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I disorientamenti e le certezze sul problema isee.
Pietro Barbieri (fish) su superando.it del 21\05\2012.

Voci, indiscrezioni, comunicati ufficiali, manifestazioni di protesta annunciate, poi sospese, ma 
non annullate.  direttamente Pietro Barbieri, presidente della FISH - la Federazione Italiana per 
il Superamento dell'Handicap, cui aderiscono decine di Associazioni e Federazioni locali di persone 
con disabilit e dei loro familiari - a raccontare che cosa sia esattamente successo nei giorni 
scorsi, in vista del prossimo Decreto Governativo sul nuovo ISEE (Indicatore della Situazione 
Economica Equivalente). E lo fa sotto forma di una vera e propria cronistoria, indicando 
successivamente quali siano le reali questioni "in ballo" e come intenda muoversi la Federazione, 
sgombrando il campo a ogni impropria dietrologia e cercando in tal modo di chiarire i dubbi emersi 
in questi giorni da parte di molte stesse persone con disabilit

Un caro amico mi parla di disorientamento delle persone con disabilit e dei loro familiari - o 
perlomeno del rischio di esso - nell'incrocio tra notizie giornalistiche, comunicati della FISH 
(Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap) e note del governo sul nuovo ISEE 
(Indicatore della Situazione Economica Equivalente) e sull'indennit di accompagnamento.
Nonostante tutto sia alla luce del sole (come sempre), cerchiamo di mettere in fila un po' di cose.

Cosa  accaduto.
1. Il Governo, attraverso il sottosegretario al Lavoro e alle Politiche Sociali Maria Cecilia 
Guerra, sta costruendo un percorso di consultazione - assai prossimo alla concertazione - sul 
Decreto che deve emanare a seguito dell'articolo 5 del cosiddetto "Decreto Salva-Italia" 
[convertito nella Legge 214/11, N.d.R.].
I "consultati" sono: il Coordinamento degli Assessori ai Servizi Sociali delle Regioni, i 
responsabili ANCI (Associazione Nazionale Comuni Italiani) delle Politiche Sociali, i Settori 
Welfare dei sindacati CGIL, CISL, UIL e UGL, la FISH, la FAND (Federazione tra le Associazioni 
Nazionali delle Persone con Disabilit) e - dopo la loro protesta perch esclusi - il Forum del 
Terzo Settore e il Forum delle Famiglie.
Va precisato che - per l'emanazione del DPCM (Decreto del Presidente del Consiglio) - non  
prevista alcuna forma di consultazione, solo il parere delle Camere. Per atti di questa natura 
giuridica, infatti, mai nessun Governo aveva consultato la FISH e la FAND o qualsivoglia altro 
esponente del modo della disabilit.

2. A tutti i "consultati" - eccezion fatta per i Forum, che saranno auditi proprio domani -  stato 
presentato solo lo strumento di misurazione del reddito, non i campi di applicazione, che questi 
siano gli emolumenti come indennit e pensioni, oppure servizi sociali, socio sanitari o sanitari.
Con la FAND si sta tentando di arrivare all'incontro con il sottosegretario Guerra con un documento 
comune sull'ISEE. Senza successo per.

3. I sindacati vengono auditi la mattina del 14 maggio, la FISH e la FAND nel pomeriggio dello 
stesso giorno. Vengono usate le stesse slide di presentazione. Vengono consegnati gli stessi 
documenti. Al termine dell'incontro con FISH e FAND, chi scrive si  recato in CISL per altre 
ragioni, e ci siamo confrontati sui contenuti dell'incontro che avevano avuto loro e che avevamo 
avuto noi: identici i contenuti, identiche le preoccupazioni. Tanto ancora da negoziare sul calcolo 
dell'ISEE. Al termine decidiamo di produrre un comunicato stampa interlocutorio [lo si legga 
cliccando qui e nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.].

