o.source
L'Open Source nelle nostre vite.
Da "Repubblica" del 26 marzo 2012


Smartphone, tv, auto, fabbriche.
l'open source nelle nostre vite
Dall'informatica di consumo alla ricerca medica, passando per le industrie: spesso non lo sappiamo ma molti dei software che usiamo tutti i giorni sono a codice libero: gi pronto, economico e modulare 
di FRANCESCO CACCAVELLA

Smartphone, tv, auto, fabbriche l'open source nelle nostre vite
PI LA SOCIET digitale evolve, pi l'open source, il modello di distribuzione libera e gratuita del software e del suo codice sorgente reso popolare dalla distribuzione Linux, guadagna fiducia e attenzione. Una delle ultime previsioni della societ di analisi Gartner dedicata a questo mercato ha indicato che, nel 2016, il 99% delle principali aziende utilizzer almeno un software open source (era il 75% 2010). E, il pi delle volte inconsapevolmente, lo stesso stanno facendo oggi milioni di persone.

I vantaggi sono innegabili. 
Il software open source  gi pronto, economico, modulare. Ma  anche di qualit. Secondo una ricerca pubblicata da alcuni giorni fa dalla societ di analisi software Coverity, i software open source hanno anche meno difetti dei software con codice proprietario. La ricerca ha confrontato, con procedure automatiche, 45 software open source e 41 software a "codice chiuso" rilevando come, nel primo caso, la densit di difetti (ossia il numero di difetti riscontrati suddiviso per le dimensioni del codice con cui  programmato il software) sia pari, in media, a 0,45, mentre quella dei software proprietari sia pari a 0,64. Poco importa che, paragonando software dalle dimensioni equivalenti, la forbice diminuisca quasi a scomparire. Importante  che la ricerca definisca quanto tutti sapevano da tempo: il software open source  progettato con qualit.

Un bene per l'industria. 
Per dirla con Mark Shuttleworth, il milionario fondatore di Ubuntu, una delle pi diffuse versioni di Linux, il software open source "accresce l'innovazione tecnologica, ne consente l'accesso anche alle zone periferiche del mondo e permette ai programmatori di esprimere al massimo le loro capacit". Il principio riceve conferme anche dall'ampia diffusione di progetti a codice aperto che, senza clamori, sono alla base di decine di attivit quotidiane: quando usiamo il computer, quando navighiamo su Internet, quando usiamo lo smartphone, quando guidiamo un'automobile.

L'open source ci circonda. 
Usiamo software open source quando navighiamo su Facebook, su Twitter, su Google, su Wikipedia. Per dirne una, Facebook  probabilmente non sarebbe nato se Mark Zuckerberg  non avesse avuto a disposizione il linguaggio di programmazione PHP, basato su standard aperti e rilasciato con licenza libera cos da poter essere utilizzato senza dover pagare diritti. Ancora oggi l'intera infrastruttura di Facebook si basa su software a codice aperto, software che chiunque pu scaricare, installare ed utilizzare per i propri servizi.

Non stupisce che l'ambiente di principale utilizzo di software open source sia Internet: le tensioni libertarie maturate dai movimenti americani degli anni Sessanta, in cui affonda le radici il pensiero teorico dell'open source, hanno segnato  anche la nascita della grande rete ("io sono nato tra una marcia di protesta e un'occupazione universitaria", dir il fondatore di Linux, Linus Torvalds). Se navighiamo il Web usando Firefox o Chrome, il browser progettato da Google, stiamo usando due prodotti open source, che da tempo erodono vistose quote di mercato a Internet Explorer facendolo scendere al di sotto del 50% nonostante il navigatore sia preinstallato nel 90 per cento dei computer del mondo.

Open source , naturalmente, anche Android, il sistema operativo per telefoni cellulari progettato da una cordata di imprese con a capo Google. Proprio per la sua natura open source, Android  libero di essere installato, e personalizzato, su qualsiasi dispositivo: dei 150 milioni di smartphone venduti nel mondo negli ultimi tre mesi del 2011, la met, secondo i dati Gartner, sono stati dispositivi Android. E la stessa tendenza si vedr presto nel mercato dei tablet.

