word2010
Introduzione alla videoscrittura con Microsoft Word 2010.
Massimo Corti su uiciechi.it, 2012-03 e 04.

numero marzo 2012:

Quinta parte: ancora sulla formattazione del documento.

In precedenza abbiamo cominciato ad analizzare alcune semplici impostazioni di formattazione del 
testo. Proseguiamo ora ad approfondire questo argomento, analizzando alcuni parametri che possono 
contribuire a renderlo pi elegante, al fine di migliorarne limpatto visivo.

Nota: queste pagine sono state scritte basandoci sullutilizzo delle ultime snapshot di NVDA, 
ovvero le versioni in sviluppo. Caratteristica notevole nellutilizzo di un prodotto open source,  
infatti il libero accesso agli aggiornamenti delle versioni appena sviluppate, le quali possono 
contenere anche errori o malfunzionamenti, ma in tal modo si pu godere in tempo reale delle nuove 
caratteristiche e delle migliorie apportate dallautore al software.

Tali versioni sono prelevabili direttamente nella sezione Development del sito del progetto 
andando allurl: 
http://www.nvda-project.org/wiki/Snapshotshttp://www.nvda-project.org/development/snapshot

Su parere anche di alcuni membri della comunit italiana si consiglia di fare uso delle snapshot 
perch possono contenere molte migliorie che magari non sono ancora incluse nelle versioni definite 
stabili dai membri della comunit italiana. Nel caso della videoscrittura con Word, il riscontro 
ottenuto da Nvda , nella verifica delle corrette operazioni di formattazione,  ancora inefficiente 
per certi aspetti, anche se importanti migliorie sono state implementate nelle ultime snapshot di 
Nvda. Anche se, su parere di alcuni membri della comunit italiana, il supporto e il livello di 
complessit e completezza di questo software  ancora immaturo per svolgere in piena efficienza 
determinate operazioni.

Per il nostro caso proviamo ad esplorare le operazioni per la formattazione di un file gi 
esistente.

Prima di cominciare, segnalo lefficienza della casellina per rilevare gli errori ortografici 
presente nelle opzioni di formattazione, molto utile nella fase di digitazione di un testo, gi 
presente da alcune versioni di Nvda, lutile funzione di lettura degli allineamenti e la casellina 
annuncia rientri riga, presente appunto gi da alcune snapshot.

 bene segnalare comunque che lattivazione di queste funzioni possono dare differenti riscontri 
anche in base al pacchetto office utilizzato. Queste nozioni si basano sullutilizzo della snapshot 
n. 4918.

Dopo aver aperto Word, attraverso la voce Apri esplorata nelle precedenti lezioni, richiamiamo il 
file Invito.docx presente nella cartella prove che risulta dalla scompattazione del file 
prove.zip inserito tra i software del mese di questo giornale.

Nota: si ricorda che per aprire tale file, di tipo .docx con versioni di Word precedenti alla 
2007,  necessario scaricare ed installare il relativo pacchetto di compatibilit 
File_format_converters dal sito di Microsoft, come descritto nella lezione 2 di questo corso.

Esploriamo ora le modalit per impostare un colore diverso di carattere, uno sfondo della pagina 
colorato e impostare dei bordi decorativi a questo documento.

La prima cosa che potremmo modificare  intanto il colore del testo, attribuendo alle scritte 
colori pi sgargianti, colori pi forti. Proviamo ad esempio a colorare di rosso lintestazione 
della lettera.

Per farlo, dopo aver selezionato il testo, riapriamo la Barra multifunzione con alt, e scorriamo 
i controlli della scheda Home con tab fino a raggiungere il riquadro Effetti testo e, 
successivamente, la casellina Colore carattere. Scorriamo quindi con freccia gi le scelte 
disponibili nella tavolozza dei colori che appare a schermo.

Il primo controllo del riquadro  la casellina Evidenziatore dove sar possibile scegliere il 
colore da usare qualora si avesse la necessit di evidenziare delle parti di testo ad esempio in un 
manuale, o in un libro di testo, in un e-book.

Possiamo eventualmente scorrere con le frecce verticali le scelte disponibili in questa casellina e 
scegliere tra i colori presenti. La scelta  molto ampia, ci troviamo infatti in una tavolozza 
molto ricca, composta da 255 tipi e tonalit di colore.

Notiamo ad esempio il verde, disponibile in due tonalit, Verde e verde acqua, o il rosso, 
disponibile come rosso o bordeaux, o il grigio, disponibile anchesso in due tonalit: grigio 
50% o grigio 25%. Ma ora spostiamoci con tab sul pulsante colore carattere e diamo invio. 
Appare il riquadro Colore tema con la tavolozza dei colori.

Dato che per il nostro scopo dobbiamo identificare il colore Rosso, baster spostarsi una volta 
con freccia a destra allinterno della tavolozza per identificare il colore rosso.

Notiamo anche per il rosso le differenti tonalit di colore,  infatti possibile scegliere tra: 
rosso (80% pi chiaro), rosso 60% (pi chiaro), rosso 40% (pi chiaro), o ancora rosso (25% 
pi scuro), rosso (50% pi scuro).

