﻿dmobili
Dispositivi mobili e accessibilità.
 Giovanni Cellucci su uiciechi.it, 2012-04.

Tirrenia 13 aprile 2012
Legenda essenziale:
  Software “Open Source” = software i cui autori (più precisamente i detentori
  dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l'apporto
  di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti.
  API = Application Programming Interface ovvero Interfaccia di Programmazione
  di un'Applicazione che indica l’insieme di procedure disponibili al
  programmatore per realizzare applicazioni.
  Mobile Information Device Profile = il MIDP sono delle particolari API per la
  gestione della connettività del dispositivo.
  Wireless Application Protocol = il WAP è un protocollo di connessione ad
  internet per telefoni cellulari e/o smartphone.
  Multithreading = possibilità da parte di un processore di eseguire più thread
  ovvero più processi di uno stesso programma in contemporanea.
  Multitasking = possibilità di eseguire più programmi contemporaneamente.
  SDK = Software Development Kit ovvero un pacchetto o insieme di strumenti per
  poter fare o sviluppare programmi per un sistema operativo.
  Sistema embedded = (generalmente tradotto in italiano con “sistema immerso o
  incorporato”) è un sistema elettronico (computer o microcomputer) progettato
  appositamente per una determinata applicazione (“special purpose”) ovvero non
  riprogrammabile dall'utente per altri scopi e spesso con una piattaforma
  hardware ad hoc integrato nel sistema che controllano.
  Modulo Gwes = Graphics, Windowing and Events (in italiano: grafica, gestione
  finestre ed eventi), indica l'insieme di API del sistema operativo Windows
  Mobile deputate all'interazione con l'utente e alla gestione dell'interfaccia
  grafica.
  Processori multi-core – Con il termine multi-core si usa descrivere una CPU
  (Central Processing Unit comunemente detto “microprocessore”) composta da tre
  o più “core”, ovvero da più nuclei di processori fisici montati sullo stesso
  circuito integrato (“package”).
  Schede SD = schede Secure Digital sono schede di memoria flash (memoria a
  stato solido o memoria a semiconduttore) utilizzate per memorizzare in formato
  digitale grandi quantità di informazioni.
  Tap-to-share = “Tocca e condividi” ed indica un sistema di condivisione dati
  tra più dispositivi.
  DRM = Digital Rights Management ovvero "gestione dei diritti digitali" è un
  sistema tecnologico mediante il quale i titolari di diritto d'autore possono
  esercitare ed amministrare tali diritti nell'ambiente digitale, grazie alla
  possibilità di rendere protette, identificabili e tracciabili le opere di cui
  sono autori.
Introduzione
Oggigiorno l'utilizzo del proprio cellulare e/o smartphone per usufruire di
servizi di vario tipo è attività sempre più comune. Avere la possibilità di
scegliere il proprio dispositivo mobile e soprattutto avere la possibilità di
usufruirne in tutte le sue potenzialità è una libertà e un diritto che tutti
dovrebbero avere. Questo diritto viene a mancare in maniera clamorosa se si
pensa che delle migliaia di applicazioni (ci sono circa 600.000 applicazioni per
iPhone e circa 400.000 applicazioni per Android) installabili e utilizzabili
solo una piccolissima parte risulta accessibile.
È da osservare che nonostante il numero crescente di “app” (è diventato
linguaggio comune indicare con “app” le applicazioni ovvero i programmi per
dispositivi mobili) e di linguaggi di programmazione supportati, il mercato dei
sistemi operativi per i dispositivi mobili non è particolarmente vasto. Ciò
implica una concorrenza spietata essenzialmente mirata a fornire all'utente un
dispositivo che sia il più possibile user-frendly (soprattutto per i vedenti) e
che permetta una fruizione immediata di un gran numero di applicazioni molto
spesso a scapito dell’accessibilità.
