lavoro
L'emergenza lavorativa dei ciechi.
Vari da varie fonti dal 17\09\2012, h. 19.35.

SOMMARIO:
a)Mobilitazione dell'unione ciechi per l'emergenza lavoro.
b)Emergenza lavorativa dei ciechi: venerd l'incontro con il viceministro Martone
***

a)Mobilitazione dell'unione ciechi per l'emergenza lavoro.
Post di Giuseppe Fornaro su uici Napoli.

Si informa che la nostra sede centrale ha programmato una serie di
iniziative denominate "emergenza lavoro", per porre all'attenzione del
governo la situazione occupazionale dei ciechi e degli ipovedenti, per
richiamare il Ministero del Lavoro  e la Conferenza delle Regioni
all'attuazione del decreto Salvi del 2000, il Ministero della pubblica
Istruzione, che nella riforma degli istituti tecnici a completamente
dimenticato di predisporre percorsi formativi per le figure previste dal
decreto Salvi.
La prima iniziativa  la conferenza stampa nazionale che si terr mercoled
19 settembre ore 11.30 presso la sede centrale.
La conferenza stampa sara' trasmessa in diretta audio sul sito dell'Unione
Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

A seguire il testo della convocazione della conferenza stampa e la circolare
190, che illustra tutti i passi dell'iniziativa.

CONFERENZA STAMPA

Mercoledi' 19 settembre 2012 - ore 11:30
C/o Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Presidenza Nazionale
Via Borgognona 38 - 00187 Roma

EMERGENZA LAVORATIVA DEI CIECHI

Coordina:
Ruggero Po
Giornalista e conduttore RAI

Intervengono:
Tommaso Daniele
Presidente Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti
Saluto

Paolo Colombo
Componente della Direzione Nazionale dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli
Ipovedenti
e responsabile del settore Lavoro
L'emergenza lavorativa dei ciechi

Luciano Romito
Professore Associato di Fonetica e Fonologia, Fonetica Sperimentale e
Linguistica Generale
all'Universita' della Calabria
La figura di perito fonico in ambito forense e ipotesi di nuove attivita'
lavorative per i ciechi

Luigi D'Ambrosio Lettieri
Senatore
L'A.S. 1573 "Modifiche alla legge 11 gennaio 1994, n. 29, in materia di
disciplina della professione
di fisioterapista non vedente" e la mancata approvazione

Rappresentanti sindacali di CGIL, CISL, UIL, UGL

Invitati:
il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Elsa Fornero
il Vice Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Michel Martone
il Sottosegretario al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, Maria
Cecilia Guerra
il Presidente della Commissione Lavoro del Senato, sen. Giuliano Pasquale
il Presidente della Commissione Lavoro della Camera, on.le Silvano Moffa

La conferenza stampa sara' trasmessa in diretta audio sul sito dell'Unione
Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti all'indirizzo
http://www.uiciechi.it/radio/radio.asp

Circolare 190.

OGGETTO: Non c'e' piu' tempo da perdere: la Direzione Nazionale dichiara lo
stato di emergenza del lavoro dei ciechi e degli ipovedenti.

