ebook
La rivoluzione dei libri di scuola in mano ad Apple? Forse no
Il corvo su universal-access, 24\01\2012, h. 17.42.


Tratto da melablog

    Ogni volta che Apple mette mano a un segmento di mercato -nuovo o gi
battuto da altri-, finisce che si parli di rivoluzione e di forza
dirompente. Eppure -Apple TV ne sia un esempio- non sempre tutte le
ciambelle di Cupertino riescono col buco, e c' chi  pronto a giurare che,
se rivoluzione dei libri di testo sar, non arriver prima d'un lungo
periodo d'assestamento e soprattutto prima che altri competitor si siano
gettati nella mischia.

Quando Joshua Bento di Nieman Journalism Lab parlava del "Garage Band degli
ebook" si riferiva alla facilit disarmante con cui, grazie ai nuovi
strumenti di Apple,  ora possibile creare in poco tempo accattivanti
contenuti didattici dedicati ad iPad e dotati d'un'anima completamente
interattiva. Potremmo essere di fronte al cambiamento pi significativo del
settore dopo Gutenberg, ma non  detto che i tempi siano rapidi n che il
merito vada tutto alla mela.

Innanzitutto, l'ecosistema Apple  chiuso; somiglia ad un "recinto dorato"
dal quale non si pu uscire e che potrebbe rappresentare un deterrente per
scuole e famiglie, intenzionate piuttosto a tutelare i propri investimenti
per il maggior lasso di tempo possibile. C' da dire che, almeno per il
momento, iPad  il leader di mercato, ma con Android alle calcagna 
difficile credere che gli equilibri resteranno immutati per molto ancora.

Altra questione  il fattore costi. Prendiamo l'hardware di base: iPad non 
propriamente un gingillo economico, e nelle versioni di punta viene
commercializzato al prezzo d'un portatile. Certo, il costo calmierato degli
ebook potrebbe far incidere meno l'acquisto del dispositivo, ma il limite di
14,99$ sui testi si applica esclusivamente ai tomi delle scuole superiori; e
gi oggi, almeno su Amazon USA, gli ebook destinati agli studenti del
college costano come o pi dell'equivalente cartaceo. Per farla semplice,
Apple si sta "alleando in partnership" con gli editori; non gli sta mica
muovendo guerra. Ci implica che difficilmente un libro da 150$ verr
rimpiazzato con un ebook da 15$, anche se nel computo generale ora vanno
aggiunte almeno un paio di novit: l'impossibilit di rivendersi l'usato, e
l'eventualit che nuovi competitor -o autori di pregio senza una casa
editrice alle spalle- entrino in scena con prodotti competitivi e di
qualit.
Per certi versi, gli "smartbook" della Inking paiono gi ora pi sofisticati
degli omologhi con la mela, e diverse altre societ - per esempio Chegg e
Kno- combattono da tempo per raggiungere visibilit in questo settore. E
poi, i libri di testo non rappresentano pi da tempo l'unica risorsa cui gli
studenti hanno accesso. Progetti come Wikipedia, Khan Academy, Wolfram
Alpha, iTunes U, MIT Open Courseware e i testi gratuiti di CK-12
costituiscono un irrinunciabile sussidio per milioni di discenti del globo,
ed  questa la ragione per cui Cupertino ha incastonato pezzi di Web -HTML5
e JavaScript su tutti- direttamente all'interno di iBooks Author. Il che
tuttavia conferma che il cambiamento era in atto ben prima dell'ultimo
evento Apple; loro, semmai, sono stati i primi tra i grandi dell'hi tech ad
accorgersene e avvantaggiarsene.