osi
OSI: attivit in corso, pregresse e future.
 Nunziante Esposito su uiciechi.it, 2012-05.

La Commissione OSI, osservatorio Siti Internet, attualmente composta da 8 persone tra cui anche un 
ipovedente ed un non vedente che utilizzano computer Macintosh, sta continuando ad occuparsi 
prevalentemente di accessibilit dei Siti Internet, facendo i test per i siti web che ci vengono 
richiesti dalla Presidenza nazionale, dalle strutture periferiche dellU.I.C.I. e dai webmaster dei 
siti che non appartengono alla nostra associazione, ma, tramite alcuni componenti, anche di altre 
cose importanti per i disabili visivi.

Siamo consapevoli di non poterci sostituire agli attori previsti dalla legge Stanca per la verifica 
di accessibilit complessiva, ma siamo ben lieti di poter fare la nostra parte, facendo conoscere 
quali sono i nostri problemi quando navighiamo il web.

Infatti, la Legge 4/2004, per dare un responso di accessibilit complessiva, ha istituito un elenco 
di valutatori, nel quale possono iscriversi le societ che hanno determinati requisiti e dispongono 
di figure professionali specifiche, quali lergonomo e lesperto di fattori umani, oltre a 
valutatori disabili che eseguono dei test specifici.

Per, siamo pi che certi che il nostro apporto continua ad essere molto importante, soprattutto 
per gli enti pubblici territoriali di piccole dimensioni che non potranno ricorrere, per una 
questione di costi, ad un simile strumento di valutazione.

Inoltre, contiamo di continuare ad offrire a tutti un valido contributo per diffondere la cultura 
dellaccessibilit, accessibilit che, subito dopo l'approvazione della "Legge Stanca" stessa, 
sembra non importare pi a nessuno. Intanto, il web continua ad evolversi e, per i disabili della 
vista, continua ad essere difficile da navigare. Nonostante abbiamo la Legge 4/2004, "Legge 
Stanca", e la legge 67 del 2006 sulla discriminazione dei disabili, siamo fin troppo spesso 
tagliati fuori dai contenuti di cui usufruisce il resto della popolazione, vivendo un handicap che, 
se i siti fossero costruiti accessibili, potremmo tranquillamente non vivere.

La Commissione OSI, in contatto con il centro giuridico "Gianni Fuc", sta vagliando la possibilit 
di avvalersi proprio delle due leggi suddette per riaprire il discorso, soprattutto con i siti 
istituzionali, per cercare di ottenere l'accessibilit almeno dai siti delle P.A. che la dovrebbero 
rispettare per legge.

Comunque, in generale, anche se il Web  migliorato un po' e, contemporaneamente,le tecnologie 
assistive che usiamo ci aiutano molto di pi rispetto agli anni scorsi, la strada , e rimane, 
sempre in salita, quindi, non possiamo e non dobbiamo diminuire la nostra attenzione.

Un altro impegno che ci sta molto a cuore, proprio perch pu dare in automatico un grosso apporto 
all'accessibilit di Internet,  quello di favorire lo sviluppo di CMS (Content Management System) 
accessibili sia per quanto riguarda il pannello di amministrazione, sia per quanto riguarda il 
codice XHTML da essi prodotto.

La produzione di siti con l'utilizzo di questi software particolari (CMS), consente ad un disabile 
visivo di navigare in pagine accessibili da essi prodotte, ma pu facilmente aprire, gi oggi, 
nuovi sbocchi occupazionali per la categoria. Infatti, alcuni di questi software consentono di 
poter amministrare un sito in piena autonomia, anche se creato da altri, mentre consentono di poter 
creare da soli un sito anche grande, come pu essere un portale complesso.

Siamo particolarmente attenti allo sviluppo di CMS open source, o dal costo non elevato, perch 
questo tipo di software potrebbe essere utilizzato proprio da quegli enti pubblici le cui risorse 
economiche non consentono di affidarsi a societ specializzate nella creazione di siti web 
accessibili.

