abusi
Usi (ed abusi) del cellulare nei costumi della societ.
Francesco Melis su smanettando, 11\05\2012, h. 13.42.

Oggetto: "Signore, piet!".
Il titolo dell'oggetto  mio.
Usi (ed abusi) del cellulare nei costumi della societ.
Non sto qui a discutere l'utilit del telefonino. Ci mancherebbe!.
Sottolineo, con un pizzico di ironia, l'abuso, (a parer mio), che se ne fa.
Traspare leggermente dall'oggetto come io non ami particolarmente il
telefonino e l'alienazione mentale che porta il suo abuso.
Queste sono opinioni mie, ognuno ha le proprie e tutti abbiamo ragione.

Ma fermarsi un attimo a sentire la gente?
Fermarsi un attimo a vedere un tramonto?
Fermarsi un attimo a scambiare due parole con qualcuno?
Fermarsi un attimo ed apprezzare i profumi della primavera?
Fermarsi un attimo a stare con se stessi?

Da "Repubblica" del 11 maggio 2012

Succede ovunque e in continuazione: persone che mandano email e messaggi
praticamente senza smettere di camminare. Ma a chi e perch? Abbiamo
cercato le risposte per le strade di Milano
di MICHELE NERI

Un biglietto gratis
Piazza Duomo, pomeriggio feriale. Daniele, cantante in un coro di musica
lirica,  nel suo giorno libero. Fermo da qualche minuto, con la
cattedrale alle spalle, guarda dentro il suo iPad. "Oggi  il mio
compleanno e qualcuno mi ha detto che in questo caso i musei milanesi
fanno entrare gratis. Sto cercando di capire se vale anche per le mostre
di Palazzo Reale". (Il Palazzo dista cento metri da l).

La strada di casa
"Abito in zona Citt Studi e non mi ricordo la strada pi breve per
tonare a casa, quindi la sto cercando sulla mappa del mio smartphone. Mi
capita spesso di correre e intanto mandare messaggi,  o scattare foto e
inviarle subito, per ricevere una reazione immediata a quello che ho
visto". Cos Doralice, che da Siena  venuta a Milano per studiare
Architettura, mentre fa jogging lungo il perimetro dei Giardini di via
Palestro.

Shopping a distanza
Avanza veloce lungo Corso Vittorio Emanuele, per fermarsi di colpo
davanti alle vetrine dei negozi di moda. Poi riparte e intanto parla
guardando l'iPad, dove le risponde una voce di donna che viene da
lontano. "Io le spedisco immagini di vestiti e lei mi dice cosa ne
pensa". La donna bionda sta parlando con un'amica in Russia; non mi
vuole dire come si chiama. Si fermer a lungo davanti alle vetrine di un
negozio di intimo.

Trovare un amico
Il ragazzo col maglione bianco sulla scala mobile della Rinascente 
Sergio, studente. "Scrivo a un amico per vedere se  in zona e ci si pu
vedere". Scrivi spesso per strada? "S, due volte sono andato a sbattere
contro un palo mentre non guardavo. Mi son fatto un male cane". Chi
scrive sulle scale mobili sembra per avere un sesto senso che gli fa
alzare lo sguardo giusto in tempo per scendere.

Un figlio da prendere
Appena si ferma al semaforo all'angolo con Piazza Duomo, afferra il
Blackberry e scrive. Al verde, per continuare senza che gli
automobilisti si mettano a suonare, accosta con fatica lo scooter al
marciapiede. Francesca, avvocato e docente universitaria: "Voglio esser
sicura che qualcuno vada a prendere mio figlio di tre anni a scuola". Le
capita spesso? "S, non  ansia, magari  un po' la mia tendenza  al
supercontrollo".

La festa  qui
La zona di via Tortona, nella settimana del Design,  una marcia di
stranieri che non alzano quasi mai la testa dal piccolo schermo
dell'iPhone. Molti sono i brasiliani, come il giovane Diego: "Sto
invitando i miei amici a raggiungermi qui.  come una festa mobile,
bellissimo". Quando gli chiedo se  abituato a scrivere senza smettere
di camminare, risponde: "Ovvio che s".

Una sorella lontana
Percorre lentamente tutto il marciapiede di Corso Venezia senza alzare
lo sguardo dallo smartphone. Cosa stai scrivendo di cos urgente?
"Niente di particolare n di urgente", risponde Daisuke (dipendente di
un'azienda di moda). "Sto rispondendo a una mail di mia sorella, che sta
in Giappone, e che a sua volta rispondeva a una mia precedente". Sai
dove ti trovi in questo momento? Alza lo sguardo: "No, non tanto".

Questioni con l'ex
Attraversa la strada in mezzo alla folla, prosegue spedita sul
marciapiede della centralissima via Mazzini, senza togliere lo sguardo
dal cellulare. "Sto rispondendo al mio ex fidanzato. Gli dico che deve
darsi una svegliata per capire cosa vuole dalla vita. Lui mi aveva
scritto: "vediamoci stasera". Quindi s, era abbastanza urgente
rispondergli". Parola di Eleonora, che fa l'istruttrice di nuoto e dice
di non sbagliare mai a scrivere una parola, camminando, "con tutta
l'esperienza fatta alle superiori, quando mandavo messaggi sotto il banco".

Ispirata dal sole
La donna  immobile in mezzo al via vai della Galleria Vittorio
Emanuele. A chi scrive? "Vuole leggere? Sto mandando un lungo sms a un
amico. Gli avevo dato il mio biglietto per il concerto jazz del Roy
Hargrove Quintet a Pordenone. Mi aveva ringraziato, dicendomi che  in
debito con me. Io gli rispondo: "Sono proprio contenta, sei in debito
soltanto con te stesso; tu sei una bella persona".  stata questa bella
luce a ispirarmi". Cos Giuliana, assistente sanitaria di Pordenone, in
visita al figlio a Milano.

Noia da pendolare
Mentre procede sugli scalini del metr diretta alla stazione, Katia ha
due cellulari in mano. Con uno scrive rapidamente. Ci dice che cosa?
"Niente di fondamentale, per la verit, chiacchiero con un'amica, per
organizzare la serata". Sta per salire su un treno, perch non ha
aspettato almeno di essere seduta comoda? Con un sorriso disarmato:
"Credo sia colpa della noia di ripetere tutti i giorni la stessa strada,
un modo per non annoiarmi mentre cammino".

Non perder tempo
Sale le scale del metr alla fermata Cadorna, concentrata sull'iPad,
iPod nelle orecchie. Yana, studentessa russa, a Milano per un Master,
risponde: "Cerco l'indirizzo dove raggiungere dei miei colleghi. La
tecnologia mi permette di sfruttare i tempi morti, gli spostamenti in
citt. Per se me lo dice lei, come andare da qui a Corso Magenta,
lascio stare la tecnologia e torno volentieri a parlare con qualcuno".

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