La riunione dei Presidenti regionali prima e la Direzione Nazionale poi,
hanno accolto con entusiasmo la mia proposta di dichiarare lo stato
d'emergenza del lavoro dei ciechi.
Sono anni che ci scontriamo con il muro di gomma del Ministero del Lavoro e
delle Politiche sociali e con la pigrizia delle Regioni, senza cavare un
ragno dal buco; sono anni che poniamo quesiti sui contributi figurativi in
presenza dei profondi mutamenti intervenuti nel frattempo in materia
previdenziale; sono anni che interroghiamo il Ministero sul concetto di
posto-operatore da quando le nuove tecnologie hanno ridotto notevolmente lo
spazio lavorativo dei ciechi e degli ipovedenti; sono anni che chiediamo
allo stesso Ministero di individuare nuove professioni lavorative per i
ciechi e gli ipovedenti ed un intervento nei confronti della Conferenza
delle Regioni per l'attuazione del decreto Salvi del 2000 che individua tre
nuove attivita' lavorative: l'addetto alle relazioni con il pubblico, il
gestore di banche dati e l'operatore di marketing. Ma il risultato e' stato
sempre lo stesso: il silenzio o vaghe promesse.
Sembrava che le cose potessero cambiare dopo l'incontro del 2011 con il
Ministro Sacconi, che aveva mostrato grande attenzione e disponibilita' per
le nostre problematiche e sembrava voler porre termine ad un cosi' lungo,
deplorevole periodo di inerzia; cosa che indusse la Direzione Nazionale a
conferirgli il Premio Braille nonostante si sapesse che il Ministro era
l'ispiratore della famigerata riforma sull'assistenza.
Poi, la crisi di Governo: non ci hanno riservato migliore trattamento i
nuovi inquilini del Ministero del Lavoro; piu' volte, sia pure fugacemente,
ho avuto occasione di porre il problema del lavoro dei ciechi e degli
ipovedenti al Sottosegretario Maria Cecilia Guerra e allo stesso Ministro,
anche in occasione dell'ultima riunione dell'Osservatorio sulla disabilita'.
Il Viceministro, Michel Martone e' stato avvicinato dal responsabile del
settore lavoro, Paolo Colombo ed e' stato destinatario di numerose missive
da parte dei nostri uffici. L'unico risultato ottenuto e' stato un incontro
con il Direttore Generale del Ministero, dr. Raffaele Tangorra, che e' stato
gentilissimo ma risultati finora non ne abbiamo avuti.
Uguale trattamento abbiamo avuto dal Ministero della Pubblica Istruzione al
tempo del Ministro Maria Stella Gelmini, che nella sua riforma degli
istituti tecnici ha completamente dimenticato i ciechi e gli ipovedenti.
Si ha la sensazione che la nuova classe politica, influenzata anche dalle
altre associazioni di disabili e dalla Confindustria, che ci vedono come dei
privilegiati, considerino le leggi speciali del collocamento dei ciechi e
degli ipovedenti come qualcosa di superato e che ci sia la voglia di
inserirci nelle regole del collocamento obbligatorio degli altri disabili
obbedendo alla logica perversa di voler fare parti uguali tra disuguali.
Non possiamo, non vogliamo e non dobbiamo accettare tutto questo, dobbiamo,
invece, tutti insieme innalzare la bandiera della resistenza, forti delle
nostre buone ragioni; il lavoro, insieme all'istruzione, ha sempre
costituito la via maestra per la piena conquista dell'integrazione sociale.
Paolo Bentivoglio sosteneva che "il lavoro e' luce che ritorna", io mi
permetto di aggiungere che il lavoro e' lo strumento per la conquista della
dignita' di ogni uomo e in particolare dei ciechi e degli ipovedenti che
devono sempre dimostrare di essere piu' bravi degli altri per essere
considerati cittadini con pari dignita'.
Dobbiamo innalzare, dunque, la bandiera della resistenza e dar vita ad una
campagna di sensibilizzazione e di protesta insieme. E' davvero singolare
che ci si voglia privare del lavoro proprio oggi che la Convenzione delle
Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilita', firmata e
ratificata dal nostro Governo, ne affermi la intangibilita' senza se e senza
ma per tutti i disabili del mondo.
Non c'e' piu' tempo da perdere, dobbiamo difendere le leggi speciali senza
falsi pudori e pretendere che esse siano estese ad altre categorie di
lavoratori ciechi ed ipovedenti. Le leggi speciali sono il frutto
dell'intelligenza dei nostri predecessori che hanno saputo dimostrare che le
possibilita' lavorative dei ciechi sono largamente inferiori a quelle degli
altri disabili; non costituiscono, quindi, un privilegio ma una dura
necessita'.
Le leggi speciali costituiscono anche una difesa contro il pregiudizio dei
datori di lavoro che ancora oggi, nonostante le grandi prove di
professionalita' dei ventimila lavoratori ciechi, non li assumono volentieri
e si oppongono con pervicacia in Parlamento alle modifiche migliorative
della legge 113 del 1985 (centralinisti telefonici) e della legge 29 del
1994 (terapisti della riabilitazione). Ad onore del vero, a tale pregiudizio
