welfare
Quale futuro per il welfare in Italia?
vari da varie fonti dal  04\02\2012, h. 20.43.


a)Art. postato da Franca Misseri su onda-urto. 

  

  Nadia D'arco ha pubblicato qualcosa nel gruppo DISABILI IN LOTTA: DALLA DELEGA ALL'AZIONE.
   Nadia D'arco 4 febbraio 17.06.06  
  Limiti reddituali per ricevere l'indennit di accompagnamento? 
  (di Cristiano Gori*) 
  In queste settimane si sta discutendo a fondo intorno alla revisione dei criteri dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica equivalente) e fra le ipotesi circola anche quella di applicare quell'indicatore all'erogazione delle prestazioni assistenziali, fra cui l'indennit di accompagnamento. L'applicazione di limiti reddituali su questa specifica prestazione comporterebbe per degli effetti distorsivi e indesiderati, oltre a un evidente limitazione di risorse per i singoli e per le loro necessit di assistenza e di autonomia. Vediamo perch, proponendo una nostra esclusiva analisi, curata da un autorevole esperto, che guarda anche alla situazione in alcuni Paesi stranieri

  Il Governo Monti eliminer la possibilit di ricevere l'indennit di accompagnamento agli anziani non autosufficienti e a giovani e adulti disabili con disponibilit economiche superiori a una certa soglia? La domanda circola con insistenza e suscita apprensione in molti.
  Un simile cambiamento era tra le novit ipotizzate dal Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale (n. 4566), presentato nell'estate del 2011 dal Governo Berlusconi e la recente cosiddetta "Manovra Salva-Italia" (la Legge 214/11) l'ha ripreso, inserendolo tra le opzioni considerate dall'articolo 5. Quest'ultimo, infatti, contempla la possibilit di introdurre una soglia di reddito ISEE al di sopra della quale non vi sia pi il diritto di ricevere provvidenze di natura assistenziale. L'indennit di accompagnamento  una di queste.
  Il nuovo ISEE sar regolamentato da un decreto attuativo, da emanare entro la fine di maggio.

  Cosa avviene in Europa
  Prima di esaminare la possibile introduzione del reddito ISEE come criterio per ottenere l'accompagnamento, bisogna partire dal confronto con l'Europa.
  In tutti gli altri Paesi, le misure simili all'indennit costituiscono spesso il principale intervento statale in materia (i servizi sono ovunque di titolarit locale) e vengono fornite esclusivamente sulla base del bisogno assistenziale del richiedente, indipendentemente dalle sue condizioni economiche. Ci si verifica per una precisa ragione: gli interventi contro la non autosufficienza sono considerati un diritto di cittadinanza. A essi, dunque, si accede in presenza di un bisogno per il fatto di essere Cittadini, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, come avviene in sanit per gli interventi essenziali.
  Il principio di cittadinanza non  stato scalfito dall'attuale crisi. 
  Chiamati a fronteggiare domande crescenti e difficolt di budget pubblico, alcuni Paesi - ad esempio l'Austria - hanno risposto elevando leggermente la soglia di bisogno di assistenza al di sopra della quale si accede alla prestazione. Si tratta di una scelta discutibile sotto altri profili - in particolare dell'indebolimento della funzione preventiva dell'intervento - ma che ha confermato come la possibilit di introdurre la prova dei mezzi per determinare l'accesso non venga presa in considerazione neppure in momenti di complessiva difficolt.
  Il confronto internazionale rivela, altres, una peculiarit italiana. Siamo oggi l'unico Paese in Europa che eroga un importo uguale per tutti (con l'eccezione dei non vedenti): questa  una vera e propria forma di dis-equit "verticale", che si verifica quando a persone con bisogni differenziati si fornisce la stessa risposta e tale dis-equit diviene ancora pi evidente quando la risposta fornita risulta comunque limitata.
  Graduare l'importo in base ai bisogni - e alle possibilit economiche, se si vuole seguire il caso francese - consentirebbe di personalizzare maggiormente l'intervento e di sostenere meglio le situazioni di maggiore difficolt. Vari Paesi prevedono importi minimi della prestazione monetaria inferiori all'indennit di accompagnamento italiana, ma, al tempo stesso, riconoscono alla non autosufficienza grave risorse pi consistenti (si veda il caso austriaco, dove l'importo dell'Allowance pu arrivare fino a 1.650 euro mensili).
  Il modello adottato ovunque in Europa consiste in un diritto di cittadinanza fondato sul cosiddetto "universalismo selettivo". L'accesso alla misura  universalistico, cio rivolto a tutti i Cittadini con questo bisogno di care, mentre l'importo erogato varia secondo le condizioni dell'utente (stato di bisogno e in alcuni casi anche situazione economica).
  Si tratta, in linea di principio, di quanto accade in sanit, dove l'accesso  un diritto di tutti i Cittadini e poi alcuni pagano il ticket e altri ne sono esenti (per reddito, malattia o condizione).

