jobs
Morte e vita straordinaria del fondatore della "mela".
Vari da varie fonti, dal  06\10\2011, h. 05.37.


a)L'annuncio ufficiale.
b)Steve Jobs: vita di un uomo  che rester nellastoria.
c)Lutto:  scomparso Steve Jobs.
d)Un'eredit misteriosa.
***


a)L'annuncio ufficiale.
domenico Terracciano su universal-access.

 posto questo messaggio in lista in quanto pi sotto c' un link per inviare una testimonianza.
se qualcuno che se la cava con l'inglese vuole farlo magari a nome di questa lista, io ci sono...
per il resto ogni parola diventa superflua.
un GRANDE!!!!!


Inizio messaggio inoltrato:

  Oggetto: E' morto Steve Jobs
  Data: 06 ottobre 2011 03:59:36 GMT+02:00
  
  
  
  Il 5 ottobre 2011  morto Steve Jobs. Questo lo statement ufficiale di Apple:
  
  Siamo profondamente rattristati nellannunciare che oggi  mancato Steve Jobs.
  
  La brillantezza, la passione e lenergia di Steve sono state la sorgente di innovazioni senza numero che arricchiscono e migliorano la vita di tutti noi. Il mondo  incommensurabilmente migliore grazie a Steve.
  
  I suoi pi grandi amori erano sua moglie, Laurene, e la sua famiglia. I nostri cuori sono con loro e con tutti coloro che sono stati toccati dai sui straordinari doni.
  
  Chi vuole condividere pensieri, memorie e condoglianze pu scrivere a rememberingsteve@apple.com.
  
  E' morto Steve Jobs  stato pubblicato su Melablog.it alle 03:59 di gioved 06 ottobre 2011.
***
b)Steve Jobs: vita di un uomo  che rester nellastoria.
postato da Arturotomaselli, su universal-access.

Macitinet traccia le tappe pi significative della vita straordinaria di questo grande della comunicazione e protagonista della epocale rivoluzione del costume.
(da leggere)

Steve Jobs, vita di un uomo che rester nella storia 

di Fabrizio Frattini | 06-10-2011 

Ripercorriamo insieme le tappe dell'esistenza del fondatore di Apple. Un uomo che rester nella storia non solo della tecnologia deill'informazione ma anche
in quella del costume. 

Steve Paul Jobs era nato il 24 febbraio del 1954 a San Francisco da due studenti, il siriano Abdulfattah Jandali e lamericana Joanne Schieble. Impossibilitati
a crescere il bambino i due giovani genitori lo diedero in adozione a Paul Jobs e  Clara Hagopian, una coppia di Mountain View, un centro collocato a qualche
decina di chilometri a sud di San Francisco.  Jobs ha frequentato la scuola superiore Homestead di Cupertino iscrivendosi nel corso del periodo estivo
a seminari organizzati da HP a Palo Alto avvicinandosi cos per la prima volta al mondo dei computer. La sua carriera scolastica si interruppe poco tempo
dopo quando pur essendosi iscritto al Reed College di Portland, ateneo di orientamento umanistico, letterario e artistico con una forte impronta anticonformista e
in quanto tale frequentato da giovani orientati politicamente alla sinistra americana, decise di abbandonare gli studi. Jobs ha continuato a frequentare
da esterno corsi di calligrafia, guadagnandosi da vivere raccogliendo bottiglie di Coca Cola, dormendo sul pavimento a casa di amici e mangiando alla mensa
dei poveri di un tempio di Hare Krishna.

  stato nel 1974 che la storia damore tra Jobs e i computer  cominciata. Tornato in California ha iniziato a frequentate lHomebrew Computer Club, dove
si sperimentavano i primo PC personali venendo poi assunto come tecnico allAtari, unazienda che sviluppava giochi e console. Il suo intento era quello
di raccogliere abbastanza denaro per trasferirsi per un certo periodo in India dove avrebbe voluto compiere un percorso spirituale, cosa che fece effettivamente
anche se solo per qualche settimana tornando negli USA con la testa rasata e labbigliamento tipico dellinduismo mistico indiano. AllAtari aveva ritrovato
il suo amico Wozniak, conosciuto ai tempi di HP, e insieme decisero di lanciare un business per creare computer personali. Nacque cos, anche con la partecipazione
di Mike Makkula, un product marketing manager di Intel, e Ronald Wayne, un suo collega in Atari, Apple Computer, lazienda che diede vita, come si legge
nelle note in calce ad ogni comunicazione, al Personal Computer e della quale il maggior successo e prodotto simbolo fino a met del primo decennio del
2000  stato il Macintosh. 