hanno notevolmente contribuito anche quei lavoratori ciechi che hanno
abusato dei benefici previsti dalla legge 104 del 1992, giustamente pensata
per quei disabili con necessita' speciali; piu' volte abbiamo discusso in
Consiglio Nazionale sull'opportunita' di avvalersi di tali benefici e
abbiamo concluso che trattandosi di diritti soggettivi la scelta spettava al
singolo lavoratore. Tuttavia, e' innegabile che l'uso indiscriminato della
104 appanni l'immagine del lavoratore cieco che l'impegno associativo aveva
cosi' faticosamente accreditato.
Forse e' tempo di tornare ad affermare con forza che accanto ai diritti
esistono anche i doveri dei ciechi. Sara' piu' facile pretendere che venga
attuata la legge 144 del 1999 che delega il Ministero del Lavoro ad
individuare nuove professioni per i ciechi ogni volta che le nuove
tecnologie lo rendano possibile.
Lasciatemi dire, con un pizzico di polemica nei confronti di coloro (per
fortuna pochi!) i quali affermano che l'Unione non ha fatto abbastanza in
materia di lavoro, che siamo stati previgenti, lungimiranti 13 anni fa e che
il decreto Salvi del 2000 e' frutto della nostra intuizione e della nostra
azione; che poi dopo 13 anni non sia stato ancora attuato e' solo colpa
dell'ottusita' della politica e della burocrazia e in qualche misura anche
dello scarso impegno, salvo rari casi, delle nostre strutture periferiche.
Ma ora, bando alle polemiche e impegniamoci tutti insieme affinche' sia
riconosciuta la figura del perito fonico, il cui profilo e' stato gia'
elaborato in collaborazione con l'Universita' di Reggio Calabria; ma
dobbiamo fare di piu', dobbiamo affiancare al perito fonico altre figure
professionali che pensiamo di scoprire attraverso un concorso di idee che di
fatto viene bandito con la presente circolare. Metteremo in palio una
"Matrioska" di grande valore artistico perche' dipinta a mano.
A breve sara' inserito sul sito dell'Unione un blog aperto alla
partecipazione di tutti e avviato un confronto sulla lista di discussione
della Commissione lavoro e sul nostro Giornale on line
(http://giornale.uici.it/). Sara', in settembre, convocata un'Assemblea
on-line per una discussione a 360 sulla materia, poi, subito dopo, la
Direzione scegliera' l'idea migliore e premiera' il vincitore.
Dobbiamo ottenere che la Conferenza delle Regioni si pronunci sui dubbi
interpretativi del decreto Salvi ed equipari le tre nuove figure
professionali a quella dell'operatore telefonico con gli stessi benefici
previsti per loro dalla legge 113 del 1985.
Dobbiamo, infine, utilizzare meglio gli spazi occupazionali per i ciechi e
gli ipovedenti previsti dalla legge 68 del 1999 a favore di quelle figure
professionali non protette dalle leggi speciali.
Lasciatemi dire, ancora una volta, che non e' stato facile in quel periodo
difendere le leggi speciali, eravamo uno contro tutti, abbiamo vinto per la
forza delle nostre ragioni, ma abbiamo vinto anche per il prestigio della
nostra Unione.
Di appelli all'unita' ne ho fatti tanti nei miei 27 anni di Presidenza, ma
credo che ne valga la pena: questa volta la posta in gioco e' di quelle
sulle quali non si puo' scherzare, se qualcuno si diverte a piantare le
proprie bandierine, faccia pure, ma si ricordi che al di sopra delle
bandierine c'e' la bandiera, quella vera: la bandiera dell'Unione Italiana
dei Ciechi e degli Ipovedenti, che tante volte abbiamo issato sul pennone
piu' alto dei palazzi del Governo, del Parlamento, delle Regioni, delle
Province, dei Comuni. La bandiera che parla del presente, del passato e
guarda al futuro; il futuro dei ciechi passa attraverso il lavoro, senza il
lavoro c'e' solo esclusione sociale e il ritorno alle miserie di un secolo
fa.
Per questo obiettivo, l'Unione dovra' mobilitarsi con la passione civile e
il senso di responsabilita' dei tempi migliori; il contesto nel quale ci
muoviamo e' estremamente difficile, si puo' definire con un solo aggettivo:
drammatico. Ma e' proprio in queste situazioni che l'Unione ha sempre
trovato le energie migliori e ha vinto. Vinceremo anche questa volta, tanto
piu' che le nostre richieste sono a costo zero.
La Direzione Nazionale sara' in prima fila, dichiareremo da subito lo stato
di emergenza alla radio, alla televisione, sui giornali; ci sara' una
conferenza stampa in settembre, vi chiederemo di organizzare un sit-in
presso le Prefetture e portare un documento ai Prefetti che dovra' essere
inviato al Governo; chiederemo, anzi pretenderemo un incontro con il
Ministro e se non bastera', se non avremo soddisfazione, sara'
manifestazione, una grande manifestazione, quella che tanti di voi sognano
da tempo. Voglio la stessa frenesia che avete messo nella difesa
dell'indennita' di accompagnamento.
Si', amici, perche' il lavoro vale piu' dell'indennita' di accompagnamento.
Non c'e' piu' tempo da perdere, avanti insieme, dunque.

