cloud
Quasi quasi mi faccio il "cloud"
Art inviato in privato da Francesco Melis, 16\05\2012, h. 11.53.

da "Repubblica" del 16 maggio 2012

Guida alla nostra nuvola ideale
Dopo l'arrivo del gigante Google, si completa il quadro delle offerte e
dei servizi per i nostri dati sul web. Che sono gratuiti (nelle versioni
base), elementari e invisibili. Ecco come scegliere quello adatto alle
nostre esigenze di IVAN FULCO

PER CHI VUOLE mettere la testa tra le nuvole, non  mai esistito un
momento migliore. L'esordio di Google Drive, il nuovo servizio di
sincronizzazione di Mountain View, ha confermato che oltre 50 milioni di
utenti Dropbox non possono sbagliare: questa  l'era del cloud, la
cosiddetta "nuvola digitale", che permette di semplificare la vita degli
internauti con un paio di clic. Installa un software sul tuo computer e
resta a guardare: il client sincronizzer i tuoi file con un server
remoto, per poi renderli disponibili su qualsiasi altro computer,
smartphone o tablet collegato all'account. Fine dei pensieri. Il cloud 
gratuito, elementare, invisibile. In una parola, fortemente
social-democratico. Ma nel mare delle nuvole, e si perdoni la
contraddizione in termini, qual  oggi il servizio migliore per chi
vuole sincronizzare la propria vita digitale?

Google Drive, lo sfidante. Il nuovo Google Drive, divenuto realt dopo
anni di speculazioni, ha tutte le caratteristiche standard dei
principali servizi cloud: 5 GB di spazio gratuito, un client che si
occupa della sincronizzazione in automatico e un pannello web per
gestire i documenti da qualsiasi browser. Drive  compatibile
attualmente con PC, Mac e Android, ma a breve arriveranno anche le app
dedicate per iPhone e iPad.

Oltre lo spazio gratuito, Google offre numerosi pacchetti di upgrade a
pagamento: da un minimo di 25 GB (2,49 dollari al mese, meno di due
euro), fino ad arrivare al taglio massimo da 16 TB (799 dollari/mese).
Lo spazio extra viene condiviso con Picasa, il servizio online su cui
caricare le proprie foto. Ogni acquisto, inoltre, porta a 30 GB la
dimensione della propria casella Gmail.

Anche dal punto di vista della tecnologia, Google Drive  simile agli
altri servizi cloud: installato il client, quest'ultimo agisce in
background, caricando sul server remoto tutti i file inseriti
nell'apposita cartella sul proprio computer. Ogni altro computer
collegato all'account viene sincronizzato in automatico alla sua
connessione a Internet. Qualsiasi modifica viene inoltre aggiornata
ovunque e in tempo reale con una tecnologia "incrementale": non 
necessario trasferire un file dopo ogni modifica, poich il software
individua le variazioni nel codice e aggiorna solo quelle, minimizzando
tempi di trasferimento e banda impegnata.

Rispetto alla concorrenza, tuttavia, Drive vanta una forte integrazione
con gli altri servizi di Mountain View. La funzione di ricerca di Google
pu essere usata per esplorare il proprio archivio, anche grazie al
riconoscimento OCR che scansiona le immagini per estrarne il testo.
Qualsiasi file sulla nuvola pu essere inviato come link attraverso
Gmail. Immagini e video sono a disposizione per essere pubblicati su
Google+.  possibile aprire direttamente nel browser circa 30 formati
diversi di file, tra cui video in alta definizione o immagini di
Photoshop. I principali formati Office (Word, Excel, Powerpoint) possono
essere inoltre modificati e condivisi in Google Documenti, lavorando
sullo stesso documento in contemporanea con altre persone. L'ideale per
chi vuole collaborare su progetti in gruppo, con un'impostazione che
espande le possibilit offerte da Google Documenti, di cui Drive  una
diretta evoluzione.

Dropbox, il campione. Dropbox  il capostipite dei servizi cloud: un
colosso da oltre 50 milioni di utenti, considerato una tra le cinque
migliori startup della storia recente. Oggi la concorrenza ha copiato la
sua formula, ma lo "scatolone blu" di San Francisco riesce tuttora a
difendere la sua leadership con una precisa politica tecnologica:
aggiungere progressivamente nuove funzionalit, preservando per la
semplicit d'uso del programma.