In questa relazione cercherò di analizzare lo stato dell’arte dei vari sistemi
operativi per dispositivi mobili, descrivendone le principali caratteristiche e
potenzialità in relazione all’accessibilità e in particolare all’accessibilità
dei “libri digitali” e “pubblicazioni digitali” (eBook ed ePub). Lo scopo di
questa analisi è cercare di capire quali sistemi operativi sono più accessibili
al momento (e di conseguenza le sue app) e quali possono esserlo in futuro.
Applicazioni e piattaforme mobili
I sistemi operativi per dispositivi mobili attualmente disponibili sono: Symbian
(Symbian Foundation), Research In Motion (RIM, Blackberry), iOS (Apple), Windows
“per smartphone” (Microsoft), Android (Google), Palm (Palm Inc.).
Le ultime statistiche indicano un calo vertiginoso del monopolio di Symbian a
favore di RIM, Android e iOS. In particolare con il lancio dell’iPhone, Apple ha
iniziato ad accaparrarsi sempre più punti percentuali dell'intero mercato, così
come Google, stando alle ultime statistiche, ha iniziato ad espandersi sempre di
più grazie al suo sistema operativo denominato Android. Anzi proprio gli
utilizzatori di Android sono aumentati passando a poco meno di un quarto del
mercato mondiale nell’ultimo anno contendendo questo primato a iOS per qualche
punto percentuale.
Di seguito analizzerò le diverse piattaforme con l'intento di evidenziare pro e
contro di ogni sistema operativo in relazione all'accessibilità.
Symbian
Il sistema operativo Symbian fu acquistato dalla Nokia nel 2008 e nel febbraio
2010 è diventato un software “open source” con la pubblicazione delle sue API.
Quindi chiunque ha la possibilità di sviluppare, modificare ed adattare il
Symbian per le proprie esigenze e i propri dispositivi.
Come altri sistemi operativi, Symbian dispone di funzionalità di multithreading
e multitasking e protezione della memoria.
Il funzionamento di Symbian è basato su eventi e il processore è automaticamente
disabilitato quando non ci sono eventi attivi: il corretto uso di questa tecnica
aiuta ad assicurare alle batterie una durata maggiore (molto importante sui
telefoni cellulari).
Attualmente si è passati dalla versione “Symbian Anna” del mese di aprile 2011
alla versione “Nokia Belle”. Questa versione annunciata ufficialmente il 24
agosto 2011 dalla Nokia, a parte il cambio di nome, attualmente funziona solo su
4 dispositivi (Nokia 600, Nokia 603, Nokia 700 e il Nokia 701) ma, come promesso
da Nokia, arriverà su tutti i dispositivi attualmente dotati di “Symbian 3”
entro il 2012.
Nel febbraio 2011, la Nokia ha scelto di adottare sui propri dispositivi il
nuovo sistema operativo di Microsoft come piattaforma principale affiancando la
piattaforma Symbian. Da questa decisione sembrava che il Symbian sarebbe stato
abbandonato, invece dopo “Symbian Anna” e “Nokia Belle”, sembra che usciranno
con nuove versioni di Symbian con il nome di “Nokia C…”, “Nokia D…”, “Nokia E…”,
eccetera.
Symbian e accessibilità.
A partire dal 2008 con l’uscita della versione “Symbian 1” sono disponibili due
screen reader per la gestione di dispositivi con questo sistema operativo: Talks
(http://www.nuance.com/for-individuals/by-solution/talks-zooms/index.htm) e
Mobile Speak (http://www.codefactory.es/en/page.asp?id=417).
Talks è uno screen reader ma anche un videoingranditore software che permette la
gestione in autonomia del sistema operativo e di alcune (poche!) applicazioni
dotate di interfacce accessibili.
Mobile Speak è una “suite” che permette l’utilizzo di alcune applicazioni
all’interno di esso e come screen reader permette la gestione della applicazioni
dotate di interfacce accessibili. Anche Mobile Speak contiene l’applicazione di
videoingranditore software.
Research In Motion (RIM).
