bavagli
Bavagli in rete e autodifesa digitale.
a cura di Francesco Melis, 13\03\2012, h. 12.02.

ti mando due articoli sulla censura sul web adottata da stati autoritari (e non) ed una piccola guida alla autodifesa digitale. Entrambi sono stati estrapolati da "Repubblica".
Sono articoli interessanti sulle misure adottate dai governi e le contromisure che  possibilie adottare anche nel piccolo a livello casalingo.

Da "Repubblica" del 13 marzo 2012
Contro i bavagli sul web
ecco il "digital survival kit"
Oggi 12 marzo si celebra la giornata mondiale contro tutte le censure su internet. Il lunghissimo elenco degli abusi - nei regimi dittatoriali e non solo - denunciati nell'ultimo rapporto di Reporters Sans Frontires. Che propone gli strumenti adatti per poter cifrare le informazioni 
di ARTURO DI CORINTO

Contro i bavagli sul web ecco il "digital survival kit"  

CONTRO tutte le censure su Internet, una giornata mondiale. Il 12 marzo. Chiesta da varie associazioni per i diritti umani e la libert d'informazione,  stata lanciata da Reporters senza frontiere che denuncia i regimi autoritari che fanno la guerra alla libert d'informazione ma anche le ipocrisie dei governi occidentali. La censura  un tema scottante nell'era digitale. Con 120 cyberdissidenti arrestati, il ripetuto blocco dei servizi di messaggistica telefonica e dei servizi Internet, l'aumento di fatturato delle imprese che vendono sistemi di sorveglianza elettronica e la risposta mondiale degli hacktivisti alla censura, la libert d'informazione  infatti diventato un tema d'interesse internazionale che ha gi generato le prime schermaglie diplomatiche.

MANUALE DI AUTODIFESA DIGITALE

L'elenco degli abusi denunciati nell'ultimo rapporto di RSF  lunghissimo e va dal filtro dei contenuti di siti e social network alle azioni di disturbo di agenti infiltrati nei network; dalle leggi repressive dei governi all'installazione illegale di software spia sui computer degli internet caf, fino al divieto per giornalisti e cittadini di entrare in territori sensibili per impedire di documentare quello che l accade, si tratti delle miniere di bauxite del Vietnam piuttosto che delle campagne cinesi espropriate ai contadini.

E' inoltre altissimo il numero dei netizen arrestati, 199 secondo Rsf, e numerosissime le intimidazioni e le torture ai cyberattivisti in carcere in Bahrain, Syria, Cina ed Egitto obbligati perfino a fornire false dichiarazioni in tv. Il 16 febbraio scorso, in un violento raid contro il Centro Siriano per i Media e la Libert d'espressione sono state arrestate sei persone e lo stesso  accaduto in Turkmenistan. Ma le cose sono peggio di come si possa immaginare. In Bahrain, Messico, India e Syria durante il 2011 sono stati uccisi molti cittadini attivi in rete e dichiaratamente per avere diffuso informazioni sui social network. Come accaduto a "Rascatripas" moderatore del sito "Nuevo Laredo en Vivo" che aveva denunciato il crimine organizzato dei cartelli della droga 3.

Filtrare la rete. Se il blocco totale dei servizi  sempre una soluzione costosa e impopolare in quanto frena l'economia, l'alternativa per i censori  di filtrare e rallentare il flusso dei dati in rete per rendere quasi impossibile il trasferimento di file fotografici e audiovisivi. Secondo Rsf, l'Iran ci riesce meglio di altri e denuncia come tali fluttuazioni della qualit dei servizi Internet sono spesso un buon indicatore del livello di repressione in certe aree del paese.

Altri paesi per adottano il filtraggio selettivo dei contenuti come strumento ordinario di governance della rete. In Uzbekistan, il governo ha bloccato l'accesso a forum in cui si parla di rivoluzioni arabe. In Cina, le parole "Gelsomino" e "Occupy" seguiti dal nome di una citt cinese vengono immediatamente bloccate online. In Bielorussia, dopo massicce proteste di strada, il social network Vkontakte stato reso inaccessibile e le autorit Kazake hanno fatto lo stesso bloccando non solo siti considerati estremisti ma anche la piattaforma di blogging LiveJournal. In Turchia hanno creato un sistema per filtrare i contenuti pur rinunciando a mettere al bando 138 parole considerate pericolose. Il governo thailandese per combattere il crimine di "lesa maest" ha incremento del 300 per cento l'attivit di censura online. Il Tagikistan ha bloccato Facebook mentre il Pakistan si prepara a costruire una nuova muraglia elettronica. Con la scusa di bloccare contenuti pornografici, in Tunisia potrebbe tornare in funzione Ammar 404, il sistema di filtraggio e sorveglianza voluto dall'ex presidente Ben Ali. Ma dal rapporto di RSF emerge che anche un paese democratico come la Corea del Sud censura i siti della propaganda a favore della Corea del nord.

