a.virus
Piccola guida (indiretta) alla scelta (anche) dell'antivirus pi adatto
Da "Repubblica" del 12 febbraio 2012


http://www.repubblica.it/tecnologia/2012/02/12/news/symantec_beffata_dagli_hacker_50mila_dollari_per_il_vostro_codice-29502047/?ref=HRERO-2

Symantec beffata dagli hacker
"50mila dollari per il vostro codice"
Un gruppo hacker ruba il sorgente di due programmi commerciali e 
l'azienda offre denaro per recuperarlo. Il tira e molla inizia a 
gennaio, ma solo ora viene reso pubblico il carteggio che vede i pirati 
prolungare appositamente l'attesa per "umiliare" i derubati

Symantec beffata dagli hacker "50mila dollari per il vostro codice"  (afp)
UN CASO tutto particolare di pirateria informatica quello che ha visto 
protagonisti Symantec, produttore di famosi antivirus e di PcAnywhere, e 
un gruppo di hacker indiani di Bombay, non identificati, che per 
dichiarano di essere affiliati a Anonymous. E che hanno contattato 
l'azienda dichiarando di aver messo le mani sul codice sorgente di 
entrambi i programmi, e minacciano di renderlo pubblico. A questo punto 
inizia un piccolo giallo. All'inizio sembra che siano gli hacker a 
chiedere un "riscatto" per il codice ma dal carteggio pubblicato online 
sembra essere Symantec ad offrire 50mila dollari per il rilascio. Gli 
hacker hanno successivamente dichiarato pubblicamente di "non aver mai 
avuto intenzione di chiedere soldi, ma solo di mettere in difficolt 
l'azienda", probabilmente per esporla al pubblico ludibrio. Una mossa 
tutto sommato da codice d'onore hackeresco, il segno di Zorro aggiornato 
al digitale.

Forse la scintilla d'origine per comprendere lo sfott dei pirati, 
scorrendo le email,  stata la richiesta di Symantec di "negare che gli 
hacker avessero mai realmente messo mano sul codice". In effetti, 
un'onta grave per un'azienda che produce antivirus. Yamatough, uno dei 
pirati, ha dichiarato: "Li abbiamo attirati in una trappola, facendo in 
modo che ci offrissero dei soldi, per umiliarli. E ce li hanno offerti", 
dice.

Da l  partita una trattativa per definire i termini e i modi del 
pagamento, ma i limiti di trasferimento monetario che i maggiori servizi 
online pongono per evitare riciclaggi, ha fatto cadere la scelta su 
Liberty Reserve, un sito di transazioni con base in Costa Rica. E in due 
mesi di email, i tentativi di Symantec per impedire la diffusione del 
codice non sono mancati, e soprattutto per avere prova che i pirati 
detenessero effettivamente i sorgenti. Symante cusa addirittura un nome 
falso sotto cui si nasconde un servizio di sicurezza, con cui conduce le 
trattative. Ma la diffidenza lavora su entrambi i fronti, e anche gli 
hacker fiutano le manovre per tracciare le mail e identificare il 
gruppo. A questo punto, l'ultimatum: i pirati chiedono a Symantec di 
versare la cifra pattuita entro dieci minuti dalla ricezione della mail 
di richiesta. Una beffa, certamente, ma in grado di far tremare i polsi 
a chiunque dall'altra parte del web. Se il codice verr mai rilasciato 
non si sa, la data prevista per la diffusione pubblica era il 7 
febbraio. Ma anche se non dovesse mai accadere, la storia rimarr negli 
annali della pirateria.

(12 febbraio 2012)