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E i pionieri del web italiano lanciano la sfida a Google
Dalla versione cartacea di Repubblica del 23 ottobre 2012.

RICCARDO LUNA

Il piccolo motore italiano sfida i giganti di Google

QUESTA storia  come un film. Se pensate che sfidare Google, oggi, in
Italia, facendo un motore di ricerca tutto italiano, un motore che
racconti al mondo la nostra storia, la nostra cultura e quindi in fondo
anche il nostro futuro, sia una impresa perlomeno velleitaria, scegliete
pure come titolo "Tot contro Maciste" e fatevi una bella risata.

Del resto il disastroso lancio di Volunia, "la sfida italiana a Google",
firmata dal matematico padovano Massimo Marchiori, appena qualche mese
fa, autorizza qualche ironia. Ma questa storia  diversa. Se fosse un
film infatti sarebbe un western. Uno di quelli che non finiscono mai
nemmeno quando il protagonista firma la propria resa.  la storia di un
sogno che si fa ossessione per diventare realt. E parte da lontano.
C'era una volta il web. Il primo web. Gli italiani, sembra strano a
dirlo, non se la cavavano affatto male. Era italiano per esempio Paolo
Zanella, dal 1976 al 1989 direttore dei servizi informatici del Cern di
Ginevra, il pi grande laboratorio del mondo per la fisica. Nel 1980 l
arriv per uno stage un giovane fisico inglese: si chiamava Tim Berners
Lee e trentadue anni dopo un paio di miliardi di persone lo avrebbero
applaudito in diretta tv mentre al centro dello stadio olimpico di
Londra scriveva le tre lettere che hanno cambiato il mondo: "www". Il
giovane Berners Lee in realt non sapeva cosa avrebbe fatto: al Cern
voleva solo trovare un modo per mettere ordine nella crescente quantit
di informazioni che producevano i computer utilizzati per gli
esperimenti scientifici. Il progetto inizialmente lo chiam Enquire: nel
1989 lo ribattezz world wide web. Quell'anno al Cern il direttore
generale divenne il fisico italiano Carlo Rubbia che nel 1984 aveva
vinto il premio Nobel.

Quando il 30 aprile 1993 il Cern annunci che il world wide web era a
disposizione dell'umanit, Rubbia era ancora il capo, una circostanza
che lo ha portato spesso a ricordare con ironia: Il mio unico merito
nella nascita del web  non essermi opposto.

Intanto nel novembre del 1990 a Cagliari la Regione Sardegna aveva
costituito il Crs4, il centro ricerche per il futuro parco tecnologico.
E Rubbia ne era diventato il primo presidente: si port da Ginevra Paolo
Zanella e quella scelta diede la linea: non perdete tempo con altre
storie, disse, buttatevi sulla rete. Cos fu. Il primo sito web
italiano, www.crs4.it, lo fece Luca Zanarini nel 1993. La prima webmail
del mondo fu quella escogitata da un giovane programmatore, Luca
Manunza, nel 1995. Insomma, in Sardegna sulle telecomunicazioni erano
bravi: anche per questo qui nel 1998 Renato Soru fond Tiscali.

Fine primo tempo.

Nel 1996 a Pisa, dove da sempre batte il cuore dell'internet italiano,
c'erano tre studenti che volevano fare un motore di ricerca: Google
ancora non c'era. Segnatevi i loro nomi perch fecero un'impresa: quando
Olivetti Telemedia --- la futura Italia Online --- mise sul tavolo i
soldi necessari, Giuseppe Attardi, Domenico Dato e Antonio Gulli in tre
mesi fecero la prima versione di Arianna. Andava dieci volte pi veloce
del rivale americano Altavista, ricorda oggi Attardi. Tanto che nel
1999, alla vigilia di un trionfale ingresso in Borsa, Renato Soru decise
di comprare tutta la ditta: Ideare. I tre ragazzi di Pisa scrissero
allora un nuovo motore, Janas, con un sistema di ricerca, IXE, che
inizi a conquistare pezzi di Europa. Poteva essere l'inizio di una
grande storia, ma la fine della cosiddetta new economy avrebbe cambiato
tutto. Le aziende legate al web si trovarono a fare i conti con la
mancanza di soldi e cos quando nel 2001 un dirigente di Google si
present da Tiscali mettendo sul tavolo 10 milioni di dollari in cambio
dello spegnimento di IXE, Soru firm.

