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Andare oltre le barriere tecnologiche.
Corriere della Sera del 01-11-2011 


Siti pubblici come il Censimento online, ancora troppo poco accessibili: un progetto alla Sapienza per migliorarli

MILANO. Navigare sul web o utilizzare linkedin, facebook o twitter per lavoro o nel tempo libero. Anche nella piazza virtuale chi ha una disabilit trova ostacoli. Troppi contenuti, poca leggibilit e cos diventa impossibile, soprattutto per chi  ipovedente o cieco, chattare, taggare, collegarsi alla rete professionale, nonostante lausilio di strumenti informatici, come gli screen reader, che permettono di leggere anche a chi non vede. Ma sincontrano difficolt anche nellaccesso a siti di pubblica utilit. Un esempio recente? Quello per compilare on line, che risulta poco fruibile per chi ha una disabilit visiva. 

PROGETTO PILOTA. Proprio per tentare di superare le barriere tecnologiche e dellinformazione, il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) dellUniversit La Sapienza di Roma e IBM Italia hanno promosso il primo seminario di formazione avanzata  sullinclusione digitale: Universit e ICT per la disabilit. La partecipazione alla vita sociale passa anche attraverso laccesso di tutti alle nuove tecnologie, sottolinea una delle organizzatrici del corso, Rosanna Consolo del Dipartimento CoRiS. Il seminario, gratuito e rivolto a studenti universitari, fa parte di un progetto pilota che mira a far conoscere le opportunit, per tutti, della societ dellinformazione. Le lezioni in aula -  per esempio, sul ruolo dellICT nel superamento delle barriere o sugli strumenti di comunicazione disponibili e in via di sperimentazione - saranno integrate da visite esterne a musei e centri di ausili informatici e domotica.

AUSILI. I documenti di Organizzazione mondiale della Sanit e Unione Europea vanno calati nei contesti di vita  osserva Consolo - . Oggi gli spazi in cui muoversi non sono pi soltanto fisici, ma anche digitali e virtuali. Laddove i contenuti sono mediati dalle tecnologie, va quindi favorito laccesso alle informazioni e alla cultura, anche grazie ad ausili informatici, come programmi di sintesi vocale che spiegano ci che compare sullo schermo e altri in via di sperimentazione, come sottotitoli o avatar per non udenti, ma anche per chi ha problemi di dislessia o un lieve ritardo cognitivo. 

BARRIERE CULTURALI. Secondo lEuropean Disability Forum, ben il  95% dei siti pubblici  non  accessibile.  cos anche in Italia, nonostante la legge Stanca ), entrata in vigore nel 2004: doveva favorire laccesso agli strumenti informatici e ai siti della Pubblica Amministrazione. Spesso ad essere poco accessibili sono proprio siti di pubblica utilit, come quelli di Comuni o  Asl che consentono di accedere a un servizio o prenotare una visita online, senza recarsi allo sportello, fa notare unaltra organizzatrice del corso, Consuelo Battistelli, colpita da cecit durante ladolescenza e da 5 anni consulente in Ibm per laccessibilit informatica. Purtroppo la barriera principale rimane ancora quella culturale, per questo  necessario puntare sulla formazione  continua Battistelli - . Anche quando gli strumenti li abbiamo, manca la cultura dellaccessibilit. 

PICCOLI ACCORGIMENTI. Battistelli cita un esempio: Una mia amica non vedente non  riuscita a compilare online il questionario sul censimento, nonostante utilizzi lo screen reader. Ha segnalato la scarsa fruibilit del sito, ma le hanno risposto che le manderanno qualcuno a casa per aiutarla. Ma perch deve ricevere uno sconosciuto nella sua abitazione, quando pu fare da sola il questionario online in una ventina di minuti, come gli altri cittadini? Un altro scoglio, poi  prosegue Battistelli - sono i social network, che pure sono nati per favorire le relazioni con gli altri. Le informazioni contenute sono tante e le pagine ipertestuali rimandano a continui link. Per renderli pi accessibili basterebbero, per esempio, apposite piattaforme visuali che consentano allo screen reader la lettura sequenziale.

di Maria Giovanna Faiella