Research In Motion (RIM) è un'azienda canadese principalmente conosciuta come la
sviluppatrice del terminale BlackBerry. Per questo dispositivo ha sviluppato il
sistema operativo comunemente denominato “BlackBerry OS”.
“BlackBerry OS” è un sistema operativo multitasking che utilizza il linguaggio
di programmazione C++ e Java con la possibilità quindi di utilizzare ambienti di
sviluppo disponibili gratuitamente sul web. Inoltre supporta il Mobile
Information Device Profile (MIDP) e il Wireless Application Protocol (WAP) che
hanno fatto diventare il Blackberry innovativo soprattutto in termini di
connettività anche se con limitazioni a livello di browser integrato abbastanza
grossolane. Si riscontra infatti, soprattutto nelle versioni meno recenti, che
il browser del dispositivo non visualizza mai correttamente il layout della
pagina, rendendo necessario spesso un refresh della stessa.
RIM e accessibilità.
Il “BlackBerry OS” è dotato di molte utility per persone disabili (utility per
sordi o con difficoltà nella mobilità o con problemi cognitivi o di dislessia
oppure visivi), ma in particolare le utility per la minorazione visiva
consentono di avere:
  Riscontro vocale quando si inseriscono lettere attraverso la tastiera;
  Riscontro vocale sul numero chiamante, sulla rubrica, sul testo degli sms o di
  e-mail;
  Possibilità di contrasto e ingrandimento elevato.
Tutte queste utility però non sono equivalenti ad uno screen reader.
Attualmente esiste una “suite”, chiamata Oratio, per rendere accessibile il
“BlackBerry Curve 8520” ed è solo in lingua inglese.
Ovviamente tale “suite” permette l’utilizzo di alcune applicazioni all’interno
di esso e come screen reader permette la gestione delle applicazioni dotate di
interfacce accessibili che nel caso del “BlackBerry OS” sono veramente poche.
iOS.
È il sistema operativo di Apple per iPhone, iPod e iPad e, come il sistema
operativo MAC OS X (sistema operativo per computer “Apple”), è una derivazione
di UNIX.
La prima versione di questo sistema operativo è stata presentata, ancora senza
nome, all’inizio del 2007. Il nome ufficiale di “iOS” viene dato nel marzo del
2008 in concomitanza con la vendita dell’“iPhone 3G” e l’apertura dell’“App
Store”.
NB: l’App Store è un servizio di Apple che permette agli utenti di scaricare e
acquistare applicazioni. Queste applicazioni possono essere sia gratuite che a
pagamento e possono essere scaricate e installate direttamente sul dispositivo.
Questo sistema operativo è multitasking e con l’ultima versione rilasciata nel
2011 si avvale anche del servizio denominato “iCloud”. Tale servizio permette la
sincronizzazione automatica di dati, contatti, immagini e file multimediali
generici tra i vari dispositivi dell’utente in modo automatico e trasparente.
Presuppone però il possesso di un “Apple Id”, ovvero la registrazione presso
Apple dei propri dati identificativi compreso il numero di carta di credito.
Per “iOS” è stato messo a disposizione nel 2008 l’SDK. Utilizzando l’SDK
dell’iOS è possibile creare un applicativo in un linguaggio che Apple ha creato
ad hoc per le sue app, e cioè ObjectiveC. Questo tipo di linguaggio si basa
sulla programmazione ad oggetti e il programmatore, dopo aver sviluppato la sua
app deve inviarla all’Apple in maniera tale da farla valutare come idonea o meno
per l'Apple Store. Nel caso in cui il team di valutazione della Apple dia esito
positivo allora nell'Apple Store comparirà una nuova applicazione da scaricare.
In questo modo Apple evita l’istallazione di applicazioni non approvate e questo
rende più difficile l’istallazione di applicazioni malevoli, ma nel contempo
limita la libertà dell’utente di poter installare sul proprio dispositivo
applicazioni fuori dai circuiti Apple.
iOS e accessibilità.