Lo stato dell'arte su questo argomento  incoraggiante, perch abbiamo gi contribuito per quello 
che era possibile fare, per i seguenti CMS:

Plone, CMS open source che gira su piattaforma Zope. Questo software consente gi di produrre un 
buon codice, mentre, in contatto con alcuni esperti dello sviluppo di questo prodotto, tra cui il 
Dott. Franco Carinato, si sta dando il supporto per cercare di rendere accessibile completamente il 
pannello di amministrazione, soprattutto l'editor per poter editare le pagine in piena autonomia. 
Ultimamente, dopo le migliorie apportate all'accessibilit di CKEditor, lo Abbiamo appurato usando 
questo editor con WordPress, rifaremo i test per verificare se anche in Plone lo si pu usare in 
piena autonomia.

Microsoft Sharepoint, CMS messo in campo dalla software House americana per venire incontro alle 
aziende e metterle in condizione di costruirsi i loro siti. Con i contatti intercorsi tra la 
Commissione OSI ed il Dott. Alberto Masini, responsabile di Microsoft in Italia, abbiamo eseguito 
alcuni test per le pagine prodotte da questo software commerciale, senza testare la parte 
amministrazione. Abbiamo Fatto la nostra parte anche per questo CMS commerciale, proprio per 
cercare di dare la possibilit anche alle grosse aziende di poter usare un software che produce dei 
buoni siti, visto che le grosse aziende questo software lo usano per costruirsi in casa i propri 
portali.

ItCms Vigile, CMS open source, completamente in italiano, messo in campo dal Prof. Antonio Artiaco 
per dare la possibilit a chiunque di costruirsi il sito con una buona qualit e con una buona 
accessibilit. Con questo CMS ho preparato un prototipo di sito associativo che pu essere usato 
per costruire sia i siti delle sezioni provinciali, sia Quelli dei Consigli Regionali UICI, avendo 
la possibilit, con poco sforzo, di preparare un buon sito, completamente accessibile dalla parte 
pubblica. E' stato presentato all'I.Ri.Fo.R. un progetto per istruire i responsabili dei siti web 
di tutte le sezioni periferiche su questo CMS, per dare la possibilit a tutte le sezioni di avere 
un sito accessibile e con poco impegno economico. Allo stato attuale, se si sa usare il computer e 
gli ausili in modo completo, si riesce ad usarlo nel pannello di amministrazione senza problemi. 
Per questo CMS  stato scritto da me un manuale di utilizzo con le spiegazioni sul come usare 
questo CMS in tutto il pannello di amministrazione.

WordPress, CMS open source, pi che altro, molto adatto per creare un blog, si pu adattare anche a 
costruire siti complessi. Il codice prodotto, se ben utilizzato, produce delle pagine completamente 
accessibili. Il pannello di amministrazione, anche se alquanto complesso, consente di fare in piena 
autonomia quasi tutto. Anche gli editor, CkEditor e TiniFCKEditor, che si possono usare in questo 
CMS, sono usabili abbastanza agevolmente se si conoscono i comandi da tastiera.

Questo CMS, sotto la guida del dott. Franco Carinato,  stato sperimentato in ogni sua parte e, dal 
punto di vista accessibilit, si pu dire che  completamente accessibile sia per le pagine che 
produce, sia per il pannello di amministrazione. Per un cieco assoluto, se si ha una buona 
preparazione sull'uso del computer con tecnologia assistiva, come pu essere lo screen-reader Jaws, 
si riesce a fare tutto quello che questo CMS consente, anche se con l'ultimo aggiornamento, non  
possibile spostare la posizione dei link all'interno dei menu, operazione che pu eseguire solo un 
vedente con il mouse. Essendo questa operazione inaccessibile, se si ha la cura di programmare a 
priori la posizione dei link in modo corretto all'interno dei menu, non si ha questa difficolt. 
Comunque, non essendo una cosa che si fa tutti i giorni, non  un grosso handicap, perch se 
capitasse, ci si avvale di un occhio in prestito e si fa anche questo. Sicuramente con i prossimi 
aggiornamenti verr risolto il problema, ma per il momento c'.

A conferma della bont di questo CMS, con esso,  stato costruito il "Quotidiano On Line" 
dell'Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

E' ovvio che per poter usare questi software, almeno al momento che si imposta un sito per la sua 
costruzione, occorre avere un minimo di conoscenza dell'HTML, oltre ad avere la possibilit, una 
tantum, di farsi guidare nella scelta della struttura grafica da qualcuno che ci pu dare un occhio 
in prestito.