Proprio intorno al Macintosh si  consumato lallontanamento di Jobs da Apple che abbandon nel 1985 per divergenze sulle linee di prodotto, difficolt economiche
e licenziamenti. Jobs via da Cupertino fond NeXT computer, unazienda che produceva hardware e sistemi operativi a costo elevato, caratterizzati da tecnologie
avanzate e potenza di calcolo eccezionale per i tempi. Un anno dopo, nel 1986, Jobs acquist Pixar, la divisione grafica di Lucasfilm che voleva trasformare
in una societ capace di offrire sul mercato dispositivi hardware per lelaborazione delle immagini ma che successivamente divenne il principale Studios
al mondo per la produzione di film in animazione 3D e la cui cessione da Disney ha trasformato Jobs nellazionista individuale pi importante della casa
di Topolino.

 In seguito alla crisi di Apple che in lotta per la sopravvivenza acquist NeXT, a sua volta i cattive acque, per cercare di modernizzare il suo sistema
operativo Jobs torn in Apple prima come consulente poi come amministratore delegato protempore infine come amministratore delegato a pieno titolo. Quando
nel 2000 Jobs assumeva formalmente lincarico, aveva gi cambiato il volto di Apple cancellando decine di progetti e numerosi prodotti e lanciato liMac,
il primo grande successo commerciale della nuova era di Jobs. Da allora sotto la guida del suo CEO Apple ha rivoluzionato per almeno tre volte il mondo
della tecnologia, prima lanciando liPod e poi liPhone, infine inventando il nuovo fattore di forma dei tablet con liPad. Grazie a Jobs Apple  passata
dallessere a tre mesi dal fallimento al ruolo societ IT pi importante ed influente al mondo con cui tutti, anche chi  fuori dalla sua specifica nicchia
di mercato, devono fare i conti, rivaleggiando con Exxon nel ruolo di azienda pi capitalizzata della borsa di Wall Street. 

La sua vicenda personale  segnata dalla malattia che lha colto nel 2004 quando scopr di essere malato di una rara forma di cancro al Pancreas giudicata
curabile; il CEO di Apple vene operato e torn al lavoro qualche mese dopo lintervento chirurgico. Le preoccupazioni sulla salute di Jobs sono tornate
ad affacciarsi nel giugno del 2008 quando apparve sul palco della WWDC visibilmente smagrito e debole. Apple sment ogni voce su una ricaduta, sostenendo
che Jobs era afflitto da un semplice male di stagione. Nel gennaio dellanno successivo Jobs annunciava di essere in cura per unna disfunzione ormonale, e qualche
giorno dopo di avere preso un periodo di riposo perch  le miee condizioni di salute sono pi complicate di quanto non stimato. Si seppe successivamente
che il capo di Apple era stato costretto a ricorrere al trapianto del fegato, intervento chirurgico sulle cui ragioni si sempre speculato, arrivando anche
ad ipotizzare una metastasi del precedente tumore al pancreas, ma senza avere mai avuto alcuna certezza.