La censura dei contenuti pu essere chirurgica. Il sito cinese di micro-blogging Sina Weibo ha assoldato migliaia di moderatori e chiede adesso agli utenti di registrarsi col vero nome, quello anagrafico. L'esercito elettronico siriano  invece esperto nell'arte di "trollare" le bacheche Facebook di oppositori e dissidenti per screditarli, ma  anche in grado di inondarle di dichiarazioni di sostegno a Bashar al-Assad mentre usano centinaia di account fasulli per inondare  l'hashtag #Syria, con link a contenuti sportivi e fotografici 4. Chiranuch Premchaiporn, responsabile del sito di news Prachatai, rischia 20 anni di prigione in Thailandia per non aver rimosso prontamente dei commenti che criticavano la monarchia fatti dagli utenti.

Il survival kit. Secondo RSF la protezione dei cyberdissidenti e delle fonti  cruciale nella battaglia per la libera informazione. I reporter, dicono, "dovrebbero prendere speciali precauzioni quando si trovano in zone di guerra o in regioni problematiche perch non basta pi il giubbotto antiproiettile". Per questo rilanciano l'idea di un "digital survival kit" per cifrare le informazioni, anonimizzare la comunicazione e, se necessario, aggirare la censura. E non  detto che basti. Contrastare queste forme di protezione  diventato uno dei terreni d'intervento di molti regimi che per farlo ricorrono alla tecnologia occidentale, di quegli stessi paesi che a casa loro si rappresentano come alfieri della libert e di quando in quando tuonano contro le dittature.

Per aumentare la propria capacit di sorveglianza usano complessi sistemi e software per il filtraggio dei contenuti come la Deep Packet Inspection. L'Iran ad esempio, adesso  capace di bloccare la navigazione sicura via https e le porte di comunicazione delle Vpn, le reti private, mentre la Cina decide quali siano gli indirizzi IP che possono uscire dalla propria rete geografica e cos via. Grazie a WikiLeaks sappiamo quali sono le aziende che prosperano in questo lucroso e discutibile mercato. Fra di esse anche quelle italiane come AreaSpa che avrebbe chiuso i rapporti con la Syria dopo una pesante campagna di protesta internazionale, l'americana BlueCoat, la francese Amesys, che riforniva il regime di Gheddafi, la Vodafone, la ANHRI per l'Egitto sono solo alcune di queste. Non  casuale che il Parlamento europeo abbia adottato una risoluzione per chiedere norme pi restrittive nell'export delle tecnologie di sorveglianza verso paesi repressivi e adesso ci provano anche gli Stati Uniti 5.

Gli hacktivisti. E per se i governi di tutto il mondo hanno compreso il potenziale rivoluzionario della disseminazione di informazioni attraverso l'uso combinato di siti, smartphone e videostreaming non sempre riescono a bloccarla. E' il caso dell'Arabia Saudita dove le donne sono riuscite a condurre in rete delle campagne sul diritto di voto e per guidare l'automobile; della Corea del Nord dove i dissidenti riescono a far passare oltreconfine telefoni cellulari, Cd, Dvd e penne Usb con documenti, inchieste e petizioni. E' il caso di del villaggio cinese di Wukan che si  sollevato contro l'appropriazione delle terre da parte di ufficiali senza scrupoli o il leaking dei documenti delle frodi elettorali in Russia. A tutto questo c' per la risposta degli attivisti che creano ponti di comunicazione usando server proxy fuori dagli stati autoritari (come Telecomix con #OpSyria) e le iniziative senza sosta di Anonymous contro i siti di quei governi per modificarli, defacciarli o bloccarli con degli attacchi Ddos.

Tuttavia se gli Anonymous lanciano degli attacchi Ddos verso i regimi dittatoriali ci sono spesso i governi dietro la violazione informatica di siti di news independenti. I siti dell'opposizione in Eritrea ad esempio sono stati colpiti mentre le Nazioni Unite decidevano le sanzioni verso il governo,  accaduto nello Sri Lanka e in Russia alla vigilia delle elezioni con una serie coordinata di attacchi e arresti a danni di blogger e giornalisti. Durante le manifestazioni in Bielorussia, il service provider Internet BelTelecom ha finanche rediretto gli utilizzatori di Vkontakte verso siti infetti. Ormai ogni stato ha un suo esercito elettronico, ufficiale oppure no.