Da tutte le esperienze fatte in questo campo,  doveroso constatare che contrariamente a quello che 
tantissime persone pensano, le problematiche legate allaccessibilit del web per gli ipovedenti, 
categoria assai eterogenea di persone che presentano difetti pi o meno gravi allapparato visivo, 
sono complesse e di gran lunga pi difficili da risolvere rispetto a quelle della non visione.

Inoltre, le regole tecniche dettate dal W3C e dalla Legge 4/2004 in questo campo, sono 
insufficienti, anche se ultimamente la comunit internazionale sta cercando di porvi rimedio.

A tal proposito, la Commissione OSI, in collaborazione con la Commissione Ipovisione dellU.I.C.I., 
ha dato vita, due anni fa, ad un gruppo di lavoro per lelaborazione di un nuovo algoritmo per il 
calcolo del contrasto cromatico. Tale gruppo vede la partecipazione di centri di ricerca, enti 
universitari, specialisti del web e rappresentanti di altre associazioni di disabili visivi. Lo 
scopo finale  quello di migliorare lattuale algoritmo elaborato dal W3C, il quale si  rivelato 
insufficiente a coprire tutte le possibili disfunzioni dellapparato visivo. Ci  dovuto 
sostanzialmente al fatto che lalgoritmo  stato elaborato senza coinvolgere i destinatari finali, 
gli ipovedenti. Questo progetto non ha avuto i risultati previsti e sperati, ma confidiamo che si 
possa riprendere al pi presto i lavori per avere finalmente un algoritmo sufficiente sui contrasti 
cromatici.

Stiamo anche continuando a fare i test dei dispositivi di firma digitale, perch inseriti nel 
progetto che lI.Ri.Fo.R. ha messo in campo per facilitare l'uso di questo strumento giuridico ai 
disabili visivi.

Dopo aver reso accessibile il dispositivo di firma digitale di Infocert, e dopo che  stato 
organizzato un corso sulla firma digitale con il dispositivo di firma di questo gestore, abbiamo 
avuto la sgradita sorpresa che Infocamere non lo distribuisce pi.

Tutti coloro che hanno acquistato questo strumento giuridico cos importante per un disabile 
visivo, stanno avendo difficolt enormi per poter rinnovare i certificati di firma. E' difficoltoso 
anche poterlo acquistare, anche se  stato da noi accertato che tale acquisto si pu fare 
direttamente sul loro sito, ma occorre avere una certa dimestichezza con gli acquisti on line.

Comunque, se si sa utilizzare bene Internet, con l'ausilio di uno screen-reader come Jaws, un cieco 
assoluto non ha nessuna difficolt ad acquistare questo dispositivo di firma.

Per gli ipovedenti utilizzatori dell'accesso facilitato di Windows o con uno strumento assistivo 
ingranditore di schermo software, invece, ci sono difficolt ad acquistare in piena autonomia, per 
problemi di accessibilit del sito.

Altra difficolt che rimane per il dispositivo di firma di Infocert,  l'aggiornamento che al 
momento non  possibile fare autonomamente, a causa di un software che risulta inaccessibile per 
tutti i disabili visivi. Questo software creato appositamente allo scopo da Infocert, non consente 
allo screen-reader e ad un ingranditore di schermo software di poter accedere ai comandi che 
consentono di aggiornare i certificati di firma sulla Business Key.

In pratica, chi vede riesce anche a vedere i comandi del software, mentre lo screen-reader non 
intercetta nulla. Per gli ipovedenti ci sono problemi di contrasto che non consentono di poter 
intercettare i comandi ed usare il software.

Dopo aver testato il sito ed esserci accertati che si pu acquistare in piena autonomia anche il 
rinnovo dei certificati di firma, ci tocca vivere una cosa assurda: Possiamo pagare, ma non 
possiamo rinnovare i certificati sulla Business Key da soli.

In pratica, dopo aver pagato on line in piena autonomia, non potendo rinnovare da soli i 
certificati sul dispositivo di firma, ci dobbiamo affidare a qualche vedente che esegue il rinnovo 
al posto nostro, con la conseguente perdita di privacy che ne consegue.

Il gruppo di lavoro IRIFOR, di cui fanno parte tre componenti della Commissione OSI, si sta 
prodigando a cercare contatti con i responsabili di Infocert, per non perdere la possibilit di 
poter usare questo strumento giuridico cos importante, ma anche per non perdere tutto il lavoro 
fatto per farlo rendere accessibile.