Posizioniamoci ad esempio sulla prima tonalit di rosso disponibile, Rosso 80% (pi chiaro) e 
diamo invio per confermare la nostra scelta. In questo modo avremo colorato di rosso chiaro 
lintestazione della lettera. Ma vediamo ora come impostare lo sfondo della pagina.

Dopo aver richiamato nuovamente la Barra Multifunzione, Raggiungiamo con tab il riquadro Effetti 
testo. Notiamo che per raggiungere il pulsante sfondo per dovremo prima scorrere con tab tutti i 
controlli relativi al riquadro Paragrafo. Pertanto proseguiamo nellesplorazione dei controlli 
fino ad identificare il pulsante Sfondo e diamo invio su di esso.

Appare cos la casella combinata Colore tema, nella quale potremo scorrere con le frecce le 
scelte disponibili. Poniamo il caso di voler impostare lo sfondo di colore azzurro.

Spostiamoci quindi con freccia a destra per scorrere in orizzontale le scelte disponibili, fino ad 
identificare il colore azzurro. Una volta posizionati su di esso, se proviamo a scorrere con 
freccia gi, noteremo anche qui le diverse tonalit di azzurro.

Potremo infatti scegliere tra: azzurro: 80% (pi chiaro), azzurro (60% pi chiaro), azzurro 
(40% pi Chiaro), Azzurro (25% pi scuro), azzurro (50% pi scuro).

Proviamo questa volta a posizionarci con le frecce sulla scelta azzurro 40% pi chiaro e diamo 
invio per confermare le nostre scelte. Ed ecco che avremo impostato uno sfondo azzurro al nostro 
invito.

Giunti a questo punto della nostra trattazione,  bene porsi questo quesito. Come possiamo 
verificare il nostro lavoro una volta effettuate le nostre modifiche nella colorazione del testo e 
dello sfondo?

Il limite sta proprio qui. Infatti, abbiamo visto che NVDA ci consente di esplorare tutti i 
controlli presenti nella Barra Multifunzione ed anche attraverso il Menu contestuale, ma per 
quanto riguarda la verifica del colore, sia il colore del carattere, sia quello dello sfondo del 
documento, a partire dalle ultime snapshot, pur offrendoci un riscontro, talvolta  impreciso 
relativamente al colore del testo e dello sfondo del documento.

Tutto questo, grazie agli appositi controlli gi presenti dellultima versione definita stabile dai 
membri della comunit italiana, che nel momento in cui sono state scritte queste pagine  ancora la 
2011.3 in quanto ancora in via di definizione la 2012.1, quindi, facendo riferimento alla 2011.3, 
non si dispone di un comando rapido, insomma uno script che ci possa mettere al corrente di tali 
informazioni.

Per intenderci, per gli utilizzatori di JAWS, con NVDA non esiste un comando che sia il 
corrispettivo del comando insert pi 5 della tastiera estesa, con il quale JAWS ci legge le 
informazioni sul colore del carattere in uso e sullo sfondo della finestra.

Nelle ultime versioni stabili di Nvda  stato di fatto implementato il controllo per la lettura dei 
colori nelle opzioni di formattazione, ma questa funzione ha cominciato ad essere pienamente 
efficiente nelle ultime snapshot di Nvda, anche se sembra ci siano ancora dei problemi nel 
riconoscimento dei colori in quanto, vengono ancora fornite informazioni imprecise. Ad esempio: una 
scritta rossa Nvda la identifica come giallo scuro.

Inoltre Nvda a differenza di Jaws non  munito di uno script per la lettura di queste 
caratteristiche del testo.

Se attivata la relativa opzione nelle opzioni di formattazione  tuttavia possibile ascoltare il 
colore del testo e dello sfondo, e sar possibile farsi rileggere tali informazioni attraverso il 
comando insert pi f, attraverso il quale viene letto il contenuto riportato nella scheda Home 
della barra multifunzione, non che la formattazione attiva. Tale controllo, identico al comando di 
aiuto di Jaws,  stato arricchito con la lettura delle informazioni sul colore del testo e dello 
sfondo, oltre che dellallineamento e delle tabulazioni.

La lettura di queste ultime caratteristiche per risulta ancora imprecisa. Pertanto, al momento se 
si vuole avere info pi dettagliate e precise per verificare la corretta impaginazione di un testo, 
per avere un efficace riscontro dovremo fare ancora uso di screen-reader a pagamento, come JAWS, 
anche se le migliorie apportate nelle ultime snapshot restano comunque degne di nota.

Proseguiamo ora nellesplorazione dei menu e delle funzioni proposte per la formattazione di questi 
attributi impostando un bordo decorativo alla nostra lettera.

Per farlo focalizziamo nuovamente la Barra multifunzione.

Questa volta identifichiamo con le frecce orizzontali la scheda Layout di pagina e muoviamoci tra 
i controlli presenti con tab.

Il primo controllo focalizzato  il pulsante tema, con il quale  possibile dare al documento una 
nuova veste grafica, basata su dei modelli con sfondi, bordi e tipi di carattere preimpostati, ed 
attraverso i tre pulsanti successivi  possibile effettuare modifiche sul tema scelto.