  Prestazioni monetarie di sostegno
  alla non autosufficienza nelle principali nazioni europee

  - Italia: Indennit di accompagnamento
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: No
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: 487,39 euro mensili

  - Austria: Long-Term Care Allowance System
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: fino a 1.655 euro mensili

  - Francia: APA (Allocation personnalise  l'autonomie)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: S (in base al reddito varia la compartecipazione richiesta all'utente)
  Importo: da 529,56 a 1.235,65 euro mensili

  - Germania: Pflegegeld (PG)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 205 a 665 euro mensili

  - Spagna: Prestacione Economica (PE)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 300 a 519,13 euro mensili

  - Olanda: Personal Budget
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 129 euro mensili. In media erogati 15.350 euro annui per soggetto

  - Gran Bretagna: Attendance Allowance (anziani non autosufficienti). Disability Allowance (adulti con disabilit)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 49,30 a 73,60 sterline settimanali

  Le prevedibili conseguenze
  L'eventuale introduzione del reddito ISEE per accedere all'indennit di accompagnamento, dunque, renderebbe la posizione italiana anomala a livello internazionale. Tale possibile anomalia, per altro,  da contestualizzare storicamente.
  La non autosufficienza rappresenta - per dimensione - il principale tra i nuovi bisogni cui il sistema di protezione sociale  chiamato a rispondere. Il welfare che conosciamo ha preso forma in Italia nel trentennio tra la fine dell'ultimo conflitto mondiale e l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978), un'epoca nella quale esistevano assai meno anziani non autosufficienti e molta pi disponibilit di care familiare; si tratta, non a caso, di un welfare centrato su pensioni e sanit acuta (ospedali, diagnostica, ambulatori).
  Da tempo, per, la realt  cambiata e la non autosufficienza figura tra i grandi eventi critici che numerosi Cittadini sperimentano nella propria vita. La sfida, dunque, che vede l'Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, consiste nel modificare le politiche pubbliche in modo da adeguare il welfare al nuovo profilo della societ.
  L'ultimo decennio ha visto, nel nostro Paese, rilevanti passi in avanti negli interventi a favore delle persone non autosufficienti, ma l'obiettivo  ancora lontano dall'essere raggiunto: basti pensare alla scarsit di servizi disponibili (domiciliari e residenziali). Al fine di proseguire questo percorso, l'esperienza e il dibattito internazionale mostrano che il rafforzamento dei diritti di cittadinanza legati alla non autosufficienza risulta decisivo:  l'unico modo per assegnare al settore forza politica e il sostegno dell'intera popolazione. Introdurre la soglia di reddito per ricevere l'indennit di accompagnamento, invece, significherebbe puntare in direzione opposta. Vorrebbe dire, infatti, far passare il principio che gli interventi pubblici per la non autosufficienza costituiscono misure esclusivamente a favore di chi ha bassi redditi, cio assistenza sociale rivolta ai meno abbienti, e non diritti per tutti i Cittadini che vivono tale condizione. Si compirebbe cos una vera e propria "inversione a u" nella storia del welfare italiano, rinnegando, in tal modo, i passi in avanti compiuti nell'ultima fase, per tornare al punto dal quale si era partiti, cio la concezione del welfare come mera assistenza.
  Una siffatta scelta avrebbe profonde conseguenze, sul piano tanto concreto quanto della legittimazione politica. Si aprirebbe, infatti, un varco per ulteriori passi peggiorativi - in particolare in questa fase di crisi - da parte del centro cos come degli Enti Locali. Regressioni accomunate da un minimo comun denominatore: ridurre la responsabilit dell'intervento pubblico e legarla, sempre pi, alla presenza di ridotte disponibilit economiche delle famiglie.

