vita
Dalle email alle foto: chi eredita la nostra vita su internet.
da Repubblica del 14\08\2012.

Dalle email alle foto, fino al conto online
chi eredita la nostra vita su internet
In Italia non ci sono leggi, negli Usa poche. E il rischio di finire
davanti ai giudici  altissimo. Da Google a Yahoo, ai parenti pu non
bastare il certificato di morte per aprire la posta. I consigli dei
giuristi sul "testamento digitale" di VALENTINA CONTE
ROMA - La nostra vita digitale ha un futuro dopo di noi? Cosa succeder
ai tesori e ai segreti che stipiamo nelle "nuvole" del cielo di Internet
o dentro le "scatolette" super-tecnologiche cos diffuse in terra,
quando un giorno lontano non ci saremo pi? Il popolo della Rete 
giovane, si sa. Ma, fatti gli scongiuri del caso, il tema  rilevante. E
non solo per i risvolti curiosi, quanto per le sue complicazioni
giuridiche. Perch se vogliamo che le frasi "un giorno tutto questo sar
tuo" o "non voglio lasciare traccia" abbiano un senso anche nell'epoca
2.0, allora dobbiamo provvedere per tempo.

Il termine inglese  digital inheritance, eredit digitale. E il tema 
il destino dei nostri bit, le "ricchezze" virtuali che raccogliamo in
supporti e online. Da una parte, chiavette, tablet, smartphone, dischi,
notebook. Dall'altra, documenti, video, foto, blog, email, cinguettii,
social network vari, conti correnti che i grandi magazzinieri della rete
gestiscono per noi. Tutta questa "identit" digitale  ereditabile? E
gli eredi saranno in grado di districarsi in questo caotico brodo virtuale?

"Domande trascurate in Italia, ma non altrove, dove il problema comincia
a porsi", spiega Ugo Bechini, notaio membro della commissione
informatica del Consiglio nazionale del notariato. "Per questo abbiamo
deciso di stilare un decalogo con le cose da sapere".

Consiglio numero uno: non contate sul fatto che la legge provveder per
voi. "Il quadro giuridico  incerto. In Italia non esiste legislazione
specifica. E negli Usa solo 5 stati su 50 hanno regole in materia e
neanche troppo chiare".

Consiglio numero due: se non date in consegna le credenziali (username e
password) a una persona di fiducia, recuperarle dopo pu diventare un
costoso incubo per i vostri eredi, che con buona probabilit saranno
trascinati davanti alla corte californiana di Santa Clara, competente
per i casi dei big della Silicon Valley che gestiscono sui loro server
americani le "reti sociali", la posta e gli altri servizi e che per lo
pi proteggono la privacy dei loro iscritti anche post mortem. "A
Google, Yahoo, iCloud di Apple pu non bastare l'esibizione del
certificato di morte del congiunto", avverte Bechini. " il caso dei
genitori di un soldato deceduto in Iraq che volevano ricostruire le
circostanze della morte del figlio rileggendo le sue mail. Google si 
opposto, ma poi hanno vinto davanti al giudice". Vittoria giudiziaria
anche per la famiglia di Benjamin Stassen, ventunenne americano suicida,
che reclamava le chiavi per entrare nel suo profilo Facebook.

Per evitare controversie internazionali, risparmiare stress "digitale"
ai parenti, ma anche per assicurarsi che video, foto, corrispondenza
finiscano nelle mani giuste, "si pu usare il 'mandato post mortem',
affidando chiavi di accesso e istruzioni chiare al fiduciario,
possibilmente per iscritto, su cosa fare in caso di decesso: distruggere
i dati in tutto o in parte o consegnarli a soggetti prescelti,
ricordando per di aggiornare le istruzioni se si cambia password". Per
il mandato non occorre un notaio.

Meno problemi, invece, per i conti online. Le banche quasi mai negano
agli eredi l'accesso ai fondi. Per tutto il resto, prevale la legge
italiana. "La bozza di un romanzo  dell'editore, le schede dei clienti
di un avvocato sono del suo studio, al convivente non spetta nulla se
non c' un testamento, i soldi sul conto sono degli eredi", precisa
Bechini.

Infine, attenzione ai siti come Legacy Locker, If I die, DeathSwitch,
PassMyWill e altri a cui  possibile affidare il pacchetto completo
delle varie "chiavi" e che a intervalli prestabiliti verificano la
nostra esistenza in vita per poi mandare via mail le coordinate a chi
indichiamo. Che succede se chiudono all'improvviso, come  capitato a
MyWebWill?

(14 agosto 2012)  Riproduzione riservata

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