Attraverso il pulsante Margini  possibile stabilire la dimensione per il bordo della pagina.

Raggiungiamo quindi con tab il pulsante Bordo pagina e diamo invio.

Notiamo che la finestra che appare ricorda quella che si aveva accedendo al menu Bordi e sfondo, 
nelle vecchie versioni di Word fino alla 2003.

Appaiono infatti dei pulsanti radio con i quali  possibile definire i bordi che si vuole 
impostare. Con tab scorriamo le scelte Bordo inferiore, Bordo superiore, sinistro, destro, 
interno, e i bordi con diagonale. . Essendo tutti pulsanti radio, potremo attivarli/disattivarli 
con lo spazio.

Tra questi controlli notiamo che  anche possibile tracciare una linea orizzontale nel testo o 
anche disegnare una tabella, operazioni che a noi utilizzatori di screen-reader risultano un po 
ostiche.

Possiamo dire che risultano realizzabili, attraverso alcune combinazioni specifiche da tastiera 
proprie dello screen-reader volte a simulare il clic del mouse, ma che tuttavia non contempleremo 
in queste pagine perch non considerate un argomento di base.

Notiamo inoltre in questa schermata il pulsante tutti i bordi con il quale potremo impostare al 
documento tutti i bordi definibili, o nessun bordo, che evidentemente annulla la funzione del 
pulsante precedente.

Notiamo infine il pulsante disegna tabella con il quale sar possibile descrivere la tabella che 
desideriamo attraverso il tracciamento del mouse, operazione presso che impossibile da eseguire 
attraverso comandi da tastiera.

Attiviamo quindi i bordi superiore, inferiore, destro e sinistro del documento, poi clicchiamo sul 
pulsante bordi e sfondo sempre allinterno di questa finestra.

Si aprir unulteriore finestra intitolata bordi e sfondo, dove sar possibile definire il colore 
del bordo, lombreggiatura, lo spessore, attraverso i pulsanti radio presenti.

Supponiamo quindi di voler decorare lintero nostro documento, in questo caso la nostra lettera 
dinvito con un bordo arancione, per fare ci non  necessario selezionare lintero documento, 
perch vedremo in corso di svolgimento come apportare le nostre modifiche.

Cliccando sulla voce bordo pagina, appariranno i controlli per limpostazione dello stile, ad 
esempio: punteggiata, tratteggiata, tratto punto, lo spessore del bordo dove potremo scegliere 
tra: ad esempio: un punto e mezzo, due e un quarto, tre punti eccetera.

 inoltre possibile personalizzare ulteriormente lo stile di ogni singolo bordo attraverso dei 
pulsanti che NVDA identifica attraverso la dicitura di un nome in codice ad es.: MSO control 
container bordo inferiore, e vengono cos identificati tutti gli altri controlli bordo presenti in 
questa finestra. Terminano questa finestra la casellina applica a, nella quale si pu selezionare 
intero documento, oppure questa sezione.

Infondo a questa finestra abbiamo anche un pulsante di opzione che, se premuto consente di 
personalizzare ulteriormente le unit di misura per ogni singolo bordo che fa aprire unulteriore 
finestra Bordi e sfondo, nella quale troveremo i pulsanti bordo superiore, inferiore, destro e 
sinistro, nei quali potremo impostare le dimensioni per ogni bordo, in questi campi le dimensioni 
sono indicate in punti tipografici.

Abbiamo cos concluso lesplorazione per impostare i bordi per la pagina corrente o per tutto il 
documento.

Se volessimo invece applicare un bordo solo a una porzione di testo, un paragrafo eccetera, nel 
nostro caso ad esempio, potremmo impostare unulteriore bordo che evidenzi le righe relative 
allindirizzo della lettera, potremo farlo, sempre attraverso la medesima finestra bordi e sfondo, 
evidenziando questa volta la scheda Bordi anzich Bordo pagina.

In questa SCHEDA I CONTROLLI PRESENTI SONO I MEDESIMI VISTI POCO fa nella scheda Bordo pagina, 
tranne che per il primo pulsante ombreggiatura, attraverso il quale  possibile evidenziare 
ulteriormente la porzione di testo attribuendo unombreggiatura. Inoltre, scorrendo con tab tutti i 
controlli relativi ai bordi, notiamo che anche attraverso questa scheda c lopzione per tracciare 
una linea orizzontale nel documento, che, come gi precedentemente accennato risulta unoperazione 
un po ostica per gli utilizzatori di screen-reader. Tuttavia non ci soffermeremo su 
questoperazione. raggiungendo quindi il pulsante radio applica a, notiamo, a differenza della 
scheda bordo pagina, che lunica scelta selezionabile  paragrafo.