4. Il giorno dopo Roberto Petrini de la Repubblica pubblica alcune indiscrezioni con evidenti 
forzature: alle audizioni non ha partecipato alcun rappresentante del Ministero dell'Economia, tra 
i sindacati c'era anche l'UGL, e non si era parlato di campi di applicazione. La CGIL produce 
subito un comunicato di attacco contro i contenuti delle indiscrezioni de la Repubblica. A due 
ore di distanza segue un nostro comunicato [lo si legga cliccando qui e nel nostro sito cliccando 
qui, N.d.R.] e successivamente tanti altri. A tal proposito non si capisce perch alcuni si 
ostinino a scrivere che i sindacati non hanno smentito. La CGIL, ad esempio, ha dichiarato nero su 
bianco che non ci sta a far cassa sulle indennit e tra l'altro il 16 maggio esce un comunicato a 
tre (CGIL, FAND e FISH) (cliccare qui).
Ci che tutti paventiamo  che esista un altro luogo dove si sta studiando il taglio, trasformando 
il tavolo con la Guerra in un vero e proprio "trappolone". Altra cosa - orribile -  che esista 
qualcuno tra noi auditi che possa avere avuto qualche altra occasione di dialogo e che abbia 
sottoscritto tali ipotesi. Ovviamente cresce la ridda delle ipotesi e la "caccia alle streghe". 
Brutto clima.

5. Lo stesso giorno - 15 maggio - Guerra dirama un comunicato che smentisce nettamente le 
indiscrezioni de la Repubblica, dicendo chiaro e tondo che negli incontri non si  mai parlato di 
quale prestazione o servizio sarebbe assoggettato al nuovo ISEE. Non dice per su cosa stia 
lavorando, quanto a campo di applicazione. Ergo, la notizia de la Repubblica  falsa (Guerra non 
ha parlato con nessuno n di indennit da tagliare n di limite di 15.000 euro annui, mettendo una 
pietra tombale sulla caccia alle streghe), ma non dice che non  un ipotesi sulla quale stanno 
lavorando. Ecco da dove nasce il citato comunicato di CGIL, FAND e FISH del giorno successivo.

6. In quelle ore convulse ci confrontiamo spesso con Giovanni Pagano - presidente della FAND - 
dichiarandoci entrambi disposti a tutto pur di difendere l'indennit di accompagnamento. Entrambi 
cerchiamo contatti con gli uffici della Guerra che rassicurano: quell'ipotesi riportata da Petrini 
non  in campo.
Nel tardo pomeriggio del 16 - per posta elettronica - arriva la proposta di Tommaso Daniele, 
presidente dell'UICI (Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti), di indire una manifestazione 
per il 23 maggio. Ci sentiamo con Pagano verso le 19.30. Conveniamo sui pericoli, ma vogliamo 
entrambi vedere documenti scritti, dato che abbiamo un tavolo aperto e che il successo di 
partecipazione alla manifestazione - in soli quattro giorni lavorativi -  a rischio. Conveniamo 
dunque sulla data del 30 maggio. Mi incarico di sentire personalmente Daniele, dato che 
quest'ultimo, con Pagano, non si era mostrato disponibile a cambiare la data.

7. La sera alle 20 il Partito Democratico convoca una riunione politica sull'ISEE, con CISL e CGIL 
tra i partecipanti. Tutti sostengono che dopo l'articolo de la Repubblica cambia tutto: prima di 
esprimere giudizi sullo strumento di misurazione, bisogna vedere a cosa si applica. Dichiarano a 
chiare lettere che su questa roba non si fa cassa e che non vogliono un altro episodio come 
quello dei cosiddetti "esodati". Io annuncio la nostra ipotesi di scendere in piazza. Finiamo alle 
23.30.

8. La mattina dopo alle 7 invio a settanta membri della FISH un SMS di consultazione 
sull'opportunit di manifestare e sulle due date in bilico. Dopo aver ricevuto risposta da circa 
l'80% dei membri FISH consultati - che si attesta unanimemente per il s alla piazza, ma per il 30 
maggio - verso le 9 chiamo Daniele, il quale afferma che si sarebbe consultato con le componenti 
dell'UICI.
Verso le 11.30 mi invia una mail dicendo che loro sono irremovibili sul 23. Hanno paura di un 
"blitz del Governo" e che il Decreto venga approvato senza consultazioni il 31 maggio, cos come 
previsto dalla norma. Certo che cos il 30 sarebbe tardi! Gli spiego quindi che non esistono i 
tempi tecnici per approvarlo entro il 31 maggio.
Subito dopo, sento Pagano che mi spiega come le altre organizzazioni FAND non siano favorevoli al 
23, ma assieme conveniamo che non si pu rompere il fronte unitario su un argomento cos decisivo. 
E quindi proclamiamo la manifestazione per il 23 maggio. Ecco spiegato perch parte prima la 
comunicazione interna dell'UICI di quella pubblica, prodotta congiuntamente da FISH e FAND [se ne 
legga nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.].
Il pomeriggio, all'incontro con il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo sull'educazione 
inclusiva, il presidente dell'ENS (Ente Nazionale Sordi) apprende da chi scrive la data del 23 e si 
mostra sconcertato, ma poi dice che si impegner. Siamo in ballo e si balla.