Integrato nel sistema operativo c’è lo screen reader VoiceOver e il
videoingranditore software Zoom.
L’aspetto vantaggioso di avere uno screen reader completamente integrato nel
sistema operativo è quello di rendere tutti i dispositivi mobili basati su iOS
molto stabili e garantisce il loro utilizzo immediato e corretto almeno nelle
funzionalità e nelle applicazioni base (gestione del telefono, della rubrica,
dell’e-mail, del browser, eccetera.). Purtroppo non tutte App vengono supportate
da VoiceOver ovvero e in altre parole, nonostante le App vengano approvate dal
team di valutazione dell’Apple (garantendo in questo modo in generale stabilità
e sicurezza), poiché non è obbligatorio che il programmatore tenga conto
dell’accessibilità (e quindi di VoiceOver) la maggioranza delle App non sono
accessibili. Delle circa 600.000 App che si trovano nell’Apple Store solo una
parte piccolissima sono accessibili e in generale la loro accessibilità è anche
il loro punto di forza.
In ogni caso il sistema operativo iOS è il più accessibile attualmente e in
prospettiva, si presume che sarà quello che garantirà maggior accessibilità e
usabilità alle proprie app.
Windows per smartphone.
Ad oggi (Aprile 2012) sono disponibili sul mercato due sistemi operativi della
Microsoft per dispositivi mobili: Windows Mobile e Windows Phone.
Senza addentrarci più di tanto nel merito, questi due sistemi operativi sono
dedicati a sistemi embedded. Per questi sistemi operativi Microsoft ha deciso di
eliminare tutte le funzionalità non necessarie a vantaggio dell'utente che,
anche se in possesso di un dispositivo con hardware poco performante, riesce a
trarre il massimo delle prestazioni del proprio smartphone.
Nei sistemi operativi sono state integrate diverse tecnologie di comunicazione e
networking, inoltre sempre ai sistemi operativi è affidata la gestione della
memoria virtuale, del multitasking e del multithreading.
La gestione dell’interfaccia grafica e dell’accesso all’hardware del dispositivo
è compito del modulo Gwes. Gwes è responsabile per la visualizzazione della
grafica e del testo sul display del dispositivo e della gestione della grafica
avanzata.
Entro questa estate (agosto-settembre 2012) è prevista l’uscita di “Windows 8”
ovvero il nuovo sistema operativo della Microsoft. Questo sistema operativo avrà
interfaccia identica sia per i dispositivi mobili che per i desktop e i laptop.
È da osservare che, soprattutto per quanto riguarda i dispositivi mobili, il
nuovo sistema operativo non sarà basato su Windows CE (come i precedenti
“Windows Mobile” e “Windows Phone”), bensì proprio su “Windows 8”. Tra le novità
principali è da indicare il supporto a “processori multi-core”, alle schede di
memoria SD e al “tap-to-share”. Inoltre è previsto un “Windows 8 market” ovvero
l’analogo dell’Apple Store.
Accessibilità per smartphone con windows.
Per i due sistemi operativi attualmente in commercio (Windows Mobile e Windows
Phone) l’unico screen reader che si ha a disposizione è Mobile Speak della Code
Factory (http://www.codefactory.es/en/page.asp?id=417) che, come già spiegato
precedentemente, è una “suite” che permette l’utilizzo di alcune applicazioni
all’interno di esso e come screen reader permette la gestione della applicazioni
dotate di interfacce accessibili.
Per quanto riguarda “Windows 8”, al momento non ci sono notizie relative
all’accessibilità.
Android.
E' un sistema operativo open source per dispositivi mobili basato sul sistema
operativo Linux.
La prima versione di Android che comprendeva anche il “Market” (analogo
dell’Apple Store), il browser e la gestione del sistema operativo (creazione
cartelle, cancellazione file, eccetera.) venne rilasciata nel 2008.