Dando quindi invio su questo pulsante radio applicheremo le nostre scelte al blocco di testo 
relativo allindirizzo della lettera. Dato che non vogliamo svolgere ulteriori operazioni in questa 
finestra, esploriamo con tab i rimanenti controlli che sono:

Imposta pagina, che fa aprire la consueta finestra imposta pagina.
Orientamento, che consente di modificare lorientamento del testo tra verticale e orizzontale.
Dimensioni, che consente di modificare le dimensioni per il formato del foglio.
colonne, per impostare un testo su pi colonne stile articolo di giornale.
Interruzioni, per inserire una interruzione di pagina, di paragrafo o di colonna nel caso 
dellarticolo di giornale.
numeri di riga, consente di inserire i numeri di riga a fianco ad ogni riga di testo.
sillabazione, consente di attivare la sillabazione per il file aperto, mostrando cos i 
caratteri di controllo che indicano la fine di ogni paragrafo o eventuali interruzioni di pagina 
inserite nel file.
Imposta pagina, apre la consueta finestra imposta pagina che avevamo nel menu file nelle vecchie 
versioni di Word.
Poi troveremo i pulsanti:

Sfondo pagina.
Colore pagina.
Bordo pagina, la cui funzione , chiaramente, di applicare bordi o sfondi al nostro documento.
Proseguendo ancora troveremo il riquadro paragrafo con i controlli relativi agli allineamenti e 
alla spaziatura del testo, e dopo questi controlli il pulsante paragrafo, che ci riporter nella 
consueta finestra del menu Paragrafo al quale eravamo abituati con le vecchie versioni di Word, 
dove troveremo, oltre ai controlli relativi alla gestione dei rientri nel testo, anche la solita 
casellina per la gestione dellinterlinea, per definire lo spazio tra le righe del testo.

Notiamo, dopo questo pulsante, il pulsante disponi, che non era presente nelle precedenti versioni 
di Word che, se premuto, apre una finestra di dialogo Disponi, che contiene diversi controlli per 
linserimento e il posizionamento di oggetti come immagini, animazioni o oggetti grafici, e per il 
loro ridimensionamento.

Non essendo questo argomento tema di questa lezione, non ci soffermeremo nellesplorazione di 
questi controlli.

Terminano il contenuto della barra multifunzione il pulsante riduci ad icona che, se cliccato fa 
ridurre ad icona la stessa barra multifunzione facendola apparire come icona infondo alla finestra, 
e il pulsante della guida in linea di Word, comodamente richiamabile anche attraverso la 
digitazione del tasto F1.

Dopo aver svolto questa riassuntiva panoramica dei controlli presenti nella Barra multifunzione, 
abbandoniamola premendo escape e torniamo al nostro documento.

Tornando allinizio del nostro documento con control pi home e rileggendone il contenuto, notiamo 
che nellintestazione della lettera manca il riferimento al sito web dellassociazione.

Esploriamo, quindi, e vediamo come si inserisce un link attraverso limmissione di un collegamento 
ipertestuale. Un collegamento ipertestuale , fondamentalmente un campo in cui appare un 
riferimento, un indirizzo che ci consente di aprire, o di collegarci se si parla di riferimenti 
web, a siti o a URL con un semplice clic su di esso. Esploriamo ora come farlo inserendo 
lindirizzo al sito web dellassociazione.

In genere, alla digitazione di un indirizzo web in un documento, Word lo rileva in automatico come 
campo ipertestuale. Ma dato che in queste pagine ci siamo soffermati sulle procedure da adottare 
per svolgere ogni operazione, tralasciamo questo automatismo ed esploriamo tale modalit di 
inserimento di un collegamento ipertestuale servendoci dei nostri ormai familiari ribbon.

Richiamiamo nuovamente la barra multifunzione con alt;

Spostiamoci con freccia a destra sulla scheda Inserisci;

Scorrendo i controlli presenti con tab, identificheremo tutte quelle voci che ci consentono di 
inserire oggetti grafici o decorativi al nostro documento come: pagine, tabelle, 
illustrazioni, immagini, cliphart, eccetera. Per questioni di brevit non ci soffermeremo ora 
ad esplorare le voci di questo menu. Scorriamo quindi tutte queste opzioni fino a identificare la 
voce collegamenti.

Diamo quindi invio su di essa per attivarla. Appare una finestra di dialogo che presenta tre scelte 
navigabili mediante le frecce direzionali. Esse sono:

Collegamento ipertestuale.
Riferimenti incrociati.
Segnalibro.
Esploreremo lutilizzo dei segnalibri in una prossima lezione, comandi utili nella lettura di 
documenti molto lunghi come manuali, libri di testo, ebook, eccetera.

Diamo quindi invio sulla voce collegamento ipertestuale. Per questioni di praticit tale finestra 
 anche attivabile tramite comando da tastiera come in tutte le versioni di Word, quindi, premendo 
la combinazione Control pi alt pi K. Una volta aperta tale finestra, appare la finestra di 
dialogo Inserisci collegamento ipertestuale, che presenta il messaggio collega a.

