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FISH e Aeroporto di Napoli: uno storico accordo
Superando.it del 17-07-2012

a cura di Barbara Pianca

NAPOLI. Luned 16 luglio alle 15.30 verr firmato un accordo che si pu realmente definirestorico 
per la mobilit delle persone con disabilit, il primo in Italia che metter insieme 
unorganizzazione di persone con disabilit e un ente di gestione aeroportuale.
Si tratta infatti della formalizzazione di una collaborazione tra la FISH (Federazione Italiana per 
il Superamento dellHandicap) e la GESAC, ente gestore dellAeroporto Internazionale di Napoli 
Capodichino. A siglare il patto con il direttore generale della GESAC Marco Consalvo, sar il 
presidente nazionale della FISH Pietro Barbieri, alla presenza del direttore dellENAC (Ente 
Nazionale per lAviazione Civile) di Napoli Gennaro Bronzone e di Giampiero Griffo, in 
rappresentanza di DPI (Disabled Peoples International), del cui Esecutivo Mondiale  componente. 
Ed  stato proprio Griffo, membro anche del Direttivo della FISH e residente a Napoli, a curare i 
rapporti con la GESAC in questi anni, accordi felici al punto da essere sfociati nellatto formale 
di luned prossimo.

La collaborazione tra laeroporto e le organizzazioni rappresentative delle persone con disabilit 
 ci spiega lo stesso Griffo   iniziata ormai diverso tempo fa, nel 2003. Con il responsabile 
della qualit della GESAC abbiamo avviato una collaborazione per migliorare il livello di 
accessibilit dellAeroporto di Napoli, su base volontaria. A questa iniziativa, che ha riguardato 
la progettazione dellaeroporto, allepoca in corso di allargamento, si sono susseguite una serie 
di collaborazioni sulla progettazione dellaccessibilit generale, relativa ai parcheggi e ai 
percorsi pedonali, tutte basate su un approccio rispettoso dei diritti umani e sullinclusione 
sociale, al fine di un adeguamento agli standard pi elevati di qualit e di attenzione ai diritti 
dei passeggeri.

Tutto questo prima dellarrivo del Regolamento Comunitario CE 1107/2006 sul volo aereo delle 
persone con disabilit?
Esatto. Con larrivo del regolamento la collaborazione si  ampliata e abbiamo progettato 
sistematicamente linsieme delle dotazioni e dei servizi dellAeroporto di Capodichino.

Qualche progetto in particolare da segnalare?
La FISH nazionale, con il supporto di DPI Italia, ha realizzato la formazione del personale 
dedicato (sia quello dedicato stabilmente, sia quello stagionale), la definizione della quantit di 
personale addetta al servizio passeggeri e ha collaborato alla messa a punto di un prodotto di 
formazione per tutto il personale che lavora nei servizi commerciali aperti al pubblico. Dal canto 
suo la GESAC ha lavorato per unorganizzazione del servizio basata su un un processo di qualit 
(ISO 9001) e, progressivamente, sulla base di un audit civico che ha coinvolto la FISH (prima 
esperienza in Italia), ha adeguato e migliorato le dotazioni e i servizi [laudit civico consiste 
letteralmente in unanalisi critica e sistematica dellazione delle aziende sanitarie promossa 
dalle organizzazioni civiche e si configura come uno strumento a disposizione dei Cittadini per 
promuovere la valutazione della qualit delle prestazioni delle aziende sanitarie locali e 
ospedaliere, defi nizione fornita da Cittadinanzattiva che ha collaborato allistituzione di tale 
strumento, N.d.R].

Una collaborazione meritevole ed esemplare.
S, al punto che nel 2009, durante la Giornata Europea delle Persone con Disabilit, la GESAC ha 
presentato questa esperienza come buona pratica europea di inclusione attraverso la partecipazione 
delle organizzazioni di persone con disabilit e nel 2011  stata inserita tra le buone pratiche 
europee di un progetto del Ministero del Lavoro-Dipartimento per gli Affari Sociali (pubblicazione 
ISFOL). In questo stesso anno  stata inserita anche tra le buone pratiche segnalate dalle Nazioni 
Unite.

Cosa rappresenta laccordo di luned?
Si tratta di un accordo di collaborazione sui temi delle dotazioni e dei servizi indirizzati ai 
passeggeri con disabilit, con un Piano dAzione Annuale concordato da realizzare. Esso rappresenta 
non solo la formalizzazione di un rapporto consolidato, ma soprattutto un impegno a far s che 
questo approccio innovativo, che abbiamo insieme definito come collaudo civico, possa diffondersi 
sia in ambito aeroportuale che nelle iniziative di progettazione di tutti i servizi essenziali alla 
persona. Laccordo va nella direzione definita dal comma 3 della Convenzione ONU sui Diritti delle 
Persone con Disabilit: niente su di noi senza di noi ed  stato proposto per rafforzare la 
collaborazione e prevenire errori e dimenticanze (com accaduto ad esempio lanno scorso, quando 
la GESAC ha deciso di realizzare dei bridge-gates particolari che consentono di accelerare i tempi 
di imbarco e sbarco e lo ha fatto senza consultare la FISH, dimenticandosi cos degli a scensori).

Ci sono gi dei progetti specifici su cui lavorare insieme dopo la stipula dellaccordo?
In prospettiva si dovrebbero realizzare una formazione diretta del personale che lavora ai servizi 
commerciali aperti al pubblico, un regolamento sulla sicurezza e lemergenza, la progettazione di 
altre dotazioni (parcheggio coperto e sala di imbarco veloce), la creazione di un sistema 
statistico- informativo sui passeggeri con disabilit e con mobilit ridotta che usano laeroporto, 
e un sistema di monitoraggio dei servizi.

Quanto  concretamente ipotizzabile replicare questo accordo anche in altri aeroporti italiani e 
perch non  cos facile ottenere disponibilit?
Il problema  legato alla percezione che gli aeroporti hanno delle associazioni. Spesso infatti ci 
vedono come associazioni che chiedono denaro o che protestano in maniera generica: il lavoro a 
Napoli  stato quello di costruire un rapporto di fiducia e di collaborazione centrato su obiettivi 
condivisi. Abbiamo certo dovuto superare alcune resistenze, ma non c mai stato conflitto, semmai 
diffidenza e pregiudizio iniziali sulle reali nostre competenze, che abbiamo puntualmente superato. 
La FISH ha avuto esperienze di formazione anche negli Aeroporti di Orio al Serio (Bergamo), di 
Alghero (Sassari) e di Reggio Calabria, ma non si  mai concretizzata una vera e propria 
collaborazione come a Napoli sulla progettazione generale di tutti i servizi e dotazioni, pratica 
che lENAC dovrebbe incoraggiare in tutti gli aeroporti dItalia. Un lavoro del genere andrebbe 
fatto sistematicamente anche con le compagnie aeree, che spesso offrono servizi disomogenei tra 
loro e non garantiscono standard di qualit rispettosi dei diritti umani (penso ad esempio al 
trattamento delle sedie a rotelle).

