vacanza
Opinioni in libert\		I ciechi vanno in vacanza
di visitator


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Recentemente ho fatto una bella vacanza in una localit che preferisco non nominare con persone che non posso citare per evitare di far risalire chi legge questo mio scritto ai protagonisti delle vicende che mi appresto a narrare.
La vacanza in s  stata ben organizzata ed interessante anche perch non mi sono sentita guardata a vista ed, invece, sono stata aiutata solo dove era strettamente necessario.
Una sensazione di libert che in poche vacanze organizzate, siano esse per ciechi o non,  possibile provare.
Merito degli organizzatori che colgo loccasione per ringraziare.
I partecipanti, per, possiedono, come tutte le persone, delle peculiarit pi o meno stravaganti che le caratterizzano e che le rendono pi o meno gradevoli.
Prima di tutto si sono creati, come  inevitabile, i classici gruppetti, quello in e quello out, con i relativi sotto gruppetti, gli snob, che si sentono i super fighi della situazione e passano il tempo a disprezzare e ridicolizzare gli altri, gli isolati volontari che ignorano gli altri e ne vengono pacificamente ignorati, gli scrocconi, immancabili in ogni compagnia che si rispetti, i solitari, che non disdegnano qualche volta la compagnia ma selezionano molto, gli artisti o gli alternativi, entrambi tipi tranquilli ancorch con le loro inevitabili stranezze, gli sfigati, che vengono sistematicamente esclusi per un sacco di motivazioni onestamente non tutte infondate, e gli indipendenti, cui credo di appartenere io perch mi muovo in autonomia e cambio spesso i miei interlocutori.
Non nascondo che reputo gretti sia gli appartenenti al gruppo in che a quello out che si evitano vicendevolmente;   si  perch anche gli out, a loro modo, sono degli snob.
Descriver qua e l qualcuno fra questi tipi umani con relativi aneddoti che avvaloreranno quanto ho in mente di dimostrare, ossia che noi ciechi abbiamo ancora un sacco di strada da fare verso la piena integrazione ed inclusione sociale che, in molti casi,  solo fittizia ed artificiale nonostante tanti di noi si sentano perfettamente inseriti ed accettati.
Il primo tipo  rappresentato da due donne, sicuramente intelligenti, carine  e ben volute da amici e colleghi e che si sentono superiori solo per il fatto di aver raggiunto una certa posizione lavorativa e forse sociale.
Svolgono attivit artistiche fuori dallorario lavorativo e sono generalmente colte e piacevoli.
Si fregiano di avere amici vedenti, tratto familiare nei ciechi che sentono il bisogno di dimostrare al mondo che possono enumerare fra le loro conoscenze Persone con gli occhi funzionanti come se quello fosse un pregio di per s.
A mio avviso non  sana anzi, trovo ridicola questa venerazione per i vedenti perch, coloro che li mettono su un piedistallo, sono i primi a fare distinzioni ed a sentirsi inferiori rispetto a loro.
Sarebbe meglio non farle e frequentare le persone per le loro peculiarit intellettive o per le affinit elettive.
So di dire una enorme banalit ma, osservando quella tipologia di ciechi, non mi sembra che per loro sia cos scontato il mio lapalissiano ragionamento.
Solitamente, queste persone appartengono al tipo di cieco meno autonomo in quanto necessitano sempre di un accompagnatore disponibile e quindi vezzeggiano il maggior numero di vedenti possibili in modo da avere in ogni occasione qualcuno a loro completa disposizione illudendosi che il rapporto diventi di amicizia e nongi di assistenza; Cos, credono loro, per il neo amico, accompagnare non pesa anzi, rappresenta un particolare piacere.
A volte  anche vero che qualche accompagnatore casuale entri in amicizia col cieco che sta aiutando perch gli risulta simpatico o perch ne ha stima; Magari il non vedente che ha avuto la fortuna di incontrare   intelligente,  brillante, divertente e generoso, di complimenti sintende!