  A livello statale, il successivo passo da attendersi potrebbe essere la revisione dei LEA sociosanitari al ribasso [Livelli Essenziali di Assistenza, N.d.R.] e quindi l'aumento delle compartecipazioni richieste ai Cittadini per le prestazioni sociosanitarie residenziali e domiciliari. A livello regionale, per altro, le possibili applicazioni di questa regressione sono varie e gi numerose Regioni si sono recentemente mosse in tale direzione.
  E ancora: una definitiva rinuncia alla definizione dei Livelli Essenziali in ambito assistenziale.

  Elevati costi sociali per bassi risparmi
  Per altro, il risparmio ottenuto sarebbe ridotto. La versione pi "estrema" di introduzione della soglia ISEE - elaborata da Carlos Chiatti e Mirko Di Rosa nel recente Rapporto prodotto per il Forum Nazionale del Terzo Settore [Quale futuro per il welfare? Le politiche assistenziali tra delega assistenziale e prospettive di sviluppo. Un'analisi a partire dai dati, disponibile cliccando qui, N.d.R.] - prevede una diminuzione dell'utenza del 37.5%. Applicarla, significherebbe risparmiare 735 milioni di euro nel 2012, 1 miliardo e 471 milioni nel 2013 e 2 miliardi e 205 milioni nel 2014; si tratta di risparmi inferiori a quanto ipotizzato da molti perch - secondo la legge - si pu introdurre la soglia di reddito ISEE solo sulle nuove domande (flusso) e non sulle prestazioni in essere (stock). Detto altrimenti, il cambiamento non potrebbe toccare chi oggi gi la riceve, ma si applicherebbe sulle domande presentate successivamente all'entrata in vigore della nuova normativa.
  Si tratta, altres, di risparmi del tutto marginali rispetto agli sforzi di bilancio resi necessari nel prossimo biennio dalle manovre di contenimento della spesa. Il pericolo - dunque -  che per inseguire un piccolo risparmio si produca un danno di portata storica al welfare italiano, destinato a produrre effetti negli anni.

  Difesa dell'universalismo e miglioramento della qualit vanno a braccetto
  Difendere l'universalismo nell'accesso all'indennit di accompagnamento, per, non significa difendere questa prestazione per com' oggi. Vuol dire, esclusivamente, sostenere la necessit di mantenere il diritto di riceverla dipendente solo dal bisogno assistenziale del richiedente.
  Le analisi proposte nel citato Rapporto indicano, altres, che l'indennit potrebbe essere riformata, cos da meglio rispondere alle esigenze di chi la riceve, ci che viene sostenuto pure dalla maggior parte degli studi. L'impressione  che la domanda di mantenere l'accesso all'indennit di accompagnamento quale diritto di cittadinanza sia pi forte se affiancata da una richiesta di miglioramento della qualit della misura. Per altro, le voci critiche sulla qualit dell'accompagnamento e le richieste di riformare tale prestazione giungono da pi parti ed  ragionevole supporre che questo sar un tema al centro del dibattito prossimo venturo.
  Sempre il citato Rapporto prodotto per il Forum del Terzo Settore evidenzia, altres, che le proposte di riforma dell'indennit presentate sinora sono, per lo pi, disegnate pensando agli anziani non autosufficienti e non ai giovani e adulti con disabilit. Sembra dunque necessario che si sviluppino maggiormente proposte di riforma dell'indennit pensate per i giovani e gli adulti con disabilit, proposte - detto altrimenti - di come ridisegnare la misura in modo da renderla meglio in grado di rispondere alle loro specifiche esigenze.

  La sfida che l'indennit di accompagnamento pone al mondo della disabilit, dunque,  duplice: da una parte la difesa dell'universalismo nell'accesso, dall'altra la presenza pi incisiva - nel dibattito pubblico - di proposte di miglioramento della prestazione rivolte a giovani e adulti con disabilit.

