hermes
La passeggiata che ricarica il cellulare
da Repubblica del 23\02\2012.
 

l'invenzione in un liceo di Montecatini
Trasformare il movimento in energia elettrica si pu: l'idea di quattro 
ragazze trasformata in realt dal Cnr e da una serie di aziende che 
hanno collaborato al progetto. Un nuovo fronte nel vivace mondo 
dell'energy harvesting, ovvero della raccolta dell'energia dalle azioni 
quotidiane
di STEFANIA MARTANI
Le quattro ideatrici di Hermes
 TUTTO made in Italy ed  uno dei dispositivi pi interessanti nel 
campo dell'energy harvesting, il processo per cui l'energia, proveniente 
da sorgenti alternative, viene catturata e salvata. Si tratta delle 
prime scarpe a recupero energetico, realizzate grazie a un'idea di 
quattro ragazze del liceo scientifico 'C. Salutati' di Montecatini 
terme, sotto la supervisione del Consiglio nazionale delle ricerche.

Scarpe che non a caso sono state battezzate Hermes, come l'instancabile 
messaggero degli dei. Tutto nasce nel 2010, quando l'Istituto di ricerca 
sulle popolazioni e le politiche sociali (Irpps) del Cnr organizza 
InvFactor, un concorso diretto alle scuole superiori italiane volto a 
valorizzare nuovi talenti in ambito scientifico-tecnologico e a premiare 
i progetti pi interessanti dei 'giovani archimedi'. Tanto per 
dimostrare che, a ben vedere, in Italia i cervelli ci sono: basta 
incoraggiarli.

Nel liceo Salutati c' una ragazza, Irene Chirico, che ama fare jogging. 
Correndo correndo, improvvisamente la lampadina del genio si accende: 
perch non tentare di recuperare tutta quell'energia prodotta dal 
movimento e accumularla in una batteria per poi riutilizzarla? Espone la 
sua intenzione a tre amiche - Giulia Tuci, Alessia Nannini e Cecilia 
Pellegrini - e alla professoressa, Maria Carmela Foti.

"Abbiamo pensato a una calzatura che unisse comodit, resistenza e 
recupero dell'energia", spiega Irene Chirico. "Oggi  fondamentale 
cercare di sfruttare fonti energetiche rinnovabili, unendo magari questo 
aspetto a un'attivit salutare". S, ma come realizzarle? Le ragazze 
allora si rivolgono all'Istituto di chimica dei composti organometallici 
(Iccom) del Cnr di Pisa, nella persona del professor Vincenzo Palleschi, 
responsabile del laboratorio di Spettroscopia applicata. "Buon giorno 
professore, noi avremmo un'idea...".

L'idea  quella di inserire all'interno della scarpa un dispositivo che 
sfruttando i principi dell'elettromagnetismo converta l'energia 
meccanica prodotta dalla camminata in energia elettrica. Un grande 
calzaturificio della zona d la propria disponibilit a partecipare al 
progetto, disegnando addirittura una scarpa speciale per alloggiare il 
convertitore meccano/elettrico.

"Gi dalla prima occhiata al progetto - spiega il professor Palleschi - 
ci siamo resi conto di avere a disposizione solamente pochi centimetri 
cubici per sistemare, all'interno del tacco, il generatore di energia 
elettrica. E i vincoli, definiti chiaramente dal titolare del 
calzaturificio di Monsummano, Claudio Bartoli, erano molto stringenti: 
niente parti esterne in movimento, nessuna possibilit di aumentare le 
dimensioni di tacco e suola, necessit di mantenere il rumore al minimo".

A questo punto l'equipe ha chiesto la collaborazione al dottor Lorenzo 
Grassi, fisico della Marwan Technology, che collabora da anni con 
l'istituto. La ditta realizza direttamente sia il trasduttore inserito 
nelle scarpe che il dispositivo elettronico per accumulare l'energia 
prodotta durante la camminata. "La scarpa - spiega Palleschi - funziona 
in questo modo. All'interno del tacco  inserito un piccolo avvolgimento 
elettrico di un paio di centimetri, un solenoide, con dentro un magnete 
mobile: il movimento del piede provoca lo spostamento del magnete, 
quindi la variazione di campo magnetico che serve per produrre 
l'elettricit. L'energia prodotta viene accumulata in una batteria che, 
collegata con un filo al solenoide, pu essere portata in tasca".

"Il filo - continua Palleschi - che esce dalla scarpa sale lungo le 
gambe (se si corre in tuta, pu essere agganciato facilmente ai 
pantaloni oppure fatto passare al di sotto di essi). L'energia 
accumulata pu essere cos utilizzata per caricare la batteria di 
oggetti di elettronica quali telefoni cellulari, lettori musicali, 
navigatori satellitare. Con un magnetino pi potente si potrebbe fare 
meglio e lo faremo non appena la collaborazione con un'impresa di 
calzature si concretizzer".

Dulcis in fundo, le ragazze vincono il premio creativit femminile del 
concorso e Irene  insignita del titolo di Alfiere della Repubblica dal 
presidente Giorgio Napolitano. "Inoltre - aggiunge il professore - 
quando Irene ha compiuto diciotto anni abbiamo brevettato l'invenzione". 
E ora due ziende di Montecatini e Monsummano sono interessate alle 
scarpe e vorrebbero acquisire il brevetto per poterle realizzare e 
lanciarle sul mercato.

Le scarpe Hermes sono solo uno dei numerosi dispositivi di energy 
harvesting che stanno attirando l'interesse delle aziende. Un altro 
esempio  quello della canadese Bionic Power che ha sviluppato il Bionic 
Energy Harvester, un dispositivo che si indossa come una ginocchiera e 
sfrutta la naturale fase di lavoro negativo dei muscoli delle gambe 
durante la camminata, e che pu produrre fino a cinque watt di energia, 
senza che chi la indossa compia alcuno sforzo supplementare.

C' poi il caso della palestra innovativa aperta negli Stati Uniti, la 
Green Microgym di Portland, nell'Oregon. In collaborazione con la texana 
Henry Works ha installato la Human Dynamo, che collega pi cyclette a 
una batteria che accumula l'energia generata dalle pedalate: se si 
calcolano 100 watt a cyclette in una palestra che ne ha 40, questo 
significa che si possono produrre quattro kilowattora.

E a Rotterdam nel 2008  stata inaugurata la prima discoteca sostenibile 
al mondo, il Watt Sustainable Dance Club. La pista da ballo converte 
l'energia cinetica prodotta da chi danza in elettricit. Il pavimento 
infatti  composto da mattonelle che si muovono leggermente in verticale 
(non pi di un centimetro) quando vi si balla sopra.

L'istituto di ricerca Technion, assieme alla societ Innovatech, hanno 
dato vita ad un innovativo accumulatore di energia, l'Energy Harvesting 
System, in grado di raccogliere la potenza generata dal passaggio delle 
vetture sul manto stradale. Il sistema, che si basa sul posizionamento 
di dispositivi piezoelettrici che convertono l'energia meccanica in 
elettricit,  stato ideato e realizzato in Israele.
