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i diritti conquistati con fatica crollano.
Redattore Sociale del 16-02-2012


"I diritti conquistati con fatica crollano uno dopo l'altro": rabbia e indignazione dall'Uic 

Giornata nazionale Braille il 21 febbraio. L'Unione ciechi e ipovedenti evidenzia le difficolt a scuola e sul lavoro: "Non toccare l'indennit di accompagnamento". Il presidente Daniele: "La campagna contro i falsi invalidi si ritorce su quelli veri"

ROMA. C' la campagna contro i falsi invalidi che "si ritorce sui disabili veri" e c' il diritto allo studio dei ragazzi ciechi e ipovedenti che non  garantito. C' il rischio che l'indennit di accompagnamento venga legata al reddito e ci sono le pessime prospettive lavorative con le quali devono fare i conti i giovani. C' preoccupazione e indignazione nelle fila dell'Unione italiana ciechi, che il prossimo 21 febbraio celebrer l'annuale giornata nazionale del Braille, istituita nel 2007 e dedicata al sistema di lettura inventato dal francese Louis Braille che "ha spalancato ai ciechi le porte della conoscenza". Quel giorno in tutta Italia sono previsti eventi e manifestazioni, ma nella ricorrenza, le parole del presidente nazionale dell'Uic Tommaso Daniele mettono in evidenza "la preoccupazione, la rabbia e l'indignazione dei ciechi e degli ipovedenti italiani che da un po' di tempo a questa parte vedono crollare, uno dopo l'altro, i diritti conquistati al prezzo di duri sacrifici". 

Primo punto: i "falsi invalidi". "I ciechi e gli ipovedenti, come del resto gli altri disabili italiani, - afferma Daniele - sono arrabbiati ed indignati per la campagna mediatica contro i falsi ciechi ed i falsi invalidi che sembra organizzata per combattere i ciechi veri ed i disabili veri". C' poi la legge che ha convertito il decreto "Salva Italia", che - spiega l'Uic - "mette in discussione l'indennit di accompagnamento legata alla minorazione, una delle pi belle pagine della civilt giuridica". Il rischio  di considerare l'indennit di accompagnamento come facente parte del reddito ai fini Isee e che la stessa sia legata ad un limite di reddito. Certo, il sottosegretario Guerra ha rassicurato sul tema, ma secondo il presidente dell'Uic "non bisogna abbassare la guardia perch potrebbe trattarsi di una personale opinione del Sottosegretario non condivisa dalle parti che concorrono alla decisione, dal momento che in tema di Isee sono coinvolti il ministero del Lavoro, dell'Economia, della Salute e la Conferenza delle Regioni". In ogni caso legare l'accompagnamento al reddito costituirebbe "un provvedimento inutile perch non porta soldi nelle casse dello Stato, impolitico perch colpisce una platea di oltre 4 milioni di persone, incivile perch scarica il peso della disabilit sulle famiglie e iniquo perch approfondisce il solco delle disuguaglianze sociali e colpisce al cuore il concetto di pari opportunit".

C' poi lo studio e il lavoro, aspetti critici per le persone cieche. Sulla scuola, viene fatto notare che "mancano libri di testo, materiale didattico e ogni ausilio necessario all'autonomia" e che di fatto "ai ragazzi ciechi ed ipovedenti non  garantito il diritto allo studio". Per questo, fa sapere l'Uic, " stato preparato un progetto mirato all'autonomia dei ragazzi ciechi ed ipovedenti nel quale intende coinvolgere il Ministero della Pubblica Istruzione a titolo assolutamente non oneroso e che verr presentato alla stampa nel prossimo futuro". Iniziativa fatta in collaborazione con la Biblioteca Italiana "Regina Margherita" di Monza, la Federazione Nazionale delle Istituzioni pro Ciechi, l'Istituto per la Ricerca, la Formazione e la Riabilitazione, la Sezione Italiana dell'Agenzia Internazionale per la Prevenzione della Cecit e il Museo Tattile Statale "Omero" di Ancona.

Infine, la protesta per i problemi del lavoro: "Per i giovani ciechi di oggi - viene detto - si intravede solo il buio, perch le vecchie professioni non sono pi spendibili e le nuove non decollano per mancanza di formazione professionale da parte delle Regioni che avrebbero dovuto formare le nuove figure previste dal Decreto Salvi del 2000: operatore di banche dati, addetto alle relazioni con il pubblico, operatore di telemarketing". "Dodici anni di attesa - specifica l'Uic - sono davvero troppi". 