Nella sua formula base, Dropbox offre 2 GB di spazio gratuito, con
pacchetti a pagamento da 50 GB (99 dollari l'anno, circa 75 euro), 100
GB (199 dollari l'anno) e oltre. Lo spazio a disposizione, ad ogni modo,
pu essere incrementato a costo zero con un minimo di attivit "social".
Il sistema di referral permette di guadagnare 500 MB extra per ogni
nuovo utente presentato, fino a un massimo di 20 GB totali. Altre
iniziative speciali, come la promozione del servizio sul proprio account
Facebook o Twitter, consentono di guadagnare ulteriori MB di archivio
remoto.

Il principale limite di Dropbox, condiviso ora da Google Drive,  la
possibilit di sincronizzare solo la cartella dedicata, sebbene entrambi
permettano di escludere dal monitoraggio sotto-cartelle specifiche. Per
il resto, le funzionalit extra soddisfano molte esigenze
dell'internauta medio. Qualsiasi file salvato sulla nuvola pu essere
scaricato dal web attraverso un link generato dall'utente, cos da
inviare a chiunque documenti e archivi (anche di grandi dimensioni) solo
trasmettendo il link. Per ogni file, il server traccia le modifiche
effettuate negli ultimi trenta giorni, in modo da ripristinare una
versione precedente del documento in caso di necessit (come accade
anche su Google Drive). Le app per smartphone e tablet permettono infine
di caricare foto e video sul proprio archivio remoto, ma anche di
scegliere quali documenti conservare in memoria per la consultazione
offline.

Google Drive replica queste ultime caratteristiche sugli smartphone
Android, con cui  nativamente integrato, ma non dispone ancora di
applicazioni per iPhone e iPad. D'altra parte, Drive non si integra con
i computer desktop come accade con Dropbox, che permette di condividere
un file, di accedere alle versioni precedenti o di ottenere il suo link
pubblico direttamente dalla cartella locale, attraverso il menu
contestuale che si apre con il clic destro.

Nei suoi quattro anni di esistenza, inoltre, Dropbox ha ricevuto il
supporto di centinaia di applicazioni per PC, Mac e dispositivi
portatili, fattore che ora gli assicura un vantaggio competitivo. Ad
oggi, lo scatolone blu pu essere usato per decine di attivit, come
sincronizzare le password (1Password), ascoltare musica in streaming da
iPhone (BoxyTunes), avviare un download Torrent da remoto (uTorrent o
Transmission) o salvare automaticamente gli allegati di posta nel
proprio archivio (Send to Dropbox), per citare solo alcuni esempi.

Il terzo polo: da Microsoft in gi. Cos come accade in Parlamento,
anche la guerra delle nuvole ha un terzo polo: uno schieramento
densamente popolato i cui principali esponenti si chiamano SkyDrive,
SugarSync e Box.

SkyDrive di Microsoft, il pi generoso del gruppo, offre 7 GB di spazio
gratuito, che possono diventare 25 GB in caso si sia iscritti da prima
dell'ultimo aggiornamento e si reclami in tempo l'aggiornamento a costo
zero. Lo spazio supplementare  pi economico di Dropbox, con tagli da
20 GB (8 euro all'anno), 50 GB (19 euro) e 100 GB (37 euro). Come nel
caso dei servizi concorrenti, il client da installare crea una cartella
dedicata sul computer (PC o Mac), che viene sincronizzata tra tutti i
terminali. Diversamente dagli altri, per, la funzione "fetch" permette
di prelevare via Internet un qualsiasi file presente su un proprio
computer (a condizione sia acceso), anche se il documento non  stato
inserito nella cartella di condivisione.

SkyDrive  perfettamente integrato con Windows Explorer e diversi
applicativi Microsoft: l'archivio pu essere gestito come un drive
remoto in Windows; Office permette di salvare i documenti direttamente
online; le web app consentono di aprire e modificare file Word, Excel,
Powerpoint o OneNote dal browser, collaborando in tempo reale con altri
utenti. SkyDrive si pone in pratica come punto d'incontro tra Dropbox e
Google Drive, nonostante la sua lenta evoluzione gli abbia finora negato
un maggior successo.