  *Docente di Politica Sociale all'Universit Cattolica di Milano e consulente scientifico dell'Istituto per la Ricerca Sociale (IRS). Nel dicembre del 2011, il Forum Nazionale del Terzo Settore ha - opportunamente e tempestivamente - pubblicato il citato Rapporto Quale futuro per il welfare? Le politiche sociali tra delega assistenziale e prospettive di sviluppo. Un'analisi a partire dai dati, documento che prende le mosse dall'analisi del Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale - presentato nell'estate del 2011 dal Governo Berlusconi - e che si rivela un utile strumento di approfondimento e di lavoro sulle politiche sociali in Italia, in una fase di profondo cambiamento e di decisioni strategiche per i prossimi decenni.
  A progettare il Rapporto  stato lo stesso Cristiano Gori, che ne ha diretto la preparazione, attraverso l'interazione con un gruppo di lavoro composto da vari esperti (tra cui anche il direttore editoriale del nostro sito Carlo Giacobini). Se ne consiglia caldamente la consultazione, accedendo al sito del Forum Nazionale del Terzo Settore e cliccando qui.

  Ultimo aggiornamento (gioved 02 febbraio 2012 17:56) 




  

  Nadia D'arco ha pubblicato qualcosa nel gruppo DISABILI IN LOTTA: DALLA DELEGA ALL'AZIONE.
   Nadia D'arco 4 febbraio 17.06.06  
  Limiti reddituali per ricevere l'indennit di accompagnamento? 
  (di Cristiano Gori*) 
  In queste settimane si sta discutendo a fondo intorno alla revisione dei criteri dell'ISEE (Indicatore della Situazione Economica equivalente) e fra le ipotesi circola anche quella di applicare quell'indicatore all'erogazione delle prestazioni assistenziali, fra cui l'indennit di accompagnamento. L'applicazione di limiti reddituali su questa specifica prestazione comporterebbe per degli effetti distorsivi e indesiderati, oltre a un evidente limitazione di risorse per i singoli e per le loro necessit di assistenza e di autonomia. Vediamo perch, proponendo una nostra esclusiva analisi, curata da un autorevole esperto, che guarda anche alla situazione in alcuni Paesi stranieri

  Il Governo Monti eliminer la possibilit di ricevere l'indennit di accompagnamento agli anziani non autosufficienti e a giovani e adulti disabili con disponibilit economiche superiori a una certa soglia? La domanda circola con insistenza e suscita apprensione in molti.
  Un simile cambiamento era tra le novit ipotizzate dal Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale (n. 4566), presentato nell'estate del 2011 dal Governo Berlusconi e la recente cosiddetta "Manovra Salva-Italia" (la Legge 214/11) l'ha ripreso, inserendolo tra le opzioni considerate dall'articolo 5. Quest'ultimo, infatti, contempla la possibilit di introdurre una soglia di reddito ISEE al di sopra della quale non vi sia pi il diritto di ricevere provvidenze di natura assistenziale. L'indennit di accompagnamento  una di queste.
  Il nuovo ISEE sar regolamentato da un decreto attuativo, da emanare entro la fine di maggio.