Intanto, mentre stiamo cercando di recuperare completamente l'utilizzo del dispositivo di firma 
digitale di Infocert, ci siamo gi dedicati a quello che sta distribuendo Aruba. Anche questo 
dispositivo si pu acquistare on line, ma questo gestore, contrariamente ad Infocert, lo 
distribuisce anche attraverso gli studi dei commercialisti, quindi, si pu dire che lo si pu 
acquistare ovunque.

Essendo questo gestore molto sensibile alle problematiche dei disabili visivi, abbiamo buone 
speranze di riuscire a far rendere accessibile il software del loro dispositivo di firma digitale.

Al momento non si hanno contatti diretti, ma il coordinatore del GDL I.Ri.Fo.R. per la firma 
digitale, sta gi cercando i contatti giusti per poter presentare i nostri problemi di 
accessibilit.

Speriamo che non avremo come risposta "picche", come  avvenuto con Poste Italiane che, dopo i 
primi approcci, non ci hanno fornito nessun riscontro, nonostante sarebbe stato molto importante se 
ci avessero dato ascolto, proprio perch loro hanno uffici distribuiti capillarmente sul territorio.

Abbiamo gi eseguito il test preliminare per il dispositivo di firma digitale di Aruba ed  
risultato completamente inaccessibile, sia per un cieco assoluto, sia per un ipovedente, quindi, 
per il momento si sconsiglia di acquistarlo fino a quando non avremo preso contatti con Aruba ed 
avremo fatto programmare in modo accessibile i software che lo gestiscono. Infatti, risulterebbe un 
acquisto inutile, visto che  totalmente inaccessibile.

La cosa positiva  che tutti i dispositivi di tutti i gestori di firma digitale sono forniti su 
pendrive, formato che consentir a tutti i disabili visivi di poter usare il dispositivo di firma 
digitale su qualsiasi computer che sia collegato ad internet senza avere il bisogno di installare 
il software specifico. E' da tener presente che se sul computer non si ha la possibilit di usare 
uno screen-reader, si pu installare lo screen-reader open source NVDA, direttamente sulla pendrive 
del dispositivo, anche se bisogna avere un minimo di istruzione per poter usare il software.

Un'altra possibilit per la firma digitale la stanno dando da poco tempo tutti i gestori: la firma 
digitale Remota. Questo dispositivo di firma digitale,  un'altra modalit per firmare documenti 
che si utilizza direttamente on line, con dei certificati che si usano direttamente dal sito del 
gestore. Insomma, una modalit che consente di firmare documenti sul proprio computer, senza avere 
il dispositivo tradizionale e senza avere i certificati di firma su un dispositivo hardware.

Stiamo vagliando da qualche settimana la possibilit di testare anche questa modalit di firma, con 
la speranza che sia tutto accessibile, anche se, e questo lo sappiamo tutti, l'inaccessibilit su 
Internet  sempre in agguato.

L'anno scorso abbiamo eseguito dei test su file PDF firmati digitalmente e abbiamo avuto una 
risposta positiva dal software Acrobat Reader di Adobe che, dopo l'installazione di un plug-in, 
riesce a leggere la firma apposta su un file pdf da soggetto autorizzato a firmare con un 
dispositivo di firma che consente di apporre la firma su un file pdf. Questa modalit di firma  
ancora in fase di sviluppo, quindi da seguire ed approfondire.

Nel frattempo abbiamo testato anche un atto notarile digitale accessibile per cui, anche se c' 
tanto da lavorare ancora in questo campo, possiamo essere soddisfatti che non siamo rimasti al 
palo, come sovente accade per le cose che si evolvono sempre troppo repentinamente per noi.

La Commissione OSI continua anche a gestire il servizio di Help desk su numero verde 800 682 682, 
servizio che  stato messo in funzione dal 2004. Questo servizio  sempre stato affiancato fin 
dall'inizio dalla lista di discussione di Yahoogroups, uic-helpexpress, che fornisce supporto ed 
assistenza tecnica ai disabili visivi 24 ore su 24, grazie al lavoro fornito ormai da tanti 
volontari che affiancano gli otto volontari del servizio telefonico, mettendo a disposizione di 
tutti le loro competenze.

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Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: Nunziante Esposito
