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Facebook: "Non date la password e le aziende non devono chiederle"
Da "Repubblica" del 24 marzo 2012


Il responsabile della sicurezza del social network interviene sulla 
polemica riguardo alla compagnie che chiedono le credenziali di accesso 
ai profili nei colloqui di lavoro: "Nessuno dovrebbe essere obbligato a 
fornirle"

Facebook: "Non date la password e le aziende non devono chiederle"
NON SI PLACA la polemica sulle aziende che chiedono le password di 
Facebook a chi si candida per un lavoro. Tanto che  dovuto intervenire 
lo stesso social network, con un post sul blog di Erin Egan, 
responsabile della sicurezza: "Crediamo che chi offre lavoro non debba 
mai chiedere agli aspiranti di fornire le proprie credenziali", scrive 
Egan. "E come utente, nessuno dovrebbe essere obbligato a rivelarle, 
solo per ottenere un lavoro. E' per questo, spiega, che "abbiamo 
inserito nei termini di servizio di Facebook che la cessione di password 
rappresenta una violazione".

E si tratta, nello specifico di un tipo di infrazione che il social 
network pu punire anche con la sospensione e la rimozione dell'account. 
Al di l della possibilit che gli utenti inizino a creare finti profili 
appositamente per i colloqui di lavoro, negli Stati Uniti la scoperta di 
simili comportamenti aziendali ha causato un polverone. La prassi 
potrebbe essere tollerabile se chi  assume  un'entit che lavora per 
la sicurezza e o gestisce le emergenze. Ma nel caso di normali aziende 
di prodotti e servizi, la questione si fa pi delicata.

Sono diversi gli accademici e gli esperti che hanno riconosciuto in 
questo tipo di richieste una chiara invasione della privacy, mentre in 
Illinois e Maryland ci sono gi proposte di legge per azzerare il 
fenomeno. Ma fatta la legge, trovato l'inganno social. Non c' quasi 
bisogno di chiedere la password se si pu convincere il candidato ad 
accettare l'amicizia del direttore del personale. Ed  l'approccio di 
ripiego gi messo in atto da diverse aziende, mentre altre ad assunzione 
fatta, fanno firmare al dipendente un impegno a non parlare male di 
superiori e aziende in Rete. (t.t.)

(23 marzo 2012)