  Cosa avviene in Europa
  Prima di esaminare la possibile introduzione del reddito ISEE come criterio per ottenere l'accompagnamento, bisogna partire dal confronto con l'Europa.
  In tutti gli altri Paesi, le misure simili all'indennit costituiscono spesso il principale intervento statale in materia (i servizi sono ovunque di titolarit locale) e vengono fornite esclusivamente sulla base del bisogno assistenziale del richiedente, indipendentemente dalle sue condizioni economiche. Ci si verifica per una precisa ragione: gli interventi contro la non autosufficienza sono considerati un diritto di cittadinanza. A essi, dunque, si accede in presenza di un bisogno per il fatto di essere Cittadini, indipendentemente dalle proprie condizioni economiche, come avviene in sanit per gli interventi essenziali.
  Il principio di cittadinanza non  stato scalfito dall'attuale crisi. 
  Chiamati a fronteggiare domande crescenti e difficolt di budget pubblico, alcuni Paesi - ad esempio l'Austria - hanno risposto elevando leggermente la soglia di bisogno di assistenza al di sopra della quale si accede alla prestazione. Si tratta di una scelta discutibile sotto altri profili - in particolare dell'indebolimento della funzione preventiva dell'intervento - ma che ha confermato come la possibilit di introdurre la prova dei mezzi per determinare l'accesso non venga presa in considerazione neppure in momenti di complessiva difficolt.
  Il confronto internazionale rivela, altres, una peculiarit italiana. Siamo oggi l'unico Paese in Europa che eroga un importo uguale per tutti (con l'eccezione dei non vedenti): questa  una vera e propria forma di dis-equit "verticale", che si verifica quando a persone con bisogni differenziati si fornisce la stessa risposta e tale dis-equit diviene ancora pi evidente quando la risposta fornita risulta comunque limitata.
  Graduare l'importo in base ai bisogni - e alle possibilit economiche, se si vuole seguire il caso francese - consentirebbe di personalizzare maggiormente l'intervento e di sostenere meglio le situazioni di maggiore difficolt. Vari Paesi prevedono importi minimi della prestazione monetaria inferiori all'indennit di accompagnamento italiana, ma, al tempo stesso, riconoscono alla non autosufficienza grave risorse pi consistenti (si veda il caso austriaco, dove l'importo dell'Allowance pu arrivare fino a 1.650 euro mensili).
  Il modello adottato ovunque in Europa consiste in un diritto di cittadinanza fondato sul cosiddetto "universalismo selettivo". L'accesso alla misura  universalistico, cio rivolto a tutti i Cittadini con questo bisogno di care, mentre l'importo erogato varia secondo le condizioni dell'utente (stato di bisogno e in alcuni casi anche situazione economica).
  Si tratta, in linea di principio, di quanto accade in sanit, dove l'accesso  un diritto di tutti i Cittadini e poi alcuni pagano il ticket e altri ne sono esenti (per reddito, malattia o condizione).

  Prestazioni monetarie di sostegno
  alla non autosufficienza nelle principali nazioni europee

  - Italia: Indennit di accompagnamento
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: No
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: 487,39 euro mensili

  - Austria: Long-Term Care Allowance System
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: fino a 1.655 euro mensili

  - Francia: APA (Allocation personnalise  l'autonomie)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: S (in base al reddito varia la compartecipazione richiesta all'utente)
  Importo: da 529,56 a 1.235,65 euro mensili

  - Germania: Pflegegeld (PG)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 205 a 665 euro mensili

  - Spagna: Prestacione Economica (PE)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 300 a 519,13 euro mensili

  - Olanda: Personal Budget
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 129 euro mensili. In media erogati 15.350 euro annui per soggetto

  - Gran Bretagna: Attendance Allowance (anziani non autosufficienti). Disability Allowance (adulti con disabilit)
  Soglia di disponibilit economica per riceverla: No
  Graduazione in base al bisogno: S
  Graduazione in base al reddito: No
  Importo: da 49,30 a 73,60 sterline settimanali