Un dispositivo Android è in grado di eseguire più applicazioni
contemporaneamente, rendendo così possibile il multitasking, ma la cosa che
rende rivoluzionario un dispositivo Android è proprio la sua piattaforma open
source. Infatti chiunque, professionista o semplicemente appassionato, è
incoraggiato a sviluppare software e applicazioni rendendoli disponibili
nell’“Android market” e contribuendo così all’evoluzione del progetto.
Altra importante caratteristica della piattaforma Android è che non è legata a
nessun produttore specifico. Ogni azienda interessata a produrre la propria
versione di un cellulare Android è benvenuta e può usare la piattaforma per i
propri dispositivi. Il risultato è un gran numero di società concorrenti
produttrici di cellulari Android che migliorano e potenziano i propri telefoni e
che così riescono a commercializzare dispositivi per ogni fascia di prezzo.
Il 19 Ottobre 2011 è stata presentata la versione 4 (denominata “Ice Cream
Sandwich”) destinata sia agli smartphone che ai tablet abbandonando la
precedente situazione dove smartphone e tablet utilizzavano sistemi operativi
differenti. Il 22 Marzo 2012 è stato rilasciato l’ultimo SDK per Android
(versione 17) che permette di utilizzare un device Android in collegamento con
un PC come dispositivo multitouch.
Pur essendo un sistema operativo open source, Android è proprietà di Google Inc.
e proprio per volere di quest’ultima è stato allestito un sito di E-commerce
destinato a creare un punto di incontro tra gli utilizzatori dei dispositivi che
cercano software per Android e gli sviluppatori che vogliono diffonderli a
pagamento o gratuitamente. Diffuso inizialmente come Android Market, dal 6 Marzo
2012 è stato rinominato “Google Play”.
Le app presenti su Google Play (attualmente sono circa 400.000) possono essere
scaricate e utilizzate mediante un servizio di distribuzione fidato, quindi un
sito internet che fornisca sia l'applicazione stessa che le relative
certificazioni (software). Per venire incontro alle necessità degli
sviluppatori, è stata però prevista la possibilità di disattivare il controllo
di tali certificati, attraverso una voce presente nel menu "Impostazioni".
Inoltre, dalla versione 2.2 di Android, è possibile installare una app, oltre
che nella memoria interna del dispositivo anche su una card esterna (cosa non
possibile ad esempio per iPhone!).
Android e accessibilità.
Android dispone di utility che permettono alcune funzioni per l’accesso
facilitato. Purtroppo queste utility insieme ai due screen reader gratuiti
“TalkBack” e “Spiel” non garantiscono un’efficiente gestione del dispositivo.
Al momento l’unica “suite” che permette un buon controllo del sistema operativo
è Mobile Accessibility della Code Factory
(http://www.codefactory.es/en/page.asp?id=417). Questa “suite” non è gratuita e
permette l’utilizzo di alcune applicazioni all’interno di esso, ma funziona
anche come uno screen reader con alcune (pochissime!) applicazioni dotate di
interfacce accessibili.
Le considerazioni finora fatte riguardante l’accessibilità di Android sono
basate sulla versione 3 del sistema operativo. Ci sono notizie che confermano un
netto miglioramento riguardante l’accessibilità dalla versione 4 (quella
presentata il 19 ottobre ne 2011), ma non mi è stato possibile provarla
direttamente.
Palm OS.
Questo sistema operativo è stato Sviluppato dalla società “PalmSource Inc.” e
successivamente acquisito prima dalla società giapponese “ACCESS Systems” e poi
(dal 2009) dalla “HP”, ed è basato su Linux e ottimizzato per dispositivi
mobili.
Presenta, nella sua ultima versione (fine 2008), una serie di funzionalità
particolarmente utili come multithreading e supporto multimediale.
Purtroppo questo sistema operativo non ha avuto un grande successo di mercato.
L’attuale proprietario di questo sistema operativo, cioè l’HP, visto lo scarso
successo sta pensando di rendere questo sistema operativo open source, come
Android.