A favore della diffusione dei software open source vi  anche la loro modularit:  facile adattare "pezzi" di software da un progetto ad un altro, senza dover necessariamente riscriverli da zero. Tizen, ad esempio,  un sistema operativo open source nato da Linux e da altri progetti a codice aperto che  destinato ad equipaggiare smartphone, Smart Tv, decoder per la tv digitale e cos via.

L'open source in salotto. 
Un settore sempre pi aperto al codice libero  quello dei televisori e dei dispositivi di intrattenimento domestico. Le moderne "Smart TV" hanno bisogno, per gestire i loro servizi "intelligenti", di sistemi totalmente diversi da quelli delle televisioni di qualche anno fa. LG, ad esempio, permette di riprodurre sulle proprie TV i film, le canzoni e le foto conservati nei PC di casa utilizzando una rete interna e le tecnologie del software open source Plex, mentre il sistema operativo dei televisori Samsung  basato su Linux, tanto che alcuni programmatori ne hanno creato un sostituto chiamato Samygo.

Usiamo software open source anche se utilizziamo uno dei tanti box multimediali per visualizzare la cosiddetta IPTV, la televisione via connessione ADSL. Sia Cubovision, il prodotto di Telecom Italia basato su MeeGo, sia il Tiscali TvBox utilizzano tecnologie aperte.  Open source sono anche la maggioranza dei software di gestione degli hard disk multimediali, gli apparati che, connessi ad un televisore, permettono di riprodurre filmati, musica o foto conservati in hard disk interni.

Pinguini &amp;C. nell'auto. 
Necessit simili, avere un buon software gi pronto all'uso da poter adattare a propri prodotti, hanno spinto Ford a dar vita al progetto OpenXC, una piattaforma composta da software basato su Android e hardware basato sul progetto italiano Arduino open source che permette di leggere i dati dell'automobile e registrarli per poter essere utilizzati nell'auto stessa o in applicazioni per smartphone o PC.  Al momento  presente, ad esempio, negli ultimi modelli di Ford Focus e Ford Fiesta, ma pu essere adottato liberamente da qualsiasi altro produttore. Meego, il progetto da cui  nato Tizen descritto poco fa,  invece stato adottato da BMW per essere utilizzato nei navigatori delle sue automobili, mentre BMW e altri produttori sono consorziati nel consorzio Genivi nato per supportare l'adozione di software open source nei sistemi di infotainment delle autovettura.

Se si entra in fabbrica. 
I settori pi innovativi dell'informatica di consumo utilizzano software open source e libero e, ci fanno anche le industrie pi complesse, come quella aerospaziale o automobilistica. Ma open source non  solo software o hardware. In una presentazione tenuta ad una TED Conference lo scorso Giugno, Jay Bradner, un ricercatore dell'istituto di medicina di Harvard, ha descritto come il suo laboratorio  riuscito a produrre una molecola (la molecola JQ1) in grado di rallentare il processo di riproduzione di geni tumorali. Al momento dell'intuizione iniziale il team di Bradner ha coinvolto colleghi di tutto il mondo per cercare aiuto e al momento della scoperta, quando la molecola era pronta, al posto di tenerne segreta l'identit chimica, come farebbe una casa farmaceutica, l'ha pubblicata per permettere a tutti di utilizzarla. Bradner ha chiamato questo processo una "ricerca open-source sul cancro". "La libert di collaborare con gli altri  fondamentale per avere una buona societ in cui vivere e questo per me  molto pi importante di avere un software potente e affidabile". A questo, forse, pensava Richard Stallman, padre del movimento del software libero, quando, in una conferenza, gli fu chiesto di chiarire il senso pi profondo dell'open source.

(26 marzo 2012)