  Le prevedibili conseguenze
  L'eventuale introduzione del reddito ISEE per accedere all'indennit di accompagnamento, dunque, renderebbe la posizione italiana anomala a livello internazionale. Tale possibile anomalia, per altro,  da contestualizzare storicamente.
  La non autosufficienza rappresenta - per dimensione - il principale tra i nuovi bisogni cui il sistema di protezione sociale  chiamato a rispondere. Il welfare che conosciamo ha preso forma in Italia nel trentennio tra la fine dell'ultimo conflitto mondiale e l'istituzione del Servizio Sanitario Nazionale (1978), un'epoca nella quale esistevano assai meno anziani non autosufficienti e molta pi disponibilit di care familiare; si tratta, non a caso, di un welfare centrato su pensioni e sanit acuta (ospedali, diagnostica, ambulatori).
  Da tempo, per, la realt  cambiata e la non autosufficienza figura tra i grandi eventi critici che numerosi Cittadini sperimentano nella propria vita. La sfida, dunque, che vede l'Italia in ritardo rispetto agli altri Paesi europei, consiste nel modificare le politiche pubbliche in modo da adeguare il welfare al nuovo profilo della societ.
  L'ultimo decennio ha visto, nel nostro Paese, rilevanti passi in avanti negli interventi a favore delle persone non autosufficienti, ma l'obiettivo  ancora lontano dall'essere raggiunto: basti pensare alla scarsit di servizi disponibili (domiciliari e residenziali). Al fine di proseguire questo percorso, l'esperienza e il dibattito internazionale mostrano che il rafforzamento dei diritti di cittadinanza legati alla non autosufficienza risulta decisivo:  l'unico modo per assegnare al settore forza politica e il sostegno dell'intera popolazione. Introdurre la soglia di reddito per ricevere l'indennit di accompagnamento, invece, significherebbe puntare in direzione opposta. Vorrebbe dire, infatti, far passare il principio che gli interventi pubblici per la non autosufficienza costituiscono misure esclusivamente a favore di chi ha bassi redditi, cio assistenza sociale rivolta ai meno abbienti, e non diritti per tutti i Cittadini che vivono tale condizione. Si compirebbe cos una vera e propria "inversione a u" nella storia del welfare italiano, rinnegando, in tal modo, i passi in avanti compiuti nell'ultima fase, per tornare al punto dal quale si era partiti, cio la concezione del welfare come mera assistenza.
  Una siffatta scelta avrebbe profonde conseguenze, sul piano tanto concreto quanto della legittimazione politica. Si aprirebbe, infatti, un varco per ulteriori passi peggiorativi - in particolare in questa fase di crisi - da parte del centro cos come degli Enti Locali. Regressioni accomunate da un minimo comun denominatore: ridurre la responsabilit dell'intervento pubblico e legarla, sempre pi, alla presenza di ridotte disponibilit economiche delle famiglie.

  A livello statale, il successivo passo da attendersi potrebbe essere la revisione dei LEA sociosanitari al ribasso [Livelli Essenziali di Assistenza, N.d.R.] e quindi l'aumento delle compartecipazioni richieste ai Cittadini per le prestazioni sociosanitarie residenziali e domiciliari. A livello regionale, per altro, le possibili applicazioni di questa regressione sono varie e gi numerose Regioni si sono recentemente mosse in tale direzione.
  E ancora: una definitiva rinuncia alla definizione dei Livelli Essenziali in ambito assistenziale.

  Elevati costi sociali per bassi risparmi
  Per altro, il risparmio ottenuto sarebbe ridotto. La versione pi "estrema" di introduzione della soglia ISEE - elaborata da Carlos Chiatti e Mirko Di Rosa nel recente Rapporto prodotto per il Forum Nazionale del Terzo Settore [Quale futuro per il welfare? Le politiche assistenziali tra delega assistenziale e prospettive di sviluppo. Un'analisi a partire dai dati, disponibile cliccando qui, N.d.R.] - prevede una diminuzione dell'utenza del 37.5%. Applicarla, significherebbe risparmiare 735 milioni di euro nel 2012, 1 miliardo e 471 milioni nel 2013 e 2 miliardi e 205 milioni nel 2014; si tratta di risparmi inferiori a quanto ipotizzato da molti perch - secondo la legge - si pu introdurre la soglia di reddito ISEE solo sulle nuove domande (flusso) e non sulle prestazioni in essere (stock). Detto altrimenti, il cambiamento non potrebbe toccare chi oggi gi la riceve, ma si applicherebbe sulle domande presentate successivamente all'entrata in vigore della nuova normativa.
  Si tratta, altres, di risparmi del tutto marginali rispetto agli sforzi di bilancio resi necessari nel prossimo biennio dalle manovre di contenimento della spesa. Il pericolo - dunque -  che per inseguire un piccolo risparmio si produca un danno di portata storica al welfare italiano, destinato a produrre effetti negli anni.

