ausili
Autori e non solo consumatori di tecnologie
Superando.it del 12-11-2012

Gli ausili creativi sono invenzioni quotidiane che nascono dallimprovvisazione, dal gioco, dal 
desiderio di cercare soluzioni personali per il superamento delle disabilit, realizzati sulla base 
delle proprie esigenze o passioni, da persone con disabilit, insegnanti, famiglie, educatori e 
artigiani. Ad essi  dedicato un interessante libro recentemente pubblicato

Ne aveva gi accennato qualche giorno fa, sempre su queste pagine, Giorgio Genta, ma vale 
certamente la pena dedicare qualche parola in pi a un interessante libro pubblicato recentemente 
per i tipi di Erickson da Nicola Gencarelli, laureato in Scienze della Comunicazione e della 
Formazione, che collabora con il Servizio per gli Studenti Disabili e Dislessici dellUniversit di 
Bologna, e che si occupa di tecnologia informatica per linclusione e di documentazione video e 
multimediale in ambito educativo, oltre a condurre anche corsi di formazione rivolti a educatori e 
insegnanti di sostegno.
Si tratta di Ausili fai da te, volume che raccoglie la documentazione, le riflessioni e le proposte 
scaturite dal progetto Ausili creativi. Larte del fare tra adattamento e invenzione, ricerca 
coordinata da Andrea Canevaro, docente di Pedagogia allUniversit di Bologna (sede di Rimini), una 
delle principali figure impegnate da molti anni nel nostro Paese in ambito di inclusione scolastica.

Gli ausili creativi  si legge nella presentazione del libro  sono invenzioni quotidiane che 
nascono dallimprovvisazione, dal gioco, dal desiderio di cercare soluzioni personali per il 
superamento delle disabilit. Spesso sono il frutto delladattamento ingegnoso di oggetti presenti 
sul mercato, oppure si sviluppano attraverso luso creativo degli stessi o, infine, sono progetti 
inediti frutto di pura ideativit artigianale. Ausili fai da te intende quindi contribuire alla 
diffusione della cosiddetta filosofia Slow Tech, termine da considerarsi in questo contesto in 
stretto collegamento con il modello Slow Food concepito da Carlo Petrini, di chi vuole essere 
autore e non solo consumatore di tecnologia.
Contrapposto alla logica che identifica la disabilit con una diagnosi-destino  viene scritto 
ancora  e che vincola la scelta di ausili e mediatori alla prescrizione tecnica degli esperti, il 
modello Slow Tech si basa in sostanza sulla fabbricazione cooperativa, sulla contaminazione delle 
competenze, sul dialogo con le circostanze e sul valore del non sapere  al momento di cominciare 
un lavoro  che cosa ne verr fuori. Attraverso infatti lesempio e lanalisi di ausili inventati, 
personalizzati o adattati, sulla base delle proprie esigenze o passioni, da persone con disabilit, 
insegnanti, famiglie, educatori e artigiani, si vuole mostrare come tutti possano diventare 
bricoleurs che si ingegnano a fare con quel che c a disposizione, smontando, riparando e 
immaginando mille assemblaggi diversi, senza alcun timore reverenziale nemmeno per le tecnologie 
informatiche e digitali.

Un bel messaggio, dunque, e uninteressante conferma, per genitori come il citato Giorgio Genta, 
noto ai Lettori del nostro giornale anche per creazioni come il M.O.S.T.R.O., acronimo che sta 
per Modulo Omnicomprensivo Sinergico alle Tecniche Riabilitative Olistiche, ovvero 
quellausilio-fai-da-te, nato dallesigenza di riunire il lettino da fisioterapia e il piano di 
statica in un unico manufatto, per rendere la vita pi facile alla figlia gravemente disabile e a 
tutta la sua famiglia. (S.B.)

Nicola Gencarelli, Ausili fai da te. Creare e adattare oggetti e strumenti tecnologici per la 
disabilit, Spini di Gardolo (Trento), Erickson, 2012, 144 pagine, 18,50 euro.