Mi  capitato parecchie volte di sentire alcuni vedenti che, parlando di un amico non vedente, lo definivano una persona tanto speciale.
Io mi chiedo quante volte fra vedenti, parlando di un amico, si sente il bisogno di catalogarlo come speciale o particolarmente dotato di qualche abilit o virt.
Altre volte, invece, il rapporto che si crea  un surrogato di amicizia nel senso che, colui che accompagna, svolge con zelo e sollecitudine quel compito ma, appunto, avverte come un dovere il periodo trascorso accanto al privo della vista e poi non vede lora di tornare a casa o di uscire coi suoi veri amici.
Capita anche che non vi sia unampia scelta di accompagnatori e bisogna accontentarsi di quanto offre la casa; Ho assistito personalmente a scenette esilaranti in cui una ragazza, pur di non restare sola, si  dovuta sciroppare, per tutto il corso dellescursione, le inarrestabili e vacue chiacchiere della sua accompagnatrice per un giorno; In genere, queste sterili chiacchiere vertono invariabilmente su: Malattie di zie o suocere, insignificanti vicende occorse a nuore o cognate, o ogni singolo minimo progresso di figli o nipoti.
Tutte interessantissime notizie che  il privo della vista accompagnato apprender cercando, spesso invano, di interloquire o di cambiare discorso ma si sa, per certe persone un po pigre tutto  preferibile piuttosto che tirar fuori il fido bastoncello e provare a cavarsela da soli.
Troppa fatica! 
Tornando ai tipi umani della vacanza, queste ragazze si creano un gruppo ristretto scegliendo altri tipi interessanti, magari artisti o liberi professionisti, preferendo ignorare coloro che ritengono sfigati e non mischiarsi coi ciechi meno affermati perch ne andrebbe della loro immagine, soprattutto di fronte ai vedenti che li osservano, come se questi ultimi non avessero altro di meglio da fare che interessarsi a chi frequentano loro!
Le tipe, quindi, si scelgono compagnie a loro simili, persone divertenti ed affermate, possibilmente colte, con cui sollazzarsi ed esercitare il proprio potere ammaliatore.
Un altro tipo su cui vorrei soffermarmi  il cieco scroccone ed opportunista che, per nulla autonomo, non si vuole comunque pagare laccompagnatore ed elemosina uno strappo da qualsiasi persona incontri per via, non importa se gli sta simpatico o meno, tutto fa brodo oppure, si accoda incanalandosi verso il bar quando sente che qualcuno offre da bere.
Ho assistito a scene veramente penose in cui una ragazza, peraltro abbastanza facoltosa, sentiva che cera aria di caff gratis e, pur non essendo stata minimamente invitata ad unirsi, ha ordinato bellamente quanto era ancora in grado di ingurgitare dopo il pranzo Pasquale.
Unaltra signora ha ordinato il vino al tavolo, pur facendole schifo, sono parole sue, solo perch era incluso nel menu; Continuava a ripetere:  pagato,  compreso nel prezzo, mica gli o lascio.
Tutte e due le appartenenti a questo tipo si appostano nei luoghi strategici, perch di passaggio, in attesa che transiti qualcuno; Gli domandano prima chi sia cos, tanto per formalit poi, non importando loro nulla della risposta, hanno la faccia tosta di chiedere ai malcapitati se se la sentono di scortarle fino alla sala da pranzo o fino alla loro stanza.
Se queste persone, che chiamerei ciechi valigia, non incontrano nessuno per un tempo ragionevole, si arrischiano perfino a fare avanti e dietro per il corridoio in attesa della preda, non importa che si tratti anche di un perfetto sconosciuto.
Considerate che, di solito, sono ciechi lenti e pesanti da trasportare quindi si tratta di una vera sventura per i poveri accompagnatori improvvisati che, crediamo, si consoleranno solo al pensiero di aver svolto la loro buona azione quotidiana!
Unaltra volta, la signora cui accennavo in precedenza, entrata in un negozio di prodotti tipici, ha informato negozianti ed avventori, a pi riprese e con la voce assai alta, non sia mai che qualcuno non la udisse bene, che non voleva essere fregata come le era capitato altre volte, e che voleva la robba bona e no quella de scarto.