Non se l' mai perdonata quella firma. Non possiamo lasciare il web a
Google disse Soru gi in una intervista del 2003 che non era casuale: i
"ragazzi di Pisa" gli avevano proposto la realizzazione di un grande
motore di ricerca europeo e lui era tentato. Nel 2004 il suo ingresso
politica segn lo scioglimento del team. Ma l'idea non  scomparsa mai:
il 26 settembre 2006, per esempio, all'indomani di un incontro fra il
presidente del consiglio Prodi e quello della Sardegna Soru, la Nuova
Sardegna in prima pagina annunciava trionfalmente "un Google italiano".

Nel 2009 Soru  tornato a Tiscali. E in breve ha capito che continuare a
focalizzare tutto sulla vendita di collegamenti a Internet non aveva
molto senso.

Bisognava puntare sul web tornando a inventare prodotti. Il primo, un
anno fa,  stato Streamago: sulle ceneri di una tv via internet mai
decollata,  un servizio che consente di mandare in diretta sul web
qualsiasi evento.

Il secondo, qualche mese fa,  stato Indoona: partito come applicazione
per telefonare gratis via Internet,  diventato un social network,
basato sui propri numeri di telefono, che ingloba funzionalit di Twitter.

Ma il vero progetto  il motore di ricerca. Per questo Soru ha
richiamato in servizio il vecchio team. Obiettivo: un Google italiano.
La cosa  meno bizzarra di quanto appaia. Nel mondo ci sono svariate
decine di motori di ricerca nazionali che nei rispettivi paesi si
affiancano a Google e che diventano molto competitivi sui contenuti web
domestici. E quindi iStella, si chiamer cos, tiene conto di tre
miliardi di pagine: ovvero, tutto il web italiano pi le pagine che gli
italiani guardano. E poi punta a inglobare la storia d'Italia, gli
archivi di enti, fondazioni, istituti che oggi non sono sul web. Il
terzo livello  quello degli utenti: tutti possono diventare
contributori di iStella: un comune che voglia caricare la propria
storia, un ricercatore per rendere disponibile uno studio, una famiglia
con il proprio albero genealogico e le foto emblematiche, perch ogni
uomo  una enciclopedia dice Soru citando Italo Calvino.

A Pisa Attardi non nasconde l'emozione: Abbiamo il batticuore. Sappiamo
di esserci messi in un progetto cos ambizioso da sembrare pazzesco. A
Cagliari Soru conta i giorni per il lancio: Non  una sfida a Google, 
un'altra cosa. E cita con orgoglio le differenze con il gigante
americano. Non proprio trascurabili: Primo, tutti possono partecipare
aggiungendo documenti.

Secondo, nessuno viene tracciato quando effettua delle ricerche. Terzo,
i risultati delle ricerche saranno obiettivi e non profilati in basi ai
nostri precedenti comportamenti. Quarto, la popolarit non  tutto, se
uno cerca Dante Alighieri e per qualche motivo una pizzeria Dante
Alighieri ha molto successo, da noi troverete sempre primo l'omonimo
Istituto.

Quinto, i tre miliardi di pagine che scarichiamo, saranno gratis a
disposizione di chiunque voglia fare studi sul web italiano.

Manca solo la data di inizio, un giorno di novembre. Poi, se iStella
dovesse andare bene, cancellate i titoli precedenti e questo film
chiamatelo pure "I cavalieri che rifecero l'impresa".
