sociale
La Fornero e l'indennit di accompagno: attenti ai colpi di mano!
di Salvatore Giannetto
To: nicofranca-news@yahoogroups.com
Sent: Sunday, May 27, 2012 6:13 PM
Subject: [nicofranca-news] leggete
Buon giorno a tutti.
Leggete con la dovuta attenzione l'articolo sottostante, che mi permetto d'introdurre con talune 
osservazioni di merito.
E' opinione corrente che i cittadini di Orbilandia siano diffidenti per natura e che gli altri 
disabili non siano immuni dalle maggiori negativit dell'animo umano.
Ce n' per tutti i cultori di Lombroso, rivalutato recentemente dal Sig. Borghezio della Lega Nord.
In tutta franchezza, quindi, non riesco a capire perch taluni vertici delle associazioni 
categoriali si siano fidati della smentita che il governo ha indirizzato alla stampa e non gi ai 
diretti promotori delle iniziative di contrasto alla revisione demolitrice dello Stato sociale.
Ottima operazione di politica truffaldina.
Rivolgendosi soltanto ai media, il governo ha evitato furbescamente di assumere un impegno 
ufficiale e vincolante sia verso l'opinione pubblica che nei confronti dell'associazionismo sulla 
intoccabilit dell'indennit di accompagnamento.
I nostri dirigenti avrebbero dovuto pretendere che la smentita fosse diretta a loro, cos come 
previsto dal protocollo civile, politico ed etico delle corrette relazioni istituzionali.
Nella smentita governativa, tra l'altro, si ribadiva la necessit di "Rendere il sistema pi equo," 
che poi significa l'applicazione del disegno di legge TTremonti e dell'articolo 5 Legge 214 28 
dicembre 2011.
Ne avevo gi parlato diffusamente nel documento "Allarme Rosso.
Nel giuoco ormai abusato delle affermazioni impopolari e delle ritrattazioni falsamente 
rassicuranti, la signora Fornero smentisce la smentita e conferma cinicamente il progetto di 
smantellamento del ruolo pubblico nella tutela dei portatori di handicap.
Con un reddito annuo di settemilioni, la signora Fornero pu permettersi il lusso di calpestare 
senza scrupoli le nostre vite.
Colgo l'occasione per ricordare a tutti che la ratifica e l'esecuzione della convenzione Onu del 13 
dicembre 2006 sui diritti delle persone con disabilit, sono state disposte dall'Italia con legge 
n. 18 del 3 marzo 2009, pubblicata in Gazzetta Ufficiale n. 61 del 14 stesso mese.
Pertanto, con la Legge 214 e con le altre norme di riferimento, lo Stato italiano sta violando i 
principii e i diritti fondamentali delle persone con disabilit sia sul piano nazionale che a 
livello internazionale.
Nel frattempo, mentre noi stiamo per andare a cicoria, lo zio Tom raccoglie asparagi di bosco.
"Una scena bucolica, molto bucolica e idilliaca" dice la mia amica Caterina, per la felicit 
postuma dei poeti Bione, Mosco, Teocrito, Virgilio e Calpurnio Siculo.
Stiamo attenti ai colpi di mano preferiali, altro che asparagi, borragini, finocchielle, 
raperonzoli e caccialepri.
Bisogna che il governo faccia "un passo indietro" senza "se e senza ma;" altrimenti, "sotto questo 
punto di svista," "niente sar pi come prima." Vedete? Basta un paio di frasi fatte, vuote e 
ripetute all'infinito, per imbrogliare un intero Paese.
Infatti, perch il governo faccia un passo indietro, occorre che noi ne facciamo almeno 2 avanti.
Io speriamo che ve la cavate tutti e che la nebbia all'irto colle, dove pioviginando sale, si 
diradi al pi presto possibile per lumeggiare gli uomini di pace e di buona volont.
Buona lettura
Ora devo salutarvi. Devo andare per frutti di bosco ed erbette aromatiche.
Cordialit.
Salvatore Giannetto.

scusate se non centra con la lista ma mi sembrava giusto pubblicarla..dove andremo a finire
Fornero: privatizzare la disabilit

25 maggio 2012

"Non si pu pensare che lo Stato sia in grado di fornire tutto in termini di trasferimenti e 
servizi''. Lo ha dichiarato il Ministro del Lavoro Elsa Fornero durante il convegno Autonomia delle 
persone con disabilit: un nuovo contributo per assicurarla (Reatech, Milano, 25 maggio).

