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I condomini potrebbero dover pagare 400 euro per un filtro sulle antenne.
La Repubblica - 25 marzo 2012
 

Ministero dello Sviluppo al lavoro per risolvere la grana.
I condomini potrebbero dover pagare 400 euro per un filtro sulle antenne.
Rischio di sovrapposizione nelle frequenze la rete dei nuovi cellulari "spegner" la tv.
ALESSANDRO LONGO.
ROMA - Tra qualche giorno potremmo non riuscire pi a vedere la tiv, per colpa delle interferenze causate dalle nuove reti cellulari.
I problema  allesame del Ministero allo Sviluppo Economico, che ha appena aperto un tavolo di lavoro con emittenti e operatori mobili.
Il rischio  che i consumatori dovranno mettere mano ai portafogli per potenziare le proprie antenne sui tetti.
Le interferenze ci saranno in alcune delle zone dove gli operatori lanceranno, nella seconda met del 2012, la nuova generazione di rete mobile: la tecnologia Lte (evoluzione dellUmts, internet super veloce). Gi nei prossimi giorni per il problema potrebbe emergere, perch gli operatori si apprestano a sperimentare i nuovi servizi: lhanno appena richiesto al Ministero allo Sviluppo Economico, che ha dato lok. Cominceranno da Torre San Giovanni, vicino a Roma.
Le emittenti nazionali, allarmate, hanno quindi subito richiesto accesso alla documentazione presentata dagli operatori al ministero.
E' gi noto quello che succeder, se non si trova una soluzione: nelle zone in cui il segnale Lte sar pi forte di quello televisivo, le antenne saranno accecate e la tiv non prender pi i canali del digitale terrestre.
Il motivo  che entrambi i segnali utilizzano lo stesso ambito di frequenza (800 MHz). La soluzione: gli operatori mobili proveranno a pianificare la copertura Lte per ridurre il rischio interferenze.
Laddove non sar possibile, per, bisogner installare un filtro condominiale sulle antenne, per un costo di circa 400 euro.
Gi ci sono aziende, come la Mitan Technologies di Tivoli, che pubblicizzano "filtri Lte", prevedendo questo problema.
Quello delle interferenze  lultimo esempio di un conflitto montante tra le tiv e i cellulari, per lutilizzo delle frequenze.
Questa settimana, le associazioni Frt e Aeranti-Corallo, delle tiv locali, hanno scritto al sottosegretario allo Sviluppo Economico Massimo Vari dichiarando che non potranno liberare le frequenze 800 MHz entro il primo gennaio (come richiesto dal precedente governo). Richiedono "almeno" un altro mese di tempo.
Peccato lo Stato abbia gi aggiudicato agli operatori quelle frequenze, per farci lLte, in unasta da 4,2 miliardi di euro.
Le tiv locali lamentano difficolt tecniche e considerano inadeguato lindennizzo previsto dallo Stato per quelle frequenze (175 milioni di euro).
Il rischio  insomma che, per queste beghe, venga ritardata levoluzione della banda larga mobile, utile a cittadini e imprese (come ricordato di recente dalla Commissione europea).
E altre beghe sono alla porta: per via del dilemma beauty contest. Ieri la Camera ha accolto un ordine del giorno per annullare questa sorta di asta con cui il precedente governo voleva regalare nuove frequenze alle televisioni.
Al momento il governo ha sospeso il beauty contest fino ad aprile e sta cercando una via duscita.
Obiettivi, far pagare le frequenze ma anche tenere in conto che tra pochi anni anche quelle dovranno servire alla banda larga mobile.
Come stabilito, a fine febbraio, dallItu (agenzia Onu per le tlc).
 
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