occhio
Occhio bionico, argus II, e argus III.
M. Palma e P. Graziani su uic. h. e., dal 26\09\2012, h. 05.34.

Mario Palma:
cari amici affetti da retinite pigmentosa,
da una ricerca su internet ho appreso che dopo 9 anni finalmente a Pisa il
prof. Stanislao Rizzo ha operato un cieco per retinite pigmentosa seguendo
il protocollo argus II.
L'intervento  durato quasi quattro ore e consiste nell'installazione sulla
retina di 60 elettrodi collegati ad occhiali speciali sui quali  installata
una telecamera miniaturizzata che invia gli impulsi al nervo ottico.
Dopo 15 giorni dall'intervento e previa una non meglio precisata
riabilitazione, l'(ex??) cieco dovrebbe essere in grado di "intercettare" le
ombre degli oggetti in movimento, un altro testo dice le sagome in bianco e
nero.
Mi chiedo: allora tutto ci che rimane fermo non  intercettabile
costringendo l'operato ad incedere con estrema lentezza ed impaccio?
L'oculista ha dichiarato che pur essendo praticamente gi pronto argus III
la sua equipe per "affinare le tecniche operatorie" ha preferito partire
con il II ed il protocollo argus III, pertanto  previsto per il 2015.
Aiuto, siamo chiamati a fare le cavie?
E' un intervento, ho saputo da un amico, a carico dell'ammalato ma sconosco
al momento il costo.
Paolo Graziani:

Una matrice di 60 elettrodi pu produrre una immagine di 60 pixels, cio qualcosa di equivalente al 
rettangolino nel quale  disegnato un carattere dello schermo del nostro p.c.

Mi chiedo perci: che razza di visione pu realizzare?
Chi ha usato a suo tempo l'Optacon ricorder cosa si percepiva con il tatto, cio abbastanza bene 
le forme dei caratteri, ma se si cercava di esplorare qualcosa di pi complesso sulla pagina le 
difficolt erano molte.
Eppure l'immagine, se cos possiamo chiamarla, sul polpastrello era di 100 pixels nell'ultimo 
modello e di 144 pixels nel modello pi vecchio.
Allora, se io mi devo fare implantare qualcosa dentro l'occhio per ottenere l'equivalente di un 
Optacon, il quale opera in modo non invasivo, lascio a chi legge le conclusioni.

Auguriamoci che queste ricerche si sviluppino al punto di assicurare una visione utilizzabile, ma 
per ora io preferisco stare a guardare, in senso metaforico.