Jobs pur tornato al lavoro a fine giugno del 2009 ad ogni apparizione ha dato progressivamente limpressione di essere pi fragile ed emaciato. Nel gennaio
del 2011, a quasi due anni esatti di distanza dalla prima assenza per ragioni mediche, Jobs annunciava una seconda assenza dal suo incarico ma questa volta,
al contrario del primo caso, non cera alcun cenno ad una data o una prospettiva di ritorno al timone di comando anche se non  mancato alla presentazione
di iPad 2 e al keynote della WWDC. La decisione definitiva di abbandonare lincarico di CEO del 24 agosto 2011; in quella occasione Jobs scriveva: Ho
sempre affermato che se mai fosse arrivato un giorno in cui non avrei potuto rispondere i miei compiti e le aspettative come CEO di Apple, sarei stato
il primo a farvelo sapere. Sfortunatamente questo giorno  arrivato.

Steve Jobs ricordato come un datore di lavoro quasi impossibile da accontentare, esigentissimo fino alla persecuzione con i collaboratori, capace di avanzare
pretese quasi impossibili e di licenziare o di chiudere un rapporto commerciale sulla base di una di queste pretese impossibili non soddisfatte. Ma verr ricordato
anche come un manager di un magnetismo e di una leadership ineguagliati, eccezionalmente abile nel riconoscere non solo i prodotti che gli altri hanno
immaginato ma anche il talento e in grado di far fare alle persone con cui entrava in rapporto per ragioni di lavoro cose che non pensavano di saper fare,
cose impossibili appunto, quelle cose impossibili che hanno fatto grandissima Apple.

Umanamente Jobs sar, invece, ricordato come un uomo molto difficile, arduo, se non impossibile, da approcciare, restio ad interviste, incontri mondani,
uscite pubbliche e ad ogni rapporto damicizia al di fuori da una strettissima cerchia, segnato da una mente che lo spingeva ad avere una concezione elitaria
di s stesso e delle persone con cui entrava in rapporto rifiutando, in alcuni casi senza mezzi termini, il contatto con chi non era ritenuto degno o utile
alla cerchia personale o professionale.

Se si vuole provare ad elaborare una ragione per cui Jobs si  elevato sopra il resto dei manager della silicon Valley non si deve per ricorrere solo a
fattori come intelligenza, visionariet e abilit manageriale; ma alla capacit di unire tutto questo ad autostima, ossessione per la perfezione e soprattutto
l'ossessione di voler piegare la tecnologia obbligandola a soddisfare il bisogno di creativit e di libert personale delluomo, ad assumere quel volto
umano che ha segnato tutta la storia delle invenzioni di Apple, dal Mac ad iPhone. Per questo Steve Jobs sar ricordato nella storia e non solo quella
dei computer.

***
c)Lutto:  scomparso Steve Jobs.
da la repubblica del 06\10\2011.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/06/news/morte_jobs-22771476/?ref=HREA-1
Steve Jobs non ce l'ha fatta
addio al fondatore della Apple
Uno scarno comunicato dell'azienda rivela al mondo la scomparsa di uno 
dei simboli dell'ra digitale.
Poche settimane fa aveva dovuto rinunciare ad ogni incarico nel gruppo 
che aveva creato.
dal nostro inviato FEDERICO RAMPINI

SAN FRANCISCO  - E' uno scarno comunicato della sua azienda, la Apple di 
Cupertino, che d la notizia attraverso l'Associated Press: "Steve Jobs 
 morto". Il fondatore della Mela, l'uomo che ha "creato due volte" il 
marchio-simbolo della nostra ra digitale, all'et di 56 anni ha perso 
l'ultima battaglia: quella contro il cancro al pancreas che lo aveva 
colpito una prima volta nel 2004. Jobs si era gi ritirato da ogni 
incarico operativo, il 24 agosto aveva abbandonato anche l'incarico 
formale di presidente di Apple lasciandolo al suo braccio destro Tim 
Cook. Era il segno che ormai le speranze per lui erano esigue.