  Difesa dell'universalismo e miglioramento della qualit vanno a braccetto
  Difendere l'universalismo nell'accesso all'indennit di accompagnamento, per, non significa difendere questa prestazione per com' oggi. Vuol dire, esclusivamente, sostenere la necessit di mantenere il diritto di riceverla dipendente solo dal bisogno assistenziale del richiedente.
  Le analisi proposte nel citato Rapporto indicano, altres, che l'indennit potrebbe essere riformata, cos da meglio rispondere alle esigenze di chi la riceve, ci che viene sostenuto pure dalla maggior parte degli studi. L'impressione  che la domanda di mantenere l'accesso all'indennit di accompagnamento quale diritto di cittadinanza sia pi forte se affiancata da una richiesta di miglioramento della qualit della misura. Per altro, le voci critiche sulla qualit dell'accompagnamento e le richieste di riformare tale prestazione giungono da pi parti ed  ragionevole supporre che questo sar un tema al centro del dibattito prossimo venturo.
  Sempre il citato Rapporto prodotto per il Forum del Terzo Settore evidenzia, altres, che le proposte di riforma dell'indennit presentate sinora sono, per lo pi, disegnate pensando agli anziani non autosufficienti e non ai giovani e adulti con disabilit. Sembra dunque necessario che si sviluppino maggiormente proposte di riforma dell'indennit pensate per i giovani e gli adulti con disabilit, proposte - detto altrimenti - di come ridisegnare la misura in modo da renderla meglio in grado di rispondere alle loro specifiche esigenze.

  La sfida che l'indennit di accompagnamento pone al mondo della disabilit, dunque,  duplice: da una parte la difesa dell'universalismo nell'accesso, dall'altra la presenza pi incisiva - nel dibattito pubblico - di proposte di miglioramento della prestazione rivolte a giovani e adulti con disabilit.

  *Docente di Politica Sociale all'Universit Cattolica di Milano e consulente scientifico dell'Istituto per la Ricerca Sociale (IRS). Nel dicembre del 2011, il Forum Nazionale del Terzo Settore ha - opportunamente e tempestivamente - pubblicato il citato Rapporto Quale futuro per il welfare? Le politiche sociali tra delega assistenziale e prospettive di sviluppo. Un'analisi a partire dai dati, documento che prende le mosse dall'analisi del Disegno di Legge Delega per la riforma fiscale e assistenziale - presentato nell'estate del 2011 dal Governo Berlusconi - e che si rivela un utile strumento di approfondimento e di lavoro sulle politiche sociali in Italia, in una fase di profondo cambiamento e di decisioni strategiche per i prossimi decenni.
  A progettare il Rapporto  stato lo stesso Cristiano Gori, che ne ha diretto la preparazione, attraverso l'interazione con un gruppo di lavoro composto da vari esperti (tra cui anche il direttore editoriale del nostro sito Carlo Giacobini). Se ne consiglia caldamente la consultazione, accedendo al sito del Forum Nazionale del Terzo Settore e cliccando qui.

  Ultimo aggiornamento (gioved 02 febbraio 2012 17:56) 


***
b)Cfresce il welfare, cresce l'Italia.
Gabriele su onda-urto, 28\02\2012, h. h. 16.35.
CRESCE IL WELFARE, CRESCE LITALIA: IL 1 E 2 MARZO A ROMA,
CINQUANTA ORGANIZZAZIONI SOCIALI LANCIANO LE PROPOSTE PER IL WELFARE
DEL XXI SECOLO E PER LO SVILUPPO ECONOMICO DELLITALIA


Qual  il futuro del welfare? Cinquanta organizzazioni sociali del
nostro Paese si ritrovano insieme per legare sviluppo economico e
rilancio dello stato sociale. Cresce il welfare, cresce
lItalia  il titolo della Conferenza nazionale che si terr a
Roma gioved 1 e venerd 2 marzo, con inizio alle ore 9.30 presso il
Centro Congressi Frentani, in via dei Frentani 4.
I promotori delliniziativa  si legge nel documento
preparatorio  considerano non pi sostenibile, come ha evidenziato
con chiarezza la crisi economica e finanziaria che stiamo
attraversando, una prospettiva che veda nel welfare un mero costo, un
freno alla crescita economica. Piuttosto, invitano gli attori
politici, economici e sociali a ragionare insieme su un nuovo patto
per il sociale, una nuova idea di responsabilit collettiva, che
tenga insieme libert e uguaglianza; sviluppo economico, sviluppo
sociale, giustizia redistributiva.