Il campo focalizzato  chiaramente il campo indirizzo. Per proseguire in tema con le nostre prove 
scriviamo lindirizzo http://www.irifor.eu, poi con tab andiamo ad esplorare gli altri controlli 
che compongono questa finestra. Essi sono:

Il pulsante annulla.
Il pulsante radio che NVDA identifica con la stringa MSO generic control container barra degli 
strumenti, un campo con il quale  possibile selezionare una parte del documento tra inizio del 
documento, i titoli di pagina o di paragrafo, o ancora dei segnalibri gi precedentemente impostati.
Se attiviamo una di queste scelte apparir il campo Frame di destinazione. Questo pulsante 
torner utile solo se il collegamento fa riferimento ad altri documenti presenti sul proprio 
computer. Se proveremo infatti ad attivarlo apparir la finestra di dialogo Imposta frame di 
destinazione  frame corrente. Noteremo le scelte:

Nessuno.
Su di una cartella.
Frame padre. Nel nostro caso non useremo questo pulsante in quanto il riferimento che abbiamo 
inserito  relativo a una risorsa web. Se abbiamo attivato il pulsante precedente, premiamo esc per 
chiudere la finestra e proseguiamo nellesplorazione dei campi successivi.
"Testo da visualizzare".
"Pulsante descrizione".
Nel "Testo da visualizzare" possiamo digitare manualmente una descrizione del collegamento ad 
esempio, nel nostro caso inseriamo la scritta Vai al sito IRIFOR. Se invece proviamo a premere 
spazio sul pulsante descrizione si aprir un ulteriore campo dove inserire una descrizione 
dettagliata del collegamento.

In pratica, tornando al nostro esempio, Dopo aver digitato lindirizzo IRIFOR nel campo editazione, 
premendo spazio sul pulsante descrizione potremo scrivere la descrizione dettagliata del 
collegamento ad esempio: Vai al sito dellIstituto per la ricerca, la formazione e la 
riabilitazione. Cos facendo nel documento non apparir pi lindirizzo della risorsa web, ma il 
testo che avremo impostato in questo campo come descrizione.

Per concludere, navighiamo con tab i controlli rimanenti relativi alla scelta del file, fino a 
raggiungere il pulsante ok, con il quale chiuderemo la finestra e verr inserito il nostro 
collegamento ipertestuale. In alternativa, possiamo anche annullare loperazione cliccando sul 
pulsante annulla. Con questa ultima nozione di inserimento di un collegamento ipertestuale nel 
documento con la quale abbiamo inserito il collegamento al sito IRIFOR nellintestazione della 
lettera si conclude questa intensa lezione sulla formattazione del testo.

*********

Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: Massimo Corti

numero aprile 2012:

Introduzione alla videoscrittura con Microsoft Word 2010.
Di Massimo Corti.
Sesta parte:creazione e gestione di tabelle di dati.
Dopo la lunga lezione precedente interamente dedicata ad approfondire
largomento della formattazione del testo, esploriamo ora la creazione di una
tabella di dati, dando alcune nozioni per formattare i dati al suo interno.
Prendendo pertanto spunto dal contesto della lezione precedente, supponiamo di
dover realizzare una tabella che contenga i nominativi dei soci
dellassociazione, creando, a titolo esemplificativo, questa tabella.
Apriamo pertanto un nuovo documento. Per essere pi rapidi usiamo la
combinazione control pi n. Si apre cos un nuovo documento, che ora riempiremo
con i dati di questa tabella. Esploriamo quindi linserimento di una nuova
tabella proseguendo cos nellesplorazione della conformazione della nostra
ormai nota Barra degli strumenti Ribbon.
Richiamiamola quindi con alt e posizioniamoci con le frecce orizzontali, nel
caso non lo fossimo gi, sulla scheda inserisci.
Dato che nella precedente lezione non ci siamo soffermati sullesplorazione
delle voci presenti, navighiamo ora con tab per Esplorare i controlli presenti
in questo ribbon.
La scheda di questo ribbon  suddivisa in riquadri. La prima voce che
incontriamo  pagina che NVDA la identifica come gruppo di controlli: Se
attivata, presenta le scelte: pagina vuota, interruzione e frontespizio, che
come descritto nel riquadro consente di inserire nel documento un frontespizio
formattato, nel quale  possibile inserire autore, titolo, data o altre
informazioni.
Proseguendo nellesplorazione dei controlli abbiamo Tabella che tra poco
esploreremo nello specifico, poi entriamo nel riquadro Immagine che contiene i
controlli immagine che consente di inserire un file immagine nel documento,
clip-hart che consente di inserire unimmagine salvata sul computer appartenente
alla Raccolta clip-hart di Windows, poi ancora con tab troveremo i pulsanti:
smarthart che consente di inserire un oggetto grafico e schermata che 
lultimo controllo di questo riquadro.
Proseguendo con tab entreremo nel riquadro Collegamenti che comprende solo il
pulsante collegamenti che abbiamo brevemente esplorato nella scorsa lezione
quando abbiamo inserito nella lettera il riferimento al sito web dellIriifor.
Se proseguiamo ancora con tab incontreremo il pulsante intestazione e pie di
pagina, utile nella redazione di documenti di grandi dimensioni, per impostare
linserimento automatico nel testo dei numeri di pagina o di altre informazioni,
nel caso ad esempio di unazienda pu essere utile inserire infondo ad ogni
pagina la ragione sociale o relativi recapiti, tuttavia non esploreremo questo
argomento in queste pagine. NVDA ci fa notare che questo controllo fa parte del
riquadro Intestazioni e pie di pagina.
Sempre in questo riquadro, con tab troveremo il pulsante numeri di pagina, che
consente di inserire il numero di pagina in testa o infondo alla pagina del
documento.
Proseguendo con tab accediamo al riquadro testo, che include i pulsanti: casella
di testo, parti rapide, wordhart, capolettera, riga della firma, data e ora e
oggetto, utile per inserire file esterni o file di immagini o oggetti grafici
nel documento.
Terminano la conformazione articolata di questo ribbon i pulsanti: equazioni e
simboli, utili per inserire, rispettivamente, simboli matematici o particolari
simboli grafici che non si trovano comunemente sulla tastiera impostata sulla
lingua italiana con la normale codifica di Windows che per i nostri computer 
impostata come Europa occidentale.
Dopo aver svolto questa sommaria panoramica della scheda Inserisci, torniamo
alla creazione della nostra tabella.
ripercorriamo quindi il contenuto di questo ribbon fino ad identificare il
pulsante tabella e diamo invio su di esso.
Appare il riquadro Griglia di dati.
Notiamo che questa schermata  un po diversa rispetto a quella delle precedenti
versioni di Word fino alla 2003.
Infatti mentre nelle precedenti versioni di Word avevamo campi separati per
definire righe e colonne della tabella, in questa schermata, intitolata Griglia
di dati, abbiamo una casellina in cui possiamo incrementare/decrementare il
numero di righe barra colonne della tabella.
Il valore PREDEFINITO  impostato su 1x1.
In questa griglia, se scorriamo con le frecce verso il basso potremo
incrementare il numero di righe, mentre spostandoci con la freccia a destra
incrementeremo il numero di colonne.
Nel nostro caso, proveremo a impostare per il nostro esempio, una piccolissima
tabella con 4 righe e tre colonne, in modo tale da inserire tre nominativi,
muniti di nome, cognome e comune di residenza. Chiaramente la prima riga sar
occupata dalle intestazioni di colonna.
Stando a quanto sopradescritto, dopo esserci spostati nel file nuovo, apriamo i
Ribbon con alt.
Da notare laspetto pratico che se c gi capitato di usare il ribbon inserisci
in questa sezione di lavoro, premendo alt, viene subito focalizzata lultima
scheda aperta, quindi non dovremo cercare nuovamente la scheda inserisci con le
frecce orizzontali in quanto appare subito in primo piano.
Fatta questa premessa, spostiamoci premendo due volte tab sul gruppo tabelle
come lo chiama NVDA, e diamo invio per accedere alla griglia di creazione
tabella, dove ci sposteremo tre volte con freccia gi e due volte con freccia a
destra fino a udire tabella 3x4.
Prima di confermare, se provassimo a muoverci ancora con tab anzich con le
frecce in questa griglia, noteremo che ci muoveremo solo verso destra, quindi
con tab o shift + tab potremo incrementare/decrementare il numero delle colonne
per la nostra tabella.
Una volta posizionati sulla scelta 3x4, diamo invio per confermare la nostra
scelta.