L'ultima apparizione in pubblico risale al 7 giugno: a sorpresa Jobs si 
era presentato a una seduta del consiglio comunale di Cupertino (sede di 
Apple, nella Silicon Valley californiana) per presentare il progetto del 
nuovo campus aziendale. Dopo quella data di lui erano circolate solo 
delle foto sui tabloid americani, forse apocrife: lo ritraevano come 
l'ombra di se stesso, magrissimo, spettrale. Un fantasma rispetto allo 
"showman" che aveva incantato i consumatori del mondo intero seducendoli 
fino all'adozione universale dell'iPod, di iTunes, dell'iPhone, 
dell'iPad. La sofferenza dei suoi ultimi mesi di vita aveva perfino 
fatto sperare in un'impossibile riconciliazione col padre
Abdulfattah Jandali, un siriano-americano che lo aveva abbandonato ai 
genitori adottivi Paul e Clara Jobs di Mountain View (California).

Steve Jobs aveva detto di no a quell'estremo tentativo di 
riavvicinamento del padre biologico, come se quella sofferenza lacerante 
della sua infanzia a San Francisco volesse conservarla intatta e 
portarla con s fino alla fine. Scompare l'uomo che ha rivoluzionato 
l'informatica, la telefona mobile, e prometteva di fare altrettanto con 
il consumo di notizie, la lettura. Sotto la sua guida
Apple, che vent'anni fa sembrava a rischio di estinzione,  diventata la 
prima azienda hi-tech del mondo in valore di Borsa, davanti a Google e 
Microsoft. L'avventura di Jobs comincia nel 1976 quando fonda Apple 
insieme con Steve Wozniak e Ronald Wayne. Fin dall'inizio si distingue 
come uno dei pionieri del personal computer, ma nella prima fase Apple 
non riesce a diventare pi di un'azienda di nicchia di fronte a giganti 
come Ibm e Microsoft.

Le difficolt spingono Jobs a chiamare al timone di Apple nel 1983 John 
Sculley, ex chief executive di Pepsi Cola. Tra i due i rapporti si 
guastano presto e Jobs lascia l'azienda nel 1985, in coincidenza con 
un'ondata di licenziamenti. Ha inizio la sua lunga "traversata del 
deserto", durante la quale Jobs si cimenta anche col cinema d'animazione 
lanciando la Pixar che sar poi venduta alla Disney. Il ritorno di Jobs 
alla Mela di Cupertino avviene sul finire del 1996 quando viene 
richiamato in soccorso dell'azienda che appare quasi moribonda. E' in 
questa seconda fase che Jobs d il meglio di se stesso in tutti i campi: 
non solo nell'innovazione tecnologica e di
prodotto, ma anche nel suo talento di guru, comunicatore e venditore, 
fino a diventare quasi il capo di una "religione laica" con seguaci nel 
mondo intero. Gi nella prima fase con il Macintosh (1984) Apple si era 
distinta per due qualit originali: la semplicit e modernit degli 
interfaccia grafici; la cura per il design di un prodotto come il pc che 
all'epoca aveva un'immagine dimensione esclusivamente funzionale e 
utilitaristica.

Queste stesse qualit ritornano in modo esponenziale nella "seconda 
Apple" sotto la guida di Jobs, con invenzioni come l'iPod, iPhone, iPad, 
oltre che nella nuova gamma dei computer iMac. In ciascuno dei settori 
dove ha sfondato, Jobs non ha inventato prodotti genuinamente nuovi: 
prima di lui esistevano il pc, lo smart-phone, i lettori digitali di 
musica mp3 nonch i tablet per leggere e-book e giornali come il Kindle. 
In ciascuno di questi settori per lui ha imposto dei trend, delle 
trasformazioni profonde nel modo di navigare Internet, ascoltare musica 
o leggere i giornali. Ha rivoluzionato anche l'esperienza commerciale 
inventando gli Apple Store, luoghi di ritrovo che oggi segnano 
l'omogeneizzazione di una cultura globale da San Francisco a Pechino.

