pirati
Pirateria, l'Europa vieta i filtri
Art.inoltrato in privato da Francesco Melis, 25\11\2011, h. 12.48.


da la repubblica del 24\11\2011.

"Contrari alle leggi della Ue"

http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/11/24/news/pirateria_europa_vieta_filtri_web-25514353/?ref=HREC2-5
Storica decisione della Corte di giustizia europea: non possono essere 
rivolte ingiunzioni per oscurare a titolo preventivo siti che contengano 
materiale che viola il copyright. Esultano le associazioni di 
consumatori e provider di ALESSANDRO LONGO

Pirateria, l'Europa vieta i filtri "Contrari alle leggi della Ue"
BRUXELLES - Non si possono imporre filtri al web per impedire agli 
utenti di scaricare file pirata, perch questa pratica  contraria al 
diritto comunitario. L'ha stabilito oggi la Corte di giustizia europea, 
con una sentenza 1 che gli esperti definiscono "storica": avr un grosso 
impatto sul modo con cui, anche in Italia, viene protetto il diritto 
d'autore su Internet.

La Corte si  pronunciata su un caso che contrapponeva il provider belga 
Scarlet e la Sabam (la Siae belga). La Sabam aveva ottenuto da un 
giudice che il provider impedisse di usare programmi peer-to-peer per 
scaricare opere protette. La Scarlet si  rivolta per alla Corte 
d'appello di Bruxelles, che ha poi portato il caso alla Corte di giustizia.

Di qui la sentenza, che ora peser non solo sul caso Scarlet ma in tutta 
l'Europa: "Il diritto dell'Unione vieta che sia rivolta a un fornitore 
di accesso ad Internet un'ingiunzione per predisporre un sistema di 
filtraggio di tutte le comunicazioni elettroniche che transitano per i 
suoi servizi, applicabile indistintamente a tutta la sua clientela, a 
titolo preventivo, a sue spese esclusive e senza limiti nel tempo".

Il motivo  che quest'ingiunzione violerebbe il diritto dei provider a 
non farsi sceriffi del web e a non sorvegliarlo a caccia di reati. Ma 
violerebbe anche "la libert d'impresa, il diritto alla tutela dei dati 
personali e la libert di ricevere o di comunicare informazioni, 
dall'altro". Sarebbe insomma il classico caso in cui in nome del 
copyright si vorrebbero fare storture ai danni di altri diritti.

Quelli del cittadino, soprattutto. Ma anche dei provider, che per 
rispettare l'ingiunzione sarebbero costretti a adottare un costoso 
sistema di filtraggio. "E' una vittoria per i diritti dei cittadini di 
internet", afferma Fulvio Sarzana, avvocato, leader del movimento "Sito 
non raggiungibile 3" per l'affermazione dei diritti fondamentali su 
internet. "Per l'industria del copyright diventer impossibile, anche su 
richiesta di un giudice, ottenere i nomi di chi scarica file pirata, per 
esempio", spiega Sarzana. "E' quello che Fapav (Federazione 
Anti-Pirateria Audiovisiva) aveva tentato di fare 4 in Italia".

La sentenza impedir ai giudici nostrani filtri per bloccare e tracciare 
gli utenti che scaricano o condividono file protetti da diritto 
d'autore", aggiunge. "La sentenza avr un impatto enorme sulla tutela 
del diritto d'autore online, in Europa", conferma Innocenzo Genna, 
esperto di policy comunitarie in ambito informatico. "Bloccher tutte le 
misure anti pirateria che poggiano su tecnologie di filtraggio, in 
Italia, Irlanda, Regno Unito e altri Paesi. A rischio adesso anche 
l'Hadopi francese", continua.

Ottimista invece Enzo Mazza, presidente di Fimi (Federazione 
dell'industria musicale italiana) secondo il quale "la sentenza 
impedisce solo il filtraggio preventivo e quindi autorizza a bloccare 
specifiche attivit illegali su Internet". Sulla stessa linea Marco 
Polillo, presidente di Confindustria Cultura, secondo il quale "la 
sentenza conferma  in maniera chiarissima che, ai fini del contrasto 
della pirateria online, l'Autorit Giudiziaria e gli Organi 
amministrativi di vigilanza, dopo aver accertato gli illeciti, possono 
ordinare provvedimenti di inibizione all'accesso attraverso il 
coinvolgimento degli intermediari".

Si pensa per esempio all'oscuramento di siti web o alla rimozione di 
link da cui scaricare file pirata. L'ultima vicenda, a proposito,  il 
sequestro di Italianshare, un network con cinque siti e 550mila utenti 
mensili italiani. I provider nostrani ritengono illecito per anche 
questo tipo di filtro e per la prima volta pochi giorni fa hanno 
ottenuto ragione da un tribunale. Allo stesso modo si stanno ora 
opponendo anche al sequestro di Italianshare.

La prossima grande battaglia  alle porte: tra pochi giorni Agcom 
(Autorit garante delle comunicazioni) varer una delibera per la 
riforma della tutela del copyright online. Le lobby del diritto d'autore 
le chiedono di facilitare l'oscuramento di siti web, come risulta da una 
lettera che le ha inviato Confindustria Cultura nei giorni scorsi. Si 
oppongono a questa misura invece le associazioni dei consumatori e 
politici bipartisan. L'attuale bozza della delibera non prevede 
oscuramenti ma la facolt di Agcom di multare fino a 250 mila euro i 
gestori di siti che violano il diritto d'autore.