La conferenza verr aperta alle 9.30 di gioved 1 marzo
dallintervento di Nicoletta Teodosi a nome del Comitato promotore.
Seguiranno tre interventi che inquadreranno il tema da diverse
angolature: Chiara Saraceno su Europa e welfare: vincoli,
criticit, opportunit, Paolo Leon su Le politiche sociali e
lo sviluppo, Stefano Rodot su La Carta Costituzionale e i
diritti di cittadinanza. Presiede la mattinata Sandro Del Fattore.
Nel pomeriggio sono previste sette sessioni parallele di
approfondimento, con lobiettivo di puntare lattenzione su
altrettanti blocchi tematici considerati determinanti alla crescita
del Paese e al sistema di welfare: 1. Universalismo e diritti di
cittadinanza, 2. Profili di una nuova governance
territoriale, 3. Integrazione e coordinamento delle politiche
dellassistenza e della sanit, 4. Tra lavoro, nuova domanda
sociale e responsabilit familiari, 5. Le risorse per il
welfare, 6. Politiche per lo sviluppo e terzo settore, 7.
Welfare diniziativa e di inclusione. Ogni sessione sar
caratterizzata da numerosi interventi di analisti, economisti e
specialisti di scienze sociali che si alterneranno al microfono con
rappresentanti di forse sociali e del terzo settore. Un panorama molto
vasto che agevoler il confronto e lelaborazione di proposte, che
verranno raccolte da un/una rapporteur e riportate nella sessione
plenaria del giorno successivo.

La seconda giornata di lavori, venerd 2 marzo si aprir alle ore 9
con la prosecuzione delle sette sessioni di approfondimento. Dalle ore
11.30 la sessione plenaria con la Presentazione di elaborazioni su
strategie e prospettive del welfare di cittadinanza. Intervengono:
Nerina Dirindin (Gruppo Abele), Cristiano Gori (Forum Terzo Settore),
Maria Luisa Mirabile (Rps  Manifesto welfare XXI secolo), Emanuele
Ranci Ortigosa (Irs), Tiziano Vecchiato (Fondazione Zancan). Presiede
Filippo Fossati.
Nel pomeriggio i lavori riprenderanno alle 14 con la Tavola Rotonda
introdotta e coordinata dal giornalista Giovanni Anversa, dal titolo:
Il presente e le prospettive del welfare. Intervengono: Maria
Cecilia Guerra, Sottosegretario Ministero Lavoro e Politiche Sociali,
Lorena Rambaudi, Assessore Regione Liguria Conferenza delle Regioni e
PPA, Lorenzo Guerini, Sindaco di Lodi  Anci, Roberta Papi,
Assessore Politiche sociosanitarie Comune Genova-Lega Autonomie,
Pietro Barbieri, Campagna I diritti alzano la voce, Andrea Olivero,
Portavoce Forum III Settore, Vera Lamonica, Segretario nazionale Cgil,
Pietro Cerrito, Segretario nazionale Cisl, Carlo Fiordaliso,
Segretario nazionale Uil.


SEGRETERIA ORGANIZZATIVA
welfarexxi.rps@gmail.com Beppe De Sario 0685797231  Daniela Bucci
0683393772
http://www.facebook.com/pages/Cresce-il-welfare-cresce-lItalia/171480879624270

Radio Articolo 1, www.radioarticolo1.it, seguir la diretta degli
interventi della mattina di gioved 1 marzo, e garantir servizi nel
corso del convegno.
Il Giornale Radio Sociale, www.giornaleradiosociale.it, seguir i
lavori con servizi in diretta durante le edizioni del giornale delle
ore 15 e aggiorner sul succedersi degli interventi attraverso
Twitter (@GrSociale). Una selezione degli interventi verr caricata
in podcast su www.giornaleradiosociale.it.


UFFICIO STAMPA
Ivano Maiorella e Eleonora Caneti
392.9164006
presidenza@fishonlus.it

Lisa Bartoli
347.5800610
ae.bartoli@inca.it


28 febbraio 2012