(06 ottobre 2011)

***
d)Un'eredit misteriosa.
da La Repubblica del 06\10\2011.
http://www.repubblica.it/tecnologia/2011/10/06/news/influenza_capitalismo-22772061/?ref=DRM-22775724-3

Un'eredit misteriosa per il capitalismo americano
dal nostro inviato FEDERICO RAMPINI

SAN FRANCISCO - L'impronta di Steve Jobs nella storia dell'industria 
americana, il suo lascito all'economia dei nostri tempi,  formidabile 
ed  indefinibile. Non esiste una "teoria di Steve Jobs", una ricetta. 
Passer del tempo prima che sia chiaro se Apple pu ripetere gli stessi 
exploit, prolungare quella corsa forsennata, anche senza di lui: ma non 
 questo il punto. L'eredit che Jobs ci lascia  misteriosa perch  
difficile dire che cosa sia stata Apple sotto la sua guida ispiratrice. 
Un'impresa informatica? Solo all'origine, con la gamma dei Macintosh e 
poi degli iMac. Ma venne l'iPod con annesso l'ipermercato virtuale 
iTunes: cos Apple invase e cambi il business musicale. Poi l'iPhone:  
allora una societ telefonica? E l'iPad: Jobs come reinventore del mondo 
dell'informazione e dell'editoria? E gli Apple Store: un gigante della 
distribuzione? E' stato un po' di tutto, il che spiega il fantastico 
sorpasso di Borsa sulla Microsoft, il balzo verso il primato mondiale 
assoluto tra le imprese tecnologiche.

Questo  tanto pi sorprendente per un'azienda che fu moribonda, stava 
letteralmente scomparendo quando Jobs vi fece il suo ritorno dopo un 
lungo divorzio. A decifrare la vera natura di Jobs forse aiuta la 
definizione che ne diede John Sculley, sfortunato chief executive dal 
1983 al 1993: "La gente parla di tecnologia, ma la verit  che Apple  
stata un'azienda di marketing. L'azienda di marketing del decennio". 
Fuochino fuochino, ma anche questo non basta. Il mondo intero si era 
talmente abituato ai trionfi di Jobs, che le sue innovazioni ci 
sembravano perfino scontate. La sua filosofia  stata rivoluzionaria in 
molti campi, fino a fare scuola: e quindi oggi detta legge e sembra 
quasi scontato che sia cos. Un esempio  il design. Vent'anni fa chi si 
sognava che un computer dovesse essere "bello"? Ci accontentavamo di 
scatoloni disegnati col righello, purch funzionassero.

Dopo Steve Jobs, la fusione tra estetica e tecnologia  un obbligo per 
sopravvivere in quel settore. Il che non significa che i suoi computer 
fossero solo degli oggetti del desiderio. In fatto di tecnologia, i loro 
interfaccia grafici conquistarono fin da principio nicchie di utenti 
sofisticati e in grado d'influenzare altri (grafici, pubblicitari, 
giornalisti, case editrici). Ecco un'altra costante di Apple: la 
capacit di sfornare status-symbol, adottati da chi poi detta le mode. 
Il caso dell'iPod fu forse il pi clamoroso esempio di reinvenzione di 
un prodotto gi esistente: gli mp3 per ascoltare musica. Jobs ci 
aggiunse, oltre al design dell'iPod ben pi seducente di ogni altro 
predecessore, anche la novit di iTunes, magazzino virtuale di tutta la 
musica umana. E convinse generazioni di "pirati", abituati a copiare 
gratis i brani musciali, a soggiacere al micro-pagamento di 99 
centesimi. Da allora, sembra quasi che la musica digitale l'abbia 
inventata Apple, perch l'epoca pre-iPod sembra preistoria. Un mistero 
della fede  anche il modo in cui Steve Jobs gestiva la comunicazione: 
contravvenendo a tutte le regole.

La sua era per il 99% del tempo non-comunicazione, anti-comunicazione: 
poche aziende hanno trattato cos male i giornalisti come Apple, e 
nessuna ha ricevuto in cambio cos tanta pubblicit gratuita. L'alone di 
leggendaria segretezza che Jobs imponeva a tutti i suoi collaboratori, 
la caccia spietata contro i responsabili delle fughe di notizie, 
costruivano attorno al quartier generale di Cupertino un clima mitico 
d'impenetrabilit. Ma anzich provocare ostilit o indifferenza, questa 
strategia alimentava attese parossistiche prima del lancio dei nuovi 
prodotti. Poi appariva Jobs, il Profeta, osannato dai seguaci come 
fossero appartenenti a una setta religiosa. Per descrivere 
l'atteggiamento dei consumatori verso Apple  stato usato spesso il 
termine "devozione", che noi associamo alla Chiesa. Poche marche nella 
storia dell'industria moderna hanno saputo conquistarsi un simile 
patrimonio di fedelt. Forse la Ferrari o il Rolex ma di certo nessun 
produttore di beni di massa, venduti a decine o centinaia di milioni di 
esemplari nel mondo.