9. Il giorno dopo - 19 maggio -, mentre fervono i preparativi, vado a Venezia a un convegno sul 
welfare promosso dall'Universit Ca' Foscari, ove partecipo a una tavola rotonda come 
rappresentante del Forum del Terzo Settore, assieme al sottosegretario Guerra.  decisamente 
alterata per le nostre iniziative dopo le sue rassicurazioni. Le dico che  dall'emanazione del 
Decreto "Salva-Italia" che siamo in ballo e che il tira e molla sta sfiancando il mondo della 
disabilit. Mi dice che ha condiviso con la Presidenza del Consiglio un comunicato stampa di 
chiarimento. Nel frattempo FISH e FAND avevano inviato anche una lettera al presidente del 
Consiglio Monti e al sottosegretario Catrical.
Alle 17 finisce il convegno di Venezia e mi faccio leggere telefonicamente il comunicato del 
Governo. Da l in poi - fino alle 21 - cerco sia Pagano che Daniele, ma senza successo. Ricevo 
telefonate da molti amici della FISH che chiedono (e suggeriscono) sul da farsi. Tutti dicono: 
sospendiamo - non annulliamo - anche perch sull'ISEE c' ancora molto da chiarire.
La mattina dopo, a Biella per l'inaugurazione di un orto ANFFAS [Associazione Nazionale Famiglie di 
Persone con Disabili Intellettiva e/o Relazionale, N.d.R.] accessibile, invio l'SMS di sospensione 
ai settanta indirizzi FISH che ho in rubrica verso le 9. Subito dopo mi chiama Pagano dicendomi che 
si era rotto il suo cellulare. Concordiamo il comunicato stampa (che qualcuno, per far "tornare i 
propri teoremi", scambia per solo comunicato FISH).

Cosa c' in ballo.
1. A tutti appare evidente che il "famigerato" articolo 5  frutto di un compromesso tra il PdL e 
il PD, partiti che da posizioni diverse sostengono il Governo Monti.  perci scritto male. I primi 
(il PdL) insistono sulle ipotesi della riforma fiscale e assistenziale Tremonti-Sacconi, contro la 
quale avevamo iniziato a manifestare (se ne legga cliccando qui) e sulla quale avevamo lavorato - 
per smontarla - con il Forum del Terzo Settore (se ne legga cliccando qui). Il PD insiste invece 
sul suo accantonamento e in particolare sull'automatismo del taglio lineare delle prestazioni 
fiscali agevolate e assistenziali previsto dall'altrettanto famigerato articolo 10.
La mediazione, per noi,  un rischio gigantesco, ma essendo inserita nel primo provvedimento del 
Governo Monti che serve a recuperare la credibilit del Paese, non poteva che essere "blindato".

2. Sull'ISEE si gioca poi la "partita dell'equit", uno dei tre paradigmi con i quali Monti tiene 
assieme una maggioranza tanto eterogenea.
Tutti sappiamo dell'evasione fiscale nel nostro Paese. Tutti sappiamo che c' un'elusione anche 
dell'ISEE attuale nell'accesso alle scuole materne pubbliche, all'universit, alle tariffe 
agevolate di luce e gas ecc. Una delle ragioni  la debolezza nel calcolo patrimoniale dell'attuale 
ISEE, sul quale va certamente posto un argine. Su questo  evidente che come Cittadini non possiamo 
che essere d'accordo. Inoltre - per non disconoscere completamente le strategie del precedente 
Governo - nel calcolo dell'ISEE il Governo Monti ha voluto aggiungere i redditi esenti, tra cui 
l'indennit di accompagnamento. Altrettanto ha fatto nel non escludere quell'emolumento dal campo 
applicativo dell'ISEE.

