piangere
E poi cominciammo a piangere noi...
Superando.it del 05-06-2012

(di Franco Bomprezzi*)

All'inizio ha pianto il ministro Fornero - scrive Franco Bomprezzi - poi abbiamo cominciato a 
piangere noi. E se anche  presto per disperarsi, sappiamo che se tutte le associazioni di persone 
con disabilit non si sbrigheranno a tornare in piazza - come succeder il 7 a Roma e il 13 a 
Milano - le prossime misure di "rigore" ci riguarderanno ancor pi di quanto i tagli recenti stiano 
facendo. Ma questo vivo senso di responsabilit collettiva - conclude - vorrei diventasse 
contagioso, vorrei una staffetta generazionale, una schiera sempre pi vasta di protagonisti e di 
comprimari. E vorrei continuare a credere nel progresso indefettibile del genere umano e della 
nostra societ

Mi sto accorgendo, giorno dopo giorno, che le tante battaglie combattute negli ultimi decenni 
assieme ad amici vicini e lontani, per far conoscere i diritti spesso negati o addirittura 
incompresi delle persone con disabilit, sembrano davvero poca cosa se raffrontate all'attacco - 
multimediale - che viene portato alle condizioni di vita di giovani, adulti e anziani.
 molto forte, infatti, la distanza fra l'alto livello di condivisione e di stima reciproca che ci 
anima, quando ci incontriamo, nei convegni, nelle piazze, nei blog, nei social network, e il mondo 
l fuori. Avverto la crudezza del cinismo di chi - di fronte alla crisi che tocca drammaticamente 
il portafogli -  tentato di considerare davvero inutili, superflue, eliminabili con un taglio 
netto, leggi e garanzie che ci sono costate sangue, sudore e lacrime.

Noi - e in questo noi chiunque mi legge penso si possa riconoscere facilmente - a volte diamo per 
scontato che la societ si evolva in senso positivo. Siamo figli di una cultura illuministica, 
influenzata per di pi dal solidarismo cattolico, e dall'ottimismo dei riformisti laici. Crediamo 
che il progresso, alla fine, trionfer, quasi come il sol dell'avvenire. Se non fossimo davvero 
convinti di ci, avremmo rinunciato da tempo a batterci.
Poi arriva Tremonti, e cominciamo a vacillare. Ci riprendiamo per un attimo, vinciamo una battaglia 
schierando le "truppe migliori", in un caldo luglio romano di due anni fa, N.d.R.], e siamo 
convinti che le nostre teorie evoluzioniste avranno la meglio, ancora una volta.
Passa il tempo, cambiano i Governi, e arriva Fornero (non dico "la" Fornero, perch sono 
politicamente corretto). All'inizio piange lei, poi cominciamo a piangere noi. Presto per 
disperarsi, ma comunque sappiamo che se non ci sbrighiamo a tornare in piazza (due manifestazioni 
in pochi giorni, il 7 a Roma i gruppi a sostegno della disabilit grave, e poi il 13 a Milano tutte 
le associazioni delle persone con disabilit, guidate da Lega per i Diritti delle Persone con 
Disabilit-LEDHA, Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap-FISH e Federazione tra le 
Associazioni Nazionali di Persone con Disabilit-FAND) le prossime misure di "rigore" ci 
riguarderanno ancor pi di quanto i tagli recenti stiamo facendo [delle prossime manifestazioni del 
7 e 13 giugno, qui citate, N.d.R.].

Quest'anno non ci sono le elezioni, n i ballottaggi. E cos quell'attenzione della politica che un 
anno fa si era concretizzata in un'autentica parata davanti alla stazione di Milano (Pisapia, 
Moratti e Formigoni presenti a solidarizzare e a condividere) difficilmente si ripeter [degli 
esiti di quella manifestazione N.d.R.]. Ma gi sappiamo che la partecipazione delle associazioni e 
delle famiglie, delle persone con disabilit lombarde, del volontariato, delle organizzazioni 
sindacali, sar ancora maggiore di un anno fa.
Ecco, a questo punto, personalmente, sento la responsabilit. Non posso tirarmi indietro: ci sar, 
dir la mia, ci metter la faccia e la penna, anzi la tastiera. E con me tanti altri, come sempre.
Ma questo vivo senso di responsabilit collettiva vorrei diventasse contagioso, vorrei una 
staffetta generazionale, una schiera sempre pi vasta di protagonisti e di comprimari. E vorrei 
continuare a credere nel progresso indefettibile del genere umano e della nostra societ. Non 
prevalebunt.

*Direttore responsabile di Superando.it.