Ed ecco che appare la nostra piccola tabella formata da 3 colonne e 4 righe.
Nel caso non lavessimo ancora focalizzata, muoviamoci con le frecce direzionali
per posizionarci al suo interno.
NVDA descriver la tabella su cui siamo posizionati, dandoci le coordinate della
tabella, che nel caso del nostro esempio sono:
Tabella con 4 righe e tre colonne, livello 1, riga 1, colonna 1, che risultano
essere le coordinate dove  posizionato il focus della finestra.
Per proseguire nel nostro esempio e per mostrare tutte le operazioni di
formattazione e di ordinamento dei dati al suo interno, compiliamola Impostando
le intestazioni di colonna, inserendo in ogni cella, ogni singolo dato sotto
riportato:
Riga 1: Nome, Cognome, Comune.
Riga 2: Mario, Rossi, Viterbo;
Riga 3: Simona, Angelucci, Latina;
Riga 4: Serena, Colpani, Rieti.,
Dopo aver inserito questi dati riempiendo le colonne Nome, Cognome e
Comune per la nostra tabella con i dati sopradescritti, potremo verificare i
dati inseriti ripercorrendo a ritroso il contenuto con la combinazione control
pi alt pi freccia su.
NVDA infatti, come Jaws consente di rileggere il contenuto delle righe/colonne
scorrendo tra di esse con le combinazioni control pi alt pi frecce
direzionali.
Ma esploriamo ora come formattarla secondo i nostri gusti, modificandone le
propriet e agendo sulla dimensione delle celle e sulla formattazione del
contenuto.
Esploriamo intanto come impostare la dimensione delle celle e la larghezza delle
colonne.
Supponendo ad esempio di voler ingrandire il contenuto delle intestazioni di
colonna per farlo meglio risaltare, impostando poi il carattere in grassetto,
cominciamo col selezionare la riga che contiene le intestazioni di cella.
Posizioniamoci quindi sul primo campo della tabella
Richiamiamo la barra degli strumenti ribbon con alt e spostiamoci con le frecce
orizzontali, fino a identificare il ribbon Strumenti tabella. NVDA ci informa
anche che siamo posizionati sulla scheda Progettazione.
Il primo controllo che identificheremo  il pulsante seleziona che, se premuto
presenta le scelte cella, riga, colonna o tabella.
Se premiamo tab una volta accederemo al riquadro Opzioni stile tabella e la
prima opzione disponibile  proprio Opzioni stile tabella. Diamo invio su di
essa.
Appare una schermata con un elenco di opzioni per formattare secondo degli stili
standard le varie parti della tabella.
Troviamo infatti dei controlli, volti a visualizzare una formattazione
particolare che ne metta in risalto il contenuto.
Ecco lelenco delle voci presenti: riga dintestazione, riga totali, righe
alternate evidenziate, prima colonna, ultima colonna.
Proviamo pertanto ad attivare la casellina relativa alla riga dintestazione.
La finestra di dialogo si chiuder e torneremo alla nostra tabella nel punto
dove eravamo rimasti.
Ecco unaltra pecca di NVDA in questo contesto, lo Screen-reader infatti non ci
avvisa su eventuali modifiche apportate alla formattazione della tabella.
Ma proviamo ora a Formattare le intestazioni di colonna in grassetto.
Selezioniamo quindi nuovamente la riga dellintestazione, posizionandoci su di
essa con le frecce, e provando questa volta a richiamare il menu di contesto con
il tasto APPLICAZIONI.
Avremo un elenco di voci. Esse sono gli ormai consueti comandi taglia, copia,
inserisci che, se cliccato compare un sottomenu, attraverso il quale  possibile
inserire ulteriori righe o colonne alla nostra tabella, elimina celle che fa
apparire il medesimo sottomenu, chiaramente questa volta volto alleliminazione
delle righe/colonne, e poi la voce seleziona che attiviamo dando invio su di
essa.
Le voci che appaiono sono: cella, colonna, riga o tabella.
Diamo quindi invio sulla voce riga.
Possiamo eventualmente verificare la porzione di tabella selezionata, con il
comando insert pi shift pi freccia su.
Una volta selezionate le celle dellintestazione, richiamiamo nuovamente la
barra multifunzione.
Per modificare il carattere questa volta torniamo nella scheda Home, riquadro
carattere, dove attiveremo il pulsante grassetto.
Mentre per aumentare la dimensione agiremo come  ormai noto sulla casellina
dimensione, incrementando i punti tipografici a 13.
In questo caso, trattandosi di nomi brevi non dovremmo incorrere in problemi di
insufficiente ampiezza delle celle.
In altri casi per, ad esempio se dovessimo impostare degli appunti in una
tabella, non sapendo con esattezza quanto spazio possano occupare,  bene notare
anche lopzione di adattamento della larghezza delle celle.
Esploriamo come fare selezionando, a titolo esemplificativo, le tre righe
sottostanti alla riga dintestazione.
Apriamo quindi nuovamente il menu di contesto con il tasto applicazioni.
Scorriamo le scelte presenti con le frecce e diamo invio sulla voce adatta.
Si apre una casella che presenta le scelte: adatta al contenuto, adatta alla
pagina e larghezza fissa colonne.
Posizioniamoci quindi sullopzione adatta al contenuto e diamo invio.
Cos facendo appariranno le colonne adattate alla cella con maggior contenuto e
non avremo pi il problema che il contenuto trasbordi dai bordi delle celle.
Fatto ci, proseguiamo nella personalizzazione della nostra tabella impostando
lo sfondo per le nostre celle.
Per non eccedere nella formattazione del testo, proviamo di nuovo ad agire sulla
riga con le intestazioni di cella, impostando uno sfondo azzurro alle nostre
celle.
Per farlo, esploriamo ancora luso del ribbon Strumenti tabella.
Identifichiamo quindi tale scheda con le frecce orizzontali nel caso non fossimo
gi focalizzati su di essa, e identifichiamo con tab il pulsante sfondo, che
NVDA identifica con il nome di Sfondo pulsante dividi e diamo invio su di
esso.
Appare la solita tavolozza dei colori che NVDA identifica come Griglia di dati
