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Ora c' Twitter nel mirino di Apple.
Corriere della Sera - 29 luglio 2012, domenica

 il servizio NEW YORK - Apple pensa di entrare in Twitter. Il tentativo non  recente (le prime 
"avance" sono di un anno fa, in questo momento non ci sono negoziati in corso) e comunque l'azienda 
fondata da Steve Jobs aveva ipotizzato una partecipazione di minoranza, inferiore al 10 per cento. 
Eppure la notizia pubblicata ieri dal "New York Times" ha avuto ugualmente un'eco enorme non solo 
perch coinvolge il gigante mondiale della tecnologia e un social network strategico in vari campi, 
a cominciare da informazione e politica: in quell'indiscrezione gli analisti hanno visto la 
conferma di un trend che si va consolidando da tempo. Quello che spinge i grandi protagonisti 
dell'industria digitale - sicuramente Google, Apple e Microsoft, potenzialmente anche Amazon e 
Facebook - a organizzarsi sempre pi in sistemi integrati: aziende che si trasformano in ecosistemi.
Chi ha una vocazione industriale come Apple cerca di espandersi anche nel software e nelle reti 
sociali, mentre Google cresce nel settore dei terminali fisici (smartphone, tablet e l'acquisto di 
Motorola) e ha creato anch'essa, con Google+, la sua rete sociale. Mentre Amazon, l'impero degli 
ebook e del commercio online, allarga il suo raggio d'azione aggiungendo ai lettori di libri Kindle 
un vero e proprio tablet, il Fire, e Facebook  ancora incerta se mettere sul mercato un suo 
smartphone, Apple  andata avanti molto pi rapidamente nel diversificare le sue attivit, forte 
anche dell'enorme liquidit di cui dispone (117 miliardi di dollari).
Secondo gli scettici, i contatti con Twitter non approderanno a nulla: il social network non ha 
bisogno dei soldi della Apple o di altri. "Abbiamo camion di denaro in banca", dice 
l'amministratore delegato Dick Costolo. Magari  un'affermazione tattica che fa parte della 
trattativa, ma gli analisti ritengono che la societ abbia liquidit per almeno 600 milioni di 
dollari. Twitter, arrivato a 140 milioni di utenti attivi, per adesso non sembra voler battere 
nemmeno la strada dell'Ipo (se ne potrebbe riparlare tra un paio d'anni), dopo il flop del 
collocamento di Facebook.
Quanto ad Apple, il suo interesse sarebbe, in fondo, limitato: ha un business concentrato sulla 
vendita dei terminali mobili iPhone e iPad, i pc Macintosh, la musica (iTunes) e le applicazioni. 
Quante apps in pi potrebbero essere distribuite attraverso un pi stretto legame con Twitter? Non 
molte, dicono i critici. Ma non  un mistero che per Apple quello delle reti sociali  un fianco 
scoperto. Durante l'ultima conferenza tecnologica della societ di Cupertino l'amministratore 
delegato Tim Cook ha notato che Apple pu anche permettersi di non avere una sua rete sociale, ma 
deve essere attiva in questo campo. In realt, cos come Google ha creato la rete Google+ (senza 
grande successo, almeno per ora) anche Apple ha archiviato il suo flop: Ping, una rete sociale a 
tema musicale che avrebbe dovuto essere integrata in Facebook. Ma Jobs (era il 2010) non trov 
l'accordo con l'azienda di Zuckerberg (peraltro partecipata da Microsoft, rivale storico). Ping si 
 praticamente sgretolato.
Per rappresaglia Apple ha, poi, integrato Twitter anzich Facebook nel suo sistema operativo mobile 
iOS: una mossa dalla quale Twitter ha tratto grossi benefici. E' come se la sua alleanza con Apple 
l'avesse gi consumata, senza bisogno di intrecci azionari. E' Apple che ora potrebbe ricavare di 
pi dal suo rapporto con una societ che ha gi prodotto 10 miliardi di "tweet". L'azienda creata 
da Jobs non ha preoccupazioni immediate, viste le vendite di iPhone e iPad, ma  molto attratta 
dalla capacit delle reti di influenzare il modo in cui gli utenti passano il loro tempo e spendono 
il denaro di cui dispongono. E Apple, oltre a computer e terminali mobili, ha bisogno di vendere 
applicazioni, giochi e musica.