Allo stesso tempo i governi democratici sono tentati dal dare la priorit alla sicurezza a scapito della libert con misure sproporzionate a tutela del diritto d'autore, ma qui la societ civile  in grado di reagire e in definitiva  stata una loro vittoria se gli intermediari della rete non sono ancora diventati dei poliziotti come alcuni governi vorrebbero. Il rapporto di Rsf si conclude con una lunga lista di stati "Nemici della Rete" come il Bahrain e la Bielorussia e altri paesi sotto sorveglianza come l'India e il Kazakhstan al pari di altri paesi a noi vicini come Russia, Tunisia e Turchia. La battaglia per la libert della rete  ancora lunga.

(12 marzo 2012) 

***

Di seguito ho estrapolato da pi pagine del sito di "Repubblica" il manualetto di autodifesa digitale.

http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/03/12/news/manuale_di_autodifesa_digitale-31420781/

L'INDIRIZZO IP
Un indirizzo IP  un indirizzo numerico che viene assegnato ad ogni apparecchio collegato ad Internet. In molti casi, gli indirizzi IP possono essere utilizzati per identificare una organizzazione o un individuo che abbiano acquistato i servizi di un Internet Service Provider per collegare ad Internet uno o pi apparecchi.
In altri casi, in particolare nelle reti aziendali, connessioni wireless pubbliche o non protette e connessioni mobili ad Internet, l'indirizzo IP non sempre identifica la persona dietro un'azione tracciabile digitalmente. Poich il comune router casalingo o aziendale spesso mostrer solo un indirizzo IP per tutte le persone connesse ad esso, l'indirizzo IP identificher un gruppo di persone piuttosto che un singolo individuo. Di conseguenza, spesso  difficile, se non impossibile, essere sicuri di chi ha fatto cosa, sulla base del solo indirizzo IP. D'altra parte, gli indirizzi IP sono molto spesso identificabili personalmente, e perci, seguendo un principio di precauzione, deve essere trattato come tale tranne nel caso in cui venga provato definivamente di non esserlo. 

L'E-MAIL E LA SICUREZZA
Le e-mail possono essere intercettate da terzi quando transitano da un server all'altro. Ci sono due modi per evitare che ci succeda: rendere sicura la comunicazione tra server e-mail, oppure cifrare il contenuto delle stesse e-mail.
La comunicazione tra server e-mail pu essere resa sicura nello stesso modo in cui il protocollo HTTPS rende sicure le comunicazioni HTTP (come descritto in precedenza). Nel caso dell'e-mail vi  per una debolezza in quanto il nostro computer non comunica direttamente con il server di destinazione finale. Ci provoca il fatto che se anche uno solo dei server e-mail intermedi non usa la cifratura per inoltrare il tuo messaggio, esso pu essere intercettato durante questa fase del transito.
A causa di questa vulnerabilit,  preferibile cifrare il messaggio stesso. Per cifrare le e-mail si pu usare un sistema diffuso e liberamente disponibile, quale PGP (Pretty Good Privacy), anche disponibile come OpenPGP e GPG. 

CRITTOGRAFIA
La privacy in una rete pubblica
Come pu un utente inviare un messaggio sensibile in modo che rimanga al riparo da occhi indiscreti? Se inviate una lettera pu essere intercettata, aperta, letta e chiusa senza lasciare traccia. Una telefonata pu essere intercettata.0
Grazie alle tecnologie informatiche, nel 20 secolo abbiamo assistito a una rapida evoluzione della crittografia. I computer hanno reso possibile non solo la cifratura rapida dei messaggi elettronici, ma anche una violazione molto pi rapida delle chiavi di cifratura usate finora.


La crittografia non  una soluzione infallibile e non garantisce una riservatezza completa. Una tecnica frequente per aggirare la crittografia  catturare il messaggio prima ancora che sia cifrato  per esempio, di nascosto da un programma Trojan installato sul computer di chi lo invia, e che controlla quali tasti siano premuti sulla tastiera o perfino sul cellulare della vittima. Un altro elemento al quale bisogna porre attenzione cifrando crittando un messaggio  la sua integrit (cio la completezza del file), altrimenti il messaggio pu essere manipolato, senza nemmeno essere a conoscenza della chiave di cifratura crittaggio. I migliori strumenti di crittaggio crittografici lo fanno automaticamente.

