blessed
Clandestina: in prima elementare con tutti 10
da il mattino del 09\07\2012.

SCUOLA
Lei si chiama Blessed, ha sei anni ma la pagella  rimasta in segreteria

. Dieci materie da studiare e un solo voto possibile: dieci. Lei si chiama Blessed, ha sei anni e 
ha iniziato nel migliore dei modi possibile la sua vita scolastica. In qualunque famiglia sarebbe 
benedetta quella pagella, proprio come la traduzione italiana del suo nome. E ancor di pi nella 
sua perch lei, nata in Italia da genitori nigeriani clandestini,  gi la pi brava della classe 
in un territorio di frontiera, quello di CastelVolturno, dove la lotta per la sopravvivenza e la 
costante pressione della criminalit rappresentano la vera costante del vissuto quotidiano. Quello 
in cui, paradossalmente, la mamma e il pap non sanno ancora dellexploit della piccola Blessed, 
che parla inglese in casa e un italiano perfetto in classe. La sua pagella  lunica rimasta a 
scuola, affissa in bacheca ma non ancora ritirata dai genitori, che la maestra sta provando a 
contattare da giorni. Se  vero che la legge italiana garantisce il diritto-dovere dei figli di 
immigrati di essere iscritti alla scuola dellobbligo, indipendentemente dalla regolarit della 
propria posizione e da quella dei genitori (articolo 45 del DPR n. 394/1999), non c norma che 
tenga di fronte al terrore dei genitori di essere espulsi. La bambina  un riferimento per gli 
altri, la mamma laccompagna e la viene sempre a prendere,  certamente lei - racconta la maestra 
Teresa Patararo - a seguire Blessed nel percorso scolastico iniziato nella prima D della scuola 
Giuseppe Garibaldi. A Pinetamare, frazione di Castel Volturno, larea del litorale domizio con la 
pi alta concentrazione di immigrati della provincia di Caserta. Basti pensare che nella terra di 
nessuno dove  sempre pi labile il confine tra Stato e antistato, ai 24mila abitanti si aggiungono 
almeno diecimila stranieri irregolari, fantasmi che lavorano spesso nei campi di pomodori per una 
ventina di euro al giorno e che la notte si eclissano stipati tra la pineta e i ruderi di quella 
che una trentina di anni fa ambiva a diventare zona turistica, nella speranza di non essere 
rimpatriati ma soltanto di svegliarsi il giorno dopo e trovare un lavoro vero, per emergere 
dallabisso e diventare cittadini veri. Timida e introversa nella vita di tutti i giorni, la 
piccola Blessed si trasforma quando si tratta di studiare: gli occhi profondi le brillano velati a 
stento dalle treccine e viene fuori la secchiona che ha sempre i quaderni in ordine, perfetta nei 
compiti e impeccabile nelle risposte alla maestra Teresa. Il miglior spot possibile per la 
convivenza multiculturale in una terra di frontiera dove lintegrazione  molto pi avanti delle 
stesse norme che la dovrebbero regolamentare. Se deve fare una cosa, Blessed la fa sempre al 
massimo. Cos le hanno insegnato mamma e pap. Gli stessi che, poi, alla fine dellanno, non si 
sono presentati neppure per raccogliere i frutti (quelli scolastici). Intanto Blessed, precisa e 
ordinata fin da piccola, alla prima occasione, ha gi saputo ripagarli con una speranza. L, tra i 
banchi, dove la testardaggine di una maestra di provincia - un po docente, un po mamma lha presa 
per mano con lobiettivo di fornirle i primi strumenti di quel riscatto che pu partire dalla 
cultura. Blessed, quel primo passo sulla strada della conoscenza, lo ha fatto con tutte le sue 
forze, ripagando speranze e aprendo la strada allintegrazione vera. Ha solo sei anni ma  gi un 
punto di riferimento per la sua classe, quella prima elementare dove ci sono cinque stranieri su 18 
alunni, dove lintegrazione si fa con i fatti pi che con le leggi. In quella terra di frontiera 
dove, su seicento alunni, un centinaio sono stranieri e dove Blessed pu rappresentare la chiave 
per aprire la porta multicolore di una nuova casa, sicuramente migliore. Deve restare con noi,  
un modello, ripete la maestra.

Francesco G. Esposito