SugarSync  invece un'alternativa a Dropbox quasi identica al suo
antagonista, sia in termini di piattaforme, sia di funzioni. Rispetto a
Dropbox, i principali vantaggi sono il maggiore spazio gratuito (5 GB) e
la possibilit di scegliere quali cartelle sincronizzare su ciascun
computer, di proteggere con password i documenti pubblici e di eseguire
lo streaming dei brani musicali. Pregi che, in questi anni di battaglia,
si sono forse rivelati un'arma a doppio taglio, dato che hanno reso
l'applicazione leggermente meno "invisibile" di Dropbox, sancendo finora
la vittoria di quest'ultimo. Anche in termini di prezzi l'offerta di
SugarSync  pi competitiva: 30 GB per 50 dollari all'anno (circa 38
euro), 60 GB per 100 dollari e 100 GB per 150 dollari.

Box, infine, pu essere considerato una versione di alto profilo di
Dropbox, rivolto in primo luogo alle aziende. Nella sua versione per
privati, in questo senso, il servizio offre solo una funzione di
archivio online. La sincronizzazione in tempo reale  invece riservata
(per ora) agli utenti business, a cui Box consente di condividere
progetti e di interagire con i collaboratori, inviando commenti,
assegnando compiti o ricevendo notifiche delle modifiche. Lo spazio
gratuito per i singoli utenti  di 5 GB, che possono essere ampliati a
50 GB per 20 dollari al mese. Per le aziende, le soluzioni partono
invece da 1 TB, al costo di 15 dollari al mese per singolo account.

iCloud, l'alternativa della Mela. Quando Steve Jobs tent di acquistare
Dropbox, per rimediare al passo falso compiuto con MobileMe, il boss
dello scatolone blu, Drew Houston, gli rispose orgogliosamente picche.
Da quel progetto nacque tuttavia iCloud, la versione morsicata della
nuvola. Diversamente da molti altri servizi, iCloud non tenta di
replicare la struttura di Dropbox, ma si limita a sincronizzare
specifiche applicazioni. In questo senso, il suo primo limite (o
vantaggio, in un'altra ottica)  quello di essere disponibile solo sulle
tecnologie Apple, dall'iMac all'iPhone.

iCloud permette di sincronizzare email, contatti, calendari, promemoria,
preferiti e note, cos come i documenti e le impostazioni di diverse app
Mac o iOS, come Pages o Numbers. Oltre questo, genera un cartella delle
ultime foto scattate, viene usato per il backup della musica di iTunes
Match (servizio appena partito in Italia) e consente di trovare il
proprio iPhone o iPad via web, sfruttando la geolocalizzazione, in caso
di furto o smarrimento. L'integrazione, come da tradizione Apple, 
totale, ma per ora  riservata solo ai fedeli della Mela. Il servizio
base garantisce 5 GB gratuiti, che possono essere ampliati a 10 GB (16
euro l'anno), 20 GB (32 euro) e 50 GB (80 euro).

Conclusioni sulle nuvole. Se Google Drive ha finora dimostrato un
limite,  stato quello di non saper innovare. La potenza digitale di
Google, di converso, garantisce alla sua nuvola un importante vantaggio:
l'integrazione con tutti i servizi di Mountain View. Da questo punto di
vista, Google Drive  un'ottima soluzione per chi mette piede oggi per
la prima volta sulla nuvola, e magari abbia gi affidato la sua vita
digitale ad altri servizi Google.

Dropbox, da parte sua, pu contare su una tecnologia intuitiva e
invisibile, oltre che ben integrata con i sistemi operativi Windows e
Mac. Inoltre, pu fare affidamento su un'utenza fidelizzata negli anni a
colpi di spazio extra gratuito. Non  un caso che, in questi ultimi
mesi, Dropbox abbia incentivato il sistema di referral, aumentando da
250 MB a 500 MB (con effetto retroattivo) lo spazio in regalo per
ciascun utente presentato. Proprio perch mettere la testa tra le nuvole
 una questione seria. E una volta scelto a chi affidare la propria vita
digitale  difficile tornare indietro.

(16 maggio 2012)