Nel sondaggio annuo della rivista Fortune, Apple  risultata come 
l'azienda pi ammirata del mondo per tre anni consecutivi, nel 2008, 
2009 e 2010. La "filosofia" che Jobs ha portato alle estreme conseguenze 
per altri aspetti  figlia della Silicon Valley,  una costante di 
alcune generazioni di imprenditori innovativi radicati nella West Coast 
degli Stati Uniti: l'organizzazione aziendale "piatta", cio poco 
gerarchica, la flessibilit, lo stile ostentatamente ludico e 
giovanilista dei "campus", il premio ai geni creativi trasgressivi e 
ribelli, tutto questo fu vero per una fase iniziale alla Microsoft, cos 
come lo  stato per Google e Facebook. Apple ha inventato 
l'etichettatura "designed in California", restituendo all'America la 
speranza che la globalizzazione e le delocalizzazioni manifatturiere non 
impediscano di conservare il ruolo pi pregiato: essere il luogo di 
"concezione, progettazione", la fabbrica delle idee. Jobs diede della 
cultura californiana un'interpretazione particolare, applicandola con 
uno stile personale furiosamente autoritario, la determinazione di 
"spremere" i suoi talenti migliori umiliandoli e mettendoli in 
competizione fra loro. Pratic un rigore maniacale nello scartare nove 
progetti prima di approvarne uno, e a quel punto concentrava tutta 
l'attenzione su quel prodotto nuovo, la sua qualit, la soddisfazione 
del cliente. Perch  impossibile prevedere oggi se le sue ricette siano 
ripetibili? Perch alla fine la maga si accendeva nel momento in cui 
Jobs saliva sul palco, e l'affabulatore ipnotizzava le masse. Quella non 
era economia industriale, era arte.

(06 ottobre 2011)


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Lord su nvda.
...Jobs non  immortale?
Vergogna! blasfemia! sacrilego! eretico! mentitore! corruttore di 
giovani! Dove saremmo noi senza Jobs? Dove saremmo noi senza questo Dio 
sceso in terra che per puro spirito umanitario, senza nessun fine di 
lucro ci ha dato la tecnologia delle tecnologie?
Presto 10.000.000 di vergini in sacrificio per purificare l'aria che sto 
respirando, dalle menzogne eretiche!
Ora che abbiamo esaurito le formalit e gli scherzi e se sono di cattivo 
gusto signori miei pace, visto che sono veramente stanco di sentir dire 
che Jobs era un creatore, un genio un visionario, fatemi dire seriamente 
la mia su questa figura controversa.
Jobs ha mio avviso ha avuto un unico merito: quello di semplificare 
l'uso superficiale di un pc, per chi non aveva voglia di sbattersi a 
imparare.
Dopodich ha semplificato ulteriormente il concetto per i dispositivi, 
telefonici e di lettura degli mp3. Tutto qui, non ha fatto altro, non  
stato un inventore, ma ha semplicemente utilizzato un altro punto di 
vista per guardare una cosa e farci dei soldi. tutto qui, altro che 
grande creatore... tutto li.
S ora si leveranno le schiere dei macchisti che mi accuseranno di ogni 
sorta di barbarie dal peccato originale in gi, tra parentesi, so cosa 
c'era prima della creazione del tempo, sorriso. per signori, la verit 
va detta. a prescindere da quello che personalmente penso dell'uomo, e 
io dell'uomo in s e per s non penso niente visto che non lo conoscevo, 
noi possiamo parlare solo della figura dell'imprenditore, o del 
chiefmanager e se lo scritto male scusate, ma dicevo come imprenditore 
lui ha avuto solamente il merito di semplificare l'uso superficiale di 
una macchina tutto li. niente di meno e niente di pi. tutte le altre 
considerazioni dopo vengono da sole.
E intendiamoci sull'effettiva semplificazione ce ne sarebbe tantissimo 
da dire: ma diciamo che per qualcuno che non ha voglia di imparare un 
mac soddisfa le necessit basilari, e intendo anche per i vedenti.
Detto questo, macchisti al seguito, non la prendete male perch non ho 
veramente voglia di spiegare che le mie prime righe erano uno scherzo 
rivolto a Manolo che apprezza l'ironia.
Tanto non vi preoccupate, le vostre condizioni resteranno tali, anche se 
un eretico, blasfemo come me dice male del vostro signore.
P.S. mi scuso in anticipo verso i moderatori, ma ero veramente stanco di 
sentire cordoglio, cordoglio, cordoglio... manco fosse uno zio ricco. Io 
personalmente provo molta pi pena e compassione per quei poveracci 
morti a Barletta nel crollo recente di una palazzina.
Ma queste verranno classificate solo come disgrazie quotidiane.
g)Addio a Steve Jobs, il capitalista 2.0 che invent il futuro.
da il giornale del 07\10\2011.

