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cos YouTube ha 'ucciso' le radio star
Da Repubblica del 20\08\2012.

Moderno, sociale e immensamente ricco
Il sito di condivisione video  lo strumento pi utilizzato al mondo per
l'ascolto musicale, superando radio, download e cd. Un successo
costruito grazie a una strategia ben costruita, puntando sulla legalit
ma potendo contare su milioni di appassionati che gli danno linfa.
Perch gli utenti non vogliono pi solo le Top 40
di ERNESTO ASSANTE
YouTube batte la radio: ecco le sue star
UN TEMPO la fonte primaria che i giovani usavano per ascoltare musica
era la radio. Ora non  pi cos: a conquistare lo scettro  YouTube.
Secondo un recente studio di Nielsen,  proprio il sito di condivisione
di video la fonte primaria attraverso la quale il pubblico giovane
ascolta musica, il 64% per cento degli intervistati la preferisce alla
radio, ad iTunes ai cd.

E' un cambiamento che  in atto da tempo: il tasso di crescita nell'uso
di YouTube tra gli adulti negli ultimi anni  stato di circa il 25% ogni
mese, e tra i giovani la percentuale  stata quasi il doppio. E che
questa crescita abbia colpito in particolare la musica non deve
meravigliare, se si pensa che YouTube offre oggi in ascolto quasi tutta
la musica del mondo on demand e gratuitamente, un servizio pressoch
imbattibile.

A sorprendere , semmai, che YouTube superi di gran lunga la radio: solo
il 56% degli intervistati ha dichiarato di usare la radio come fonte
primaria, il 53% ha detto di usare la musica acquistata da iTunes sui
propri lettori multimediali, e il 50% di usare ancora i "vecchi" cd.

YouTube ha conquistato la sua leadership con una strategia molto ben
costruita, investendo molto nella legalit del suo servizio, nel
pagamento delle royalties ad artisti e case discografiche e,
soprattutto, nella costruzione di un contenuto imbattibile, un "jukebox"
planetario dove c' praticamente di tutto, non soltanto il pop di
consumo dell'ultim'ora, ma musiche di ogni genere e stile, classica,
jazz, avanguardia, folk, musiche di nicchia e di successo, anche non
occidentali.

Il tutto con la straordinaria collaborazione di milioni di persone che
per passione, per divertimento, per motivi spesso insondabili, caricano
nel sistema brani musicali di ieri e di oggi rendendoli disponibili a
tutti. E YouTube ha anche cercato di chiudere accordi con le case
discografiche, addirittura integrando in qualche modo il servizio di
Vevo, costruito dalla Universal per fronteggiare lo strapotere di YouTube.

L'azienda, controllata da Google, ha puntato tutto sulla musica, su ogni
genere di musica (basti pensare al lavoro, eccellente, fatto con la
YouTube Symphony Orchestra 2), dando spazio attraverso il contenuto
generato dagli utenti ad ogni artista del mondo che voleva rendere
disponibile la propria musica affianco a quella delle pi grandi star
del pianeta.

E' diventata cos, in pochi anni, la fonte primaria di consumo musicale
per i giovani, perch offre un catalogo infinito, un'esperienza
audivisuale,  gratuita, non avendo presentatori o testi  naturalmente
planetaria, parla la stessa lingua in tutto il mondo e, cosa non
secondaria,  un social network, funziona con le regole di
partecipazione e ingaggio dei siti sociali, il suo contenuto viene
facilmente dissemintato su Facebook e Twitter, ed  fruibile da ogni
macchina, cellulare, computer, tablet, smartphone e molti televisori.

Gli utenti, con il loro uso di YouTube, hanno contribuito in maniera
importante nel determinare cosa esattamente vogliono da un servizio
musicale dell'era digitale, costringendo l'industria discografica e gli
operatori Internet a fare i conti con una realt che oggi ha assunto
dimensioni straordinariamente grandi. Perch, ed  bene sottolinearlo,
se l'ascolto radiofonico  frammentato tra milioni di radio in tutto il
pianeta, YouTube  un'unica destinazione, gestita da una sola azienda. E
questo nella storia della comunicazione e dell'industria musicale, non
era mai avvenuto prima.

La radio  destinata quindi a soccombere? No, non proprio, anzi. Lo
studio rivela che il 48% di chi consuma musica scopre nuovi artisti,
nuovi brani, nuovi album attraverso la radio; solo il 10% lo fa
attraverso amici e parenti e ancor meno, il 7%, lo fa usando YouTube. E
questo  un altro elemento importante per comprendere come sta cambiando
e come cambier il mercato della musica in futuro e come il formato
dominante della radio oggi, quello che propone i top 40, cio i brani
gi arrivati ai vertici delle classifiche di vendita e null'altro, sia
destinato a cambiare, a lasciare il passo a forme di intrattenimento
musicale che consentano maggiore diffusione di musiche e artisti nuovi,
selezionati, scelti dalle emittenti nel gran mare delle proposte che
oggi la rete e YouTube in particolare offrono, mare nel quale 
difficilissimo orientarsi anche per gli ascoltatori pi appassionati ed
esperti.

C' una forte richiesta da parte del pubblico, secondo lo studio di
Nielsen, di un ruolo di scelta e selezione che se in passato era fatto
soprattutto dalle case discografiche, oggi invece pu essere svolto
principalmente dalle radio, che dovendo per natura scegliere quale
musica programmare, possono presentare e proporre ai loro ascoltatori la
scrematura della immensa produzione odierna, che arriva attraverso i
sistemi digitali sempre pi spesso senza il filtro delle aziende che
fino a qualche anno fa producevano musica.

Ma non bisogna cadere nell'errore di pensare che YouTube sia la nuova
radio, o la nuova Mtv. Al contrario non  n l'uno n l'altro ed  per
questo che ha successo, perch  uno strumento nuovo, digitale, in
perfetta sintonia con le giovani generazioni, cos come la radio fu nel
cuore dei ragazzi degli anni 50, il 45 giri in quello dei ragazzi del
decennio successivo e, via via, gli album in vinile, il walkman e il cd
hanno segnato il consumo musicale delle generazioni successive.
(22 agosto 2012)  Riproduzione riservata
