d.divide
La corsa ad ostacoli contro il digital divide.
Art. inoltrato da A. Delicata su smanettando, 13\08\2012, h. 14.35.

LA STAMPAweb

Italia

La corsa a ostacoli

contro il digital divide

Il governo prova ad accelerare per portare la diffusione di Internet veloce

nella media europea. A settembre sar presentato il decreto Digitalia

Il 30 settembre 2012 verr pubblicata la Relazione Strategica che
fornir un quadro pi chiaro degli obiettivi che il governo si prefigge.
Secondo le richieste dellUe entro il 2013 tutti i cittadini dellUe
dovranno disporre di collegamenti a Internet di almeno 2 megabit. Ed
entro il 2030 la velocit deve salire ad almeno 30 megabit. Che cosa sta
facendo lItalia? Qualcosa, ma non abbastanza. Il decreto Digitalia, che
doveva definire obiettivi e stanziamenti per la banda larga, da giugno 
stato rimandato a settembre.

Gli investimenti programmati

Il governo italiano ha ricevuto finora fondi europei per 440 milioni di
euro che arriveranno a 700, secondo il ministro dello Sviluppo Economico
Corrado Passera, e dovrebbero permettere di azzerare le differenze
infrastrutturali fra le varie regioni italiane. F2i Tlc-Metroweb ha
annunciato un piano da 4,5 miliardi di euro nei prossimi anni per
coprire le 30 citt maggiori con fibra a 100 Mbps. Per gli operatori
privati: 10 miliardi di euro (di cui 4 gi investiti) per le reti di
nuova generazione mobile e 500 milioni di Telecom per la banda larga. Il
totale potrebbe coprire il costo dei 20 miliardi necessari per la
copertura totale.

Il ritardo della banda larga

Il presidente di Telecom Franco Bernab ha per specificato che non ci
sar alcuna accelerazione per la fibra ottica dato che le indicazioni
dellUnione europea sono soltanto programmatiche. Il piano della
societ  di portare Internet ultraveloce in 99 citt entro il 2014, che
nel 2018 diventeranno 250, ma la velocit nelle case degli utenti
potrebbe non superare i 50 Mbps. In molti sono convinti, quindi, che tra
alcuni anni appena il 20% degli italiani viagger ultraveloce, mentre
solo un terzo delle famiglie italiane arriver a 50 Mbit. Eppure il
ritardo nello sviluppo della banda larga costa allItalia tra l1 e
l1,5% del Pil. Al momento copre soltanto il 10% del territorio, mentre
in Svizzera arriva al 90% e in Francia dovrebbe arrivare al 37% entro il
2015 e al 100% nel 2025.

LItalia e le infrazioni Ue

LItalia si  adeguata da poco alla direttiva imposta da Bruxelles per
garantire mercati pi competitivi, diritti per i consumatori come la
possibilit di passare a un altro operatore telefonico in un giorno
senza dover cambiare numero di telefono o di essere informati
tempestivamente in caso di violazione di dati personali online. E cos,
al contrario dellanno scorso, non ha subito alcun tipo di punizione a
differenza di Belgio, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo e Slovenia
deferiti alla Corte di giustizia dellUE, poich non hanno ancora
recepito nel diritto nazionale le norme europee riviste in materia di
telecomunicazioni.

Ue, lavoratori tlc cercansi

Rischia di avere gli stessi effetti di una carestia la carenza di
competenze informatiche nellUnione Europea. Un report della Commissione
Europea diffuso in primavera spiega come nel 2015 il 90% dei posti di
lavoro richieder competenze informatiche ma mancano allappello almeno
700mila professionisti in questo settore. Nel 2020  previsto un aumento
di 20 milioni di posti di lavoro legati allInformation Technology e una
riduzione di 12 milioni di posti a bassa qualifica: lInformation
Technology rappresenta il 5% del Pil europeo e ha continuato a crescere
ad un tasso annuo del 3% anche dopo il 2008 e laggravarsi della crisi
economica. La Commissione ha chiesto un reindirizzamento degli
investimenti dei Paesi Ue dai settori tradizionali allo sviluppo delle
competenze informatiche.

LItalia e deficit informatico

Gli ultimi dati Eurostat sulle capacit informatiche individuali non
forniscono un quadro esaltante dellItalia. Nella fascia tra i 16 e i 74
anni poco pi del 60% dei cittadini  in grado di sfruttare un computer
per operazioni base. Pi incapaci di noi soltanto Grecia, Bulgaria e
Romania. Il risultato  anche peggiore se si considera la fascia dei
giovani tra i 16 e i 24 anni, i cosiddetti nativi digitali, gli
smanettoni nati.  vero, la percentuale di chi  in grado di sfruttare
un computer per le operazioni base sale al 90% ma in questo caso anche
la Grecia ci batte. Diverso invece se si considera chi programma con
costanza per lavoro. LItalia ha un 15% di esperti ed  ai primi posti,
superando anche Inghilterra, Germania e Francia.

Il ritardo delle infrastrutture

La media Ue delle famiglie connesse a Internet  del 73% mentre lItalia
raggiunge a malapena il 62%, una condizione simile a quella della
Lituania. Molto diverso anche il tasso di crescita: in Spagna siamo su
aumenti del 5%, in Italia del 3%. Stesso quadro anche per diffusione
della banda larga fissa: in Italia ci sono 21 linee ogni 100 abitanti
contro le 27 dellEuropa, ma anche per numero di famiglie connesse a
Internet veloce (52% contro 67%), e negli acquisti e per il commercio on
line. Per le esportazioni mediante lICT lItalia  fanalino di coda in
Europa; solo il 4% delle piccole e medie imprese vendono on-line, mentre
la media UE-27  del 12%.

Flavia amabile

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