Addio a Steve Jobs, il capitalista 2.0 che invent il futuro.
Una mela e quattro parole: stay hungry, stay foolish. Siate affamati, siate folli.  il 12 giugno 2005, Stanford, Steve Jobs vestito di nero, con i capelli radi e bianchi, riceve quella laurea che aveva messo da parte per inseguire un sogno in un garage di Cupertino. Il mondo considera quel discorso il suo testamento morale. Non c' dubbio che l ci sia il sale della filosofia di quest'uomo. Ma forse quel siate affamati, siate folli  diventato troppo in fretta uno slogan e fa dimenticare il resto, quello che Jobs  stato. Chiamatelo genio, ed  vero. Parlate del suo coraggio. Raccontatelo come il figlio di una ragazza madre cresciuto da una coppia classica della middle class americana.  un figlio adottivo che ha perdonato la madre, ritrovato una sorella talentuosa quanto lui e scansato un padre che forse aveva paura di incontrare. Ricordate che la Apple, il Mac, la Pixar, l'iPod, l'iPad e tutte quelle meraviglie tecnologiche disegnate con la stessa sostanza dei sogni sono pezzi di vita quotidiana. Ma non dimenticate mai quello che soprattutto Steve Jobs era, incarna e sar per sempre: un imprenditore.
Questa, in un'epoca in cui il mercato torna a godere di cattiva fama,  l'identit che si cerca di far scivolare via, come un particolare irrilevante.  pi facile chiamarlo genio, artista, visionario, filosofo. Eppure Steve Jobs faceva computer. Belli, facili, innovativi. Ma il suo primo dovere era venderli. Come? Non assecondando i clienti, ma convincendoli che non potevano avere nulla di meglio: Molte volte la gente non sa quel che vuole finch non glielo fai vedere. 
Pensiamo che il Mac vender alla grande, ma non lo abbiamo costruito per quello. L'abbiamo costruito per noi. Noi siamo stati il gruppo di persone che ha deciso se fosse un buon prodotto o meno. Non abbiamo fatto ricerche di mercato. Volevamo solo costruire il migliore prodotto possibile. Li faceva, quei computer, perch era la sua sfida, il suo segno nel mondo. Non li faceva solo per qualche dollaro in pi, ma per il gusto dell'intrapresa, come Francesco Datini, mercante della Firenze medioevale, andava a vendere stoffe nelle Fiandre o Henry Ford scommetteva sull'era delle automobili.  lo stesso fermento, la stessa ansia, quel gusto dell'avventura e di crearsi un destino con il sudore della fronte, immaginando ogni volta una nuova strada, una rotta, un affare.  quel mercante narrato da Sombart o da Schumpeter, l'uomo carismatico che va avanti per vocazione e per destino, lo Zarathustra dell'innovazione permanente, il creatore di nuovi bisogni e mercati, l'anarca artefice dell'imporsi dell'offerta sulla domanda. L'imprenditore che si muove per salire nella scala sociale e per ansia di vittoria. Non per arricchirsi. E trasforma incessantemente il mondo. Sombart paragona questo spirito a quello di Faust, una sorta di irrequietezza che fa ogni giorno i conti con la morte e qualche volta scende a patti con il diavolo per sconfiggerla e conquistarsi l'immortalit, salvo poi accettarla, a costo di tradire e beffarsi del suo demone.
A Stanford Jobs parl della morte (gli avevano diagnosticcato il cancro un anno prima).
 l - disse - che si svela il senso della vita. Il pensiero che sarei morto presto  stato il pi grande aiuto che abbia avuto per prendere le decisioni importanti della mia vita. Perch praticamente tutto - tutte le aspettative del mondo esterno, tutto l'orgoglio, tutte le paure e gli imbarazzi della sconfitta -, tutte queste cose semplicemente svaniscono di fronte alla morte, lasciando solo quel che  importante. Ricordarvi che dovrete morire  il modo migliore per non cadere nella trappola, e pensare di avere qualcosa da perdere. Siete gi nudi. Non c' motivo per non seguire il vostro cuore. 
 qui, in questo rapporto con la morte, che sta il quarto spicchio della mela, oltre la fame, la follia e il coraggio. Jobs  l'imprenditore della leggerezza. Il suo sogno non  fatto di acciaio e non ha bisogno di grandi bagagli.  un sogno nudo.

