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inviato in privato da Francesco Melis, 20\01\2012, h. 11.03.


offensiva degli hacker contro il governo
Arrestato il fondatore, rischia 50 anni. Si tratta dei pi popolari archivi di film e musica online, spesso usati per diffondere materiale protetto da copyright. In manette Kim Schmitz e altre tre persone, gli indagati in totale sono sette. I pirati attaccano il sito della giustizia Usa, dell'Universal, della Riaa e dell'Mpaa

L'Fbi chiude Megaupload e Megavideo offensiva degli hacker contro il governo  
NEW YORK - Pugno di ferro degli Stati Uniti contro la pirateria digitale: l'Fbi, in collaborazione con il Dipartimento della Giustizia americano, ha chiuso il sito Megaupload.com e Megavideo.com, ottenendo l'arresto del fondatore e di altre tre persone.

Megaupload  uno dei pi noti e pi imponenti archivi di film, musica e software, spesso pubblicati senza autorizzazione. Secondo l'accusa, l'attivit di Megaupload  costata pi di 500 milioni di dollari in mancati profitti ai legittimi detentori del copyright.

Il fondatore del sito, Kim Schmitz, e altri tre sono stati arrestati in Nuova Zelanda su richiesta delle autorit statunitensi. Altre due persone sono ricercate e numerose altre due risultano incriminate. L'atto di forza arriva a 24 ore dallo sciopero di internet 1 per protestare contro il Sopa, la legge antipirateria in discussione al Congresso che, secondo molte internet company tra cui Google e Wikipedia, metterebbe a repentaglio la libert di espressione online.

L'offensiva dei pirati. La risposta degli hacker non si  fatta attendere: anunciando su Twitter l'operazione #OpMegaUpload, l'attacco di alcuni individui legati ad Anonymous ha reso irrangiungibili i siti del dipartimento di Giustizia statunitense, della casa discografica Universal, della Recording Industry Association of America (Riaa) e della Motion Picture Association of America (Mpaa).

Cos' Megaupload? Tecnicamente il sito si presenta come un "cyberlocker", una sorta di magazzino tramite il quale gli utenti possono archiviare file troppo grandi da spedire via e-mail per condividerli in via riservata con altre persone. Un uso del tutto legittimo nel quale si innesta una zona grigia di illegalit, poich molti caricano file protetti da copyright e poi diffondono il link per scaricarli su forum e blog, mettendo di fatto in piedi un giro di contenuti pirata. Megaupload guadagna vendendo pubblicit sulle sue pagine e facendosi pagare da gli utenti che vogliano scaricare pi di un certo numero di file a velocit pi elevata.

In un comunicato pubblicato poco prima della chiusura, Megaupload bollava come ridicole le accuse di violazione del copyright, affermando che "la stragrande maggioranza del traffico generato dal sito  legale. Siamo qui per restare", garantiva Megaupload, aprendo al dialogo con l'industria dell'entertainment che, scrivevano gli autori del messaggio, "vuole avvantaggiarsi della nostra popolarit".

Di tutt'altro avviso il Dipartimento di Giustizia, secondo il quale Megaupload "ha riprodotto e distribuito illegalmente su larga scala copie illegali di materiale protetto da copyright, tra cui film - anche prima dell'arrivo in sala - musica, programmi televisivi, libri elettronici e software. Le accuse nei confronti degli indagati sono pesanti: associazione a delinquere finalizzata all'estorsione, al riciclaggio e alla violazione del diritto d'autore. Rischiano oltre 50 anni di prigione ciascuno.

(19 gennaio 2012) 

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Aggiornamento:
Tutti i dati di megaupload verranno distrutti!
Zeus-news del 30\01\2012.

Tutti i dati di Megaupload verranno distrutti.
Alla notizia della chiusura di Megaupload, gli utenti che avevano caricato file legali si erano giustamente seccati perch non potevano pi accedere ai propri contenuti. Ora il loro disappunto potrebbe aggravarsi, e non di poco.

L'avvocato di Megaupload, Ira Rothken, ha infatti comunicato di aver ricevuto una lettera da parte dello US Attorney con cui si afferma che i dati degli utenti saranno presto distrutti.
Il problema  che, contestualmente alla chiusura del servizio, l'FBI ha anche bloccato i conti di Megaupload, che quindi non pu pagare i fornitori dello spazio su cui sono conservati i dati (nella fattispecie, Cogent Communications e Carpathia Hosting).
Cos gli hosting provider, allo scadere della fattura, saranno liberi di riciclare i server finora utilizzati da Megaupload, eliminando il materiale.
Naturalmente - ha aggiunto l'avvocato Rothken in coda alla spiegazione - ci piacerebbe pensare che gli Stati Uniti e Megaupload siano uniti nel cercare di evitare una tale calamit per gli utenti, che potrebbero perdere definitivamente l'accesso a ogni cosa, dai file di testo alle foto di famiglia sino a molto altro materiale che non potr mai essere considerato illegale.

Secondo l'avvocato, qualora le autorit federali non interverranno per impedire la perdita dei dati, la fiducia nel cloud computing subirebbe un duro colpo.

Fonte:
http://www.zeusnews.it/index.php3?ar=stampa&cod=16758#axzz1kyZP1D4a

