cecilia
Cecilia, regina delle gare senza limiti "Proviamo, la mia parola preferita"
La Stampa del 10-09-2012

Camellini, 4 medaglie e 2 ori nel nuoto "Colpa di Phelps, grazie a lui pensi: si pu"

Intervista

LONDRA. Stazione di Stratford, prima pomeriggio, ultimo giorno delle Paralimpiadi. Volontari 
vestiti di viola smistano pazientemente l'euforico fiume di esseri umani che scivola verso il parco 
Olimpico passando in mezzo ai negozi del gigantesco centro commerciale.  la fotografia di un 
successo? Lo . Il ministro britannico dello sport, Hugh Robertson, si presenta accaldato ai 
microfoni della Bbc: Non ho mai visto un'estate come questa. Ha ragione. Un romanzo. Con eroi 
favolosi. Cecilia Camellini, oro e record del mondo sui 50 e 100 stile libero, spinge la carrozzina 
del fidanzato Francesco Bettella. Lei, bionda, sottile, elegante,  cieca dalla nascita. Lui, 
nuotatore pluriprimatista italiano con una faccia da Matt Damon moro,  tetraplegico. Hanno 
un'energia contagiosa. Una forza che fa invidia.

Cecilia, meglio Pechino o Londra?
Londra, non c' gara. La partecipazione la senti.  favolosa. Gli impianti erano sempre pieni. 
Indimenticabile.

Secondo i giornali inglesi le Paralimpiadi hanno fatto cambiare al mondo la percezione della 
disabilit. Esagerano?
Forse. Ma un po' me lo auguro. Non dico che abbiamo fatto la rivoluzione, ma attirato un po' di 
attenzione s.

Chi  l'atleta che hai amato di pi?
Posso dire Francesco?.

No.
Allora scelgo Jessica Long. Tre ori uno dietro l'altro. Io invece sono arrivata stravolta. Mi 
chiedo come faccia.

Due ori e due bronzi. Non  che tu sia andata male.
Colpa di Phelps. Mi ha abituata a pensare che si possa fare.

Per lui si  ritirato. Ha detto che ormai si annoiava.
Nuotare fa un po' questo effetto. Ma io non potrei mai fare a meno dell'acqua. La devo sentire 
sulla pelle.

Torni a casa e ti ributti in piscina?
Torno a casa e mi rammollisco sul divano un paio di mesi.

Record del mondo sui 50 e sui 100 stile. Sulla terra non esiste un'altra come te.
 una soddisfazione enorme. Ho lavorato tanto perch non volevo che le altre mi passassero 
davanti. In gara sono aggressiva.

Una ventenne di ferro.
Veramente prima di nuotare me la faccio sotto. A mezzora dalla gara sono un disastro. Penso: 
oddio, ora scappo, datemi un aereo. Poi metto cuffia, costume e occhialini e capisco che  arrivata 
l'ora di smettere di giocare. Tiro fuori le unghie.

Che rapporto hai avuto con la tua disabilit?
All'inizio ho cercato di non farci caso. Gli altri bambini giocavano e io volevo fare esattamente 
le stesse cose. A rischio di ammazzarmi. A quattro anni ho realizzato. E ho cominciato a 
schiavizzare i miei perch mi leggessero le favole. Dopo ho sempre trovato un modo per ricavare il 
mio spazio, il mio equilibrio.

Mai avuto rabbia?
A volte. Ma se pensi: "i vedenti non hanno idea", allora s che ti chiudi in un mondo a parte. Io 
invece gli altri li voglio capire. E sono propositiva. La mia parola preferita : proviamo.

Per questo sei iscritta a psicologia?
Mi piace rimestare nella testa degli altri. La mente umana mi affascina. Da un buon cervello 
possono scaturire tante cose. Un giorno mi piacerebbe aiutare gli atleti che passano momenti bui.

Che cosa ami di Francesco?
Dividiamo tante cose. Ci capiamo, siamo lottatori. Lui mi d forza. Quando mi guarda sugli spalti 
so che non voglio deluderlo.

Emozionante sentire l'inno di Mameli suonato per te?
Posso fare la patriota? Il nostro inno  bellissimo. Quando ho vinto i 50 c'era un intero stadio 
che batteva le mani. Emozionante, s. Da brividi.

In Italia chi ha 20 anni fa una gran fatica a trovare lavoro.
Anch'io penso al mio futuro con qualche apprensione. Forse far la psicologa sotto i ponti, per i 
barboni, ma di sicuro non rinuncio. Parto. Provo. Ho grinta. Voglia. Buttarsi gi prima  gi una 
sconfitta. Invece si deve avere la forza di sognare. In momenti come questo serve anche di pi.

di Andrea Malaguti