Fonte:
http://www.ilgiornale.it/interni/addio_steve_jobs_capitalista_20_che_invento_futuro/07-10-2011/articolo-id=550309-page=0-comments=1

***
h)Richard Stallman: "Felice che Jobs se ne sia andato"
Zeus-news del 7\10\2011.
Per il paladino del software libero, il fondatore di Apple non ha fatto 
altro che creare una prigione dorata per gli stupidi.
[ZEUS News - www.zeusnews.com - 07-10-2011]

Mentre il web - e non solo quello - pullula di incensazioni e lodi dirette a 
Steve Jobs, si leva anche una voce fuori dal coro.
Non sono felice che sia morto, ma sono felice che se ne sia andato:  
questa l'opinione di Richard Stallman circa la dipartita del fondatore di 
Apple, e il motivo di tanta acrimonia  la prigione dorata che Jobs avrebbe 
costruito - secondo Stallman - per i propri utenti.
Il fondatore della Free Software Foundation non ha mai fatto mistero della 
propria veemente antipatia forse non personalmente nei confronti di Steve 
Jobs ma certamente verso l'idea di informatica che questi propugnava, e la 
morte di Jobs non gli ha certo fatto cambiare opinione.
Steve Jobs, il pioniere del computer inteso come prigione resa cool, 
progettato per separare gli stolti dalla propria libert,  morto: cos ha 
scritto Stallman, per poi continuare sostenendo che nessuno merita di dover 
morire, n Jobs, n Mr. Bill, nemmeno le persone colpevoli di mali peggiori 
dei loro. Ma tutti ci meritiamo la fine dell'influenza maligna di Jobs sul 
computing. Purtroppo, quell'influenza continua nonostante la sua assenza. 
Possiamo solo sperare che i suoi successori, nel proseguirne l'eredit, 
siano meno efficaci.
Mr. Bill, ovviamente,  Bill Gates, colpevole quanto Jobs di aver creato 
un mondo informatico in cui le libert degli utenti non sono rispettate.
Apple e Steve Jobs sono per, se possibile, ancora peggio: non solo hanno 
creato una prigione - spiega Stallman - ma hanno convinto gli utenti che 
esservi rinchiusi dentro sia cool: Apple ha fatto in modo che la gente 
non sappia pi quali sono le sue libert, e se lo sa, pensa di non 
meritarsele.
