reddito
reddito pensionistico sottoposto a isee
dal corriere della sera del 04\02\2012.

 


MILANO - Anche per le indennit di accompagnamento verr introdotto un
limite reddituale. Queste le intenzioni espresse nella Manovra correttiva
che il Governo presenter a breve. Il limite reddituale personale dovrebbe
essere di 25mila euro. Per gli invalidi coniugati oltre al limite personale
c' n' uno "di coppia" pari a 38mila euro. Il nuovo limite riguarder le
indennit erogate dal 1 gennaio 2011. Nel caso si superino i 25mila euro
sommando reddito e indennit, la provvidenza viene ridotta fino a limite
reddituale. Esempio: un invalido percepisce 23 mila euro di reddito (o
pensione di anzianit), il totale annuale di indennit sarebbe solo di 2
mila euro (contro i 5.760 attuali).  un passaggio epocale, perch in tal
modo anche l'indennit di accompagnamento, una provvidenza assistenziale,
viene considerata, di fatto, reddito. Pertanto, in realt, il vero limite
reddituale per godere pienamente dell'indennit non  di 25mila euro, ma di
19.240 euro.
LE VECCHIE INDENNIT- Per le indennit di accompagnamento gi in
godimento, non  prevista la sospensione, ma nel caso di superamento di quei
limiti reddituali, verrebbe sospesa la perequazione automatica annuale. Per
dare un ordine di grandezza nel 2010 la perequazione dell'indennit rispetto
all'anno precedente  stata di 18 euro mensili.

L'INDENNIT DI ACCOMPAGNAMENTO: CHE COS'? - L'indennit di accompagnamento
 una provvidenza assistenziale introdotta nel 1980 a favore degli invalidi
civili totali che non sono in grado di deambulare autonomamente o senza 
l'aiuto
di un accompagnatore o non sono in grado di svolgere autonomamente gli atti
quotidiani della vita. Fra le condizioni di esclusione: essere ricoverati in
istituto a carico dello Stato o degli enti locali. Come detto, finora, non
era previsto alcun limite reddituale poich veniva considerata una indennit
per servizi assistenziali che lo Stato non eroga.

REDDITO LORDO O NETTO? - Ma la domanda di fondo rimane quella che riguarda
anche le altre prestazioni riservate agli invalidi civili: si considera il
reddito netto o il reddito lordo? La risposta cela una dei veri e propri
misteri della nostra burocrazia assistenziale.Un po' di storia non guasta,
per capire meglio.

L'ORIGINE - Agli invalidi civili, ai ciechi civili e ai sordomuti vengono
erogate delle provvidenze economiche rapportate al loro grado di invalidit.
Uno degli elementi che determina la concessione  il limite reddituale.
Prima di concedere o confermare pensioni, assegni o indennit di frequenza,
viene quindi verificato il reddito personale annuo dell'interessato. Fanno
eccezione le indennit di accompagnamento per ciechi e invalidi civili, 
l'indennit
di comunicazione per i sordomuti e l'indennit per i ciechi ventesimisti,
per le quali non  previsto alcun limite reddituale.
Ma a quale reddito si deve far riferimento? La normativa di riferimento per
i limiti reddituali  l'articolo 14 septies della Legge 29 febbraio 1980, n.
33: "i limiti di reddito [.], sono elevati a L. [.] annui, calcolati agli
effetti dell'IRPEF e rivalutabili annualmente secondo gli indici di
valutazione delle retribuzioni dei lavoratori dell'industria, rilevate 
dall'ISTAT
agli effetti della scala mobile sui salari". Sono possibili due ipotesi
interpretative: considerare il reddito complessivo cio tutti i redditi che
non siano esenti per legge dal calcolo dell'IRPEF, oppure considerare il
reddito imponibile ai fini IRPEF. La differenza ovviamente  sostanziale.

COMPLESSIVO E IMPONIBILE - Il reddito complessivo  la somma di tutti i
redditi che non siano esenti da terreni, da fabbricati, dalla prima casa, da
lavoro e assimilati, da impresa ecc.  il reddito totale su cui solo
successivamente si calcola il reddito imponibile deducendo il reddito della
prima casa, gli oneri deducibili (es. spese di assistenza handicap) e le
deduzioni per la progressivit dell'imposta. Nel reddito complessivo non 
compreso il TFR, come pure altri redditi che sono sottoposti a tassazione
separata.
Il reddito imponibile  invece quello su cui si applica l'aliquota IRPEF,
cio su cui si calcolano le "tasse" dovuto all'Erario.  la risultante della
sottrazione dal reddito complessivo degli oneri deducibili (spese e
deduzione per la progressivit dell'imposizione) e del reddito della prima
casa. Viene cio considerato il reddito che rimane effettivamente
disponibile al contribuente e su cui, quindi, si applica l'IRPEF in sede di
denuncia dei redditi o di dichiarazione sostitutiva. L'imponibile IRPEF 
rilevabile nell'Unico, nel 730, nel Cud.

PARERI E SENTENZE - Interpretando letteralmente la norma del 1980  a questo
reddito che ci si dovrebbe riferire. Di questo avviso anche il Consiglio di
Stato (parere n. 2283 del 14.02.1990) che ha ribadito: "Il limite di reddito
[.] va determinato con riguardo ai redditi che concorrono a costituire la
base imponibile ai fini dell'IRPEF". Purtroppo per la prassi amministrativa
(INPS e Ministero dell'Economia) ha assunto tutt'altra direzione assumendo
quindi il reddito complessivo come riferimento per il limite di reddito. Una
direzione diversa da quella prevista dal Legislatore.
L'abitazione  stata negli ultimi anni considerata come una necessit
primaria dei cittadini, tanto da alleggerire su di questa la tassazione.
Proprio per questi motivi il reddito da abitazione, come abbiamo detto
sopra, va dichiarato nel reddito complessivo, ma non va considerato ai fini
del reddito imponibile IRPEF. Questa considerazione non vale per quando si
tratta di concedere delle provvidenze economiche agli invalidi civili.

LA LINEA DELL'INPS - Il Messaggio INPS 31976 del 21 settembre 2005, emanato
in accordo con il Ministero dell'economia, ribadisce ci che gi applica da
tempo e cio che bisogna "considerare il reddito derivante dalla casa di
abitazione ai fini dell'accesso al diritto a pensione di invalidit civile.
Quanto sopra sulla base della considerazione della distinzione tra
deducibilit dei redditi ai fini fiscali e computabilit degli stessi
redditi ai fini previdenziali e sul presupposto che laddove il legislatore
ha voluto escludere il reddito della casa di abitazione lo ha esplicitamente
previsto". Ma, come dovrebbe ben sapere l'INPS, la pensione di invalidit
civile non  una prestazione previdenziale, ma assistenziale. E diventa
quasi superfluo sottolineare che con questa interpretazione non vengono
dedotte dal reddito nemmeno le spese di assistenza specifica sostenute
proprio a causa della disabilit. Nella sostanza: le spese, ad esempio per
la badante, vengono considerate ai fini delle deduzioni, ma non vengono
contemplate ai fini della concessione delle provvidenze assistenziali per
invalidi, ciechi e sordi. Non  invece superfluo sottolineare che questa
prassi amministrativa, contro la quale ci auguriamo vengano intentati
ricorsi, comporta l'esclusione dalla concessione delle provvidenze
economiche di molte persone con disabilit. Esclusione che ora riguarder
significativamente anche i potenziali titolari dell'indennit di
accompagnamento.