e ci informa di essere posizionati nel  riquadro Colore tema.
Come visto nella precedente lezione con limpostazione dello sfondo del
documento, anche in questa tavolozza dei colori abbiamo a disposizione 256
differenti tipi e tonalit di colore.
Posizioniamoci quindi a titolo esemplificativo sul colore Azzurro 80% (pi
chiaro), che per far prima possiamo raggiungere premendo 8 volte la freccia a
destra e una volta la freccia gi, e diamo invio per applicare lo sfondo alle
nostre intestazioni di colonna.
Come gi accennato nelle precedenti lezioni, NVDA purtroppo rileva con molta
fatica le variazioni di colore nel documento.
Impostato tale sfondo, proviamo ora ad applicare un bordo colorato alla nostra
tabella.
Avendo impostato le intestazioni di cella di colore azzurro chiaro, potremmo ad
esempio impostare i bordi della nostra tabella di blu scuro. Non ci dilungheremo
per su tale procedura in quanto, come gi accennato per lapplicazione dello
sfondo, la procedura  la medesima, vista anche nella precedente lezione
nellapplicazione dei bordi alla nostra lettera.
Lunico punto che differisce  per la casellina Applica a, dove invece che
riquadro o paragrafo avremo Tabella.
Per cui ritengo tale argomento gi sufficientemente descritto con lesempio
precedente e anche nella precedente lezione.
Esplorando la nostra tabella per, notiamo che essa non  munita di un testo
descrittivo del suo contenuto.
Nel nostro caso, essendo una tabella semplice, potremmo ad esempio attribuire un
titolo come intestazione.
Per farlo, potremmo aggiungere unulteriore riga sopra le intestazioni di cella
e inserire come testo, ad esempio, elenco soci U.I.C.I. Regione Lazio.
Una volta posizionati sulla prima riga della tabella, inseriamo quindi una nuova
riga.
Per farlo, questa volta richiamiamo in menu di contesto con il tasto
applicazioni, e diamo invio sulla voce inserisci.
Appare la consueta finestra di dialogo nella quale scegliamo la voce righe
sopra e diamo invio per confermare.
Cos facendo avremo inserito una riga vuota sopra la nostra tabella.
Scriviamo quindi nella prima cella il testo: soci iscritti allU.I.C.I. 
regione Lazio.
Questo testo rappresenter il titolo della nostra tabella.
Come titolo per  bene che sia centrato e che ricopra il contenuto di tutte le
celle della riga.
Proviamo quindi a unire le tre celle della prima riga, in ununica grande cella.
Anzitutto selezioniamo le celle della prima riga come abbiamo gi visto: menu
contestuale \seleziona\riga.
Dopo aver selezionato la riga, riaprendo il menu contestuale, diamo invio sulla
voce Unisci celle.
Fatto ci, avremo ununica grande cella che conterr il titolo della nostra
tabella, che potremo formattare e allineare secondo i nostri gusti attraverso le
voci carattere e paragrafo presenti nel menu contestuale o attraverso le
apposite voci presenti nei rispettivi riquadri della barra multifunzione, come
gi visto nella lezione 3 di questo corso.
Se invece dovessimo accorgerci che tale unione di celle non era quello che
volevamo, dopo aver riselezionato la cella, riapriamo il menu contestuale e
diamo invio su dividi.
Dopo aver esplorato come attribuire un titolo alla tabella che ne introduca il
contenuto,  anche possibile descrivere la funzione che riveste la tabella
compreso ci che rappresenta, al fine di meglio comprenderne la funzione,
attribuendo una didascalia alla tabella.
Questa funzione  molto importante nel caso della pubblicazione sul web, perch
tali attributi descrittivi vengono letti e interpretati dai browser per meglio
comprendere lelemento di cui si tratta, oltre che dai motori di ricerca per una
migliore indicizzazione del suo contenuto ai fini delle ricerche.
Per concludere questa lunga lezione dedicata alla creazione e alla gestione
delle tabelle, proviamo a creare una didascalia che riporta ad esempio il testo:
Elenco soci con relativo comune di appartenenza.
Selezioniamo quindi la tabella come sopra descritto e riapriamo il menu di
contesto dando invio sulla voce Inserisci didascalia.
Apparir una finestra di dialogo composta da diversi campi.
Il primo focalizzato  il campo editazione dove inserire il testo per la nostra
didascalia.
Digitiamo quindi il testo Elenco soci U.I.C.I.  regione Lazio.
Con tab navighiamo tra i controlli successivi che sono: il campo etichetta dove
potremo selezionare il tipo di elemento per il quale viene usata questa
didascalia. Le scelte sono: tabella, equazione e figura.
Restiamo posizionati su tabella e proseguiamo.
Nel campo seguente potremo scegliere dove posizionare la nostra didascalia tra
sopra o sotto la nostra tabella, poi avremo la casellina di controllo escludi
etichetta dalla didascalia, il pulsante nuova etichetta per crearne una nuova,
con questo pulsante potremmo definire un testo che sostituisca la scritta
tabella 1, il pulsante numerazione attraverso il quale potremo definire il
formato del numero nel caso avessimo pi tabelle allinterno del nostro
documento,  possibile anche stabilire la numerazione con numeri romani o con
lordine alfabetico.
Terminano la finestra i pulsanti didascalia automatica, e i pulsanti ok e
annulla.
A questo punto, una volta inserito il testo per la nostra didascalia, senza
modificare letichetta ne tantomeno la numerazione per la nostra tabella,
focalizziamo con tab il pulsante ok e diamo invio su di esso.
Ed ecco che apparir la nostra tabella con le tre righe dei soci che abbiamo
inserito prima, munita di relativa didascalia.
E con questultima opzione volta a descrivere il contenuto della tabella,
concludiamo anche questa lezione, interamente dedicata alla creazione e alla
gestione delle tabelle di dati con MS Word 2010.
*********
Per ulteriori spiegazioni, scrivere a: Massimo Corti
