tagli
Spendere meglio, ma fermare i tagli
Superando.it del 11-07-2012

Si chiama esattamente PER il diritto alla Salute: colpire gli sprechi, spendere meglio, ma fermare 
i tagli! lappello lanciato in questi giorni, subito dopo lapprovazione del Decreto-Legge sulla 
revisione della spesa pubblica, cui tutti possono aderire e che vede tra i primi autorevoli 
firmatari anche il Presidente della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dellHandicap), 
insieme a molti altri

C Pietro Barbieri, presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento 
dellHandicap), tra i primi autorevoli firmatari dellappello denominato PER il diritto alla 
Salute: colpire gli sprechi, spendere meglio, ma fermare i tagli!, del quale  in corso linvio a 
tutte le principali Istituzioni nazionali e a tante altre organizzazioni della societ civile.
Insieme a Barbieri, vi sono Giorgio Bignami, presidente di Forum Droghe; don Luigi Ciotti, 
presidente del Gruppo Abele; Giovanna Del Giudice, portavoce del Forum Salute Mentale; Nerina 
Dirindin di SOS Sanit; Antonio Gaudioso, segretario generale di Cittadinanzattiva; Maria Grazia 
Giannichedda, presidente della Fondazione Basaglia; Patrizio Gonnella, presidente di Antigone; 
Gavino Maciocco, coordinatore di SaluteInternazionale.info; Michele Mangano, presidente dellAuser; 
don Giovanni Nervo, presidente onorario della Fondazione Zancan e gi fondatore e primo presidente 
della Caritas Italiana; Franco Rotelli, presidente della Conferenza Mondiale per la Salute Mentale 
F. Basaglia; Gisella Trincas, presidente dellUNASAM (Unione Nazionale Associazioni per la Salute 
Mentale); Tiziano Vecchiato, direttore della Fondazione Zancan; don Armando Zappolini, presidente 
del CNCA (Coordinamento Nazionale Comunit di Accoglienza).
Qui di seguito pubblichiamo il testo integrale dellappello, diviso in dieci punti, ricordando che 
ad esso tutti possono aderire, inviando une-mail a info@sossanita.it oppure a una delle menzionate 
organizzazioni, cui appartengono i primi firmatari.

1. La spesa pubblica per il welfare  un investimento per accrescere il benessere, la coesione 
sociale, loccupazione, lo stesso PIL [Prodotto Interno Lordo, N.d.R.], indispensabile in tempo di 
crisi e necessario per la ripresa economica.

2. Le risorse pubbliche provengono dalle imposte pagate dalla collettivit: devono essere usate con 
rigore per assicurare servizi di qualit, cos si difende luniversalismo. E chi evade ruba due 
volte: quando non paga le tasse e quando usa i servizi pagati dagli altri.

3. La spending review [revisione della spesa pubblica, N.d.R.] deve, e pu, servire a garantire il 
diritto alla salute e allassistenza socio sanitaria, con unopera continua di riqualificazione 
della spesa pubblica, per rendere sempre pi appropriata lofferta del welfare, avvicinandola ai 
bisogni dei cittadini.

4. Per questo occorre sostenere i servizi e le prestazioni che, misurati i risultati, dimostrino 
effetti migliori (per la salute, le cure, linclusione sociale).

5. Le manovre finanziarie degli ultimi anni, e il decreto appena approvato dal Governo [Decreto 
Legge n. 95 del 6 luglio 2012, Disposizioni urgenti per la revisione della spesa pubblica con 
invarianza dei servizi ai cittadini, N.d.R.], non attuano una buona spending review: bens 
impongono tagli lineari al finanziamento della sanit (e le precedenti manovre anche nuovi ticket), 
esponendo a gravi rischi il diritto costituzionale alla salute e allassistenza e il modello 
universale del nostro Servizio Sanitario Nazionale (e se la sanit  in crisi lassistenza sociale 
rischia addirittura di scomparire, anche a causa delle crescenti difficolt dei comuni nel 
garantirla).

6. Lallarme sulla crescita della spesa sanitaria  infondato, come segnala anche lultimo rapporto 
della Corte dei Conti. E, nei confronti internazionali, lItalia associa minore spesa a migliori 
servizi. Eppure ci sono ancora margini per migliorare: recuperando efficienza ed efficacia, 
contrastando sprechi e illegalit. Ma  assolutamente indispensabile distinguere tra operazioni a 
breve termine e altre che necessitano di tempi pi lunghi per ottenere risultati duraturi; e 
selezionare gli interventi, tenendo conto delle diverse condizioni e dei diversi comportamenti tra 
le regioni. Altrimenti il tutto si riduce a operazioni per fare cassa.

7. Lesperienza di alcune Regioni dimostra che il vero risanamento non si ottiene con tagli 
indiscriminati, ma con una coraggiosa riorganizzazione dei servizi socio sanitari: il 
ridimensionamento e la riqualificazione della rete ospedaliera, il potenziamento dei servizi 
distrettuali (assistenza domiciliare e cure primarie), regole serie per gli accreditamenti dei 
privati, lintegrazione fra sociale e sanitario, servizi e non voucher.

8.Il momento  difficilissimo: vogliamo contribuire al risanamento e alla ripresa per fare uscire 
lItalia dalla grave crisi in cui si trova ormai da troppo tempo. E se lemergenza in cui ci 
troviamo impone scelte difficili, queste non possono e non devono compromettere il modello 
universale del nostro Servizio Sanitario Nazionale, impedire ancora lesistenza dei livelli 
essenziali per lassistenza sociale (non autosufficienza, minori, povert ) e colpire ancora una 
volta le persone pi deboli.

9. La discussione parlamentare sul decreto appena approvato va accompagnata da una grande 
mobilitazione sociale e dalla partecipazione democratica: per fare scelte decisive per il nostro 
futuro.

10.Per questo chiediamo al Governo (con un ruolo forte del Ministero della Salute), alla Conferenza 
delle Regioni, all ANCI [Associazione Nazionale Comuni Italiani, N.d.R.] e al Parlamento di aprire 
subito un confronto vero con le Associazioni e i vari soggetti impegnati nel welfare 
socio-sanitario, e con il Sindacato: abbiamo proposte da fare per scongiurare la logica dei tagli 
lineari, e assumere precisi impegni per contribuire alla riqualificazione del Servizio Socio 
Sanitario pubblico e universale, a garanzia dei diritti di cittadinanza sanciti dalla nostra 
Costituzione.

Per aderire allappello, come detto, va inviata une-mail a info@sossanita.it o allindirizzo di 
una delle organizzazioni cui appartengono i primi firmatari. Quello della FISH : 
presidenza@fishonlus.it.
