grafene
Grafene per purificare l'acqua
Da "Repubblica" del 5 luglio 2012

"Elimina sali e altre sostanze"
La struttura molecolare peculiare del grafene consente di creare dei
fori di qualsiasi dimensione sulla sua superficie. Questo ha permesso
agli scienziati di far passare l'acqua da una parte e i sali dall'altra
di SARA FICOCELLI

WASHINGTON - I materiali che troviamo in natura sono come gli esseri
umani: alcuni sono insulsi, altri talmente pieni di qualit da non
smettere mai di stupire, diventando a poco a poco indispensabili. Il
grafene, detto per l'appunto "il materiale delle meraviglie", appartiene
certamente a quest'ultimo gruppo. Ultrasottile, flessibile, circa 200
volte pi resistente dell'acciaio e ottimo conduttore di calore e di
elettricit, tanto da esser gi considerato l'erede del silicio, il
materiale costituito da uno strato unico e sottile di carbonio  anche
in grado di depurare l'acqua. Avete capito bene: non solo  capace di
condurre l'elettricit meglio del rame ed  trasparente come il vetro,
non solo  pi resistente dell'acciaio e si piega come la plastica
(permettendo di realizzare schermi touchscreen da arrotolare e portare
in tasca), ma filtra anche l'acqua, eliminando sali e altre sostanze che
la rendono non potabile.

A dimostrare la sua ennesima sorprendente propriet  stato un
esperimento di osmosi inversa condotto dai ricercatori del Massachussets
Institute of Technology negli Stati Uniti. "La struttura molecolare
peculiare del grafene consente di creare dei fori di qualsiasi
dimensione sulla sua superficie. Questo ci ha permesso di far passare
l'acqua da una parte e i sali dall'altra", hanno spiegato i ricercatori
sulla rivista dell'American Chemical Society. "La dimostrazione di
questo processo di osmosi inversa non  nulla di nuovo, ma erano
necessari equipaggiamenti ingombranti e un alto consumo energetico.
Tramite il grafene, invece, il processo di desalinizzazione si pu
svolgere 1000 volte pi velocemente e a un costo energetico pari a zero".

Il grafene viene ottenuto in laboratorio dalla grafite, il materiale di
cui sono fatte le matite che utilizziamo ogni giorno, i cui cristalli
vengono trattati con una soluzione fortemente acida a base di acido
solforico e nitrico e poi ossidati ed esfoliati fino a ottenere cerchi
di grafene con gruppi carbossilici ai bordi. Le scoperte sul grafene e
le sue applicazioni (realizzazione di un transistor) conseguite nel 2004
sono valse il premio Nobel per la fisica 2010 ai due fisici Andre Geim e
Konstantin Novoselov dell'Universit di Manchester. Nonostante i
problemi iniziali riscontrati nell'applicabilit del materiale a singolo
strato, i due fisici hanno evoluto il grafene fino alla costruzione del
cosiddetto tipo "a doppio strato", che garantisce pi resistenza e
applicabilit di utilizzo.

Nei laboratori dell'ITME (Istituto di Tecnologia per i Materiali
Elettronici) presso l'Universit di Varsavia sono studiati metodi di
produzione a basso costo ed alta efficacia fin dal 2007 e anche il
governo polacco sta attivamente sostenendo la ricerca col programma
"Innowacyjna Gospodarka" (in italiano Economia Innovativa) che ha gi
portato al deposito di numerosi brevetti. La ciliegina sulla torta
arriva ora dai laboratori Usa e questa volta l'obiettivo  la
purificazione dell'acqua. Chiss che il materiale delle meraviglie non
riesca davvero a risolvere la drammatica questione mondiale dell'oro blu.

(05 luglio 2012)