Palm Os e accessibilità.
Al momento non ci sono utility o screen reader che rendono questo sistema
operativo accessibile.
Dispositivi mobili, ePub, eBook e accessibilità.
L’ ePub (Electronic Publication ovvero “pubblicazione elettronica”) è uno
standard basato sul “linguaggio di marcatura” XML (eXtensible Markup Language)
per la pubblicazione degli eBook ovvero dei libri in formato digitale.
Un libro digitale (eBook), prima ancora di poter essere pubblicato ha la
necessità di essere “marcato” ovvero strutturato secondo una “sintassi di
marcatura” (TAG) per poter essere correttamente letto e visualizzato dai
“lettori” (lettori di tipo hardware e lettori di tipo software) dei libri
digitali.
Con una corretta marcatura si ottiene sicuramente un ePub accessibile, ma è bene
fare le seguenti considerazioni:
un ePub accessibile e strutturato correttamente, permette di fruire il testo con
notevoli vantaggi rispetto al semplice testo sequenziale (consultazione
dell'indice, navigazione del testo, lettura delle note, eccetera.).
Anche se si ha un ePub accessibile, ci sono ancora molte limitazioni connessi ai
software di lettura degli eBook.
Rispetto al software di lettura degli eBook vi è ancora una significativa
differenza tra la fruizione di un testo di narrativa e la fruizione di un testo
di studio.
Rispetto al copyright non ci sono differenze apprezzabili in fase di lettura di
testi protetti dal DRM da quelli privi di sistema di protezione.
In relazione a quanto appena evidenziato possiamo subito dire che un ePub
correttamente strutturato offre notevoli vantaggi rispetto a un testo leggibile
solo in modo sequenziale ma ci sono limiti e problemi rispetto all’accessibilità
dei software di lettura e in particolare:
Per poter leggere ePub protetti con DRM può essere utilizzato il software Adobe
Digital Edition sia sul sistema operativo Windows che sul sistema operativo MAC
OSX. Questo software presenta ancora diversi limiti dovuti soprattutto alla
complessità di alcune funzioni, come ad esempio la lettura delle note. Inoltre,
occorre considerare che in ambiente MAC il software non permette la navigazione
del testo, la lettura riga per riga o parola per parola e quindi risulta molto
limitata la possibilità di leggere ed è assolutamente impossibile pensare di
utilizzarlo per lo studio.
Per i dispositivi portatili Apple (iPod, iPhone, iPad) esistono delle App che
permettono di accedere agli ePub. Anche in questo caso ci sono alcune
limitazioni ed è difficile pensare, per come si presentano le cose attualmente,
che si possano leggere testi di studio.
Molto diversa è la situazione relativa ai dispositivi portatili Android dato che
in questo caso ci sono problemi ancora irrisolti rispetto alla fruizione del
dispositivo stesso e di conseguenza risulta molto difficoltoso poter accedere
agli ePub da parte di un non vedente.
Per la lettura degli ePub bisogna considerare anche i “dispositivi portatili
dedicati”, ovvero tutti quei dispositivi comunemente chiamati eReader. Tra
questi, sicuramente il più interessante è l’Amazon Kindle che oltre alla
funzione “text-to-speech” ha la vocalizzazione di gran parte dei menu. Anche in
relazione a questo dispositivo, però vanno rilevati diversi limiti di
inaccessibilità da parte dei non vedenti:
  L'unica lingua supportata al momento è l'inglese;
  Non tutte le voci di menu sono vocalizzate e quindi accessibili;
  Non ha l'eco tastiera e quindi il non vedente non ha il feedback di quello che
  scrive come, ad esempio, nella funzione di ricerca di una parola all'interno
  del testo.
Inoltre, se si considera l’ipovisione, tutti gli eReader sono poco accessibili,
infatti non è possibile ingrandire le scritte relative alle voci dei menu e la
scala di variazione del contrasto è molto ridotta.
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Ing. Giovanni Cellucci