3. Chiaramente, quindi, esistono nella maggioranza ipotesi contrapposte. Ed  altrettanto chiaro 
che chi deve attuare l'articolo 5 di ci deve tenere conto. Questa  la consapevolezza di tutti 
coloro che approcciano quel tavolo. Ed  un non detto che pesa come un macigno. Si opera come 
appesi a un filo sospeso nell'aria: il rischio  che chi non tiene l'equilibrio si faccia male 
davvero. In quest'ottica si deve leggere il recente comunicato della deputata Margherita Miotto [se 
ne legga cliccando qui, N.d.R.].

4. Il ministro Fornero e il sottosegretario Guerra ci hanno pi volte rassicurati, ma l'articolo de 
la Repubblica ha rotto quell'esile bilanciamento tra soluzioni imperfette per la tutela delle 
persone con disabilit e la paura.
Le rassicurazioni, nel tempo, sono state anche su altri fronti: sono spariti, ad esempio, i "falsi 
invalidi". Cambia il Governo e cambiano le versioni del presidente dell'INPS Mastrapasqua: i falsi 
invalidi sono diventati un fenomeno risibile, 1.500 su 1.800.000 prestazioni (se ne legga 
cliccando qui): solo lo 0,08%.
Nel momento in cui i media rilanciano le immagini della "falsa invalida" di Pinerolo e altri, 
Guerra va spesso in TV a ribadire il concetto: il fenomeno va combattuto, ma  fisiologico. Il 
problema  l'invecchiamento della popolazione. E il fronte viene aperto su un nuovo-vecchio 
indirizzo, i Livelli Essenziali. Si sposta cio il baricentro dalla "disabilit-peso per la 
societ" a un tema sul quale il Governo, nel suo insieme, deve intervenire.
In quei giorni ci annunci anche ci che sarebbe stato reso noto molto recentemente, ovvero il 
cosiddetto "Piano per il Sud" di 2,3 miliardi di euro del ministro per la Coesione Territoriale 
Fabrizio Barca, richiamando sempre per due fatti: a. il punto precedente; b. la crisi economica, 
l'euro, lo spread ecc.
Non  insignificante un passaggio fondato sulla verit dei dati e non sugli ideologismi della 
"purezza dei probi contro gli sciusci sociali", piccoli truffatori che mendicherebbero la 
beneficenza pubblica e usurperebbero ingenti risorse pubbliche, quasi dei "pensionati d'oro". Tanto 
meno la promessa che si avvera del Piano per il Sud: un unicum in politica di questi tempi.

5. E poi c' la paura di "non sfangarla" stavolta. Il 7 luglio 2010 riuscimmo a sconfiggere 
l'ipotesi nefasta del taglio all'indennit di accompagnamento. Parole dell'allora sottosegretario 
alla Presidenza del Consiglio: Stavolta non ci speravo proprio che saremmo riusciti ad evitare il 
taglio. Ma oggi c' una situazione internazionale troppo critica e degenerata. C' anche un 
evidente propagarsi trasnazionale del fenomeno dei "falsi invalidi", scoperti persino negli Stati 
Uniti, in Inghilterra e in Svizzera. Oltre che in Grecia. Poi quella bozza di misurazione del nuovo 
ISEE, per niente convincente: un lodevole tentativo di compensare il calcolo di redditi esenti come 
indennit e pensione che per si rivela teorico e inefficace? Un errore? Oppure?

6. L'ineluttabilit della riduzione delle politiche sociali  un elemento di frustrazione. Del 
recupero delle risorse azzerate non si parla nemmeno se non nella cerchia purtroppo ristretta - 
seppur enormemente partecipata - di iniziative come Cresce il Welfare Cresce l'Italia [se ne legga 
nel nostro sito cliccando qui, N.d.R.].
Allo stesso modo un presidio assistenziale come l'indennit di accompagnamento - che la Corte 
Costituzionale definisce tale - passa come integrazione al reddito nel "silenzio assordante". 
Analogamente qualcuno potrebbe porre il tema dei voucher, degli assegni di cura fino all'assistenza 
indiretta e diretta. Cosa dire poi della quantificazione per singolo intervento ospedaliero in 
Lombardia? Anche quello potr divenire sostegno al reddito?