IL PRESIDENTE NAZIONALE
Prof. Tommaso Daniele

***
Redattore Sociale del 19-09-2012

b)Emergenza lavorativa dei ciechi: venerd l'incontro con il viceministro Martone

ROMA. Una notizia buona c: venerd prossimo il viceministro del welfare Martone incontrer il 
presidente dellUic (Unione italiana ciechi e ipovedenti) per affrontare insieme la questione 
dellemergenza lavorativa dei ciechi. Una questione sollevata e gridata a gran voce, specialmente 
nelle ultime settimane, dallUic, che oggi in conferenza stampa ha amaramente constatato lassenza 
e il disinteresse delle istituzioni: Abbiamo invitato i rappresentanti di Comune, Provincia e 
Regione  ha riferito Daniele  ma nessuno ci ha risposto. Ci siamo rivolti anche al Parlamento e 
al governo, ma la segreteria del ministro ci ha risposto di non avere il tempo di scriverci neanche 
un messaggio. Speriamo che lappuntamento di venerd serva a suscitare una maggiore attenzione 
della politica verso questo dramma che coinvolge i giovani ciechi, sempre pi afflitti dalla 
disoccupazione. Quasi impossibile trovare un lavoro, per chi non lo ha a ncora, ma molto difficile 
anche conservarlo, per quei pochi che lo hanno. Colpa del mancato riconoscimento delle figure 
professionali tipicamente svolte dai ciechi: in particolare il massofisioterapista - non pi 
spendibile da quando  stato istituito il corso universitario triennale di fisioterapista  e 
loperatore telefonico, una figura in estinzione, soprattutto a causa delle nuove tecnologie. Ma 
se le vecchie professioni sono in declino, come ha riferito Tommaso Daniele, quelle nuove sono 
al palo: quelle individuate dal decreto Salvi del 2000  operatore di telemarketing, gestore di 
banche dati e addetto alle relazioni con il pubblico  di fatto non sono utilizzate perch le 
regioni non le hanno inserite nella programmazione. C poi unaltra professione, particolarmente 
indicata per le persone non vedenti: quella del perito fonico trascrittore in ambito forense: in 
altre parole, laddetto alla trascrizione delle intercettazioni telef oniche. Sebbene siano gi 
partiti dei corsi di formazione specifici indirizzati ai non vedenti, tuttavia il ministero del 
Lavoro tuttora non riconosce questa figura.

Tutta la complessit e la preoccupazione rispetto a questa problematica sono contenute nella 
lettera che lUic ha recentemente inviato al ministro Fornero, che finora non ha ricevuto risposta. 
Il 27 settembre  ha annunciato Daniele  organizzeremo sit-in presso tutte le prefetture, ma se 
non riceveremo la dovuta attenzione scenderemo in piazza.Una preoccupazione a cui ha risposto 
Luigi DAmbrosio Lettieri, gi promotore di un disegno di legge riguardante lequiparazione del 
terapista della riabilitazione al fisioterapista e il riconoscimento del collocamento obbligatorio 
in questo ambito. Ripresenter la proposta tramite emendamento alla legge di conversione del 
decreto Balduzzi  ha assicurato oggi in conferenza stampa. Lettieri ha inoltre proposto di 
trasferire questa discussione in una sede istituzionale, riportando l lappello dellUic sotto 
forma di piccole proposte concrete. Nina Daita, responsabile disabilit della Cgil, ha rico rdato 
che circA 750mila persone disabili sono iscritti alle liste del collocamento obbligatorio e CHE 
NEGLIO ULTIMI 2 anni loccupazione delle persone con disabilit  scesa del 40%. Attendiamo quindi 
una risposta straordinaria a un bisogno straordinario, a partire dal ripristino di un fondo 
adeguato (almeno 40 milioni di euro) per la legge 68/99.

Augusto Battaglia (Pd), dopo aver constatato il declino nellattuazione di leggi fondamentali come 
la 68 e la 113, ha riferito che stiamo verificando la possibilit di inquadrare la figura di 
massofisioterapista in quella di fiosioterapista per via amministrativa. Lo stesso  ha detto  si 
potrebbe fare per la figura del centralinista. Svilupperemo le opportune iniziative  ha concluso - 
affinch nei provvedimenti per la crescita e lo sviluppo delloccupazione che il Governo sta per 
definire si prevedano misure volte anche al sostegno e allo sviluppo delloccupazione delle persone 
disabili e non vedenti. (cl)