Il Ministro ha poi aggiunto: "Sia il privato che lavora per il profitto sia il volontariato no 
profit sono necessari per superare i vincoli di risorse. Il privato, in pi del pubblico, possiede 
anche la creativit per innovare e per creare prodotti che aiutino i disabili. La sinergia tra 
pubblico e privato va quindi rafforzata".

I prodotti di cui si parla sarebbero quelli assicurativi. Infatti la Fornero prosegue: "Per evitare 
accuse di raggiro o frodi, il ruolo pubblico dovrebbe dare credibilit inserendosi nella relazione 
tra la persona e il mondo assicurativo. C' bisogno di innovazione finanziaria e creativit".

Parole che lasciano sconcertate le organizzazioni delle persone con disabilit, per la loro 
crudezza e per l'evocazione di una "cultura" che non si pensava potesse penetrare nel nostro Paese 
risalendo fino ai vertici di un Governo che si appella ad ogni pi sospinto all'equit.

Con la prima affermazione la Fornero gela qualsiasi ipotesi e speranza di innovazione sociale, di 
garanzia dei diritti civili, di efficacia ed efficienza dei servizi sociali, di miglioramento delle 
prestazioni per i disabili gravissimi e per i non autosufficienti.

Tradisce il retropensiero che gli stanziamenti per l'autonomia personale delle persone con 
disabilit siano una spesa morta, un sovraccarico insostenibile, un capriccio di pochi, e non gi 
invece un investimento. Ricorda tragicamente alcune brutali dichiarazioni del Ministro Tremonti 
("Come pu un Paese con due milioni e mezzo di disabili essere davvero competitivo?").

"Lo Stato rinuncia ad attuare quanto previsto dall'articolo 38 della Carta costituzionale - annota 
Pietro Barbieri, presidente della Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap - e quanto 
sancito dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilit. Getta la spugna invocando 
un intervento caritatevole (o interessato) dei privati. Un lesto e mesto ritorno alle opere pie. o 
a qualcosa di peggio".

Ma la seconda parte delle affermazioni del Ministro ha risvolti non meno inquietanti.

Lo Stato, pur di liberarsi della spesa per la disabilit e la non autosufficienza, diventa 
procacciatore d'affari per le Assicurazioni e le eventuali risposte assistenziali sarebbero erogate 
in virt di una polizza pagata in vita dai Cittadini.

Una privatizzazione assicurativa del welfare che inizia dalle persone con disabilit per spingersi 
fin dove la "creativit" pu consentire.

A chi non giovi tutto ci  presto detto: a chi non pu permettersi di pagare una polizza 
assicurativa e a chi nasce con una grave menomazione o la contrae in tenera et.

A chi giova invece questa prospettiva oltre che allo Stato? Sicuramente il giro d'affari per le 
Compagnie assicuratrici  notevolissimo e, in periodo di crisi, un vero toccasana. Nuovi introiti e 
nuove prospettive anche sul fronte immobiliare. Tradiscono l'attesa le stesse parole della Fornero: 
"Qualche volta le persone anziane si trovano intrappolate in una casa che costa troppo e hanno 
difficolt ad ottenere aiuti". Un patrimonio immobiliare che fa gola a molti.

"Sono dinamiche e logiche che, ovviamente, non ci appartengono - conclude Barbieri - ma che 
rischiano di stritolare ogni prospettiva di reale inclusione sociale o di condizionarla al censo, 
al patrimonio, all'et pi che ad un diritto costituzionale e, prima ancora, umano".