La cifratura a chiave pubblica ('public key encryption')  funziona sulla base di una coppia di chiavi  una pubblica e una privata:
1 - Il mittente richiede una copia della chiave pubblica
2 - Usando il software appropriato, il mittente cifra il messaggio usando la chiave pubblica del destinatario
3 - Il messaggio viene inviato
4 - Il destinatario decifra il messaggio usando insieme la chiava pubblica e quella privata

DEEP PACKET INSPECTION
I dati su Interent sono trasmessi in "pacchetti", sostanzialmente una catena di piccoli blocchi di dati. Ogni pacchetto ha un'intestazione che descrive la sua origine e la sua destinazione ( come una busta su cui sono scritti gli indirizzi del mittente e del destinatario). Tali informazioni permettono alle apparecchiature di rete di determinare il miglior percorso per trasmettere un pacchetto in un dato momento. Storicamente le apparecchiature di rete si limitavano a esaminare solamente le informazioni di origine e destinazione. Tuttavia, con il rapido incremento di attivit malevoli i gestori delle reti hanno compreso di avere la necessit di esaminare i dettagli di ogni pacchetto al fine di distinguere i pacchetti "sicuri" dai pacchetti che sono parte di attacchi informatici o attacchi finalizzati a bloccare un servizio (denial of service attacks). Ad esempio, i programmi per la sicurezza di rete ["firewalls"] inizialmente erano predisposti per bloccare solamente un pacchetto che partiva da un'origine specifica, era diretto verso una destinazione specifica o era indirizzato a un dispositivo specifico. Con l'uso di tali criteri si potrebbero bloccare tutte le richieste di servizi verso la rete di un ufficio, non rendendo disponibile per gli utilizzatori alcun servizio di rete. Eppure, non bloccando la richiesta di servizi che origina dalla rete del proprio ufficio, si potrebbe fruire lo stesso di tutti gli altri servizi disponibili su Internet.

Ad un certo punto si potrebbe decidere di avviare un server web sulla propria rete per poter pubblicare dei documenti. Si potrebbe avere la necessit di modificare le impostazioni del proprio firewall per permettere richieste dirette a fruire solamente di tale servizio web. Tuttavia, ci sono numerosi attacchi contro server web che appaiono piuttosto inoffensivi dal punto di vista dell'algoritmo usato dal firewall.  impossibile distinguere i pacchetti genuini dai pacchetti dannosi basandosi solamente sui dettagli di origine e destinazione.

Gli ingegneri di rete hanno compreso velocemente che sarebbe stato pi semplice individuare gli attacchi se le apparecchiature di rete avessero esaminato un po' pi in profondit i pacchetti. In teoria, tale operazione  tecnicamente semplice - le intestazioni di un pacchetto non sono separate dal pacchetto se non in base a una definizione logica dei confini delle intestazioni. Si tratta solamente di analizzare pochi altri bytes rispetto a quelli che vengono analizzati, ad esempio per effettuare l'istradamento. Oppure andare ancora pi in fondo e guardare il blocco dei contenuti del pacchetto. I dispositivi predisposti a fare ci furono inizialmente chiamati "Sistemi di prevenzione delle intrusioni" (Intrusion Prevention Systems, IPS). Successivamente, tali caratteristiche furono introdotte nella maggior parte dei dispositivi di rete. Non sorgevano controversie quando questo sistema veniva usato per bloccare attacchi ai sistemi.

Tuttavia, nel corso del tempo, i governi, i fornitori di contenuti e gli operatori di rete hanno iniziato a rendersi conto che la tecnica - generalmente denominata Deep Packet Inspection (DPI) - offre loro un controllo ben maggiore sui contenuti degli utenti, trasmessi tramite Internet, del controllo che avevano prima. Le tecniche di Deep Packet Inspection sono gi in uso per fini di giustizia (sorveglianza, blocco, etc.), profilazione per fini di marketing, pubblicit mirata, rispetto dei livelli contrattuali di servizio, e vengono proposte come mezzo per la tutela dei diritti d'autore e dei diritti connessi. Dal punto di vista dell'utente, le tecniche di Deep Packet Inspection possono essere contrastate usando la crittografia - i contenuti "profondi" di un pacchetto crittografato non sono conoscibili dall'operatore.
