) 
alla concessione delle provvidenze. Ma il danno di questi ritardi non  solo per la persona con 
disabilit che attende il verbale.  anche per lErario. Infatti per questi ritardi INPS  
costretto a pagare gli interessi legali. Lanno scorso (2011), INPS ha dovuto versare 37 milioni di 
interessi per i suoi ritardi di pagamento; il 63% riguarda le pensioni degli invalidi civili.

Senza contare il contenzioso in giudizio. C un dato generale gi di per se inquietante: un quinto 
delle cause civili dibattute in Italia vede lINPS come controparte. In questo quadro al 31 
dicembre 2011 cerano 325.926 cause giacenti relative allinvalidit civile. Nel 2011 sono stati 
definiti 349.595 giudizi. INPS ha avuto sentenza favorevole in 144.402 casi. L'INPS perde la met 
delle cause. Per ogni causa un legale per INPS, un legale per linvalido, un perito per INPS, un 
medico legale per linvalido, un consulente tecnico di ufficio nominato dal Tribunale.

In questo quadro desolante, la Legge di stabilit, prevede un ulteriore Piano triennale (2013-2015) 
di 450mila controlli totali (150.000 lanno). Sulla scorta dellultima relazione della Corte dei 
Conti, appare poco credibile la precisazione del Legislatore che annota come tali controlli devono 
essere realizzati con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione 
vigente.

In sede di discussione al Senato, il comma che prevede il nuovo Piano  stato integrato con una 
singolare indicazione dal sapore vagamente demagogico: Le eventuali risorse derivanti 
dallattuazione del presente comma da accertarsi, (), a consuntivo e su base pluriennale come 
effettivamente aggiuntive rispetto a quelle derivanti dai programmi straordinari di verifica gi 
previsti prima dellentrata in vigore della presente legge sono destinate ad incrementare il Fondo 
per le non autosufficienze (...) sino alla concorrenza di 40 milioni di euro annui.

Lattenta lettura del comma gela i facili entusiasmi espressi dopo il primo annuncio. In realt non 
risponde al vero che il Fondo per le non autosufficienze del 2013 potr contare su 40 milioni in 
pi. Quei 40 milioni non sono nemmeno certi: potrebbero essere molti meno e saranno restituiti, 
se del caso, dopo una valutazione pluriennale. Il che significa, forse, alla fine del 2014.

Detrazioni per i figli a carico
Unaltra novit riguarda le imposte sui redditi e le detrazioni forfettarie per i figli a carico. 
Anche questa notizia  stata leggermente distorta nella comunicazione generalista.

La Legge di Stabilit eleva le somme detraibili per i figli a carico.

Per ogni figlio viene riconosciuta una cifra pari a 950 euro. La detrazione  aumentata a 1.220 
euro per ciascun figlio di et inferiore a tre anni. Per ogni figlio disabile le detrazioni sono 
ulteriormente aumentate di 400 euro.

Si tratta di cifre assolutamente teoriche. Infatti la detrazione  rapportata al reddito del 
contribuente (diminuiscono allaumentare del reddito). Inoltre, nel caso dei redditi pi bassi non 
possono essere sfruttate appieno. Infine, nel caso degli incapienti (cio i privi di reddito 
sufficiente per essere sottoposto a tassazione) non viene prodotto alcun beneficio effettivo.

28 dicembre 2012

Carlo Giacobini

Direttore Responsabile di HandyLex.org

