pazzi
Quei pazzi di Van Gogh e Salvador Dal
Art. inviato in privato da F. Melis, 31\10\2012, h. 14.10.

La scienza spiega la follia dei geni
Un gigantesco studio del Karolinska Institutet di Stoccolma ha coinvolto
1,2 milioni di pazienti. Il legame fra creativit e disturbi mentali 
stato svelato con nitidezza, specie in scrittori e pittori
di ELENA DUSI

Quei pazzi di Van Gogh e Salvador Dal La scienza spiega la follia dei geni
"Non esiste genio senza una vena di follia". Se ne era accorto Seneca.
Per Aristotele "gli uomini eccezionali in filosofia, politica, poesia o
arte" hanno un eccesso di bile nera che li rende malinconici. Un legame
fra squilibrio mentale e talento era addirittura inconcepibile secondo
Lombroso. Salvador Dal per non era d'accordo. "L'unica differenza  -
diceva con gli occhi allucinati e i baffi come due aghi verso il cielo
-  fra me e un matto  che io non sono matto".

Il fascino del rapporto fra genio e follia nel frattempo ha contagiato
anche le neuroscienze. Per dare risposta a un quesito con pi di duemila
anni sulle spalle, il Karolinska Institutet di Stoccolma ha messo in
piedi uno studio gigantesco, coinvolgendo quasi 1,2 milioni di pazienti
psichiatrici visitati o ricoverati in Svezia negli ultimi 40 anni
insieme ai loro parenti, arrivando ai cugini di secondo grado. Nello
studio pi esteso mai condotto sull'argomento, il legame fra creativit
e malattia mentale  apparso in tutta la sua nitidezza. I pi colpiti
dal "mal di genio" sono gli scrittori.

La loro mente, come Lord Byron, David Foster Wallace e infiniti altri
possono testimoniare, sembra un campo minato. Oltre ad avere il 50% di
probabilit in pi di suicidarsi, gli autori professionisti soffrono pi
della media di schizofrenia, ansia, depressione, abusi di alcool e
droghe. Le altre categorie prese in considerazione dallo studio
(scienziati, danzatori, fotografi, artisti) non sono di per s
rappresentate negli studi degli psichiatri pi della media. Ma fanno
parte di famiglie che soffrono in maniera spiccata di schizofrenia e
disturbo bipolare. Un dato in sintonia con il fatto che per molte
malattie psichiatriche  stata scoperta una base genetica ed ereditaria.

Una volta accertato un legame fra arte, scienza e mestieri creativi da
un lato e malattia mentale dall'altro, resta ancora da capirne il
perch. Studi precedenti, al Karolinska come in altri istituti del
mondo, avevano gi cercato di scrutare all'interno del rapporto fra
creativit e follia. Una delle teorie pi gettonate  che il cervello di
artisti e scienziati non abbia un filtro efficiente con la realt
esterna. Tutti gli stimoli provenienti dal mondo vengono riconosciuti
come importanti, permettendo all'individuo di stabilire connessioni
originali e sorprendenti.

Creativit e capacit di pensare fuori dagli schemi vengono per in
alcuni casi pagate caro, perch l'incapacit di filtrare gli stimoli 
considerata una fra le possibili cause delle psicosi ed  stata
osservata nelle fasi iniziali della schizofrenia, in cui a volte si
affacciano pensieri mistici ed esperienze religiose. In termini di
evoluzione, la malattia mentale pu essere considerata come un prezzo da
pagare in cambio di una grande originalit di pensiero. In realt resta
ancora un mistero se sia nato prima l'uovo o la gallina. Se cio sia la
malattia mentale a scardinare il flusso ordinato dei nostri pensieri
donandogli originalit o siano piuttosto creativit e profondit di
pensiero a condurre il cervello sull'orlo dell'abisso della malattia
mentale.

In ogni caso Simon Kyaga, il giovane ricercatore del Karolinska che ha
condotto lo studio e sembra deciso a sbrogliare la matassa,  convinto
che "In psichiatria, e in medicina in generale, si  abituati a
considerare una patologia in termini di bianco o nero. Se imparassimo a
riconoscere che alcuni aspetti della malattia mentale possono essere
benefici, potremmo escogitare nuove tecniche per trattarla".

(19 ottobre 2012)