Naturalmente ci ha deliziato con la descrizione particolareggiata delle altre volte in cui, a suo insindacabile avviso,  stata ingannata.
Una figura che non vi dico!
La ragazza cui accennavo prima, quella benestante, invece, atterrisce tutti quando passa perch non si sa mai cosa ti sta per chiedere, ti punta e ti stordisce di inutili domande a raffica su: quando avevano detto che passavano a prenderci, da cosa sar composto il menu previsto per il giorno dopo, o il costo esatto di unattivit fuori programma ed altre scempiaggini bagatellari che evidentemente per lei rivestono unimportanza esiziale.
Non consideriamo poi le affermazioni assurde che  stata capace di regalare come quando, parlando del parapendio che avremmo svolto in tandem, ha chiesto con la massima innocenza se la bicicletta sarebbe atterrata con noi!
A volte mi chiedo in che mondo viva certa gente e se ci sono date prestabilite in cui aprono le gabbie per far uscire simili personaggi.
 Come dicevo prima ci sono anche i tipi asociali che si isolano volontariamente e che non si sa di avere ma si tratta di persone che non costituiscono un particolare fastidio per nessuno.
Solamente, non si riesce a comprendere il perch, per starsene da soli non scelgano viaggi di altro genere invece di quelli in gruppo; Contenti loro!
 Poi abbiamo il tipo trucido per convinzione che si diverte quasi a mettere tutti in difficolt con affermazioni sconvenienti e con toni di voce elevati e sgarbati.
Una ragazza, per esempio, non si  proprio saputa comportare: ha borbottato e criticato tutto e tutti in modo continuativo e sboccato meravigliandosi poi se veniva tenuta a distanza e pretendendo di essere inclusa nelle uscite.
Non cura il vestire o labbigliarsi perch pensa sia roba da borghesi ed eccede con fumo ed alcohol infastidendo tutti con le sue uscite inopportune ed importune.
E il genere di persona che pensa di essere la donna vissuta che sa tutto della vita e non ammette repliche.
Il comportamento pesante che la contraddistingue, le fa assumere un atteggiamento irritante e difficile da tollerare anche per le persone pi pazienti.
Poi ci sono io, con la mia dose di ostentata indipendenza.
Ammetto che mi compiaccio nel mostrare che giro da sola senza incontrare particolari difficolt o nel colloquiare amabilmente con tutti ma senza eccessi e dando la confidenza necessaria per svolgere una piacevole conversazione ma non di pi.
Non lego in modo particolare con nessuno perch odio i gruppettini fissi e chiusi ma non escludo aprioristicamente alcuno perch mi piace imparare da ciascuno ma anche regalare qualcosa di me a coloro la cui compagnia reputo piacevole.
Senza contare che, in questo modo, faccio sfoggio di magnanimit e di nobilt danimo!
Insomma, sono uno spirito libero, o almeno provo ad esserlo, cosa che, almeno spero, generalmente, mi rende interessante e misteriosa agli occhi dei pi intelligenti.
Quando poi decido di aprirmi con qualcuno, costui dovrebbe, a mio avviso, sentirsi anche privilegiato dal fatto che io lo abbia messo a parte dei miei pensieri pi profondi. 
Preferisco lasciar starnazzare gli in e provo un po di tenerezza per gli out e, se necessario, sto da sola in luogo di cercarmi a tutti costi una compagnia da da irretire, da  sfruttare o da rimbambire di chiacchiere vane e sterili.
Spero sia chiaro che sto esagerando!
E dopo questa sequela di malignit, chiudo il mio scritto inneggiando ai viaggi solitari dove si incontrano per breve tempo un gran numero di individui che non si conosce che non  possibile catalogare viste le scarse occasioni in cui si entra in contatto con loro. 
Si ha solo il tempo di apprezzare le qualit, se la persona piace, o di andare oltre se essa non incontra il proprio gusto.