7. Non possiamo non cogliere che nell'ultimo comunicato della Presidenza del Consiglio c' un 
cambio di passo. A parlare, infatti, non  pi un Sottosegretario alle Politiche Sociali - 
sottovalutate praticamente da ogni Governo -, ma il vertice massimo del Governo stesso. E quello 
che dice non  di forma: una riforma dell'indennit in funzione del bisogno [se ne legga nel 
nostro sito cliccando qui, N.d.R.]. Se io so ancora leggere l'italiano, si tratta di riconoscere il 
bisogno assistenziale che col reddito non c'entra nulla.  quindi di una gradualit in base al 
bisogno che si parla. Un po' come in Germania, dove l'indennit varia da 200 a 1.200 euro mensili. 
Dichiarazione molto ardita, quindi. Andremo a leggere le carte come si fa in una partita di poker.

Usciamo quindi dal risarcimento di una menomazione? Noi lo chiediamo da anni, dato che lo 
schematismo corporativista delle minorazioni associa come "plurihandicap" appunto le minorazioni, 
fregandosene bellamente della gravit oggettiva. Ad esempio, a una persona con autismo viene 
riconosciuta una sola indennit poich vede, sente e cammina. Non importa se servono ben due 
persone al giorno per assisterla. Il nostro "Piave" non saranno certo le paroline al solo titolo 
della minorazione. Non lo sono mai state. Vediamo se l'alternativa coincide con ci che diciamo da 
quindici anni. Di certo il nostro "Piave"  che l'indennit di accompagnamento non pu e non 
dev'essere legata al reddito. Non dobbiamo certo dimostrarla ora questa nostra posizione.

8. L'altro elemento, infine,  che vogliamo vere compensazioni sul calcolo dell'ISEE, a partire dal 
computo del lavoro di cura di genitori, coniugi ecc. ecc. Solo cos abbiamo la certezza dell'equit.
Noi non spendiamo 6.000 euro annui per spesa sanitaria, siamo esenti ticket. Tanto meno 9.000 per 
badanti, non possiamo permettercelo. Alle volte gli anziani s, perch hanno prodotto reddito per 
tutta la vita (al contrario di noi che siamo disoccupati all'80%) e hanno figli in grado di fungere 
da sostegno negli ultimi anni di vita. E poi la garanzia che l'ISEE non sia applicato agli 
emolumenti e ai servizi per l'inclusione sociale: non si pu infatti permettere che una prestazione 
che consente a una persona di produrre reddito sia gravata da compartecipazione. Il rischio  che 
si mettano le persone di fronte alla scelta di lavorare o di essere assistiti, di essere 
indipendenti o "bamboccioni" per tutta la vita.

Cosa fare
1. Creare alleanze con forze sociali di ogni tipologia, con opinion e policy maker.  necessario 
che ad esempio le campagne contro i "falsi invalidi" - che sottendono al taglio delle scarse 
prestazioni sociali - trovino opposizione in un'area pi solida che nelle semplici associazioni di 
persone con disabilit e dei loro familiari.
Fa pi opinione nel Paese un articolo di Gian Antonio Stella su Corriere della Sera, di una 
manifestazione di poche centinaia di disabili. Fa pi danni un universitario accademico che 
teorizza l'inutilit dell'indennit di accompagnamento di un effimero articolo di pseudo-scoop di 
un giornalista de la Repubblica. Ha pi forza politica una proposta che vede uniti sindacati e 
formazioni sociali che non un movimentismo informe.

2. Incalzare il Governo e il Parlamento su ogni atto che ci riguardi. Non mollare la presa, 
investendo energie sulla parte positiva dei dubbi. La disabilit "non va sull'Aventino",  
quotidianit, non  opposizione.

3. Tenere pronte iniziative di protesta se e quando necessario. Tutti devono sapere di esserne 
coinvolti. Abbiamo dimostrato di non tirarci indietro, anzi, di andare anche da soli, se 
necessario, mettendo in conto denunce penali per manifestazione non autorizzata (se ne legga ad 
esempio cliccando qui).
Negli ultimi anni l'abbiamo praticata spesso questa forma di lotta politica. D'altro canto  
evidente che in tutto il mondo occidentale, ad essere sotto attacco  il welfare. Bisogna usare gli 
atti con strategia, per. Quando cio ogni altra arma si  dimostrata inefficace.

Spero dunque che ora sia chiaro sia perch abbiamo scelto di sospendere la manifestazione del 23 
maggio, sia perch non l'abbiamo annullata. In barba ai dietrologismi e alle "complotterie". Al cui 
esercizio lasciamo altri.

*Presidente nazionale della FISH (Federazione Italiana per il Superamento dell'Handicap).
